venerdì 11 maggio 2018

RECENSIONE "L'IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME" di ALICE BASSO

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Secondo venerdì di Maggio e già sono in ansia per un altro mese che sta per finire... MA QUANTO STA CORRENDO VELOCE QUESTO 2018???
La cosa positiva è che almeno le letture non stanno andando malissimo in questo periodo, oddio, la delusione c'è sempre ma non la sto prendendo più tanto male come un tempo, l'imperturbabilità del saggio si sta impossessando di me :-)
Tornando a parlare di cose serie, oggi vi racconto le mie impressioni sul primo libro di una serie che ormai, credo, avete letto in molti ed io, come al solito, arrivo con anni di ritardo. Fortunatamente mi è piaciuta molto e credo che la lettura procederà, quindi adesso non mi resta che raccontarvi come è andata, BUONA LETTURA!!!



TRAMA: Silvana Cassandra Sarca è una ghostwriter, scrivere è il suo mestiere e lo fa con passione. Un lavoro che le procura gioie e dolori e che non le permette, sempre, di rimanere distaccata da quello che le succede intorno.
Una donna che parla con gli angeli sparisce all'improvviso e Vani (Silvana) verrà ingaggiata, prima per scriverle un libro, poi per il suo ritrovamento. Chi lo ha detto che scrivere è un lavoro sedentario??

Titolo: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Autore: Alice Basso
Casa Editrice: Garzanti
Anno: 2018 (Ristampa)
Pag: 269
Prezzo: 5,00 euro





VALUTAZIONE:



Ancora una volta i consigli librosi mi hanno fatto conoscere una nuova autrice totalmente fuori dalle righe. Per questo ringrazio ancora le sfide di lettura, in particolare la TUTTI AD HOGWARTS CON LE 3 CIAMBELLE che mi ha permesso di leggere il primo romanzo di una serie di quattro, per il momento, dedicato alla figura di Vani Sarca.

Che dire, non pensavo di rimanere attaccata alle pagine di questo romanzo come invece è accaduto nei momenti in cui il lavoro non mi impegnava. Il genere è quello della Gazzola, una sorta di giallo che unisce a sé anche una vena romance che non dà fastidio ad una lettrice come me che è poco incline alla lettura di romanzi esclusivamente d'amore.
Ma andiamo con ordine...

L'incontro con Vani Sarca, la protagonista di questo romanzo, è stato un colpo di fulmine. All'improvviso mi sono ritrovata a leggere di un personaggio in cui mi rispecchiavo completamente, a parte il menefreghismo nei confronti della famiglia, quello non mi appartiene.
Un personaggio diverso dal solito, che per una volta, non fosse legato alle solite protagoniste che aspirano alla famiglia, alla casa ben curata, al fidanzato perfetto e alla carriera solida e duratura. Insomma Vani è un personaggio che incarna perfettamente la normalità della vita di una donna di 34 anni che vive in modo indipendente e disincantato una quotidianità fatta di un lavoro che le piace e la sua solitudine pure.
Molti degli aspetti del carattere di Vani sono discutibili, certamente, ma sono proprio la sua scontrosità, il suo sarcasmo, la sua ironia, il  suo menefreghismo, gli elementi che la rendono indimenticabile. 
Per la prima volta mi sono ritrovata a leggere di un personaggio cui vengono affidati dei caratteri solitamente attribuiti a figure maschili. Una donna che è decisa nei suoi comportamenti, che sceglie di essere burbera per non essere "calpestata" e che proprio in questo suo atteggiamento nasconde la sua fragilità, come tutti.

Ogni personaggio creato dalla Basso in questo romanzo, per quanto poco o tanto compaia tra le pagine, è costruito in modo tale da lasciare una traccia del suo passaggio: l'opportunista Enrico, nonché datore di lavoro di Vani, sempre pronto a raggiungere risultati ottimali per la sua casa editrice e a non permettere la visione della sua punta di diamante al pubblico di lettori che dovrebbero lodare la sua ghostwriter piuttosto che i suoi scrittori ufficiali.
Riccardo, tanto bello quanto manipolatore, un uomo che stupisce e delude a pari merito. Un personaggio che comunque riesce a compensare quello di Alice. 
Un complementare, invece, è il commissario Berganza. Il classico commissario uscito dai telefilm anni 70 e 80, amante dei gialli, dal classico al più moderno. Un personaggio introverso, perspicace, che parla poco ma parla il giusto e che sorprende per il suo acume.
Infine Morgana, una Vani in miniatura e che per questo, credo, ci saranno ancora molte esperienze che faremo in sua compagnia, soprattutto per il confronto che Vani farà con il suo passato proprio tramite la piccola Morgana.
La storia in sé è stata molto gradevole, sicuramente ho apprezzato molto di più la parte dedicata alla vita di Vani, piuttosto che quella dedicata alla vicenda gialla, ma il suo ruolo di contorno non mi ha comunque infastidito.

Sicuramente è da apprezzare l'omaggio alla letteratura che la Basso introduce in molte delle pagine del romanzo, oltre, ovviamente alla figura stessa di Vani. Un romanzo che si legge bene, è una lettura piacevole che aggrada ancora di più grazie ad uno stile fresco, frizzante, ironico, che rende bene l'idea della protagonista e del ritmo che assume la storia, mai banale o deludente.

Insomma, credo che Alice Basso sia entrata a mani basse nel novero delle belle scoperte di questo 2018. Sicuramente appena avrò la possibilità comprerò tutti i volumi della serie perché è sempre positivo avere delle letture che lascino spazio alla tranquillità e al piacere di leggere senza doversi per forza impelagare in storie complicate o particolarmente intricate.
Una di quelle autrici Jolly che quando sei giù ti regala una risata e quando vuoi abbandonarti al relax è perfetta per la sua linearità e quel pizzico di intrigo che ci serve senza essere esageratamente fastidioso.
Insomma, la consiglio? Sicuramente si, a tutti coloro che, come me, non sono ancora incappati nella lettura di uno di questi romanzi.

Fatemi sapere se avete letto qualcosa di questa autrice, se avete letto le storie di Vani Sarca e se si cosa vi è piaciuto di più.
Spero di avermi trasmesso il mio entusiasmo in maniera decente, vi mando un abbraccio e vi auguro di fare delle bellissime letture... A presto!!!

3 commenti:

  1. Io non lo dico ad Alice che l'hai definita romance e non perché io sia buona, come dice Lallina, ma perché poi le urla della Basso me le becco io!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma noooo... Se fosse stato romance non lo avrei neanche letto... E poi ho scritto "vena di romance che non dà fastidio" mica che l'intero libro è un romance ;-)
      Fatto sta che mi è piaciuto e Alice si è guadagnata una lettrice in più, quindi direi che è un buon risultato :-)

      Elimina
  2. Mikla, non hai ritirato il premio della Made in Italy Books Challenge del mese scorso! Ti avevo scritto una email...

    RispondiElimina