venerdì 3 luglio 2020

Recensione: "NELL'ANTRO DELL' ALCHIMISTA" di ANGELA CARTER

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Quando scopro autori nuovi ho sempre paura di dire qualcosa di sbagliato, non tanto per essere il bastian contrario ma proprio perché penso di non riuscire a dire in maniera concreta quello che il libro mi ha realmente lasciato.
Questo mi capita soprattutto quando mi trovo a fare i conti con degli autori importanti o che comunque sono molto noti o hanno fatto "moda" per un certo momento.E' vero che io cerco di stare lontano dal loro momento di successo, però poi alla fine li leggo perché mi incuriosisco anch'io che credete.
Bene, oggi proverò a raccontarvi le mie impressioni su questa autrice scoperta grazie al gruppo Instagram #stregheletterarie nel quale ogni mese leggiamo una autrice segnata su un mazzo di tarocchi. 
Ci sono molte autrici di cui non so nulla e la cosa mi ha incuriosito.
Ma bando alle ciance, vi lascio al post, BUONA LETTURA!!!




Titolo: Nell'antro dell'alchimista
Autrice: Angela Carter
Casa Editrice: Fazi
Anno: 2019
Pag: 376
Prezzo: 17.50 euro

Trama: Una raccolta di racconti con la quale riusciamo a conoscere molti degli elementi fondativi della scrittura di Angela Carter dal femminismo alla favola alla sessualità tutto raccontato con uno stile che si adatta ad ogni situazione e storia narrata.

Cosa Ne Penso...

Quando ho cominciato a vedere i libri di questa autrice un po' da tutte le parti ho pensato che mi affascinava il suo voler raccontare delle storie che fossero legate ad un mondo che solo apparentemente poteva essere come il nostro.
I due romanzi ripubblicati prima di questa raccolta mi hanno catturato per i loro titoli ma essendo molto letti ho pensato che forse la necessità di dover dare dei giudizi positivi vincesse la reale piacevolezza delle storie.
La curiosità è un po' scemata fino a quando non ho deciso di partecipare ad un gruppo di lettura nel quale si aveva la possibilità di leggere un libro di questa autrice.
Ora, ho sempre detto che i racconti non mi fanno impazzire e continuo a ripeterlo anche in questo caso perché non sono del tutto convinta di quanto mi sia effettivamente piaciuto il tutto, però ho voluto provare lo stesso... Ma cerchiamo di andare con ordine.


Angela Carter mi ha ricordato un pochino il mio amato Tommaso Landolfi appena ho letto i racconti delle sue prime prove letterarie questo perché, come lui, ha voluto inserire nella quotidianità l'elemento strano, surreale, fantastico, il moderno weird che se da una parte mi affascina dall'altra finisco sempre per rimanerne un po' distaccata.
Questo indubbiamente mi ha fatto procedere con la lettura rendendomi subito conto di quanto la Carter fosse in grado di creare storie completamente diverse tra loro ma aventi sempre qualcosa che potesse rimandare alla sua penna.

La raccolta è composta da una selezione di alcuni racconti presi da: PRIMI RACCONTI 1962-1966; FUOCHI D'ARTIFICIO: NOVE PEZZI PROFANI 1974; LA CAMERA DI SANGUE E ALTRI RACCONTI 1979. 

Già il solo fatto che ci troviamo davanti ad una produzione così scaglionata nel tempo suggerisce che l'autrice abbia subito dei cambiamenti molto evidenti. Se , infatti, nella prima raccolta ci troviamo a leggere di storie normali che si colorano di fantastico, nella seconda raccolta si cominciano ad affacciare altri temi quali il femminismo, la sessualità, l'incesto.
Voci di donne che raccontano di relazioni con uomini più giovani o terroristi, che si fanno portatrici di un messaggio di libera scelta e di autonomia nella gestione del sé, come pure donne, marionette, che decidono di prendere vita e scegliere di godersela fino in fondo. Storie incestuose che fanno rabbrividire e che lasciano l'amaro in bocca; specchi che ci "regalano" la visione di un mondo altro che non sempre è certamente come si vuole.
più note che, però, si tingono di colori foschi, oscuri, macabri, con la presenza di lupi mannari e vampiri che si adattano al racconto principe che prende il nome della raccolta LA CAMERA DI SANGUE, una stanza dei giochi proibiti che inquieta tanto quanto affascina.

In tutto questo continuo mutamento di scene e rappresentazioni mi sono trovata sicuramente un po' spiazzata ma allo stesso tempo ho trovato un elemento comune LA BRAVURA di questa autrice nel saper raccontare ogni singola storia nel modo che più si confà alla tematica trattata.
La cosa che forse più di tutto mi ha colpito è non tanto il fatto che ci si possa trovare davanti ad una varietà incredibile di situazioni, quanto il fatto che anche nelle storie più cupe non ci troviamo davanti a delle azioni concrete o che puntano ad impaurire e terrificare e questo lascia spazio al lettore di immaginare quanto possa essere nella mente dello scrittore.

Insomma credo che la Carter sia riuscita a conquistarmi sebbene non mi senta l'urgenza di conoscere tutto di lei, sto ancora cercando di metabolizzare quello che ho letto fino ad ora.
Devo sicuramente dirvi, però, che ho apprezzato molto di più la sua creatività dal niente che la rivisitazione di quanto già originariamente fosse cupo. 
Il fatto che abbia voluto riprendere delle storie già costruite mi ha un po' annoiato, nel senso che comunque sono già note e per quanto si voglia renderle un po' più macabre credo che non siano una novità. 
Nonostante questa piccola postilla posso comunque confermare che la Carter sarà un nome che sentirete di nuovo sul blog, ho intenzione di recuperare i sue romanzi sempre editi da Fazi per cercare di capire se nelle storie più lunghe posso ritrovare l'aurea di mistero e fascino dei racconti e rendermi davvero conto se sia o meno un'autrice nelle mie corde.


VOTAZIONE:

 E MEZZA


Nonostante sia riuscita a fare breccia, la Carter non mi ha ancora convinto del tutto per i motivi che vi ho scritto sopra. Mi è sicuramente piaciuto questo suo parlare di temi importanti utilizzando una modalità differente per farlo. 

Fatemi sapere se avete letto questo libro, se avete letto qualcosa della Carter e, se si, con quale delle altre uscite mi consigliate di procedere.

Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare delle bellissime lettura! A presto!!!

martedì 30 giugno 2020

WWW... RECAP DEL MESE... GIUGNO 2020

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Mai come quest'anno il mese di Giugno è stato così atteso. La riconquistata libertà di questi giorni ha portato molti a riprendere a lavorare, ritrovare i propri cari lontani, avere la possibilità di ritrovare gli amici ed anche, soprattutto per noi lettori, tornare in libreria e sentire di nuovo l'odore della carta stampata, la disposizione di quei coloratissimi scaffali pieni di libri che ci chiamano da ogni parte.
Anche per me è stato un po' tutto questo, soprattutto la parte delle librerie 😉

Ma oggi siamo qui per vedere come è andato questo mese di letture. Devo dire che ci sono state delle letture che hanno preso voti alti ma per la maggior parte sono rimasta sulla sufficienza, quindi non posso dire di essere pienamente soddisfatta.
E' stato un mese di conoscenze nuove e di tematiche che mi hanno appassionato e di cui adesso vorrei sapere ogni cosa, ma capisco che non posso fare tutto insieme e devo darmi una regolata, un danno alla volta! Vi mostro come è stato questo mese, BUONA LETTURA!


Cosa Sto Leggendo?




Per essere del tutto sinceri ho deciso che inizierò questo piccolo volumetto stasera perché al momento ho appena finito di leggere Mansfield Park della Austen.
TRA LORO di RICHARD FORD pubblicato da Feltrinelli sarà il mio primo approccio all'autore. Non si tratta di un romanzo ma di un memoire con il quale l'autore ci racconta della sua famiglia.
Non so effettivamente se sia il libro giusto per capirci qualcosa di questo autore ma quando l'ho comprato alla promo del 2 x 9.90  dell'anno scorso mi era sembrato un titolo interessante.
Vi farò sapere.


Cosa Ho Finito Di Leggere?


GENERAZIONE PERDUTA di VERA BRITTAIN pubblicato da Giunti nella collana Le chiocciole è stato il libro di transizione tra Maggio e Giugno e pensavo di non riuscire a finirlo. E' stata una lettura molto altalenante e non ne ho apprezzato tutto il contenuto.
So che si tratta di una testimonianza diretta degli accadimento raccontati, ma questo non giustifica la reiterazione e il fissarsi solo su determinate cose, a mio parere. Mi è piaciuto? NI! 




NELL'ANTRO DELL'ALCHIMISTA di ANGELA CARTER pubblicato da Fazi è stata una delle scoperte del mese. Una raccolta di racconti che ormai credo sappiate non essere il mio genere preferito.
Un'autrice particolare come particolari sono le storie che ci racconta in questa raccolta. Una scoperta interessante di cui vi parlerò prestissimo e che devo dire mi è piaciuta abbastanza. 

 E MEZZO



Dato lo scarso entusiasmo per le letture precedenti ho pensato che ARTO PASILINNA potesse venirmi in soccorso con il suo L'ANNO DELLA LEPRE pubblicato da Iperborea. Pasilinna per me è un autore cuscinetto, di quelli che li leggi quando vuoi essere intrattenuto in modo intelligente e rimanendo soddisfatto della lettura fatta e del tempo speso per farlo. Un romanzo breve ma di quelli che lasciano sempre da pensare. Mi è piaciuto ma anche per lui una sufficienza. 




Un libro che nasconde la sua reale portata è DIO ODIA IL GIAPPONE di DOUGLAS COUPLAND pubblicato da ISBN EDIZIONI casa editrice ormai fallita di cui, però, si possono ancora recuperare dei titoli. Io ho comprato questo libro a quattro euro mi sembra e molti altri allo stesso prezzo, vi consiglio di controllare ancora.
Attraverso la vita di un giovane giapponese poco propenso alla crescita ci ritroviamo a leggere della rappresentazione di un Giappone degli anni  80 in cui nessuno è veramente felice di quello che sta facendo. Un romanzo che dietro l'assurdità di alcune situazioni nasconde una problematica molto seria. 




Il mese, come avete visto non stava procedendo molto bene e una mattina svegliandomi mi è venuto in mente questo titolo e ho deciso di leggerlo senza pensarci troppo su: KENT HARUF  e  CANTO DELLA PIANURA pubblicato dalla NN edizioni mi hanno letteralmente conquistata.
Approdata ad Holt fin dalle prime parole ho sentito di appartenere a quel mondo e di non volermene separare pur avendo voglia di conoscere da vicino le storie dei suoi protagonisti.
Un mondo di natura e persone semplici che vi piacerà, se ci sono ancora persone che, come me, non lo hanno ancora conosciuto. 




Per non bruciarmi subito tutti i volumi dedicati ad Holt ho deciso di leggere una Graphic Novel che mi aspettava da un paio di annetti più o meno STRANGERS IN PARADISE volume 1 di TERRY MOORE è il primo volume di una serie di 6 che racconta le vicende di amore e amicizia di due ragazze Katchoo e Francine. Una storia carina con delle protagoniste che hanno dei difetti e questo mi è piaciuto molto. Devo ancora decidere, però, se continuare la serie o meno... bo! 






Ho spalmato questo volume per quasi tutto il mese, IN BOSNIA è pubblicato dalla Infinito edizioni e scritto da PIERFRANCESCO CURZI che fa un reportage dedicato alle città colpite dall'orrore della guerra serbo croata dal 1991 al 1995. Un confronto continuo quanto di quel periodo c'è ancora nella quotidianità di quei luoghi e quanto successo in un passato che non è affatto lontano come ci si potrebbe aspettare. Meraviglioso e dolorosissimo. 





Ultimo libro letto nel mese di Giugno è stato MANFIELD PARK di JANE AUSTEN che ho letto in questaversione della Crescere Edizioni. Terzo romanzo in ordine di pubblicazione dell'autrice che per fortuna mi è piaciuto un po' di più rispetto a Ragione e Sentimento. Ancora non so se la Austen sia un'autrice di mio gradimento oppure no, ho trovato che questo libro era comunque articolato meglio e in modo meno infantile rispetto al primo e questo me lo ha reso più gradevole. 



Cosa Ho Intenzione Di Leggere?



Una scelta non molto difficile visto che voglio conoscere tutti i libri e le storie di questo autore. CREPUSCOLO di KENT HARUF sarà sicuramente una delle letture che mi accompagneranno per il mese di Luglio e non vedo l'ora di tornare ad Holt.


Questo è tutto il mio mese di letture e di programmi. Ho dei progetti da portare avanti nel mese di Luglio quindi altri libri si affiancheranno ad Haruf e spero che sarà un mese più positivo di questo appena trascorso.
Giugno è stato il mese della riscoperta della lettura in digitale e devo dire la verità sul mi kobo ci sono molti titoli che vorrei recuperare in questa seconda metà dell'anno. 
Vedremo, non voglio pormi troppi obiettivi o troppe imposizioni, quindi qualcosa lo scelgo prima e qualcosa andrà a sentimento. 
Fatemi sapere come è andato il vostro Giugno di letture, se siete soddisfatti, quali autori avete scoperto e se ci sono state delle conferme.

Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di passare una bellissima Estate!!! A presto!

giovedì 25 giugno 2020

BIG or small... QUESTA VOLTA COSA HO LETTO?

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Devo dire la verità, l'unica cosa che effettivamente sto facendo in questo 2020, tra tutta la serie di propositi che mi sono imposta di raggiungere, è quella di leggere più libri della categoria muffette. 
Vuoi per la tbr annuale (che sto rispettando, ragazzi!!) nella quale ne ho inserite la maggior parte, vuoi perché nella pandemia non ho avuto modo di comprare più di tanto (ma mi sono abbondantemente ripresa, SAPEVATELO!), mi sono messa a recuperare la lettura di quei libri che stazionano sulle mie librerie da un po'.
In realtà quello di cui vi parlo oggi non è neanche uno dei più vecchi, diciamo un tre/quattro anni, ecco, ma comunque sono sempre del parere che se il libro non chiama io non posso lasciarmi andare a pagine che magari mi possono anche piacere ma non è il loro momento di essere lette risultandomi pesanti.

La storia di cui vi parlo oggi è stata una riconferma della piacevolezza di questo autore tanto che ho comprato il libro solo per lui e sono contenta di averlo fatto!
Vi lascio al post così vi racconto le mie impressioni, BUONA LETTURA!



LA 19a MOGLIE 

DI 

DAVID EBERSHOFF


 

Titolo: La 19a moglie
Autore: David Ebershoff
Casa Editrice: Giunti
Anno: 2011
Pag: 732
Prezzo: 6.90 euro

TRAMA: Un uomo viene trovato morto all'interno di uno scantinato e davanti ad un computer acceso. Una delle mogli dell'uomo viene vista correre piangendo dallo scantinato e viene per questo accusata e incarcerata. Ma è stata lei ad ucciderlo? Cosa si nasconde dietro tutti i velati accenni ad una vita complicata che lascia indizi in quella stessa casa?


Cosa Ne Penso...


David Ebershoff mi ha riconquistata di nuovo, dico così perché, per chi non lo sapesse, si tratta dell'autore di The Danish Girl, uno dei rari casi in cui libro e film sono belli in egual misura.
Una cosa hanno in comune questi due suoi romanzi, le protagoniste di cui ci parla l'autore sono donne che vogliono vincere delle battaglie importanti.

LA 19a MOGLIE è la storia di una donna che vuole fare abolire la legge sull'obbligo della poligamia per tutti coloro che approdano al movimento/religione mormone.
Ebbene si, mi sono ritrovata catapultata all'interno di un mondo completamente sconosciuto e particolarmente complesso nel quale Ebershoff mi ha accompagnato e guidato con grande abilità.

La storia parte dall'omicidio di uomo ad opera di una delle sue mogli, Becky Linn. La donna grida la sua innocenza e l'unico a crederle è suo figlio che non abita più con lei e che per caso trova sua madre su tutti i giornali e telegiornali tacciata come assassina. Jordan inizia così, a ripercorrere la sua vita e quella della madre cercando di capire cosa sia effettivamente successo facendoci entrare nella comunità
Grazie alle ricerche di Jordan l'autore ci fa conoscere, in parallelo, un'altra storia, quella di ANN ELIZE WEBB la prima donna mormone ad opporsi alla legge della poligamia.

Ebershoff decide di utilizzare la tecnica della storia nella storia raccontandoci in dettaglio la nascita di un movimento, quello mormone, che non è molto noto se non se ne è interessati e che a me, personalmente, ha affascinato tantissimo. 
Sociologicamente ed antropologicamente devo dire che si è trattato di una scoperta interessante nel suo complesso. L'autore ci racconta di quando e come tutto è cominciato partendo dalla storia della madre di Ann Elize fino ad arrivare alla sua vita. Siamo nel 1834 e Smith inizia la sua pratica di diffusione della parola attraverso il suo essere molto socievole e carismatico. 
Il racconto di Ann Elize è ricco di dettagli sulla creazione di questa comunità dal niente, ci sono episodi di esodo, violenze, attacchi interni ed esterni e tutto ci viene raccontato dalla voce di una delle protagoniste.

Il romanzo procede, quindi, alternando le due voci, quella di Ann Elize e quella di Jordan mettendo a confronto i due modi di vivere il mormonismo ovviamente considerandone le differenze temporali. Proprio attraverso la lettura di questi due punti di vista ci rendiamo conto che le due donne cui Ebershoff dà voce sono una l'antitesi dell'altra. Se da una parte abbiamo Ann Elize che ha sempre cercato di contrastare gli eccessi e le regole di questo movimento, Becky Linn ne è pienamente coinvolta e travolta e le accetta.

I mormoni vengono rappresentati come una comunità molto chiusa e sicuramente legata a dei principi e delle regole precise che nel momento in cui vengono spezzate finiscono con il togliere la possibilità di far parte della comunità stessa.
Una comunità che si costruisce attorno ad un personaggio estremamente carismatico e forte della sua capacità di convincere gli altri, sto parlando del Profeta, ovvero colui che guida la comunità in ogni suo elemento. Ci troviamo a leggere di un uomo che nel corso del tempo sceglie di mettere da parte la "purezza" dei principi iniziali per adattarli alle sue "esigenze personali" ed affiancato da una comunità che non ha altra scelta che quella di seguirlo.
Le persone sono costantemente sotto controllo, giudicate per i loro comportamenti e gestite in modo tale da garantire alla comunità una tranquillità priva di problemi di qualsiasi natura. Tutto quello che potrebbe comportare uno squilibrio diventa improvvisamente un problema risolto.

Se le parole di Ann sono molto esplicite nel racconto di quello che è la comunità di Mesadale, tramite Jordan ci troviamo ad affrontare una modernità molto più intricata e complicata anche dai cambiamenti che indubbiamente gli anni recenti hanno portato i mormoni a doversi confrontare con un mondo molto diverso dal loro.

Quello che mi è piaciuto di questo romanzo è sicuramente il modo in cui Ebershoff riesce a caratterizzare i personaggi presenti e passati. Il modo di narrare alternando le due epoche ci permette non tanto di confonderci, anzi, ma di fare un confronto con quanto sia effettivamente cambiato nel corso del tempo.
L'autore è riuscito a creare in me una profonda empatia con il personaggio di Ann Elize al punto che sono andata a cercare la sua storia e e ad informarmi sugli eventi e gli altri personaggi che appaiono nel racconto per vedere i loro volti reali.
Una storia affascinante nel suo complesso nonostante io abbia preferito di molto la parte di Ann, diciamo che la modernità, per quanto ci permetta di vedere le conseguenze delle azioni di Ann Elize, è molto meno interessante ma con questo non voglio sminuire la storia che comunque a me è piaciuta.


VOTAZIONE:



Come ho detto in apertura David Ebershoff per me è garanzia ha uno stile limpido, delicato ma senza essere censorio, quando ci sono cose da dire le dice, ma lo fa in modo rispettoso, non so se riesco a farmi capire da voi. E' un autore che con delicatezza racconta le sue storie cercando di trasmettere la giusta dignità ai personaggi di cui parla e questo me lo rende piacevolissimo alla lettura.
Leggete questo romanzo se siete affascinati da storie di donne forti, se vi piacciono i  romanzi storici, perché comunque in questo romanzo non si è limitato a raccontare un episodio, ma ha ricostruito degli episodi realmente accaduti. Leggetelo se siete curiosi di conoscere la storia di un movimento che ancora oggi è complesso da comprendere e capire e avrete una finestra su un altro pezzo di cielo.

Fatemi sapere se avete letto questo romanzo, se conoscevate già l'autore, si vi è piaciuto il mio articolo e se avete suggerimenti letterari che riguardano romanzi legati ai mormoni.
Vi auguro di fare delle bellissime letture, vi mando un abbraccio... A presto!

mercoledì 10 giugno 2020

LIBRI IN SOFFITTA #4... "L'AMANTE GIAPPONESE" di RANI MANICKA

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Torno oggi dopo la scrittura di un post che potrebbe avervi fatto storcere il naso o condiviso il mio pensiero. Ci tengo a dire che le mie parole non avevano l'intento di offendere ma semplicemente di riflettere su quello che è effettivamente un argomento di cui sento molto spesso parlare tutti.
Detto questo io continuerò a parlare di libri se vi va di conoscere il mio parere!

Il libro di cui voglio parlarvi oggi è una storia che dal titolo può farvi fare mille pensieri diversi sul suo andamento ma vi assicuro che vi regalerà molte emozioni.
Vi lascio al post con le mie opinioni... BUONA LETTURA!!!




Titolo: L'amante giapponese
Autrice: Rani Manicka
Casa Editrice :Mondadori
Anno: 2011
Pag: 353
Prezzo: 8.99 euro (Ebook)


TRAMA: Parvati viene data in sposa a 16 anni ad un ricco imprenditore Malese che, con l'inganno del padre di lei, crede di aver sposato una ragazza bellissima. Purtroppo Parvathi non corrisponde alle sue attese e questo crea una profonda spaccatura tra di loro anche se Parvathi non ha intenzione di lasciarla incolmata.
La storia comincia in Malesia nel 1932 ma tutto cambia con il passare del tempo e l'arrivo della Guerra.


Cosa Ne Penso...


Rani Manicka per me non è stata una sorpresa, avevo letto di suo MADRE DEL RISO che mi aveva conquistata e con L'AMANTE GIAPPONESE  ha fatto la stessa cosa.
Autrice molto legata all'India, attraverso i suoi romanzi ci racconta di un mondo molto lontano dal nostro e molto ricco di tradizioni che ci possono apparire strani ma incantano comunque.

In questo libro tutto comincia con la Ceylon del 1932, un padre avido e senza cuore decide di vendere sua figlia ad un ricco proprietario Malese e questo ci porta fin da subito a conoscere due realtà che si scontrano. Parvathi ha solo 16 anni quando tutto ha inizio, un trauma che per lei non ha comportato solo l'allontanamento brusco dalla sua casa, ma anche dalla madre cui era legata e che, purtroppo, non può nulla contro il volere del marito.

Ci troviamo davanti ad una società maschilista della quale non possiamo scandalizzarci essendo la normalità in quei territori, ma in Malesia le cose cambiano ed è proprio lì che conosciamo questo personaggio straordinario.

Parvathi pur essendo solo una ragazzina fin da subito dimostra di essere un personaggio coraggioso, forte, caparbio e per niente soggiogato agli eventi e alle realtà che altri decidono per lei.
Kasu Marimuto, suo marito, è un uomo duro che le dimostra comprensione per la sua condizione di venduta e piano piano i due costruiscono la loro vita matrimoniale.
Ovviamente non andrò avanti nel raccontarvi di loro, essenzialmente per il fatto che non si tratterà di una semplice vita matrimoniale (Non arrivate alle conclusioni dal titolo 😉). 

Quella che ci racconta Rani Manicka è una storia ricca di eventi e personaggi che vi accoglieranno in un mondo continuamente pervaso da un'aura di meraviglia, misticismo, magia e religiosità che affascina lentamente e completamente. Un ruolo importante in questo senso lo avrà Maya, la domestica di Marimutu che sarà per Parvathi un' alleata ma anche una madre e un'amica fedele negli anni.

L'AMANTE GIAPPONESE è un libro a metà tra una storia familiare e una storia al femminile che ci racconta di come una ragazzina riesca a riconquistare se stessa. E' la storia di Parvathi ad esserci raccontata attraverso una serie di episodi che alternano la vita del singolo personaggio a quella della relazione matrimoniale e successivamente con quella dell'amante, perché si, c'è effettivamente un amante.

Ho trovato questa storia leggermente al disotto delle mie aspettative, nonostante la scrittura della Manicka rimanga per me molto coinvolgente. Una scrittura che si adatta ad ogni tipo di narrazione, dalla più drammatica a quella leggera e proprio l'andamento particolare di questi elementi che si alternano fanno delle sue opere delle storie da leggere e apprezzare.
In questo romanzo vengono affrontati tanti temi che sembrano essere percepiti dal lettore come una sorta di progressiva purificazione del cuore. Mi sono ritrovata a soffrire e gioire che Parvathi come se gli eventi stessero accadendo a me e questo mi ha permesso di empatizzare con tutti i personaggi.
Sicuramente l'autrice riporta anche in questo libro elementi che vanno a caratterizzare la sua scrittura quindi i matrimoni combinati, i rituali religiosi, i rapporti tra familiari e un senso di riappropriazione del sé che rendono i suoi romanzi delle perle.


VOTAZIONE:



Purtroppo non so dirvi se questo libro si trovi ancora nel formato cartaceo, e questo rende bene l'idea del da quanto tempo sia fra le mie mani. Posso dirvi che io lo avevo trovato nei reminders e credo che se ne avrete la possibilità sia un bene dargli una possibilità perché si tratta di un romanzo molto interessante e credo che il semplice non essere quello che si possa credere dal titolo lo faccia essere ancora più accattivante.
Spero che riuscirete a dargli una opportunità e che vi piaccia come è piaciuto a me!

Fatemi sapere se per caso lo avete letto, se vi è piaciuto o se conoscete altri libri di questa autrice.
Spero che la mia recensione vi sia piaciuta e che non vi abbia annoiato.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare tante bellissime letture!!! A presto!

venerdì 5 giugno 2020

Una chiacchierata fra amici... se vi va!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Quando ho deciso di cominciare a scrivere su queste "pagine" ho sempre pensato che sarei riuscita a parlare con qualcuno della mia passione, la lettura. Una passione che è nata tardi e molto lentamente. Una  passione che, nel tempo, è diventata una compagna di vita quando ho i miei momenti di sconforto, quando nessuno mi sta vicino nei momenti di difficoltà o quando sono talmente arrabbiata che non riesco a fare altro che mettere il naso in un libro.
Uno spazio mio, questo blog, che, mi rendo conto, di non essere in grado di valorizzare come "dovrei" secondo gli standard della social society che si sta costruendo in questi ultimi tempi.

Per chi non lo sapesse ho anche aperto un profilo instagram su cui pubblico le foto dei libri letti, sicuramente è immediato ma pure lì non sono molto più attiva nel senso che mi piace condividere con gli altri le mie letture ma il fatto che io non lo faccia con uno scopo lucrativo, forse, mi rende lontana da queste realtà fameliche.

Qualche giorno fa mi sono imbattuta nelle stories di una persona che seguo e che, pur avendo quasi 10000 followers si "lamentava" del fatto che i suoi post non riuscissero a convincere o a catturare la gente in rapporto, ovviamente, al carico di lavoro che veniva fatto dietro alla sua costruzione. E poi vedere questa persona in lacrime per aver ricevuto commenti gratificanti sulle sue attività. Oppure ho seguito per mesi le polemiche sulla "errata" distribuzione dei libri o le mancate risposte delle Case Editrici.

Quando mi sono trovata queste scene davanti ho cominciato a pensare... 

Io capisco che le passioni possano travolgere così tanto, ma fare attenzione all'algoritmo di Instagram, guardare la quantità di persone che seguono il tuo profilo, deprimersi perché non si raggiungono i massimi livelli, perché i libri non vi vengono spediti,  ed altre cose simili, bhé mi fa pensare.
Ho capito che farsi questi profili significa dover stare SEMPRE, CONTINUAMENTE, PERENNEMENTE SUI SOCIAL. Pubblicare foto, storie in cui non si dice nulla (nella maggior parte dei casi), bombardare con la propria presenza per raggiungere un numero che deve crescere sempre di più. Ma se si guardano sempre queste cose, davvero la nostra è rimasta una semplice passione?

Potreste farmi notare che anche io sono sui social, avere un blog o una pagina instagram significa essere entrata in questo mondo. Io vi risponderei che avete ragione, ovviamente, ma guardate i miei di numeri?
Ho questo blog dal 2016 e un profilo instagram da 2 anni, ho i miei momenti di scazzo (scusate il termine) nei quali non ho voglia di scrivere né di guardare o leggere nulla. Sicuramente questo mi ha portato ad avere i numeri che ho, ma effettivamente quanto le pubblicazioni costanti cambierebbero la mia esistenza social?

Ci sono profili che hanno pubblicato 3 foto di un libro, un gatto e un paesaggio ed hanno migliaia di followers, persone che nel pubblicare le foto inseriscono un elemento e basta o quelli che creano dei quadri (belli è, non sto criticando le persone che fanno questo) e magari non hanno più di 
100 followers è qui che non capisco allora cosa vuol dire tutto questo.

Capisco che potrei essere qui a fare la parte della rosicona che vorrebbe avere seguito ma se non si impegna non ce la farà mai. Non è così, potete credermi come no, sta a voi.
Ho deciso di prendere parte a questo mondo e ne accetto le regole, ma continuo comunque a mantenere le mie volontà e i miei ritmi. Non posso negare che il numero dei followers quando aumenta mi fa piacere, ma nella maggior parte dei casi fa prima ad andarsene che a rimanere quel numero, quindi anche questo è un bel punto di riflessione.

Stamattina va così... Un po' sul pensieroso, un po' sul depresso, un po' sull'incazzato e un po' sull'arreso.
Mi sono messa davanti al pc pensando di voler programmare qualche post sulle mie letture e invece mi sono ritrovata a farne uno che non ha portato a nulla se non a dare voce ad un pensiero che da qualche giorno mi frulla nella testa senza essere stato espresso.

Se vi va fatemi sapere cosa ne pensate, ovviamente se c'è ancora qualcuno di voi che mi legge, non ci capisco molto neanche su questa cosa delle visualizzazioni che per blogger sono quasi 40000 mah! Spero di non avervi annoiato troppo, sicuramente la mia non è una riflessione originale, ma tant'è!
Vi lascio alla prosecuzione della vostra vita e vi mando un abbraccio!

mercoledì 3 giugno 2020

WWW... RECAP DEL MESE... MAGGIO 2020

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Maggio è ormai terminato e siamo ancora alle prese con un lento ritorno alla normalità.
Come stanno procedendo le vostre giornate? Io mi sto districando tra faccende domestiche, cucina, letture che, causa blocco, procedono molto lentamente, video su youtube per imparare qualcosa di utile in cucina e Netflix.
Credo sia anche questa nuova routine senza lavoro che mi sta facendo adagiare sugli allori del dolce far niente e, di conseguenza, anche sulla poca soddisfazione da lettrice.. chissà!

Oggi comunque sono qui a raccontarvi come è andato questo mese di letture un po' mhe e procedo con le tre solite domande del post... BUONA LETTURA!    


Cosa Sto Leggendo?




Sto cercando di smaltire i romanzi che ho segnato nella tbr trimestrale di Aprile, Maggio e Giugno anche perché se già mi sento rallentata va a finire che salta tutto, QUINDI
Il libro che sto leggendo è GENERAZIONE PERDUTA di VERA BRITTAIN un romanzo che viene considerato come un classico della letteratura inglese del primo '900 con il quale l'autrice, e protagonista della storia, ci racconta la sua esperienza di vita da Infermiera volontaria durante gli anni della prima Guerra Mondiale (1915-1918). Una sorta di Memoire con il quale da voce alla generazione che proprio in questa guerra perse la maggior parte dei suoi componenti.


Cosa Ho Finito Di Leggere?




Secondo volume della trilogia fantasy italiana di SIMONE LAUDIERO intitolata GLI EROI PERDUTI. In questo caso vi parlo brevemente di IL RITORNO DEL MARE volume di passaggio nel quale vengono raccontati molti altri aneddoti legati sia alla mitologia degli eroi perduti sia ad una più ampia rappresentazione dei personaggi che abbiamo già conosciuto nel primo libro.
La cosa positiva, in questo caso, della storia, è che di personaggi nuovi non ce ne sono molti e questo mi ha permesso sia di avere una continuità con il volume precedente sia la possibilità di non perdermi in altri giochi di trama. Consigliato, ovviamente!   




Nel proseguire la mia operazione di smaltimento libri mi sono trovata a leggere un romanzo che dalla trama sembrava interessante ma poi la lettura non mi ha portato nulla di concreto.
DARK GAMES di ANNA CAREY è un romanzo che vuole essere una sorta di storia gioco nella quale una ragazza che non ricorda nulla di sé si ritrova a dover scappare da un gruppo di persone ingaggiate per ucciderla. Un romanzo in cui non si racconta nulla se non le varie fughe di questa tizia per poi arrivare alla fine, tipo due tre pagine, in cui lo svelamento di qualche cosa non fa altro che creare ancora più confusione di quanto già fatto. Una lettura che, purtroppo mi ha delusa.  





Altra delusione del mese nonché autore del mio semi blocco di lettura è S. di DOUG DORST e J.J. ABRAMS. E qui la fuga dei lettori!
L'unica cosa che salvo di questo libro è l'accuratezza dei dettagli grafici. Purtroppo non sono riuscita a farmi catturare dalla magia di una storia che non ha né capo né coda sia nella narrazione del romanzo nel romanzo sia in tutte le note a bordo pagina che già dopo la prima lettura mi avevano annoiato a morte. Uno sfacelo di lettura che, per quanto mi riguarda, è decisamente un NO!  
E MEZZO





Mi sono un pò risollevata di morale con questo romanzo cui non avrei dato un soldo, e invece mi ha sorpreso piacevolmente, sto parlando di GARGOYLE di ANDREW DAVIDSON.
Un romanzo che ho comprato per caso dopo aver visto un video in cui ne parlavano benissimo. Il fatto che si trattasse di una storia "d'amore" non mi convinceva molto nel giudicarlo positivamente, ma poi mi sono ricreduta per la sua particolare evoluzione narrativa. Un romanzo di cui vi parlerò presto qui sul blog sperando di farvelo recuperare.  






IL RICHIAMO DELLA FORESTA di JACK LONDON è un romanzo che avrei decisamente dovuto leggere in giovane età, me lo sono perso e forse il leggerlo ad una certa non mi ha aiutato molto nel suo apprezzamento totale. La storia di Buck è stata una lettura si interessante ma anche un po' monotona secondo me. Questo è decisamente un punto sfavorevole. Comunque se volete leggerlo per colmare una lacuna non è male.  


Cosa Ho Intenzione Di Leggere In Seguito?



                          


Effettivamente non so dirvi se la mia prossima lettura sarà uno di questi romanzi, L'ANNO DELLA LEPRE di ARTO PASILINNA o MANSFIELD PARK di JANE AUSTEN sono ancora troppo lontana dalla fine di Generazione Perduta per sapere già cosa leggerò poi. 
Sicuramente quello che so è che li leggerò entrambe nel mese di Giugno perché sono alcuni dei libri che ho programmato di leggere entro il 2020 e quindi lo farò.
Non so se capita anche a voi ma quando mancano pochissime pagine alla fine della lettura del libro che ho tra le mani mi arriva sempre un pensiero veloce o un desiderio improvviso per la lettura che affronterò successivamente. Quando invece questi input non mi arrivano aspetto e non leggo nulla perché vuol dire che la mia mente ha bisogno di una pausa. 
Per questo motivo nella maggior parte dei WWW anche se inserisco dei titoli in questa sezione è possibile che non li legga in quel mese.
Fatemi sapere se anche a voi succede questa cosa strana 😊


Bene, il mio recap del mese finisce qui, fatemi sapere se avete letto qualcuno di questi libri, quali sono state le vostre letture del mese di Maggio e come stanno procedendo i vostri progetti di lettura, se li avete fatti.

Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bei viaggi tra le pagine dei vostri libri!!! A Presto!

giovedì 28 maggio 2020

Liberamente Libri... NN Editore

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI I BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come stanno andando le vostre giornate? La vita sta ricominciando piano piano o siete ancora a casa?
Quali libri vi stanno tenendo compagnia? 
Per quel che mi riguarda questo 2020 di letture non me ne sta regalando molte di veramente accattivanti e la cosa un po' mi dispiace soprattutto perché stando a casa potrei godermele molto di più e invece..
Per non parlare della lettura di S. di Dorst e Abrams che mi ha portato ad un blocco che manco a starvelo a raccontare...
Ma procediamo con la lettura che vi voglio raccontare oggi che così mi risollevo un po'!


BULL MOUNTAIN
 di 

BRIAN PANOWICH




Trama: I Borroughs sono una famiglia di produttori di whiskey, metanfetamina e marjuana da generazioni. Tutti sono rimasti fedele a questa attività fiorente grazie anche alla sua collocazione, le foreste della Bull Mountain che hanno nascosto al mondo questa realtà. Nonostante la ricchezza da essa derivata non tutti i familiari dell'ultima generazione di Borrughs sono d'accordo nel portare avanti le cose e questo è un problema...

Titolo: Bull Mountain
Autore: Brian Panowich
Casa Editrice: NN Editore
Anno: 2017
Pag: 294
Prezzo: 18.00 euro



Cosa Ne Penso...


Quando ho visto per la prima volta BULL MOUNTAIN ho pensato che fosse una lettura che si adattava perfettamente al mio gusto, una sorta di Noir che coinvolge non solamente nell'azione meccanica dei personaggi, quanto nel suo coinvolgimento psicologico.
Il fatto che si tratti di una storia familiare ha aiutato molto nella scelta dell'acquisto e soprattutto il fatto che proprio la famiglia fosse il covo di tutto l'intreccio me lo ha reso ancora più appetibile.
Tant'è vero che appena ho avuto la possibilità l'ho comprato e l'ho portato a casa con me.

Come ho detto Bull Mountain è una storia familiare che si tinge di noir al punto giusto per attirarti quando lo leggi ma anche riuscendotene a staccare senza sentirti in colpa, sebbene l'intreccio sia davvero irresistibile.
Ciò che aiuta questo procedimento che, badate bene, non punta a denigrare la storia, anzi per me è stato un valore aggiunto, è la struttura che l'autore utilizza per raccontarcela. 
Pur essendo narrato in terza persona ci ritroviamo a leggere un volume suddiviso in capitoli ognuno dei quali dedicato ad un personaggio della storia. A questo aggiungo il fatto che la storia non viene narrata in modo lineare ma ci sono dei salti temporali che portano il lettore avanti e indietro nel tempo, quindi un capitolo può trovarsi al presente narrativo e il successivo ci riporta indietro.
In questo modo Panowich ci permette di conoscere la storia dei personaggi e allo stesso tempo le motivazioni che hanno spinto gli stessi ad assumere determinati comportamenti.

Ma cosa c'è di veramente interessante in questo romanzo?

Ci ritroviamo a seguire la storia di una famiglia dalle solide fondamenta malavitose al cui interno un membro decide di opporsi a tutti loro diventando lo sceriffo della zona del traffico, lo stesso sceriffo che, sapendo, decide di opporsi a quelle forze dell'ordine che invece devono smantellare tutto.

Ovviamente questo è un modo semplicistico di raccontarvi una storia che, al contrario, è molto complicata e piena di risvolti inaspettati e incontrollabili. 
Un romanzo che ha la sua forza nella trama più che nei personaggi, per quanto tutti loro siano ben descritti dall'autore, ma questo è un dettaglio personale, nel senso che potrete provare più o meno empatia con i personaggi del romanzo, e di ogni lettura che fate in generale.

Il primo impatto con la storia mi ha portato ad identificarla come tipicamente americana per il suo essere molto diretta, d'impatto, senza fronzoli, cruda e spudorata. L'esagerazione negli atteggiamenti a volte molto marcati e le ambientazioni che richiamano proprio quelle realtà. Insomma sto facendo un complimento all'autore per aver saputo ricostruire su carta una realtà che non conosco facendomene sentire parte, ecco!

Poi c'è tutto l'aspetto psicologico di Clayton Burroughs, uno dei protagonisti, che è continuamente diviso a metà fra legge e famiglia perché, nonostante le sue scelte e la decisione di allontanarsene, quella rimane la sua famiglia d'origine. 
Panowich riesce a costruire con abilità un ambiente ostile che nonostante tutto permette al lettore di riflettere su quanto narrato sia nella sua evoluzione tragica sia nella narrazione familiare che comunque coinvolge ogni aspetto della narrazione.
E' forte questo senso di appartenenza ad una realtà che pur non appartenendoci è comunque nostra e proprio questo ci spinge a difenderla o a vendicarla.

La lettura di questo romanzo è stata davvero una bellissima scoperta sia per il mondo della Casa Editrice che, nonostante pensassi non facesse per me, mi ha completamente conquistata, sia per l'approccio che Panowich ha avuto nei confronti di una storia che è molto dolorosa oltre che complicata.
Lo stile è molto asciutto, non ci viene fatto alcuno sconto sulle scene crude né sul tipo di dialogo che i personaggi hanno tra loro come pure sul rapporto che c'è. 
Ho apprezzato tantissimo il ruolo delle figure femminili di questo romanzo che entrano a far parte di una famiglia disagevole ma che nonostante tutto non ne viene piegata.


VOTAZIONE:



Pur essendo rimasta colpita dalla storia fin da subito prima di leggere questo romanzo pensavo di aver fatto una grande cavolata a comprarlo, non so neanche il motivo, anche perché questo genere di storie le leggo. Forse il fatto che si parla spesso di letteratura americana come se fosse qualcosa di incomprensibile per chi, come me, non ha letto molto di quel mondo , ma devo dire che sono stata molto contenta di aver conosciuto questa casa editrice e questa storia.
Mi è piaciuto molto il modo in cui la vita di questi personaggi non abbia nulla di politicamente corretto, di come proprio questa caratteristica lo renda speciale e particolare. Mi sono piaciuti i personaggi femminili e il fatto che, trattandosi di un romanzo corale tutti abbiano avuto un ruolo nella storia e che ci siano solamente i personaggi che effettivamente concorrono alla sua costruzione.
Clayton Borroughs diventa un tramite per raccontare una realtà per lui molto complicata da portare avanti ma diventa anche la rappresentazione di chi, nonostante abbia alle spalle un passato legalmente pesante, riesce in qualche modo a fare la sua vita e a distaccarsene il giusto.
Insomma questo libro mi è piaciuto tantissimo e ve lo consiglio sia come approccio a queste realtà sia come esperienza di lettura per la conoscenza di una nuova Casa Editrice.

Fatemi sapere se lo avete letto, se avete letto qualche altro titolo della NN EDITORE e se si cosa mi consigliate di leggere.
Spero di essere riuscita a catturare la vostra attenzione su questo romanzo e che vi abbia incuriosito.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

martedì 19 maggio 2020

Recensione: "CIRCE" di MADELINE MILLER

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state? Come stanno procedendo le vostre letture? Io devo confessare che mi sono abbondantemente arenata dietro uno dei libri più in voga in questo momento per la sua particolare conformazione e non vedo l'ora di poterlo chiudere... ma ve ne parlerò in un altro post...
Devo ammettere che questo mese di Maggio sta cominciando a starmi stretto, ho continuamente attacchi di allergia e non riesco a capire se sto subendo una variazione nella sua manifestazione.
Solitamente ho dei forti attacchi di raffreddore, mentre da un mesetto ho sempre una sensazione di soffocamento che in realtà non mi chiude la gola ma quando mangio la maggior parte delle volte sembra come se niente volesse scendere... DEVO DECISAMENTE FARMI VEDERE DA QUALCUNO.
Scusate il momento sportello medico, ma se qualcuno di voi ha capito magari può darmi una mano... GRAZIE...

Torniamo alla vera motivazione che mi porta davanti a questo schermo... i libri!
Oggi vi racconto la mia esperienza con un libro che ha spopolato l'anno scorso anche per la precedente pubblicazione dell'autrice che ancora non ho recuperato, ma vi lascio al post, BUONA LETTURA!!!






TRAMA: Circe è una titana nata da una ninfa, Perseide e da un dio, Elios. Circe non è la sola, ha altri fratelli con i quali non ha un gran bel rapporto, Perse e Pasifae, bellissimi, amati da tutti, cosa che lei non è. Questo suo essere diversa la rende unica anche se non se ne rende conto.
Circe è la strega potente che ammalia Ulisse legandolo a sé e trasformando i suoi compagni in porci, ma è veramente solo questo?

Titolo: Circe
Autrice: Madelina Miller
Casa Editrice: Sonzogno
Anno: 2019
Pag: 412
Prezzo: 19.00 euro


Cosa Ne Penso...


Come già accennato non ho letto altro di questa autrice, ma già il fatto che abbia deciso di fare dei suoi libri un veicolo di conoscenza per la mitologia ha già conquistato il mio cuore.

CIRCE è una storia molto coinvolgente, la sua protagonista è una figura conosciuta soprattutto per una scena all'interno di una vicenda più grande e complessa, ma qui non troviamo solo la grande maga, troviamo una donna e la sua vita intera.

Figlia di un dio e di una ninfa Circe ha sempre vissuto in un mondo elitario, splendente, affascinante. Un mondo in cui fanno da padrone la potenza, l'illusione, il gioco e l'inganno. Un mondo in cui a nessuno è negata la sua parte di gioia e sofferenza.
Scopriamo che Circe, però, è differente da tutto questo, ed è questo suo essere così terrena a lasciarla isolata dal suo stesso mondo.
"Era così che i mortali trovavano la fama, pensai. Attraverso la pratica e la diligenza, curando le loro doti come un giardino, fino a farlo scintillare sotto il sole. Ma gli dei sono frutto dell'icore e del nettare, con le eccellenti abilitò già pronte a sgorgare dalla punta delle loro dita. Pertanto, raggiungono la fama con atti di distruzione: radendo al suolo città, scatenando guerre, generando piaghe e mostri. Tutto quel fumo, quell'aroma che sale tanto dolcemente dai nostri altari, non si lascia dietro altro che cenere." 

La storia che la Miller ci racconta è chiaramente una biografia, ma posso assicurarvi che non c'è nulla di banale nella sua narrazione. La vita di Circe e dei vari incontro che fa ci permettono di conoscere o riconoscere alcuni miti noti: quello di Prometeo, la nascita del Minotauro, Scilla, come pure le divinità del panorama mitologico: Elios, padre di Circe, Ermes, il dio messaggero degli dei, Atena. Ed infine, ma non per una minore importanza nella storia di Circe, anche molti eroi della mitologia Dedalo, l'inventore delle ali di cera e del labirinto del Minotauro, Arianna, Ulisse, Medea e molti altri.

Nella rappresentazione di questo mondo emerge in ogni pagina il caratteristico egoismo degli dei che agiscono solo per un loro tornaconto personale, l'invidia anche solo nell'ipotesi che ci siano umani o altri tra loro in grado di essere migliori. La perfezione delle loro realtà è ciò che rifugge la nostra Circe e che proprio per la sua voglia di indipendenza finisce per essere cacciata e relegata sull'isola di Eea.

A mio avviso è proprio con l'arrivo sull'isola che scopriamo la vera natura di Circe di cui fino a questo momento ne avevamo solo il sentore. Una maga che basa il suo potere sulla natura, la pazienza, lo studio e la conoscenza. Una donna che pur agendo nella necessità di vendicare il male subito lega ogni sua azione ad un senso di giustizia che difficilmente trova i lettori contrari.

Quello che rende questo romanzo così avvincente e interessante è proprio il modo in cui la mitologia viene scardinata dal suo essere perfetta. Circe è una figura potente ma è anche molto umana nella sua sofferenza, nella sua delusione, nelle perdite che subisce e nell'amore che sceglie di vivere nonostante tutto.

"Credevo che un simile dolore mi avrebbe uccisa, nulla a che vedere con il deprimente intontimento che la partenza di Eete mi aveva lasciato, ma acuto e feroce come se una lama mi trafiggesse il petto Naturalmente, però, io non potevo morire. Avrei continuato a vivere, ogni singolo bruciante momento fino al successivo. Proprio il tipo di sofferenza che induce la nostra specie a scegliere di essere pietra e albero piuttosto che carne."

Una immortale Circe, che non può vivere secondo la naturale inclinazione del tempo, ma che ha il tempo al suo servizio e per questo legata al suo mondo, ha la possibilità o la condanna di vivere molte vite e di avere sempre il ricordo di ciò che era. Una condanna che lei stessa più volte ci fa percepire.

Quello che mi è piaciuto di tutto il romanzo è soprattutto il modo in cui la sua storia ci viene narrata, una sorta di lungo racconto personale nel quale la protagonista decide di aprirsi a noi regalandoci emozioni forti che non ci saremmo aspettati. 
Da qui la possibilità di parlare di Circe, chiaramente un personaggio poco realistico, come di una donna in carne ed ossa. Circe è resa umana e questo è il punto vincente di questa storia.
Circe cresce con l'idea di un padre che la ama e che nel tempo non esita ad allontanarla, vive con dei fratelli che non ricambiano il suo affetto, si innamora di un uomo mortale che nel momento in cui intuisce la possibilità di entrare nel dorato mondo degli dei non esita a sfruttarla.
Il tradimento è quindi il sentimento di sofferenza che Circe subisce per tutta la sua vita e che la porta a reagire diventando la strega di cui si conosce.

In realtà viene fuori che dietro la fama c'è molto altro e grazie alla Miller riusciamo ad avere una rappresentazione del mito a 360° anche se questo è frutto di una elaborazione letteraria posso assicurarvi che una volta finito il romanzo vi sarete affezionati a Circe senza pensare che si tratti di una divinità.


VOTAZIONE:




Ho amato questo personaggio come pochi nella mia vita di lettrice, sono più quelli che non ho sopportato in realtà. La Miller mi ha completamente catturato nelle pagine di una vita di sofferenza ma anche di rinascita e di voglia di superamento del dolore. 
Una storia femminile estremamente coinvolgente e raccontata con un ritmo narrativo incalzante nel quale ogni momento ci racconta un lato del personaggio in modo poetico ed evocativo.
Scoprirete un mondo in cui la letteratura ha avuto un ruolo preponderante nel ridarci l'immagine di alcuni personaggi che qui la Miller decide di ribaltare completamente, ma non sto qui a dirvi di chi stia parlando, OVVIAMENTE. 
Leggete questo romanzo e non ve ne pentirete, rimarrete affascinati dalla vita di una maga e donna che con il suo potere vi lascerà una traccia di sé addosso.

Fatemi sapere se avete letto questo romanzo, come vi è sembrato e se conoscete altri libri che trattino la mitologia in questo modo.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare delle bellissime letture!!! A presto!