martedì 19 maggio 2020

Recensione: "CIRCE" di MADELINE MILLER

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state? Come stanno procedendo le vostre letture? Io devo confessare che mi sono abbondantemente arenata dietro uno dei libri più in voga in questo momento per la sua particolare conformazione e non vedo l'ora di poterlo chiudere... ma ve ne parlerò in un altro post...
Devo ammettere che questo mese di Maggio sta cominciando a starmi stretto, ho continuamente attacchi di allergia e non riesco a capire se sto subendo una variazione nella sua manifestazione.
Solitamente ho dei forti attacchi di raffreddore, mentre da un mesetto ho sempre una sensazione di soffocamento che in realtà non mi chiude la gola ma quando mangio la maggior parte delle volte sembra come se niente volesse scendere... DEVO DECISAMENTE FARMI VEDERE DA QUALCUNO.
Scusate il momento sportello medico, ma se qualcuno di voi ha capito magari può darmi una mano... GRAZIE...

Torniamo alla vera motivazione che mi porta davanti a questo schermo... i libri!
Oggi vi racconto la mia esperienza con un libro che ha spopolato l'anno scorso anche per la precedente pubblicazione dell'autrice che ancora non ho recuperato, ma vi lascio al post, BUONA LETTURA!!!






TRAMA: Circe è una titana nata da una ninfa, Perseide e da un dio, Elios. Circe non è la sola, ha altri fratelli con i quali non ha un gran bel rapporto, Perse e Pasifae, bellissimi, amati da tutti, cosa che lei non è. Questo suo essere diversa la rende unica anche se non se ne rende conto.
Circe è la strega potente che ammalia Ulisse legandolo a sé e trasformando i suoi compagni in porci, ma è veramente solo questo?

Titolo: Circe
Autrice: Madelina Miller
Casa Editrice: Sonzogno
Anno: 2019
Pag: 412
Prezzo: 19.00 euro


Cosa Ne Penso...


Come già accennato non ho letto altro di questa autrice, ma già il fatto che abbia deciso di fare dei suoi libri un veicolo di conoscenza per la mitologia ha già conquistato il mio cuore.

CIRCE è una storia molto coinvolgente, la sua protagonista è una figura conosciuta soprattutto per una scena all'interno di una vicenda più grande e complessa, ma qui non troviamo solo la grande maga, troviamo una donna e la sua vita intera.

Figlia di un dio e di una ninfa Circe ha sempre vissuto in un mondo elitario, splendente, affascinante. Un mondo in cui fanno da padrone la potenza, l'illusione, il gioco e l'inganno. Un mondo in cui a nessuno è negata la sua parte di gioia e sofferenza.
Scopriamo che Circe, però, è differente da tutto questo, ed è questo suo essere così terrena a lasciarla isolata dal suo stesso mondo.
"Era così che i mortali trovavano la fama, pensai. Attraverso la pratica e la diligenza, curando le loro doti come un giardino, fino a farlo scintillare sotto il sole. Ma gli dei sono frutto dell'icore e del nettare, con le eccellenti abilitò già pronte a sgorgare dalla punta delle loro dita. Pertanto, raggiungono la fama con atti di distruzione: radendo al suolo città, scatenando guerre, generando piaghe e mostri. Tutto quel fumo, quell'aroma che sale tanto dolcemente dai nostri altari, non si lascia dietro altro che cenere." 

La storia che la Miller ci racconta è chiaramente una biografia, ma posso assicurarvi che non c'è nulla di banale nella sua narrazione. La vita di Circe e dei vari incontro che fa ci permettono di conoscere o riconoscere alcuni miti noti: quello di Prometeo, la nascita del Minotauro, Scilla, come pure le divinità del panorama mitologico: Elios, padre di Circe, Ermes, il dio messaggero degli dei, Atena. Ed infine, ma non per una minore importanza nella storia di Circe, anche molti eroi della mitologia Dedalo, l'inventore delle ali di cera e del labirinto del Minotauro, Arianna, Ulisse, Medea e molti altri.

Nella rappresentazione di questo mondo emerge in ogni pagina il caratteristico egoismo degli dei che agiscono solo per un loro tornaconto personale, l'invidia anche solo nell'ipotesi che ci siano umani o altri tra loro in grado di essere migliori. La perfezione delle loro realtà è ciò che rifugge la nostra Circe e che proprio per la sua voglia di indipendenza finisce per essere cacciata e relegata sull'isola di Eea.

A mio avviso è proprio con l'arrivo sull'isola che scopriamo la vera natura di Circe di cui fino a questo momento ne avevamo solo il sentore. Una maga che basa il suo potere sulla natura, la pazienza, lo studio e la conoscenza. Una donna che pur agendo nella necessità di vendicare il male subito lega ogni sua azione ad un senso di giustizia che difficilmente trova i lettori contrari.

Quello che rende questo romanzo così avvincente e interessante è proprio il modo in cui la mitologia viene scardinata dal suo essere perfetta. Circe è una figura potente ma è anche molto umana nella sua sofferenza, nella sua delusione, nelle perdite che subisce e nell'amore che sceglie di vivere nonostante tutto.

"Credevo che un simile dolore mi avrebbe uccisa, nulla a che vedere con il deprimente intontimento che la partenza di Eete mi aveva lasciato, ma acuto e feroce come se una lama mi trafiggesse il petto Naturalmente, però, io non potevo morire. Avrei continuato a vivere, ogni singolo bruciante momento fino al successivo. Proprio il tipo di sofferenza che induce la nostra specie a scegliere di essere pietra e albero piuttosto che carne."

Una immortale Circe, che non può vivere secondo la naturale inclinazione del tempo, ma che ha il tempo al suo servizio e per questo legata al suo mondo, ha la possibilità o la condanna di vivere molte vite e di avere sempre il ricordo di ciò che era. Una condanna che lei stessa più volte ci fa percepire.

Quello che mi è piaciuto di tutto il romanzo è soprattutto il modo in cui la sua storia ci viene narrata, una sorta di lungo racconto personale nel quale la protagonista decide di aprirsi a noi regalandoci emozioni forti che non ci saremmo aspettati. 
Da qui la possibilità di parlare di Circe, chiaramente un personaggio poco realistico, come di una donna in carne ed ossa. Circe è resa umana e questo è il punto vincente di questa storia.
Circe cresce con l'idea di un padre che la ama e che nel tempo non esita ad allontanarla, vive con dei fratelli che non ricambiano il suo affetto, si innamora di un uomo mortale che nel momento in cui intuisce la possibilità di entrare nel dorato mondo degli dei non esita a sfruttarla.
Il tradimento è quindi il sentimento di sofferenza che Circe subisce per tutta la sua vita e che la porta a reagire diventando la strega di cui si conosce.

In realtà viene fuori che dietro la fama c'è molto altro e grazie alla Miller riusciamo ad avere una rappresentazione del mito a 360° anche se questo è frutto di una elaborazione letteraria posso assicurarvi che una volta finito il romanzo vi sarete affezionati a Circe senza pensare che si tratti di una divinità.


VOTAZIONE:




Ho amato questo personaggio come pochi nella mia vita di lettrice, sono più quelli che non ho sopportato in realtà. La Miller mi ha completamente catturato nelle pagine di una vita di sofferenza ma anche di rinascita e di voglia di superamento del dolore. 
Una storia femminile estremamente coinvolgente e raccontata con un ritmo narrativo incalzante nel quale ogni momento ci racconta un lato del personaggio in modo poetico ed evocativo.
Scoprirete un mondo in cui la letteratura ha avuto un ruolo preponderante nel ridarci l'immagine di alcuni personaggi che qui la Miller decide di ribaltare completamente, ma non sto qui a dirvi di chi stia parlando, OVVIAMENTE. 
Leggete questo romanzo e non ve ne pentirete, rimarrete affascinati dalla vita di una maga e donna che con il suo potere vi lascerà una traccia di sé addosso.

Fatemi sapere se avete letto questo romanzo, come vi è sembrato e se conoscete altri libri che trattino la mitologia in questo modo.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare delle bellissime letture!!! A presto!

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