venerdì 27 aprile 2018

RECENSIONE "LA MASSERIA DELLE ALLODOLE" di ANTONIA ARSLAN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state amici? E' arrivato un accenno di estate dalle mie parti e la voglia di fare comincia a scarseggiare... ma cerco di mantenere la lettura come punto fermo :-)

Il libro di cui vi parlo oggi è il primo della tripletta che leggerò per questo mese per la TUTTI AD HOGWARTS CON LE 3 CIAMBELLE rispondente all'obiettivo di LEGGERE UN LIBRO IL CUI TITOLO INIZI PER M.
Un romanzo che regalai a mia madre qualche anno fa e che avevo già intenzione di leggere quest'anno, con la sfida ho anticipato i tempi, ecco.
Vi racconto come è stata la mia esperienza con questo libro nel post, buona lettura!!!




TRAMA: Il  24 Aprile 1915 è un giorno buio per il popolo Armeno, il giorno in cui ha inizio il primo genocidio del ventesimo secolo. Al grido di "La Turchia ai Turchi" ogni persona di origine armena venne trucidata e costretta a delle lunghe camminate nei terreni desertici dell'Anatolia.

La masseria dell Allodole è il simbolo di quanto successe in quegli anni e l'inizio di quella diaspora che ha portato gli armeni a disperdersi nel mondo.



Titolo: La masseria delle allodole

Autore: Antonia Arslan
Casa Editrice: Bur
Anno: 2015 (Ristampa)
Pag: 233
Prezzo: 15,00 Euro





VALUTAZIONE:




E' sempre difficile dare un giudizio a libri che trattano argomenti difficili come questo. Ma nel momento in cui si sceglie di leggere e di pubblicare le proprie opinioni, arriva anche il momento in cui si deve dare un voto alla lettura che si è fatta.
Sicuramente non c'è voto che possa essere dato dal punto di vista umano, ma cercherò, nonostante tutto, di dirvi cosa ne ho pensato di questa scrittura.
Un romanzo che è autobiografico e di testimonianza di quanto successe ad una delle famiglie Armene, quella della autrice, appunto, durante gli anni di quello che passerà alla storia come genocidio degli Armeni.

La narrazione inizia con il presentarci una cultura che, io personalmente, non conoscevo. Un popolo sempre in festa, allegro, ricco di tradizioni canore, religiose, culinarie, ricche di quel senso di appartenenza alla propria patria, alle proprie radici, sebbene lontane.
Una famiglia, quella di Sempad e Shushanig, piena di donne e bambini che scorrazzano per il cortile o tra le gambe delle donne tutte intente a preparare il pranzo di Pasqua.
Una famiglia come tante, si direbbe, una famiglia rispettata per la generosità che Sempad, il farmacista del paese, mostra non solo nei confronti di tutti quelli che entrano nella sua bottega, ma anche nei confronti di chi ha bisogno.
Un paese multiculturale quello che ci mostra la Arslan nelle prime pagine del romanzo, di cui non ci dice il nome, però, abitato da curdi, armeni, turchi, greci che convivono pacificamente l'uno con l'altro, fino a quando i Turchi, all'affacciarsi del sentore della Prima Guerra Mondiale, decidono di riprendersi ciò che è loro, dimenticando la natura gioviale di chi ha convissuto con loro fino al giorno precedente.
Tutto arriva all'improvviso, velocemente, inaspettato, incredibilmente, il Kaimakan del luogo (Una sorta di capo militare) ordina di riunire tutti i capofamiglia per ucciderli. 
Il terrore comincia a diffondersi tra le strade e tutto precipita.

Le pagine del libro sono tutto uno scorrere veloce degli eventi, un precipitare continuo dentro la bestialità umana che ad ogni pagina si dimostra sempre più crudele e imperante.
Un romanzo struggente, indubbiamente, a prescindere dal piacere o meno che si ha di leggerlo. Personaggi che in poche pagine ti fanno affezionare a loro e per i quali si soffre ad ogni sopruso.
Antonia Arslan ha avuto coraggio nel voler ripercorrere una pagina così dolorosa della sua famiglia, una storia, la sua, come di tutto il popolo armeno, che non ha avuto molto clamore rispetto al più noto eccidio degli ebrei, ma è altrettanto cruento il modo in cui sia cercato di mettere fine a questo popolo.

Il romanzo, seppur breve, è intenso, doloroso. La Arslan non si risparmia nelle descrizioni delle torture e uccisioni che vengono condotte dai soldati turchi e lo fa con un linguaggio asciutto, diretto, che non lascia spazio alla pena, al dolore. Il lettore è spinto proprio da questa "facilità" nella lettura a procedere per vedere che fine farà il resto della famiglia.
Un romanzo che celebra il coraggio delle donne di portare avanti la famiglia con dignità, nonostante le sofferenze, le difficoltà, i soprusi.
Dal punto di vista della storia, si può dire che non c'è nulla di bello in questa vicenda, mi spiego meglio. Non si può parlare di un romanzo del genere ed essere felici di averlo letto come se fosse una storia di intrattenimento.
Ci troviamo davanti ad una pagina terribile della storia mondiale e questo basta per dare a me, quantomeno, la giusta motivazione per leggere un libro del genere: conoscere ciò che è stato.

Dal punto di vista narrativo e di intrattenimento, è sicuramente un romanzo che tira un bel pugno nello stomaco e ti lascia con una grande tristezza interiore che rimane per giorni.
I personaggi sono tutti così reali e ben caratterizzati che non puoi non renderli parte della vita quotidiana. La Arlsan riesce a farti vedere quello che succede, le immagini della cucina e della preparazione del pasto di Pasqua, il funerale che apre il romanzo, e poi la strage e le sofferenze successive, sono vivide. 
Il caldo, la sete, la paura sono tutte sensazioni tangibili che non mi hanno permesso di allontanarmi troppo dalle pagine del libro.

Se da una parte c'è, quindi, la volontà di dare spazio ad un evento così poco noto, dall'altra, anche la necessità di rendere giustizia ad un popolo che, a causa di questi eventi ha perso la propria patria, ha perso la possibilità di vivere il proprio territorio costringendoli a dover trovare radici in terre straniere e lontane dal resto della famiglia.
Un romanzo ricco di cose belle e brutte, di speranza, di forza femminile, di voglia di farcela e di ricostruire.
Un romanzo che cattura e che senza giri di parole racconta quello che è stato, non pensando alla reazione di chi possa leggerlo o alla necessità di dover addolcire l'accaduto.
Un narratore onnisciente che a volte dà fastidio per la sua presenza, soprattutto quando parla di ciò che accadrà. Un elemento che, devo dire, non mi ha fatto impazzire e che non mi ha permesso di dare voto pieno, sebbene 4/5 non sia male come votazione per i miei standard.

Lo consiglio? Sicuramente a chi ha interesse per questi argomenti, a chi ama la storia, chi non ha problemi nel leggere storie di questo tipo.
Un romanzo che insegna e che ci permettere di conoscere una parte della storia che viene messa da parte troppo spesso.

Fatemi sapere se avete letto questo libro, se conoscete l'autrice, se avete letto altro di suo, io vi auguro di passare un buon Weekend, di leggere tante belle storie e di fare tantissimi viaggi tra le pagine dei vostri libri... A presto e buone letture!!!

mercoledì 25 aprile 2018

LIBERAMENTE LIBRI... INFINITO

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Oggi, 25 Aprile, è la Festa della Liberazione Nazionale, ed io ho voluto partecipare a modo mio parlando, non di un romanzo, ma di un saggio legato al tema della Resistenza.
So che queste possono essere delle letture più settoriali, nel senso che non tutti amano i saggi o questo tema in particolare. Sicuramente è più facile leggerne attraverso i romanzi, ma vi assicuro che questa lettura è davvero veloce, facile da fare.
Ma vi racconto meglio nel post quello di cui questo libro parla.




LE DONNE DELLA RESISTENZA:
 La trasmissione della memoria nel racconto dei figli e delle figlie delle Partigiane

ILENIA CARRONE









TITOLO: Le donne della Resistenza. La trasmissione della memoria nel racconto dei figli e delle figlie delle Partigiane
AUTORE: Ilenia Carrone
CASA EDITRICE: Infinito
ANNO: 2014
PAG:  144
PREZZO: 12,00 euro 









VALUTAZIONE:



Oggi mi voglio cimentare nel racconto di un saggio che mi sono comprata per curiosità alla fiera dell'editoria indipendente a Roma. Sto continuando il progetto di leggere tutti i libri comprati lì prima di tornarci alla fine dell'anno, così da non accumulare anche questi, e con vari romanzi e Graphic Novel mi sono fermata anche allo stand della INFINITO in cui c'erano tutti saggi legati a svariati argomenti storici.
La Resistenza è sempre stato un argomento che mi ha interessato e questo aspetto delle donne che hanno avuto un ruolo in questa parte di storia è sempre stato poco trattato. 
In effetti tramite questo saggio si capisce anche il perché, attraverso una delle possibili analisi che vengono fatte della vicenda, ma andiamo con ordine.

Nel saggio, derivato dalla tesi di laurea dell'autrice, ci viene spiegato il ruolo che le donne ebbero durante tutti gli sconvolgimenti politici storici a seguito dell'Armistizio dell'8 Settembre 1943.
Nella prima parte del volume, infatti, la Carrone ci fa una panoramica ampia di quello che successe dopo quella giornata. 
Nonostante si fossero firmati degli accordi per porre fine ad una guerra armata i tedeschi continuarono a rimanere in Italia sostenuti anche da coloro che, nonostante l'evidente sconfitta, continuavano a sorreggere il Partito Fascista Italiano.
Con l'armistizio, però, le cose cominciarono a cambiare e coloro che non volevano più vivere sotto regime decisero di unirsi e creare un esercito alternativo, quello dei Partigiani, costituito perlopiù, da fuggitivi e da coloro che non volevano più militare nell'esercito ufficiale.
A questi, ovviamente, si univa anche chi voleva sostenere la loro causa di libertà, cittadini comuni stanchi di doversi sottomettere alle regole imposte dai Fascisti. Nella maggior parte dei casi si trattava di uomini, giovani soprattutto, che volevano lottare per ottenere un futuro migliore. 
Insomma, in termini molto molto spicci e superficiali, rispetto all'approfondimento che l'argomento meriterebbe, questo è un sunto di quello che troverete nella prima parte del saggio.

Nella seconda parte, invece, si dà voce a chi ha vissuto quegli anni da figlio di Partigiani attraverso una serie di interviste che la Carrone è riuscita a fare.
Una ricerca di testimonianze importanti che ci permettono di capire molto anche dell'atmosfera vissuta in quel periodo, delle condizioni psicologiche e delle realtà che v'erano nelle case di chi aveva uno o più partigiani in famiglia.
Molti sono dei ricordi vaghi e confusi, quelli di persone che hanno visto ma senza capire poi tanto di quello che succedeva, per età, per non diffondere eccessivamente in giro quale era la reale condizione della famiglia i anche per paura di essere scoperti, le punizioni, infatti, non lasciavano molto spazio alla vita.
Il quadro che ne emerge è sicuramente quello di un mondo, quello Partigiano, di stampo maschile, nonostante le donne abbiano avuto un ruolo importante per la loro sopravvivenza nei boschi.
Le donne, infatti, pur essendo in minor numero nella parte attiva di questa lotta, hanno comunque avuto un ruolo fondamentale sia nella protezione della famiglia che rimaneva a casa, sia nel trasmettere informazioni tra i vari gruppi, tanto che nella maggior parte delle interviste esce con evidenza il fatto che i figli vedevano le madri portare dei messaggi, degli avvertimenti confezionare maglioni o preparare dei fagotti da consegnare con il necessario per vivere. Da qui l'idea di eroicità che viene assunta dai padri, i combattenti in prima linea che muoiono per un ideale e per liberare la patria dall'oppressore e la visione della donna come di protettrice e mamma. 
Nel momento in cui si è chiesto se dietro la scelta delle donne di partecipare a questo movimento c'era una visione femminista, si è parlato di inconsapevole partecipazione politica, almeno nella maggior parte dei casi. C'erano sicuramente molte donne che sposarono in pieno la causa Partigiana anche dal punto di vista politico, ma nella maggior parte dei casi era la preoccupazione per i familiari coinvolti a muoverle in questo senso.

Per quanto riguarda la mia esperienza con questo saggio, devo dire che è stata positiva. Mi è piaciuta l'idea delle interviste, e di come l'autrice abbia voluto impostare questo libro.
In alcuni punti si vede che non si tratta di un libro creato apposta per essere saggio, nel senso che si ha la sensazione che si saltino delle parti di discorso che magari potevano completarlo, ma nel complesso non è un libro di cui non si capisce nulla.
E' stato importante l'inserimento della prima parte dedicata ad un inquadratura del periodo storico in cui la Resistenza va a collocarsi e sicuramente è di aiuto nel momento in cui non si legge tutti i giorni di questi argomenti, ecco.
Credo sia importante leggerlo per avere una sorta di infarinatura generale sull'argomento, non certo per un approfondimento. Un libro che si legge molto velocemente senza annoiare, incuriosisce al punto giusto e lascia comunque soddisfatti alla fine della sua lettura.

Spero che vi sia piaciuta l'idea di festeggiare così la Festa della Libertà, sono consapevole di non aver parlato come al solito di questo libro ma essendo un saggio non c'è una vera e propria trama da raccontare, ecco.
Fatemi sapere se per caso avete letto questo saggio o qualche altra cosa in relazione alla Resistenza e al mondo dei Partigiani. Avevo pensato di parlarvi anche dei romanzi che parlano di questo argomento ma credo che sia una cosa più comune in questo periodo.
Vi saluto e vi auguro di fare tante bellissime letture... A presto!!!

lunedì 23 aprile 2018

RECENSIONE "SINDROME DA CUORE IN SOSPESO" di ALESSIA GAZZOLA

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!



Buon inizio settimana lettori, come stanno procedendo le vostre letture? Le giornate di Primavera vi stanno consentendo di leggere all'aria aperta oppure siete ancora rintanati in casa?
Io tra lavoro e giri vari cerco di barcamenarmi a scrivere qualcosa di sensato sul blog nella speranza di riuscirci, oltre a straparlare come al mio solito :-)
La lettura di cui vi parlo oggi è parte di un progetto di Ri-lettura che sto facendo prima di leggere l'ultimo romanzo uscito sulle avventure di Alice, e che vi devo dire, A ME PIACE SEMPRE!




TRAMA: Sacrofano si tinge di rosso. Una giovane badante russa viene ritrovata morta con uno sparo sulla fronte. La nostra Alice è alle prese con una crisi di identità studentesca e non sa cosa fare della sua futura laurea in medicina. Il delitto, avvenuto in casa della nonna, le farà prendere la decisione giusta?
Primo volume della serie dedicata ad Alice Allevi medico legale. Da qui tutto ha inizio, CC, Arthur, le avventure in Istituto e tutto il suo mondo strampalato.

Titolo: Sindrome da cuore in sospeso
Autore: Alessia Gazzola
Casa Editrice: Longanesi
Anno: 2016 (Ristampa)
Pag: 190
Prezzo: 12, 90 euro





VALUTAZIONE:




Bentornati nel mondo di Alice insieme a me amici lettori, sono davvero contenta di aver fatto questa lettura in questo periodo, non so esattamente per quale motivo, ma mi è piaciuto molto farla e sono contenta per questo :-)
Ho intrapreso l'operazione rilettura spinta dalla voglia irrefrenabile di ritornare a leggere qualcosa di cui ero già a conoscenza, e soprattutto che mi facesse stare bene, senza dovermi sentire obbligata a leggere o doverlo fare in tempi strettissimi. Tanto ho fatto che ho iniziato a leggerlo e in due giorni l'ho finito.
E' vero pure che mi è piaciuto vincere facile, visto che ho letto quello più corto della serie, ma sto  rileggendo tutti i volumi in ordine e questo, anche se pubblicato dopo il secondo e il terzo, è il primo della serie, quello che ci introduce nel mondo di Alice e della sua quotidianità in Istituto.

Lo scopo della rilettura è, ovviamente, arrivare a leggere Arabesque che, pensate, ancora non ho neanche comprato per non accumulare anche lui lì con gli altri, sta diventando una situazione ingestibile il mio accumulo...
Vabbé non pensiamoci troppo e parliamo di questa storia...

Detective d'eccezione in questo volume è la Nonna Amalia, una vecchina simpatica, mediamente rincitrullita e con lo spirito di una comare pettegola che riesce, proprio con questo suo savoir faire, di risolvere un caso piuttosto intricato.
Alice è in piena crisi d'identità studentesca, il suo corso di studi a medicina non la soddisfa poi tanto, le serve una scossa e il Dottor Conforti, incaricato di repertare indizi e analizzare la povera Tamara, è riuscito a darle la giusta motivazione, direi.

Una storia che, se vi sono piaciuti i due volumi precedenti, non può non piacervi. I personaggi che si incontrano in questo romanzo sono quelli che già conosciamo, ma tutti sono molto più acerbi nel loro essere caratteristici. Si sente che si tratta di un esordio, soprattutto nel voler raccontare la vicenda senza dare troppi dettagli al lettore su quelli che saranno i pilastri dei volumi successivi.
Una storia che coinvolge, quella di Alice e della sua sbadataggine, e che lo fa con un sorriso stampato sulla faccia e la curiosità di sapere in quale altro guaio si ficcherà la nostra protagonista.

Quello che mi piace sempre molto di questa autrice è il fatto che sia riuscita a realizzare dei protagonisti che non hanno nulla del classico ruolo letterario. Non  ci troviamo davanti a personaggi che devono per forza essere perfetti, hanno tutti dei difetti, delle debolezze, sono umani, non so come altro spiegarmi.
Ci troviamo a leggere di un mondo normale con delle situazioni che potrebbero capitare a chiunque nella vita come nel lavoro. Proprio questo risulta essere il punto di forza della Gazzola che, nonostante utilizzi degli elementi stereotipati, a volte, lo fa comunque con originalità e intelligenza senza mai scadere nel ridicolo.

Un romanzo leggero, veloce, divertente, brioso e uno stile che lo rappresenta a pieno anche nei momenti di tensione in cui si deve scoprire la verità sul caso. 
Alice è un personaggio piacevole ma personalmente adoro il ruolo attribuito a Conforti con le sue battute taglienti e sagaci. Un personaggio perfetto per bilanciare l'imbranataggine di Alice e i suoi pasticci.
Che altro dirvi, leggete le avventure di Alice e la sua combriccola se avete voglia di una lettura coinvolgente, spiritosa e divertente ma con un punto di serietà nelle indagini e le tematiche che queste sollevano.
Leggetela se avete bisogno di una lettura leggera ma non stupida o banale, che vi sollevi il morale se siete tristi o se vi serve qualcosa per staccare quando avete avuto una giornata pesante.
Non posso fare altro che consigliarvi questa scrittrice, Alessia Gazzola, e le indagini legate al team dell'Istituto di Medicina Legale, come se fossero una parte della vostra realtà, per la spontaneità di ognuno dei personaggi che incontrerete tra le pagine e per la capacità di intrattenimento che l'autrice è riuscita a creare.

Fatemi sapere se avete letto i romanzi della Gazzola e cosa ne avete pensato. A me piacciono sempre molto, si è capito??? 
Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare tante bellissime letture... A presto!!!

venerdì 20 aprile 2018

BIG or small... QUESTA VOLTA COSA HO LETTO???

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state amici? Avete approfittato degli sconti della BAO con il 25% di sconto su tutto il catalogo? Io ho fatto qualche piccolo danno, mi sono trattenuta a dire la verità, vi mostrerò le cose che ho preso nella prossima cassetta della posta. Ovviamente non serve dirvi che tutto quello che compro dovrebbe finire automaticamente nella mia testa e archiviato come letto, ma la cosa, purtroppo, è impossibile... però va bene lo stesso :-)

Nel frattempo, però, posso dirvi che sono riuscita a terminare una lettura che mi ha tenuta incollata alle pagine per un bel po' di giorni ma di cui sono molto contenta. Vi racconto tutto nel post che segue... BUONA LETTURA!!!



LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO
STIEG LARSSON




Titolo: La ragazza che giocava con il fuoco
Autore: Stieg Larsson
Anno: 2012 (Ristampa)
Casa Editrice: Marsilio
Pag: 754
Prezzo: 14,00 euro


TRAMA: Un nuovo scandalo colpisce l'attenzione della redazione di MILLENNIUM, la rivista gestita da Mikael Blomkvist che, questa volta, si occuperà del giro di vendita di prostitute, violenze e soprusi nei confronti delle donne dell'Est Europa. Un'inchiesta scottante che va a toccare molte alte sfere sociali. Tutto sembra andare per il meglio alla redazione, quando un triplice omicidio ferma tutto. Gli autori dell'inchiesta vengono ritrovati morti nel loro appartamento, contemporaneamente al tutore di Lisbeth. Unica indiziata certa Elisabeth Salander.   



VALUTAZIONE:



Finalmente dopo un anno sono ritornata a leggere la storia di Lisbeth e Mikael, due personaggi che nel film non mi hanno fatto impazzire, ma che nel romanzo mi piacciono tantissimo.
Un anno, o forse anche qualcosa in più, per sentire questo secondo volume della trilogia chiamarmi a gran voce per farsi leggere e continuare a conoscere la verità.
Un romanzo corposo, molto più del primo volume, che ho divorato in ogni momento libero senza rendermi conto che ad ogni seduta di lettura leggevo tantissime pagine.
Ci ho messo comunque tanto a leggerlo, ma ogni volta avevo la voglia di continuare a farlo e tornare alle indagini.

Ancora una volta ci troviamo alle prese con una storia molto forte da digerire sia per tematica sia per il modo in cui viene raccontato.
Il tutto inizia con una tesi di dottorando sul trafficking, la tratta delle prostitute e le violenze che vengono su di esse perpetrate da uomini privi di scrupoli intenti solamente a guadagnare soldi facili. Da qui, la voglia di creare un'inchiesta ed un libro denuncia contro personaggi politici e socialmente rilevanti in quella che risulta essere una realtà che nasconde e mistifica la sua vera natura. 
Dag e Mia sono due giovani autori coraggiosi che decidono di smascherare questa realtà facendo nomi, mettendo in evidenza i loro ruoli, smascherare ogni tipo di incoerenza e reato commessi anche da chi avrebbe il dovere di tutelare la società, contro la donna.
Una inchiesta scottante che, però, produce vittime, proprio Dag e Mia che ignari, forse, della pericolosità del loro lavoro, finiscono nel mirino di un personaggio senza scrupoli. 
Il romanzo è ovviamente un thriller che non lascia nulla all'immaginazione, anzi, tutto è descritto con dovizia di particolari e scene molto crude come è lo stile che Larsson ci ha già mostrato nel primo libro.

Dalla votazione piena che ne ho dato potrei anche chiudere tutto qui, ma la partecipazione alla sfida TUTTI AD HOGWARTS CON LE TRE CIAMBELLE e, devo dire la verità, un po' di senso del dovere nei confronti di chi legge questi miei sproloqui, mi portano a raccontarvi qualcosa in più.
Ovviamente ho cominciato a leggere questo romanzo nella consapevolezza che la storia e lo stile dell'autore mi sarebbero piaciuti, quindi non mi aspettavo nessuna delusione.
Ho giocato facile? E sì, ogni tanto dopo una serie di letture un po' sciapite (poco coinvolgenti) mi ci serviva qualcosa di adrenalinico.

La storia che Larsson ci racconta in questo secondo volume è sicuramente una storia tristemente attuale, nonostante la sua pubblicazione risalga a dieci anni fa. Un malaffare, quello della prostituzione, che va avanti da sempre e che vede coinvolte sempre persone che non ti aspetti, sebbene il giro d'affari sia gestito da persone poco raccomandabili.
Quello che mi sono domandata durante la lettura del romanzo, però, è stato: Ma Larsson cosa sta effettivamente condannando in questo romanzo? 
Voglio dire, siamo tutti d'accordo (mi auguro) che la tratta delle prostitute sia da condannare, ma qui viene dato spazio anche a chi sfrutta questa cosa, a chi si serve di quei corpi per soddisfare le sue "esigenze" (moralità a parte). Un romanzo che colpisce la politica, la polizia, uomini di potere appartenenti alle più diverse classi sociali coinvolti in uno squallore creato da gente apparentemente innocua e senza istruzione se non quella legata al dio denaro.

Un romanzo femminista scritto da un uomo che condanna duramente una realtà che fa ribrezzo e che ancora esiste in modo celato, nascosto da un finto perbenismo.
I due personaggi protagonisti, Mikael e Lisbeth si ritrovano ancora una volta coinvolti in qualcosa di grande e pericoloso che diventa uno strumento usato dall'autore per permetterci di conoscere più a fondo il personaggio di Lisbeth, tanto misterioso quanto fragile.

Due poli che si attraggono, Mikael curioso, intraprendente, con un senso del dovere così alto che lo porta a mettere in pericolo la sua carriera, già precedentemente provata, pur di mantenere alto il senso di verità. Lisbeth è l'asociale, misteriosa, sociopatica e geniale hacker che affascina fin dal precedente volume. 

Un personaggio ben costruito, quello di Lisbeth, che Larsson ci fa conoscere togliendo uno strato alla volta, come se si stesse sfogliando una cipolla. Se nel primo volume ci sono solamente degli accenni alla sua condizione, in questo secondo entriamo nella sua sfera privata, familiare e personale. Ne esce fuori un personaggio che ha sofferto ma allo stesso tempo in grado di sollevarsi da quel dolore per trovare una strada che possa esserle adatta.

Una storia, mozzafiato, intrigante, coinvolgente, e ad alta tensione, quella che Larsson riesce a creare in più di settecento pagine che si leggono come se si stesse bevendo un sorso d'acqua fresca.
Uno stile asciutto, tagliente, crudo e poco incline alla dolcezza o alla mediazione nell'eventuale effetto che possa avere sul lettore. Lo scopo è quello di raccontare una verità, anche se scomoda, anche se violenta. Un autore che riesce a parlare di tematiche difficili attraverso scelte narrative che mirano alla immediatezza del linguaggio giornalistico, all'attesa del genere poliziesco e alla violenza tipica di un mondo che non ha nulla di sentimentale.
L'autore riesce a coinvolgere il lettore in tutte le sfaccettature che la storia assume, la paura, la ricerca della verità, la necessità di trovare un colpevole da parte dei personaggi, che rendono il lettore ancora più attratto verso quello che si presenta come un mondo torbido e pieno di verità nascoste.
Mi è piaciuto tutto di questo secondo volume, non posso negarlo. 
Mi piaciuto il modo in cui l'autore ha deciso di dare spazio agli altri personaggi che formano il cast centrale del romanzo. Mi è piaciuto molto il modo in cui ci racconta della vita di Lisbeth e di conseguenza ci permette di dare una spiegazione a molti degli atteggiamenti che in precedenza sono stati dati per scontato. Il panorama si amplia e le descrizioni di tutti i protagonisti del romanzo, sia buoni che cattivi, mirano alla necessità di dare loro un ruolo significativo nella storia, sia esso più o meno marginale.
Niente è lasciato al caso, tutto è ben incastrato con il resto, insomma, credo di aver tessuto abbondantemente le lodi di questo romanzo, per farvi capire che è stata una lettura elettrizzante e allo stesso tempo molto apprezzata.

Fatemi sapere se avete letto questo romanzo o l'intera trilogia, io come al solito arrivo in ritardo, ma tanto i libri mica scadono :-)
Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture... A presto!!!

lunedì 16 aprile 2018

RECENSIONE mini "I CUSTODI DELLA BIBLIOTECA" di GLENN COOPER

SALVE  A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!



Quello di oggi è un traguardo nel mio mondo di lettura, ho finalmente concluso una delle trilogie che ho cominciato anni or sono e devo dire che la soddisfazione comincio ad avvertirla :-)

Una lettura che mi è piaciuta, per fortuna, vi racconto tutto nel post, BUONA LETTURA!!!



TRAMA: Mentre il mondo si interroga su cosa accadrà il 9 Febbraio 2027, nuove cartoline con bare disegnate tornano ad essere recapitate a destinatari di origine cinese. Tutto riconduce al principio di questa storia, come fosse una beffa del destino. Will Piper cerca di rimanere fuori dal caso fino a quando suo figlio esce in piena notte per andare in Inghilterra, dove tutto ha avuto origine.
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Titolo: I custodi della biblioteca
Autore: Glenn Cooper
Casa Editrice: Tea
Anno: 2015 (Ristampa)
Pag: 392
Prezzo: 6,90 euro







VALUTAZIONE:



Finalmente ho portato a termine una delle storie che, ormai quasi due anni fa, ho cominciato e abbandonato. Manco a dire che non mi fosse piaciuta poi, solo che la curiosità mi ha portato altrove e quindi eccomi qui dopo un po' di tempo a parlarvi di quello che è l'ultimo volume della trilogia dedicata alle indagini di Will Piper e della BIBLIOTECA DEI MORTI.

Non sarà una recensione troppo specifica, essendo un volume conclusivo non è il caso di spiattellarvi allegramente il finale della storia. Quindi mi limiterò a fare un resoconto generale di quello che mi ha suscitato la lettura di questa storia.

Glenn Cooper è riuscito davvero a sorprendermi con questo terzo volume, nel senso che è riuscito a mantenere alta la mia attenzione sulla storia, sulla volontà di scoprire cosa ci sia alla base di questo mistero e quale sia l'origine del tutto. In questo senso devo dire che la lettura è stata soddisfacente, visto che alle domande che ci si pone nei libri precedenti vengono date delle risposte soddisfacenti.

La storia che ci viene raccontata in questo volume riprende lo stesso schema delle altre con alternanze di presente e passato per portare avanti entrambe le storie.
Per la parte del passato ci ritroviamo nell'abazia di Vectis e molti anni e secoli dopo con il ritrovamento di un diario cheinserisce un altro tassello alla vicenda legata al ritrovamento dell'Area 51 e dei segreti del governo americano.
Nel presente ci troviamo nella sperduta campagna inglese tra una piccola comunità che sceglie di vivere isolata dal mondo per portare avanti una antica tradizione.

Dal punto di vista della lettura devo dire che da una parte ho apprezzato il fatto che con un pretesto ci sia una sorta di riassunto piuttosto dettagliato degli eventi che abbiamo lasciato nei due volumi precedenti. In questo modo è stato possibile immergermi di nuovo nella storia e non perdere il filo. Dall'altra parte, però, ho trovato che i rimandi alla storia precedente, fossero troppi e troppo presenti in tutta la prima parte del romanzo, un buon centinaio di pagine sicuramente che potevano essere dedicate ad altro.
A parte questa cosa devo dire che poi la storia è volata via in un batter di ciglia, troppo curiosa di scoprire la verità.

Il personaggio di Will non cambia di molto, diciamo che ho letto un tentativo di Cooper di nobilitare il suo essere sciupa femmine con la scusa di dover salvare la sua famiglia, ma poi diciamo che la scusa non regge molto.
Mi è piaciuta molto di più la storia passata, a dire la verità, forse perché sono più per le ambientazioni tetre dei monasteri che della campagna inglese in cui si svolge la maggior parte del romanzo.

Insomma, una lettura molto piacevole, mi ha fatto uscire dal blocco del lettore e sicuramente questo ha il suo vantaggio. Ho apprezzato molto lo stile dell'autore che non appesantisce e allo stesso tempo riesce a dare delle spiegazioni, per quanto storicamente dubbie, che hanno un alone di veridicità e credibilità nei confronti di quanto viene raccontato.

Nel complesso devo dire che la trilogia è appassionante ed intrigante. I suoi personaggi sono un po' stereotipati, sicuramente, ma comunque ci stanno bene in una storia che ha molti particolari storici e che è ricca di investigazione e ricerca che, in un certo senso, fa mettere da parte qualche piccolo difetto. 

Fatemi sapere se avete letto questa trilogia, cosa ne avete pensato. Se vi piacciono queste storie che uniscono passato e presente in intrecci a volte improbabili che gli autori rendono credibilissimi.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

venerdì 13 aprile 2018

LIBERAMENTE LIBRI...EDIZIONI E/O

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Dopo un bel po' di tempo riprendo in mano la rubrica dedicata alla lettura di libri pubblicati dalla case editrici indipendenti. Una rubrica che ho deciso di inserire qui sul blog, non tanto perché sia una novità, ma per dare spazio anche a quelle case editrici che, pur non avendo una grande diffusione (in alcuni casi), hanno comunque delle storie interessanti da raccontare, per un motivo o l'altro.
Quella di oggi è stata una lettura particolare, ero partita con la convinzione che si parlasse di olocausto e mi sono trovata a leggere di un aspetto poco conosciuto, almeno da me, della guerra.



LA NOTTE DELL'OBLIO 
 LIA LEVI 

TRAMA: Una notte, durante i ritorni in città per cercare di recuperare i guadagni del suo negozio, Giacomo, padre di due figlie e di una moglie lasciate in salvo in una canonica di campagna, viene sequestrato dalla polizia fascista senza fare più ritorno a casa.
Siamo negli anni finali della guerra, gli ebrei non hanno vita facile e la necessità di non palesare la loro identità li porta a vivere nascosti dal mondo, con difficoltà. Dopo l'arresto di Giacomo, per Elsa e le figlie inizia la necessità di riprendere in mano la loro vita, ma tutte lo fanno assumendo atteggiamenti molto diversi tra loro.

Titolo: La notte dell'oblio
Autore: Lia Levi
Casa Editrice: E/O
Anno: 2013 (Ristampa) 
Pag: 193
Prezzo: 9,00 euro 





VALUTAZIONE:



Quando ho comprato questo romanzo pensavo di leggere una storia legata a quello che è successo ad una famiglia vittima della polizia fascista. In un certo senso è così, ma quello che si racconta in queste pagine è qualcosa di diverso. 
Lia Levi parte dalla tragedia di una famiglia che perde un padre ad una storia che è universale, che ha colpito il mondo.

L'arresto di Giacomo rende facile la narrazione delle conseguenze che questo evento ha portato alla sua famiglia. Mentre Elsa, moglie di Giacomo, cerca di trovare il modo per far vivere le sue figlie in modo sereno, nonostante tutto, Milena e Dora, vivono l'adolescenza nelle amicizie, nei primi amori, o nel tentativo di approccio da parte di qualche soldatino del posto. Pur riuscendo nel suo intento, Elsa non può evitare loro un grande dolore: la perdita del padre in circostanze misteriose per loro.
Dal canto sua Elsa sceglie il silenzio, sceglie l'oblio.

Leggendo la storia è facile cadere nel giudizio di chi, dall'esterno, pensa di dover vivere la tragedia con la famiglia facendo luce su tutto. Confesso che anche per me è stato così. Non ho mai pensato che la scelta di non affrontare la cosa sia stata la giusta scelta da fare soprattutto avendo visto che le figlie comunque hanno avuto una loro risposta a quel dolore soffocato.
Se da una parte abbiamo Milena, la più grande delle due, si chiude a riccio  nei confronti del mondo, si attacca in modo quasi morboso alla madre e decide di vivere la sua vita subendola, in un certo sento, dall'altro c'è Dora che si pone continuamente delle domande sulle motivazioni che hanno portato ad una situazione del genere.

E' proprio la curiosità di Dora che l'autrice utilizza come spunto per parlare di una situazione molto più ampia degli ebrei italiani.
Dal libro ne esce fuori un quadro rivoluzionario di chi vede la necessità di creare un nuovo stato ebraico in Palestina, la necessità di tornare in patria per ricostruire le basi di un credo che, con l'olocausto, ha dimostrato il suo fallimento, perché si, gli ebrei palestinesi credono che le vittime dell'olocausto non abbiano dato il giusto peso e la giusta rappresentazione alla loro religione. Il diventare vittime dei fascisti li ha resi deboli e questo non era il principio su cui avrebbero dovuto basare la loro religione..
Ma c'è anche un altro aspetto del libro che mi ha interessato, gli stessi ebrei che sono riusciti a sfuggire alle persecuzioni fasciste non hanno voluto conoscere la verità per lungo tempo. Solamente negli anni sessanta, è stato diffuso Se questo è un uomo, di cui si fa accenno nel romanzo. Si viveva nell'ignoranza, si preferiva non conoscere la verità.

Oltre al tema religioso c'è anche uno scontro ideale, ovviamente, tra i modi di vedere la religione Dora è la versione più moderata di un credo che, nei suoi cugini, diventa carnale, totalitaria, integralista. La religiosità vissuta in modo diverso, più moderna quella di Dora, che è aperta al dialogo con la diversità in questo senso, e quella più tradizionalista di David, suo cugino che seppure inizialmente sembra essere più moderato, finisce per abbracciare una ulteriore versione della religione, quella più acculturata delle scuole per rabbini.

Per quanto riguarda la mia esperienza di lettura devo dire che non è stata particolarmente coinvolgente, non ho empatizzato molto con i personaggi e non ho trovato particolarmente innovativa la narrazione. Ho apprezzato più la parte "saggistica" se mi passate il termine, relativa all'Ebraismo e alla Storia per la possibilità di conoscere qualcosa di poco noto.

Ho trovato la narrazione, in generale lenta e a volte pedante soprattutto per la parte relativa alla vita delle ragazze che, come ho detto, non ha presentato nulla di particolarmente diverso da altre storie. Su tutto il romanzo c'è un senso di occultato, di non detto, di frenato anche nei comportamenti delle sorelle che, a volte, mi è sembrato forzato ed inutile nei confronti di una situazione che poteva essere affrontata, ma è anche vero che altrimenti non si sarebbe fatto il romanzo. Diciamo che le occasioni per farlo ci sono state ma si è scelto palesemente di non farlo. E non parlo solamente della storia del padre. C'è proprio un senso di rinuncia che non mi ha permesso di "accettare" le protagoniste già poco interessanti, per me.
Una lettura che ho fatto spinta dalla curiosità, ma che, purtroppo non mi ha completamente soddisfatto, forse proprio per la diversità nella visione della vita e di come possono essere affrontate le cose che succedono ecco.

Fatemi sapere se avete letto qualcosa di questa autrice, se avete letto questo romanzo e, se si, cosa ne avete pensato.
Vi mando un abbraccio, a preso Viaggialettori!!!

lunedì 9 aprile 2018

CASSETTA DELLA POSTA... #22

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Torno a parlarvi degli acquisti che sono entrati a far parte della mia libreria ormai stracolma di libri da leggere perché... Sì, nonostante io ne abbia fatto incetta a PIU' LIBRI PIU' LIBERI, i libri da leggere non sono mai abbastanza. 
A mia discolpa posso dire che, prima di comprare questi libri, ho aspettato ben 3 mesi e letto 15 libri cartacei.

Va bene, sono una brutta persona, lo so, mi devo dare una regolata, lo so, ma con gli sconti e i libri che stanno uscendo in edicola la cosa diventa difficilissima da portare avanti.


Va bene, ho straparlato, cominciamo a parlare di cose serie ovvero delle letture che vedrete prossimamente sul blog. Ho deciso che vorrei leggere i libri che compro senza trasportarmeli per anni e anni, ma so anche che la cosa è un pochino difficile se, quando compro, ne prendo dieci alla volta. Diciamo che cercherò di non farne accumulare tanti quanti gli anni precedenti, va. BUONA LETTURA!!!







Questa è la pignetta di libri che ho comprato in questo MARZO 2018. Non sono tanti considerando il fatto che non ne acquistavo dal 9 Dicembre dai. Sono curiosa di leggerli tutti, ovviamente, tanto che appena arrivati non sapevo cosa prendere per primo e ho cominciato a leggere l'inizio di tutti.
Spero di potervene parlare il più presto possibile, e che questa non sia la solita promessa da marinaio che faccio ogni volta che compro cose nuove. 
Comunque, sono tutti acquisti fatti con gli sconti che ci sono stati in questo periodo, quindi sono riuscita a risparmiare qualcosina. 
Ho fatto una foto unica e poi metterò le varie copertine qui sotto perché è una foto scattata appena li ho posati, spero che vi vada bene lo stesso. Ma partiamo subito!


 

A GATHERING OF SHADOWS di V. E. SCHWAB è il secondo volume della trilogia dedicata a A DARKER SHADE OF MAGIC di cui in Italia è uscito il primo volume intitolato MAGIC e di cui vi ho fatto la recensione poco tempo fa, mi è piaciuto molto.
Ho preso il volume in inglese, non so neanche per  quale livello sia, ma l'ho preso perché sono curiosa di sapere come va a finire la storia, sebbene il primo volume sia finito in modo aperto ma non estremamente da fiato sospeso. Speriamo che riesco a leggerlo tutto entro l'anno, chissà.




Questo è il primo volume di una trilogia scritta da JENNIFER WORTH e dedicato alla vita delle levatrici nell'America degli anni 50. Il titolo di questo romanzo è CHIAMATE LA LEVATRICE e ho deciso di comprarlo a seguito delle recensioni entusiaste che ne ha fatto Chiara Martini, una ragazza che fa video su youtube ed è molto brava, oltre a fare delle letture interessantissime.




Secondo volume della trilogia di Rebel a cui non avevo dato una votazione molto alta, ma siccome dicono si tratti di una trilogia che migliora con il tempo, come il vino, ho deciso di prendere la versione economica di questo volume REBEL. IL TRADIMENTO di ALWYN HAMILTON.
La storia è quella di Amani, un' abitante del deserto, che decide di non voler sottostare alle regole della sua tribù e decide di vivere la sua vita diversamente e al segno dell'avventura.




IL NIDO di CYNTHIA D'APRIX SWEENEY è un libro che ho puntato fin dalla sua uscita ed il primo che ho letto di questi acquisti, perché sì, ce la posso fare a non farli diventare muffette come tutti gli altri libri comparti e messi da parte :-)
Appena ho visto che la casa editrice aveva fatto la versione economica e in più c'erano gli sconti del 25 % ne ho approfittato e ho comprato questo volume. Una storia familiare di cui non so molto altro e che mi incuriosisce tantissimo data anche l'alta riuscita in America, ma non so se ci si debba fidare di questa cosa, ve ne ho parlato nella recensione di lunedì scorso, se vi va di darci un'occhiata!



AMATISSIMA di TONI MORRISON è un romanzo di cui ho sempre sentito parlare ma non mi sono mai decisa a prenderlo. La storia è quella di una donna che racconta le peripezie che ha vissuto durante il periodo della schiavitù. Un romanzo molto interessante e che credo mi piacerà tantissimo.



Autrice che mi incuriosisce tantissimo è DAPHNE DU MURIER di cui ho comprato I PARASSITI preferendo leggere qualcosa di meno noto, come al solito.
Ci sono tanti titoli che vorrei leggere ma per vedere come possa andare il mio approccio con lei ho preso solamente questo titolo. La storia è quella di tre ragazzi che decidono di vivere sulle ricche spalle degli altri, come dei parassiti, appunto.
Anche per questo libro c'è da ringraziare Chiara e la sua voracità di lettura.





JOHN STEINBECK è uno di quegli autori di cui ho sempre sempre sempre sentito parlare e che non sapevo neanche di avere in casa. Ho approfittato, però, della promozione per leggere questo romanzo LA LUNA E' TRAMONTATA in cui la tematica della guerra mi attira molto di più di quella di Furore o Pian della Tortilla che già possiedo, anche se in una versione molto molto vecchia, quindi no so se comprerò o meno anche di questi la versione della Bompiani che credo siano integrali.




Le storie familiari sono uno dei miei generi di lettura preferiti e quando ho visto che la trilogia dei I CHIRONI  di MARCELLO FOIS è stata pubblicata in versione economica e in un unico volume scontato del 25% che potevo fare??? Ho approfittato e ho comprato, ebbene si! La Sardegna è il luogo in cui la storia è ambientata la cosa mi piace moltissimo. Spero di non rimanerne delusa.




Dopo aver letto CANTO DI NATALE di CHARLES DICKENS sono rimasta folgorata dal suo stile e così, pur avendo acquistato altri suoi romanzi corposi, ho deciso di prendere anche questo, IL MISTERO DI EDWIN DROOD un giallo che, credo, abbia lasciato incompleto, ma spero che sia comunque una bella lettura.




PAUL AUSTER è uno degli scrittori che mi ha colpito di più nel 2017 e per questo motivo ho deciso, sempre approfittando degli sconti Einaudi di questo periodo, di comprare la prima raccolta dei suoi romanzi, ROMANZI 1. So che ce n'è un'altra ma la prenderò dopo aver letto questa. Avrei voluto leggere 4 3 2 1 ma mi spaventa un po', nonostante le storie possano essere lette anche a distanza di tempo. Insomma, meglio andarci cauti e non puntare su un libro di 25 euro per fare la prova di come possa essere la sua scrittura, ecco.


Gli altri romanzi che vi mostrerò in queste entrate sono quelli che sto prendendo in edicola con la collana I BOREALI. Una serie di romanzi di autori nordici che il Corriere della Sera ha pubblicato in contemporanea con la festa dei Boreali, appunto. Non li prenderò tutti, ma solamente sei. Per adesso vi mostro quelli che ho recuperato a Marzo, e poi gli altri con un altro post, sia mai che ad Aprile comprassi qualche altra cosa ....





PICCOLI SUICIDI TRA AMICI di ARTO PAASILINNA è il primo che ho comprato e che racconta la storia di un gruppo di persone che, volendosi suicidare, decidono di trovare il luogo perfetto per farlo. Proprio raggiungendo quel luogo incontrano altri che hanno la loro stessa intenzione. La trama mi ha ricordato un po' Non buttiamoci giù di Hornby, ma non l'ho letto quindi potrei anche sbagliarmi.




Secondo volume preso di questa collana è ANIME BALTICHE di JAN BROKKEN un libro che avrei voluto prendere alla fiera a Roma e che non avevo trovato, assieme alla saga di Ragnar che ancora mi sto mangiando le mani... Comunque, non ho ben capito se si tratti di un romanzo o un saggio, forse una cosa a metà tra i due, che attraversa la cultura europea del periodo legato alla seconda guerra mondiale. Mi incuriosisce moltissimo, speriamo sia bello.




L'ARTE DI COLLEZIONARE MOSCHE di  FREDRIK SJOBERG è anche in questo caso, un libro che non so se si tratti di romanzo o saggio. Non ne so molto, mi ricordo di averne sentito parlare molto bene e che altri titoli dell'autore sono particolari come questo, quindi appena lo leggerò vi saprò dire qualcosa in più. 




Ultimo acquisto di Marzo è stato IO NON MI CHIAMO MIRIAM di MAJGULL AXELSSON. Un romanzo che stavo per comprare in fiera e che poi ho deciso di lasciare lì per prendere altro. La storia è quella di una donna di origine romena che ha finto di essere ebrea durante il periodo nazista con conseguente vita nei Lager. Un romanzo che mi ha incuriosito fin da subito e che sono molto curiosa di leggere. Come per tutti gli altri volumi che ho acquistato.


Bene amici, questi sono stati i miei numerosi acquisti del mese di Marzo. voi come vi siete comportati? Non so neanche come io sia riuscita ad aspettare tanto prima di acquistare di nuovo, volete vedere che magari torno ad essere una persona di coscienza e a comprare un numero normale, direi, di libri all'anno? Sconti permettendo non credo che comprerò tantissimo nei prossimi mesi.
Ad Aprile ho da prendere altri due romanzi di questa collana I Boreali e poi vorrei approfittare degli sconti Bao, quindi in teoria avrò da mostrarvi ancora qualcosina per il prossimo mese.
Non mi voglio pronunciare oltre, che poi va a finire che faccio danni disastrosi :-)
Fatemi sapere come è andato il vostro mese di acquisti, se avete comprato qualcosa che vi ha soddisfatto, se avete già letto i vostri acquisti e come stanno procedendo le vostre letture.
Vi mando un abbraccio grande  e vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine dei vostri libro!!!