mercoledì 30 gennaio 2019

BIG or small... QUESTA VOLTA COSA HO LETTO?

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Oggi sono qui per raccontarvi la mia esperienza con una lettura che mi ha portato a spuntare una piccola casellina nei propositi di quest'anno, concludere la maggior parte delle mille mila serie che ho iniziato e abbandonato negli anni.
In questo caso vi parlo della Trilogia Millennium che ho letto nell'arco di tre anni. 
Va da sé che, dopo avervi svelato di cosa parlerò nel post, abbiate già capito della categoria di appartenenza del volume di oggi... Decisamente un BIG BOOK!!! Buona Lettura!



LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA 

STIEG LARSSON




Titolo: La regina dei castelli di carta 
Autore: Stieg Larsson
Casa Editrice: Marsilio
Anno: 2010
Pag: 857
Prezzo: 14,00 euro

TRAMA: Millennium si trova a fare i conti con l'ultimo atto di una storia che coinvolge Lisbeth Salander in un affare di intrigo internazionale. La RPS/SAK, che gestisce il controllo sulla costituzionalità giudiziaria, diventa oggetto della nuova inchiesta della rivista Millennium nell'ambito di una questione ben più profonda che va a toccare il mancato rispetto dei diritti umani.


VALUTAZIONE:




Non avrei potuto non confermare la votazione che ho dato al volume precedente perché questa trilogia è stata davvero sensazionale.
E' vero, ho letto i tre volumi con molto tempo, ma posso assicurarvi che la lontananza l'uno dall'altro non è stata minimamente percepita.
Atto finale di una storia che unisce alla storia personale della nostra protagonista quella di una società malata che vede nelle donne l'oggetto dei loro soprusi.
Da questo punto di vista è DECISAMENTE una trilogia femminista e il fatto che sia stata scritta da un uomo è ancora più da apprezzare.

La regina dei castelli di carta pone fine ad una storia di persecuzione giudiziaria e personale che Lisbeth vive sulla sua pelle fin dall'infanzia, attraverso la spiegazione di tutta una serie di eventi e circostanze che l'hanno portata ad agire in un modo che i più definiscono violento, socialmente pericoloso e psicologicamente favorevole alla detenzione psichiatrica.
Di tutto questo è accusata, attraverso i vari volumi della Trilogia, Lisbeth Salander che, ricordiamo, è una donna minuta, sola, scostante verso il mondo intero e poco incline ai rapporti sociali di qualsivoglia natura. A questo si associa la sua abiltà nel hackeraggio e nella sua capacità di ricordare fotograficamente tutto ciò che trova sul suo cammino.
Il suo opposto è Mikael Blomkvist reporter e giornalista d'assalto, legato a Millennium da una serie di inchieste shock riguardanti importanti uomini d'affari smascherati nelle loro azioni scellerate e illegali. Ma è anche un uomo dedito alle donne, alle relazioni sociali che lo possono aiutare nello svolgimento delle sue inchieste, un uomo scaltro, pronto a tutto pur di svelare la verità e grande amico di Lisbeth nel particolare modo che la stessa gli concede.
In questo volume, però, prende il suo spazio anche un altro personaggio che, per quanto presente fin dall'inizio in queste vicende, diventa, per l'autore, il perno su cui far girare una nuova tematica quella dello stalking di cui Erika Berger, caporedattrice di Millennium e amante occasionale di Mikael diventa vittima.

Come si può ben capire solo dalla presentazione di questi tre personaggi, le relazioni sociali in questa storia sono tutto tranne che convenzionali, ed è anche questo uno degli elementi che rendono ancor più accattivante questa vicenda, oltre alle vicende personali di Lisbeth che sono il fil rouge di tutta la trilogia.
Non posso parlarvi della evoluzione di quest'ultimo elemento perché essendo l'ultimo atto rischierei di farvi delle anticipazioni su quanto accaduto nei volumi precedenti.
Cercherò di parlarvi in generale di quelle che sono state le mie sensazioni leggendo nuovamente di Lisbeth e Mikael.

Pur sapendo che avrei incontrato una storia molto forte e ben scritta, sono rimasta comunque affascinata dal modo in cui tutti gli elementi, vecchi e nuovi, vengono intrecciati tra loro nella risoluzione della storia.
Lisbeth, a differenza di quanto succede nel secondo volume, è una presenza attiva in ogni parte della storia anche se aiutata da Mikael e dallo staff di Millennium.
Mi è piaciuto ritrovare tutti gli elementi stilistici e narrativi che mi avevano affascinata fin dal primo volume. 
Larssson riesce a tratteggiare ogni personaggio in modo così realistico che sembra di ritrovare dei vecchi amici perduti negli anni.
Le sue descrizioni sono legate alla città che sembra ergersi dalle pagine e trasformarsi davanti ai nostri occhi nei suoi locali, negli appartamenti che diventano base operativa di ricerca e indagine, dei paesaggi di mare e montagna che i protagonisti vivono e soprattutto dei personaggi, tutti, dai più importanti a quelli di contorno. 
Per tutti Larsson crea una vita reale che permette loro di non essere mero elemento di contorno ma parte attiva di un gioco di incastri perfetto.

Larsson rende coprotagonista di questo volume la storia delle organizzazioni segrete dell'Europa del Nord attraverso una fitta rete di complicate relazioni e sotterfugi che vengono a scontrarsi con la costituzionalità del paese stesso. Di conseguenza un boccone succulento per i giornalisti di Millennium.

Ho letto questo volume in 15 giorni e devo dire che nel girare l'ultima pagina ho sentito la mancanza dei suoi protagonisti, come ho detto le parole di Larsson fanno di Mikael e Lisbeth delle  presenze reali nella vita di un lettore che ne legge le vicende. 
Completamente diversi l'uno dall'altra ma perfettamente complementari nel loro modo di agire e comportarsi. La giustizia diventa lo scopo che li porta a mettere a rischio la loro vita e questo diventa il motore che li porta a mettere luce su avvenimenti che non avrebbero avuto altra voce.

In una trilogia che punta sostanzialmente a porsi dalla parte delle donne maltrattate, abusate, violentate la presenza di Annika Giannini in questo ultimo volume si fa coronamento di una strategia perfetta ed equilibrata nella quale un avvocato di tutto rispetto riesce a tenere testa ad un gruppo di uomini saccenti, spocchiosi e particolarmente sicuri di essere senza macchia e senza paura.

Nel riconfermare la bravura di questo autore nella costruzione di una vicenda che viene spiegata in ogni suo minimo particolare non si può non notare una vena di mentalità da carnefice, giudice e vittima che gli ha permesso di scrivere una storia del genere e, soprattutto, di aver saputo gestire magistralmente tutti questi punti di vista.
Larsson realizza un'opera imponente che risulta attuale anche se letta dieci anni dopo la sua realizzazione e questa cosa è decisamente poco rassicurante. 
Certamente è una storia che fa riflettere molto sul modo di agire delle istituzioni, sul modo in cui le donne vengono trattate, sul pregiudizio, sulla scelta di rimanere obnubilati da qualcosa che si ha paura di gestire senza esserne diventati burattini.
Ma è anche una storia che nella personificazione di Lisbeth Salander dà speranza di rinascita e di riuscita nella denuncia di tali comportamenti.
Una trilogia che sicuramente consiglio agli amanti del thriller e di strategia politica e giornalistica ma anche a tutti coloro che vogliono addentrarsi in realtà difficili da digerire dalle quali possono trarne un messaggio e un insegnamento profondo.

Credo di aver elogiato abbastanza questo volume e la trilogia tutta per lasciarvi andare e invitarvi alla lettura di questa storia, nel caso in cui foste dei ritardatari come me :-)
Vi mando una grande abbraccio, vi ringrazio per le visite che fate in questo mio angolino e vi ricordo che potrete avere le mie impressioni a caldo sulle letture che faccio sul mio profilo GOODREADS e Instagram.

Buon viaggio tra le pagine dei vostri libri...

domenica 27 gennaio 2019

LIBRI IN SOFFITTA #1... I SONNAMBULI di PAUL GROSSMAN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Con il post di oggi voglio inaugurare la nuova rubrica cui  ho dedicato il post precedente a questo LIBRI IN SOFFITTA.


Il titolo di oggi è anche legato ad una parte della storia che ci ha coinvolto tutti, la persecuzione degli ebrei negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Nel voler ricordare tale terribile vicenda, oggi vi racconto di un libro che non tratta dell'olocausto ma di un "uso" alternativo degli ebrei tedeschi a partire dal 1932 a seguire. 
Vi auguro una buona lettura!




TRAMA: 1932 la Repubblica di Weimar e una profonda crisi economica in Germania hanno portato allo sviluppo di una realtà sociale difficile e senza moralità.
In questo quadro, il cadavere di una donna viene ritrovato sulle sponde del fiume Havel con i capelli cortissimi, le gambe ritorte e un camice d'ospedale come unico indumento. 
Una indagine complicata è quella che si prospetta per Willi Kraus, ispettore ebreo di una Germania che si prepara ad essere teatro del nazismo.

Titolo: I sonnambuli
Autore: Paul Grossman
Casa Editrice: Time Crime
Anno: 2012
Pag: 366
Prezzo: 7,70 euro




Cosa ne penso...


Ho comprato questo romanzo perché dovevo arrivare alla cifra di spedizione di un ordine fatto un paio di anni fa, credo. Non avevo dato molto credito a quella che mi sembrava essere una storia poliziesca nonostante fosse stata ambientata in un periodo che mi piace sempre molto esplorare.
In effetti I SONNAMBULI è un romanzo che unisce la Storia con una vicenda poliziesca nella Germania Nazista degli anni 30, agli albori di quella che diventerà una discesa profonda e ripida nel periodo più inquietante della storia del mondo.

Un romanzo che ho letto senza troppe pretese, quindi, e che nonostante qualche GRANDE scivolone, è riuscito comunque a conquistare la mia attenzione fino ad arrivare ad una votazione piuttosto alta

Parlare di questo romanzo è un po' complicato, nel senso che mi trovo a dover fare una netta distinzione tra ciò che mi è decisamente piaciuto e ciò che ho odiato profondamente.

La storia parte tutta dal ritrovamento di un cadavere sulle sponde di un fiume, una donna con i capelli mozzati e cortissimi e le gambe orrendamente ritorte viene trovata completamente priva di effetti personali, l'unica possibilità di riconoscerla, un camice da ospedale. Per l'indagine viene chiamato un ispettore, Willi Kraus conosciuto da tutti per aver incarcerato un pericoloso pedofilo.
Le ricerche, però, non sono legate ad un semplice caso di criminalità, ben presto Kraus scopre che ci sarà un coinvolgimento delle alte sfere politiche simbolo che qualcosa di ancora più grande sta prendendo vita, il Terzo Reich.

Paul Grossman vuole raccontarci una storia a metà tra il thriller/noir e il romanzo storico. 
L'ambientazione è quella di una città delirante, dedita al sesso, all'alcol, agli stravizi e alla continua presenza di feste e festicciole che diventano pretesto per pratiche di dubbia moralità. 
L'autore punta molto su questa descrizione della realtà berlinese di quegli anni, una rappresentazione di quello che la crisi economica degli anni precedenti aveva portato in Germania. Un terreno molle per la nascita di un ideale politico che porterà Hitler ad avere la possibilità di svolgere la sua epurazione razziale.

Non starò qui a dirvi cosa succede in questo romanzo, entrerei troppo nei particolari, sappiate che la storia che si profila in seguito si sposta totalmente dalla indagine prettamente poliziesca per dirigersi verso quella più generale sulla spiegazione delle condizioni del cadavere.

In questa versione di una Berlino licenziosa si trova ad agire l'ispettore Willi Kraus, un uomo dedito al lavoro, dal cuore spezzato e padre di due figli. Un poliziotto che si trova a vivere una posizione di rilievo in un periodo di persecuzioni razziali che lo coinvolgono direttamente in quanto ebreo.
Il romanzo apre così una parentesi anche su ciò che fu la paura di essere scoperti e incarcerati perché ebrei, la necessità di trovare un riparo dalla follia che la loro stessa terra natia, la Germania, attuava indistintamente sui suoi figli ebrei.

Un romanzo che sicuramente dal punto di vista storico mi è piaciuto molto, anche il fatto che lo scrittore, a fine romanzo, tenga a sottolineare i cambiamenti effettuati agli eventi storici per necessità narrative rendono comunque bene la serietà della ricerca.
Gli eventi che riguardano soprattutto la seconda metà del romanzo sono molto difficili da digerire nonostante si tratti di un romanzo. Ma è proprio questo che mi è piaciuto, il fatto che la Storia sia stata gestita in modo tale da garantire la creazione di una finzione reale.
Nel leggere quelle pagine non ci si accorge minimamente che alcuni personaggi siano stati creati apposta per quel determinato ruolo storicamente affidato ad altre figure. Tutto sembra assumere la sua sua giusta collocazione in questa narrazione.

Ma come vi ho detto ci sono stati alcuni elementi che mi hanno comunque dato fastidio nella lettura e la cosa più incredibile è che nonostante si siano ritrovati tutti nella prima parte del romanzo io sia comunque andata avanti per leggerlo.
La prima cosa che non ho assolutamente sopportato è la pseudo storia d'amore che nasce tra Kraus e una prostituta d'alto borgo che non fa neanche a tempo ad apparire in un paio di scene che sparisce nell'arco di dieci pagine.
Ora, la cosa che mi domando io è: Ma cosa ce la devi mettere a fare una storia del genere che fin da subito appare forzata ed eccessivamente falsa. Ma soprattutto che già sai non avere alcun tipo di rilevanza nella storia che andrai a raccontare, altrimenti la avresti considerata nello sviluppo successivo della vicenda stessa, giusto?
In pratica questa tizia, che compare in quasi tutte le venti/trenta pagine iniziali del libro sparendo in un ipotetico rapimento o assassinio (? Chi può dirlo) e di lei non rimarrà nessuna traccia.
Altra cosa che non mi è piaciuta è il fatto che l'autore abbia iniziato tutta la storia da un omicidio che, come nel caso della tizia, sparisce di scena per essere completamente sostituito da un'altra tematica. Sono io che non avrò capito la dinamica di questa parte del romanzo ma a me proprio non è andata a genio questa cosa.

Per il resto devo dire che la parte storica mi è piaciuta molto, la spiegazione di quello che succedeva alle persone con il camice e lo sviluppo nella ricerca di tali azioni è stato l'elemento che mi ha permesso di rivalutare pienamente il romanzo e dargli una votazione positiva.

Ecco, probabilmente non si capirà molto del perché io abbia scelto di parlarvi di questa storia proprio oggi, non è un libro sull'olocausto, ma è una storia che racconta un preludio di quanto successo agli ebrei di lì a a pochi anni.
E' giusto ricordare ogni volta che la Guerra ha portato alla morte indegna di centinaia di migliaia di persone nei campi di concentramento, ma è anche giusto ricordare che gli ebrei non sono morti solamente per quel motivo, e in quei luoghi.
Molti sono stati uccisi per aver partecipato agli esperimenti scientifici che i dottori tedeschi e nazisti avevano deciso di fare, per le prove assurde cui venivano sottoposte le mamme di bambini che dovevano nascere in base a delle particolari selezioni genetiche. E poi è ancora giusto ricordare che le vittime della follia nazista e fascista, in seguito, non era solo legata alla persecuzione degli ebrei, ma anche degli omosessuali, dei politici che non approvavano le loro idee, dei liberi pensatori, dei registi che volevano parlare delle realtà, degli scrittori che non erano conformi alla mentalità nazifascista e di tutti coloro che, avendo un loro e diverso pensiero, diventavano oggetto dei soprusi nazisti.
Colgo quindi l'occasione per invitarvi a leggere storie che raccontino di tutto quello che ci ha visti protagonisti, come carnefici e vittime, di leggere, per ricordarci sempre quale sia la parte giusta da prendere ad esempio e per ricordarci che anche se non abbiamo vissuto in prima persona quegli eventi, ci sono stati altri che alla nostra età hanno dovuto affrontare quelle difficili realtà in ogni parte del mondo e non solo durante quei terribili anni.

Lo so che quest'ultima parte del post può risultare banale e scontata da dire, ma credo che in alcuni momenti sia giusto essere banali e scontati perché è proprio di questa banalità che si ha bisogno.

Spero che vogliate recuperare questo romanzo, sebbene sia corredato di qualche grande pecca narrativa perché superando le prima sessanta pagine sarete letteralmente rapiti dalle scoperte dell'ispettore Kraus e della sua brigata. Un romanzo che nel suo titolo piuttosto inquietante, finisce con il farci dare uno sguardo ulteriore su ciò che il nazismo ha portato e sulla grande portata del suo diffondersi.

Insomma, se vi piacciono i romanzi che parlano di guerra, di indagini poliziesche e di storia credo che possiate avvicinarvi a questa storia che in alcuni punti vi sorprenderà.



VOTAZIONE:



Bene amici, vi lascio alle vostre letture, fatemi sapere se vi può piacere questa nuova rubrica, se avete letto questa storia ditemi cosa ne avete pensato.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine dei vostri libri... A presto!

giovedì 24 gennaio 2019

LIBRI IN SOFFITTA... #0

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Oggi c'è aria di novità sul mio angolino ebbene si, anche io ho pensato di creare una rubrica che, magari è un po' fuori dai canoni, ma a me l'idea è piaciuta e ve la propongo per vedere cosa ne pensate... Buona lettura!!!







Da quando sono entrata a far parte del mondo dei book blogger ho notato che c'è sempre una corsa alla recensione di ultime uscite e di libri che, magari, hanno già recensito in molti o che sono di moda al momento, vuoi perché sono state fatte delle serie in tv, vuoi perché, chi segue anche booktube, vede proposto un libro che è più vecchio ma di un autore particolarmente in voga. Insomma come succede con i vestiti, anche nel mondo dei libri ci sono autori che vanno e che dopo un po' spariscono, come pure autori che rimangono sempre in auge, vuoi Camilleri, vuoi la Christie, vuoi i grandi autori classici.
Ecco io non voglio dire che questo sia sbagliato, non è mia intenzione farlo, voglio solamente dire che oltre ai libri più conosciuti o che ritornano dopo tanto tempo in circolazione, ci sono anche quei libri che, invece, sono rimasti nel dimenticatoio e che, però, sono ancora presenti nelle nostre librerie, nelle cantine o nelle soffitte (da qui il titolo della rubrica;-) ). 
E' inutile negare il fatto che l'interesse è suscitato maggiormente dalle copertine più belle o dallo scrittore del momento, io stessa mi ritrovo a mettere da parte tantissimi libri che ho accumulato negli anni perché ce ne sono altri che mi interessano maggiormente, o di cui voglio farmi una mia idea, soprattutto quando il libro è stato molto chiacchierato e non sempre positivamente.
Bene, adesso sarebbe anche il caso di arrivare al punto, no?!
Ecco, con LIBRI IN SOFFITTA ho pensato di ridare spazio a tutti quei libri che negli anni sono stati accantonati perché non sono rimasti sufficientemente a lungo tra gli scaffali delle librerie, o perché, come molti libri nel mio caso, mi sono stati regalati da mia nonna quando ha visto che il font di alcuni libri non riusciva più a leggerli.
L'idea mi è partita dal fatto che parlo spesso, nei miei post, di LIBRI VEGETALI o MUFFETTE, cioè di quei libri che ho comprato da tantissimo tempo e che non ho ancora letto, e da lì sono arrivata a questa rubrica.
Sono perfettamente cosciente del fatto che è una cosa che va controcorrente, ma è anche vero che, se ho scelto di tenere un blog in cui racconto le mie esperienze di lettura, è giusto dare spazio anche a libri che sono andati un po' fuori dalla sfera di interesse attuale e che comunque fanno parte del mio bagaglio di letture.
Accanto a questo bisogna anche mettere in conto il fatto che nei mercatini dell'usato non sempre si trovano libri recenti o famosi, e quando mi è capitato di comprare qualche titolo VINTAGE, diciamo così, sul web non si trovava nulla. 
Magari è un'idea che avrà poco seguito, ma può anche succedere che molti di voi abbiate i miei stessi titoli e vogliate saperne qualcosa di più prima di leggerli e allora arriva il mio pronto soccorso letterario!!!

C'è da dire che i volumi di cui andrò a parlarvi possono essere di autori poco conosciuti o totalmente ignorati dalla contemporaneità, ma anche libri scritti da grandi autori che sono stati semplicemente surclassati da altre loro opere più accattivanti. libri di cui non si sente più tanto parlare. Ci sarà anche la possibilità di testi che non sono più reperibili tramite i canali tradizionali di acquisto ma in un giretto all'usato magari qualcosa troverete ancora. Insomma vorrei dare spazio anche a libri che, seppur famosi, adesso non suscitano più interesse.


Dal punto di vista "tecnico", ovviamente cercherò di inserire elementi obiettivi e non solo la mia visione del libro, non ci sarà una scadenza fissa per le letture che farò, perché sinceramente adesso come adesso non saprei proprio come infilare anche queste di letture, ma appena leggerò qualche titolo che posso inserire in questa rubrica lo farò.

Ecco, questo è quanto volevo dirvi, quello di oggi è solo un post di presentazione di questo progetto che, spero, possa piacere. Ovviamente se anche voi avete questo tipo di libri fate dei post con le vostre recensioni utilizzando questa rubrica. Se lo farete vi chiedo solamente di citarmi nel post, visto che credo sia giusto dare il "merito" a chi si deve.
Ah ho cominciato a parla di MUFFETTE anche su INSTAGRAM con #muffette.

Spero di essere stata più esplicativa possibile, se avete dei dubbi fatemi le domande nei commenti e vi risponderò con piacere :-)

Adesso vi saluto, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

lunedì 21 gennaio 2019

IL MEGLIO DEL 2018... LETTURE DELL'ANNO!!!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Quello di oggi è un post che, come ogni nuovo anno, mi porta a fare una sorta di bilancio in positivo di quello che è stato il mio anno di letture.
In linea generale posso affermare che ci sono state molte belle letture anche se non hanno raggiunto il massimo della votazione.
Ho fatto alcune scoperte e sono stata molto contenta di essere riuscita a conoscere delle Case Editrici che mi hanno colpito per le storie pubblicate.
Non voglio stabilire un numero in anticipo delle letture che vi mostrerò, vediamo come procede la situazione, così, con molta libertà :-)


La prima categoria che voglio prendere il considerazione è quella delle SAGHE FANTASY...

Non vorrei dare per scontato una vittoria facile, perché sono molti i lettori che iniziano a leggere quest'opera famosissima senza riuscire a portarla a termine e senza apprezzarla, quindi io ce la metto come mia personale vittoria;-)





Questo è stato l'anno di svolta... E' arrivata a Novembre, ma è comunque arrivata!
IL SIGNORE DEGLI ANELLI di J.R.R. TOLKIEN che non ha bisogno di presentazione alcuna è stata la lettura che fa parte della top 3 dei libri dell'anno.
Tre volumi di avventura in un mondo che ci trasporta dalla bucolica Hobbiville, alle spettacolari bellezze naturali di Gran Burrone, alle mefistofeliche terre di Mordor. Personaggi indimenticabili e riconoscibili per chi, come me, aveva visto solamente i film.
Una storia che, anche se si è consapevoli che avrà un lieto fine, non lascia mai niente di scontato o banale. Una storia ricca di eventi, di emozioni, di racconti e di vita che si deve necessariamente fare almeno una volta nella vita!

Di tutt'altro livello ma che mi ha comunque tenuta incollata alle pagine per due settimane è stata la TRILOGIA DELLE GEMME  di KERSTIN GIER composta da RED, BLUE, GREEN.



Non mi aspettavo assolutamente di venir rapita dalla storia di Gwendolin e della sua famiglia. Una storia che pur se suddivisa in tre volumi riesce comunque a gestire una serie di eventi e situazioni che il lettore non si aspetta. 
Ci sono molti cambi di scena, personaggi che entrano e che modificano il corso della storia e alcuni di quelli permanenti che fanno morire dal ridere, il doccione, per chi lo ha letto è uno di questi.
Una storia che mixa bene avventura, fantasia, ironia e intrigo familiare/politico e pur trattandosi di uno young adult non è legato alla storia d'amore, che c'è ma non è smielata, quindi ci è piaciuta!



La seconda categoria che vado a rappresentare attraverso le mie letture c'è quella della NARRATIVA GENERALE:




RAMSES. IL FIGLIO DELLA LUCE di CHRISTIAN JACQ è il primo volume di una serie dedicata alla figura di questo importante faraone d'Egitto.
Una serie che avevo voglia di leggere da quando la vidi tra le mani di mia zia, che adesso me l'ha prestata, e che riesco a leggere dopo tantissimi anni.
Un primo volume che è un po' introduttivo a quella che era la vita di corte nella famiglia di un faraone e che ci fa conoscere Ramses e la sua famiglia prima che diventasse il grande faraone.
anche in questo caso la storia personale si unisce ad una rete di misteri e intrighi che rendono ancora più godibile questa storia.






CHOCOLAT di JOANNE HARRIS è anche lui un primo volume di una serie che non ho ben capito se è stata costruita per essere tale o se i volumi successivi sono solo legati a questa storia per i personaggi.
Non ho avuto ancora l'imput di leggere i seguiti ma intanto posso dirvi che questo primo romanzo mi è piaciuto moltissimo.
Una madre e una figlia cercano di rompere il muro di ostilità e pregiudizio di un piccolo paese della provincia francese attraverso la creazione di cioccolate molto particolari che rubano il cuore di tutti.





Passiamo adesso alla categoria CLASSICI CONTEMPORANEI, due sono stati i migliori dell'anno:







LA LUNA E' TRAMONTATA di JOHN STEINBECK è stata la freccia di cupido per un autore che sicuramente voglio approfondire.
La storia di questo romanzo è quella di un paese della Norvegia che durante la Seconda Guerra mondiale viene occupato dai tedeschi. Un paese che se inizialmente si sottomette a loro, poi finisce con il reagire e portare a conseguenze inaspettate.
un romanzo breve ma intenso, una scrittura che cattura senza essere particolarmente imbellettata.









Il libro più particolare del 2018 è sicuramente IL CASTELLO DEI DESTINI INCROCIATI di ITALO CALVINO. Una lettura di pancia, nel senso che ho comprato il libro l'ho letto il giorno dopo tutto d'un fiato.
Una raccolta di racconti che si legano tra loro per mezzo di un mazzo di tarocchi. Ogni protagonista si racconta attraverso le carte che sceglie dal mazzo e ogni storia si lega a quella degli altri.
Una struttura particolarissima e ammaliante, il tutto ambientato un castello isolato.


Quarta categoria è sicuramente la scoperta dell'anno, CASE EDITRICI MEDIO/PICCOLE E INDIPENDENTI:




IL NANO di PAR LAGERKVIST è un romanzo fastidioso, pungente e velenoso ma che mi ha completamente rapito. La voce narrante è quella di un nano che ci racconta la vita di una corte pseudo rinascimentale con le sue irregolarità morali, la partecipazione ad una guerra, le feste e i problemi familiari. Il tutto visto attraverso gli occhi di una figura che nell'immaginario comune non è altro che un giullare di corte. 
Una lettura sorprendente, bellissima!








TONY NESSUNO di ANDRES MONTERO è un romanzo brevissimo che vi trasporterà in un mondo a metà tra il surreale e la magia del circo e della lettura.
Dietro questo velo di spettacolarizzazione vi è, però, una realtà triste e dura da digerire.
Un piccolo romanzo gioiello per gli amanti delle ambientazioni circensi ma anche di quel senso di surrealtà che permea le pagine di alcuni romanzi.
Un piccolo gioiello da leggere.


L'ultimo romanzo di questa categoria è GLI INNOCENTI di BURHAN SONMEZ
Anche in questo caso si tratta di una lettura breve che ci racconta la storia di un uomo che partendo dalla ricerca di una macchina fotografica vuole ritrovare un legame con la sua realtà e origine turca.    Un romanzo che nel raccontarci una storia di vita ci permette di fare molte riflessioni sulla realtà che ci circonda e sul senso di appartenenza ad una terra che non necessariamente deve essere quella delle nostre origini. 


Sesta e penultima categoria è quella dedicata alle SERIE FANTASY DA PORTARE AVANTI:




MAGIC di V.E.SCHWAB è il primo volume di una trilogia davvero coinvolgente, almeno per quanto mi riguarda.
Un mondo costruito attorno alla presenza di più versioni della stessa città, Londra avente ognuna un suo utilizzo della magia e una sua caratteristica: 
La Londra grigia è quella priva di magia, la nostra, per intenderci;
La Londra Bianca è sanguinaria, la magia serve solamente per raggiungere il potere;
La Londra Rossa è quella in cui la magia è usata con parsimonia e giudizio
La Londra Nera è quella che è stata completamente risucchiata dalla magia.
Tra tutte viaggia Kell, l'ultimo Antari, viaggiatore delle Londre. 
Inutile dire che avventura, lotte, intrighi si sprecano tra le sue pagine. 



I FIDANZATI DELL'INVERNO di CHRISTELLE DABOS è il primo volume di quella che, credo, sia una tetralogia legata alla figura dell'ATTRAVERSASPECCHI.
Una lettura che mi ha coinvolto molto, un mondo particolarissimo fatto di intrighi e situazioni politiche complicate. La capacità descrittiva dell'autrice vi permette di avere davanti a voi le scene come se faceste parte della storia stessa. Un primo capitolo che si presenta come introduttivo, soprattutto per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi che, anche se un po' debole in questo primo volume lascia ben sperare. Se non avete ancora avuto modo di leggerla fatelo e non ve ne pentirete.


Ultima categoria è quella della GRAPHIC NOVEL:

Quest'anno ne ho lette molto di meno e tra tutte io credo che SILVERWOOD LAKE di SIMONA BINNI sia stata la più bella.
Una storia legata al tempo che guarisce le ferite, all'attesa di un qualcosa che possa cambiare, all'amore che ti dà la forza di resistere alle difficoltà.
Una storia malinconica che viene raccontata attraverso dei toni pacati e delicati che mi son piaciuti molto.





Bene amici direi che questo è stato, in pillole, il mio meglio del mio anno di letture. 
Sono molto soddisfatta di aver deciso di abbandonare un po' le "forzature" delle sfide e di aver lasciato libero il mio istinto nella scelta delle storia da affrontare.
Ci sono state delle letture che mi hanno deluso, alcune che non mi hanno per niente coinvolta e che ho dimenticato nell'arco di un nanosecondo liberandomene totalmente. 
Oltre questa selezione ce ne sono state altre che mi hanno catturata e che mi hanno permesso di conoscere altre realtà e altre situazioni.
Adesso, però, sono curiosa di sapere come sia andato il VOSTRO anno di letture. 
Fatemi sapere quali sono stati i vostri titoli migliori e quali i peggiori, se c'è un libro che più di tutti è entrato a far parte della vostra mensola dei preferiti in assoluto e se avete intenzione di fare particolari progetti di lettura quest'anno.

Vi mando un abbraccio e ci rileggiamo presto... BUONE LETTURE!!!

giovedì 17 gennaio 2019

LIBERAMENTE LIBRI ... IPERBOREA

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Il ritorno di questa rubrica mi lascia buone speranze leggere tutti i libri che da due anni a questa parte sto acquistando alla fiera Più Libri Più Liberi. Stavolta si tratta di un acquisto fatto in quella del 2018.
Allo stand Iperborea finisco sempre per farmi convincere a comprare qualche storia dalle parole di una ragazza che spiega e racconta in un modo che, se avessi un conto corrente senza fine, mi farebbe comprare tutto.
Quest'anno ho preso, tra gli altri, il romanzo di cui vi parlerò nella recensione di oggi, ma vediamo di cosa sto parlando, BUONA LETTURA!


IL POMERIGGIO DI UN PIASTRELLISTA

Lars Gustafsson



TRAMA: Torstein Bergson è un uomo di sessantacinque anni, ha perso la moglie ed il figlio, vive con una pensione di invalidità a causa del suo stomaco e, quando capita, di qualche lavoro a nero.
Una mattina riceve una telefonata con la quale viene ingaggiato per piastrellare una casa. Un lavoro di cui non sa nulla e che gli permette di ripercorrere la sua vita.


Titolo: Il pomeriggio di un piastrellista
Autore: Lars Gustafsson
Casa Editrice: Iperborea
Anno: 2017 (Ristampa)
Pag: 160
Prezzo: 15,00 euro





Inizialmente non ero molto convinta di prendere questo romanzo, la trama non mi convinceva pienamente e, forse, non lo sono neanche adesso, a lettura ultimata. 
La ragazza dello stand mi ha detto "Non aspettarti una storia d'azione, ma il finale merita davvero!" e io alla fine, presa dall'euforia dell'acquisto e delle chiacchiere e risate che ci siamo fatte ho finito per metterlo insieme agli altri acquisti fatti.

In effetti la ragazza aveva ragione, IL POMERIGGIO DI UN PIASTRELLISTA non è assolutamente un romanzo d'azione ma una storia che è tutta spiegata nel suo titolo, non originale, non particolarmente accattivante.
Non posso elogiare un libro che, al solo guardarlo non attira nessuno, quello che posso dirvi è certamente che proprio nella sua NON particolarità sta il motivo della sua lettura, ma andiamo con ordine.

Il protagonista di questa storia è Torstein, un uomo malato da tempo, rimasto solo senza moglie e figlio e che si lascia andare ad una progressiva apatia che lo rende quasi immune al mondo che lo circonda.
Una mattina riceve una telefonata che lo ingaggia per un lavoro di piastrellatura di una casa, casa che non offre nessuna indicazione sul tipo di lavoro da fare, su chi siano i proprietari o la persona che dirige i lavori.
Una casa in costruzione che sembra essere stata abbandonata nonostante la presenza di 
elementi di lusso al suo interno.

Il romanzo si svolge, per la maggior parte, all'interno di questa casa che porta Torstein a compiere viaggi attraverso i suoi ricordi.
E' proprio grazie a questi ricordi del passato che conosciamo Torstein un uomo che amava la fotografia, soprattutto nel momento dello sviluppo, (perché la storia è ambientata nel 1982 quindi niente cellulari o instagram o cose del genere), che ha lavorato come distributore di giornali quando era ragazzino, che si era innamorato scoprendo i piaceri del sesso all'interno di un cinema, unico posto in cui la sua ragazza dell'epoca poteva andare.
Insomma una vita normale con dei sogni, delle speranze la voglia di fare qualcosa.
Un'esistenza che piano piano finisce per sgretolarsi e ridursi a mera sopravvivenza.

Il Torstein del 1982 è un piastrellista che lavora a nero, abita in una casa che è ormai rappresentazione di un uomo che accumula materiali in ogni parte possibile, con un giardino che sembra essere appartenuto ad una casa abbandonata, un uomo che rifiuta il contatto con il mondo quando non strettamente necessario e che vuole vivere nella sua solitudine.

Sicuramente in questa storia, Gustafsson ci vuole fornire degli spunti filosofici, come è la sua stessa natura di scrittore, ci offre una visione decadente di quanto l'uomo decida di non vivere e che, nonostante tutto riesca a farlo anche se a stento.

Una sorta di co-protagonista di questa solitudine è la casa in cui lo stesso Torstein va  a lavorare. Anch'essa malandata, oggetto di una ristrutturazione fatta male e incompleta, una casa che nonostante gli elementi di lusso di cui dispone non ha nessuno che si occupi di lei.
Una casa misteriosa, a tratti inquietante e che sembra vivere di vita propria e compagna dei viaggi mnemonici di Torstein.

Sicuramente è un romanzo particolare che si comprende solamente alla fine, quindi non posso specificare molto di ciò che accade al suo interno.
Posso dirvi che non si tratta di una storia adrenalinica, come pure di una storia che ha dei protagonisti che ti coinvolgono in scene rocambolesche.
Lo scorrere lento di questa lettura che, seppur breve, non si lascia leggere velocemente, permette al lettore di immedesimarsi in Torstein per cercare di indagare nel suo animo e trovare una ragione al suo arrendersi alla vita.

Torstein non è l'unico personaggio che si incontra c'è anche Stickan, una sorta di redivivo del passato stesso del nostro protagonista. Stickan, però, è completamente diverso da Torstein, quasi come se l'autore lo avesse voluto inserire per contrastare o compensare, chissà, questa vena depressiva di Torstein che, comunque rimane labile, mai troppo evidente o pressante nel romanzo.

Altro elemento che si trova è, ancora una volta un quadro sociale più generale che fa dei nordici popolo dedito all'alcol e alla violenza. Devo dire che già con la lettura di PICCOLI SUICIDI TRA AMICI di Aarto Pasilinna, che ho letto a Settembre e di cui vi parlerò in un post di recupero letture, mi ero resa conto di quanto queste terre non siano rose e fiori come vogliono farci credere. 
La depressione è un costante nelle pagine de IL POMERIGGIO DI UN PIASTRELLISTA anche se poi l'autore riesce a smorzarne la presenza attraverso azioni che sembrano trovare la loro giusta collocazione nella storia.

Insomma, questo romanzo offre sicuramente un quadro della società svedese anche se, certamente, non si può generalizzare. Il protagonista è un personaggio che nonostante non abbia avuto molto da fare nel romanzo, è comunque riuscito a tenermi alto il livello di curiosità nel conoscere la fine della sua storia.
Un romanzo lento, indubbiamente, lo scorrere del tempo narrativo è pari a quello della giornata di ognuno di noi e questo è un altro elemento che mi è piaciuto, la sensazione di realismo del tempo.
Sicuramente non è un romanzo che posso consigliare a chi ama delle trame intricate e complicate, ma a chi vuole leggere una storia normale con la presenza di un qualcosa che si trova a metà tra il mistero e il surrealismo.

Ah... Comunque il finale è davvero l'elemento che caratterizza questo romanzo e decisamente vale tutta la lettura soprattutto perché vi permette di fare una valutazione diversa al romanzo stesso.


VALUTAZIONE:



Questa la mia valutazione per questa lettura... Fatemi sapere se avete letto questo romanzo, se vi è capitato di leggere altro di questo autore e se vi ho incuriosito. 
Vi mando un abbraccio... BUONE LETTURE A TUTTI VOI!!!

giovedì 10 gennaio 2019

GRAPHIC NOVEL "STORIE DI UN'ATTESA" di SERGIO ALGOZZINO

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come stanno andando le vostre letture amici? Io tra una crisi selettiva e l'altra per la scelta della mia lettura successiva riesco a leggere comunque delle cose interessanti, quindi direi che sta andando piuttosto bene.
La recensione che mi accingo a fare oggi riguarda una lettura che ho comprato ormai più di un anno fa alla fiera Più libri più liberi che si tiene a Roma, in questo caso l'acquisto è del 2017. 
Non so perché mi sia decisa solamente ora a leggere questo racconto, ma sono convinta che i libri ti chiamano quando li compri e quando è il momento in cui vogliono farsi leggere, quindi anche se è passato più di un anno posso dire che il tempo non è andato sprecato.
Ma vediamo un po' che cosa ne ho pensato di questa storia.





TRAMA: L'attesa di raggiungere uno scopo nella vita, l'attesa di una mossa di scacchi, l'attesa di una ragazza sotto casa sono i filoni di questa storia di un'attesa.
O meglio, attraverso questi tre protagonisti l'autore declina alcune delle forme di attesa e dello scorrere di un tempo che sembra infinito.


Titolo: Storie di un'attesa
Autore: Sergio Algozzino
Casa Editrice: Tunué
Anno: 2016
Pag: 142
Prezzo: 16.90 euro







Cosa ne penso...

La lettura di questa Graphic Novel è stata legata fin da subito al suo stesso tema: L'attesa!

Comprata un anno fa, letto dopo tanto pensare e aspettato il giusto tempo per scrivere cosa penso del suo contenuto ma senza esserne pienamente convinta.
E' strano pensare in maniera oggettiva ad una storia nella quale mi sono rivista molto. 
Una storia che richiama la nostalgia di un passato che non c'è più, al ricordo di un tempo in cui tutto era più misterioso e inconsapevole, un tempo in cui l'attesa e soprattutto la sorpresa che l'attesa avrebbe suscitato (in bene o in male, chiaramente) era adrenalina pura ed emozione.

Attraverso la storia di tre personaggi in tre epoche diverse, intervallate da altri momenti di maggiore modernità, Algozzino ci mostra come l'Attesa o forse sarebbe meglio dire, almeno per la modernità, la sua assenza, ci ha cambiato.




Un vecchio conte decide che lo scopo della sua vita è prepararsi per un viaggio in Terra Santa, cosa che avrebbe potuto tranquillizzarlo in una vita di angoscia, mancanze, solitudini e dolore. 
Tutta la sua vita alimenta il suo progetto e nulla, nessuno, può distoglierlo da questo suo viaggio della salvezza dell'animo.

Un giovane figlio di imprenditore si trasferisce in Sicilia lontano dalla sua famiglia e dall'azienda di suo padre, stabile in Germania, che passa gran parte della sua esistenza a svolgere una partita a scacchi per corrispondenza con un giocatore sconosciuto perdendo, nel frattempo, la sua vita reale.

Un Sergio adolescente che passa un intero pomeriggio a sognare e immaginare come sia un appuntamento con la ragazza di cui è attualmente innamorato.

Parlare di questi tre personaggi, in realtà, non è del tutto appropriato.. è l'ATTESA ad essere protagonista assoluta di un romanzo grafico che vi lascia con il cuore pieno di un senso di malinconica nostalgia e dolore, a volte, che ci fa capire come l'attesa non sempre porta a qualcosa di buono, ma anche nel momento in cui tutto sembra distrutto c'è sempre un piccolo barlume di luce.
Il famoso tunnel oscuro, l'attesa, diventa quindi protagonista di questa storia costruita con più storie diverse ma simili nel loro intento.
Un romanzo che Algozzino mette al mondo in modo delicato, mai insistente o fastidioso. 
In colori delle sue rappresentazioni sembrano volerci regalare un senso di quiete nel giocatore di scacchi che trova in esse la sua pace interiore. Si fanno, poi oscuri e violenti, nella versione del vecchio conte irrequieto e poi naturali, nella visione di Sergio da giovane. 
Tutto quest si va a scontrare nettamente con le rappresentazioni della modernità in cui ci sono colori forti e cambia anche il tipo di tecnica utilizzata. Quasi come se si volesse trasmettere un senso di agitazione o inquietudine legata ad una velocità che non appartiene necessariamente a tutti.

Una storia che colpisce sia per l'aspetto grafico che alterna l'acquerello alla grafica più da fumetto vecchio stile (perdonate la mia incapacità tecnica!), ma anche per l'evoluzione che, almeno una delle storie che racconta, ha.



Nelle sue descrizioni, e nelle stesse ambientazioni che costruisce nelle tavole, Algozzino ci regala l'amore per la sua terra, per il suo mondo che unisce la passione delle cultura degli anni ottanta a quella della letteratura. L'amore per un tempo che scorre e che ci lascia delle traccia indelebili.

C'è una riflessione per un qualcosa che non c'è più in questo tempo di oggi in cui tutti hanno fretta, hanno quasi bisogno di bruciare le tappe, di conoscere tutto prima ancora che si possa verificare e soprattutto non si ha più la voglia e la curiosità di conoscere e aspettare.

Una storia che si dispiega tra le pagine di un tempo che sembra sospeso, lui stesso in attesa di qualcosa.
Credo che con questo suo lavoro Algozzino abbia voluto creare una storia che, per essere apprezzata, ha anch'essa bisogno di tempo. Una storia che deve essere decantata per essere compresa e che sicuramente offre molti spunti su cui riflettere.



VALUTAZIONE:





Vi lascio con la bellissima illustrazione che mi ha fatto l'autore quando ho comprato il suo libro perché ne vado molto fiera, a maggior ragione adesso, che conosco la storia... 





Bene amici, per adesso mi sembra si aver detto tutto. 
Mi sento abbastanza arrugginita nell'esporre il mio pensiero sui libri, non so perché.. spero che andrà meglio in futuro.
Fatemi sapere se avete letto questa storia, se conoscete l'autore, se avete letto altro di suo e cosa ne avete pensato.

Vi mando un grande abbraccio e ci leggiamo alla prossima!