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03 dicembre 2020

LIBRI IN SOFFITTA #5... "COME IL VENTO TRA I MANDORLI" di MICHELLE COHEN CORANSANTI

 SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

E' da un po' di tempo che non pubblico più niente in questa rubrica e dopo una serie di letture che ho fatto in questi mesi ho deciso di raccontarvi la mia opinione su questo libro che credo risponda perfettamente ai suoi criteri, scoprire delle storie rimaste in sordina. Vi lascio al post con le mie opinioni, BUONA LETTURA!



Trama: Siamo nella Palestina della metà degli anni 50. Il conflitto Israelo- Palestinese è nel suo pieno fervore e molte famiglie sono costrette ad abbandonare le loro abitazioni su ordine dell'esercito israeliano che non bada a gentilezze e cortesia. Ichmad ha solo 12 anni quando suo padre viene accusato di terrorismo e arrestato e lui è costretto, per questo, a doversi occupare della sua famiglia.

Titolo: Come il vento tra i mandorli
Autore: Michelle Cohen Corasanti
Casa Editrice: Feltrinelli
Anno: 2017
Pag:377
Prezzo: 12.00 euro


Cosa Ne Penso...


Sicuramente vi capita di comprare dei libri e poi lasciarli da una parte e leggere altro nonostante la trama di quelli acquistati vi attiri moltissimo. A me capita spesso e a volte, quasi sempre, passano anni dall'acquisto alla lettura e le trame dei libri vagano nel mio cervello senza poi trovare una giusta collocazione o la giusta associazione con il libro in questione.
E' capitato così anche stavolta, ovviamente, l'unica cosa che ricordavo è che trattava della guerra israelo- palestinese poi vuoto.

Devo ammettere che sono rimasta completamente avvinta dalle pagine di questo romanzo biografico, perché alla fine ci viene raccontata la storia del protagonista e della sua famiglia, ma partiamo dall'inizio.

Ichmad Hamid è, oggi, un importante professore di matematica e fisica, premio Nobel e ricercatore. Ma il percorso che ha fatto per raggiungere tale traguardo è stato lungo, difficile e pieno di sacrificio e dolore.
La storia ci mostra fin da subito gli effetti del conflitto in Palestina, la famiglia Hamid è costretta a lasciare la casa d'origine per vivere in una sorta di catapecchia costruita su un terreno confinante con una zona piena di mine antiuomo. Un particolare non da poco perché è da qui che parte tutto. Ichmad è il maschio più grande di casa, questo lo ha portato ad doversi assumere la responsabilità della sua famiglia quando il padre, accusato di tradimento, viene portato in prigione. 
La famiglia di Ichmad subisce tantissime ingiustizie, tanti dolori, episodi rabbiosi che hanno comportato conseguenze nefaste per tutti i componenti e, con il passare dei decenni, diversi modi di reagire.

Leggendo il romanzo vi trovate davanti ad una realtà spiazzante sia per la crudeltà dei comportamenti sia per il fatto che nessuno aveva la possibilità di vincere contro un evento dalla portata così forte.
Se inizialmente Ichmad riesce a trovare il modo di portare soldi in casa è solamente con l'ingresso nel mondo accademico che riesce a portare avanti il suo progetto, progetto che durerà tutta la vita e che sarà come una sorta di ricompensa per il dolore subito dalla sua famiglia.

Quello che mi ha colpito molto di questo romanzo è prima di tutto il fatto che pur nella consapevole lettura di una storia difficile l'autrice non lascia spazio a mediazioni in fatto di racconto degli eventi, infatti fin dalle prime pagine ci troviamo davanti alla morte di una delle sorelle di Ichmad e il trascorrere delle pagine le cose non migliorano, anzi. 
Corasanti dà voce ad una guerra che non ha nessuna intenzione di finire, ne è testimone il fatto che sia ancora in essere tutt'oggi. Nel corso della vicenda che ci racconta l'autrice ci fornisce informazioni sul suo andamento nel corso dei decenni e le situazioni di terrore, distruzione della popolazione sono sempre altissime. 

" "Per dodici anni ho osservato i soldati entrare nel nostro villaggio", spiegò Baba (il padre, n.d.r) "I loro cuori non potrebbero essere più diversi l'uno dall'altro,  proprio come i nostri. Sono cattivi, buoni, spaventati, avidi, morali, immorali, gentili, meschini, sono esseri umani anche loro. Chissà che cosa sarebbero se non fossero soldati? E' solo politica".[...] " Ci avevano portato via gran parte della nostra terra, lasciandoci mezzo chilometro quadrato per più di seimila palestinesi. "La gente non tratta gli altri esseri cumani come loro trattano noi." replicai. " Ichmad ha ragione" , aggiunse Abbas. "E' proprio questo che mi rattrista." Baba scosse la testa. "Nella storia i conquistatori si sono sempre comportati allo stesso modo con i conquistati. Hanno bisogno di crederci inferiori per giustificare il modo in cui ci trattano: se solo si rendessero conto che siamo tutti uguali..." "

Il fatto che Ichmad sia riuscito ad andarsene dalla Palestina ha comportato molte difficoltà per lui anche a livello familiare, con il fratello Abbas soprattutto.
Infatti se da un parte ritroviamo la figura di Ichmad, che è comunque un esempio di come ci si possa riscattare anche da una realtà così difficile, dall'altra abbiamo Abbas la persona che, nella sua famiglia, ha subito maggiormente l'odio razziale del popolo. Un odio che poi ha trasposto sul fratello e che ha travolto completamente anche la sua intera vita.
E' difficile comprendere le ragioni che hanno portato Abbas a prendere determinate decisioni, nonostante la scrittrice provi a renderci le cose chiare, ma non si può arrivare fino in fondo alla conoscenza dell'animo di chi ha vissuto quegli eventi.

La scrittura della Corasanti è molto fluida, ipnotica, e allo stesso tempo tagliente e cruda, ma rispecchia benissimo i vari episodi che racconta. 
Indubbiamente una storia non facile da digerire, non facile da comprendere e non facile da lasciare andare per questo, anche se si tratta di una storia dolorosa e struggente, credo che sia necessario conoscere queste realtà proprio perché ci sono e non possono essere ignorate.

I personaggi di questo romanzo sono indimenticabili, a partire dal padre di Ichmad e Abbas, un uomo mite che cerca il bello in ogni situazione e che proprio per quello riesce a sopravvivere al carcere. E' indimenticabile Ichmad e la sua tenacia nel fare della sua passione lo strumento di riscatto per sé e per la sua famiglia. E poi Abbas, il bastian contrario della famiglia Hamid, il più impavido, il coraggioso o talmente sprezzante del pericolo ed orgoglioso da non capire per molto tempo di dover fare un passo indietro.
Ma sono indimenticabili anche tutti gli altri personaggi che ruotano attorno ad Ichmad e che saranno fondamentali per la sua sopravvivenza soprattutto emotiva: il professore e sua moglie, la prima e soprattutto la seconda moglie che rappresentano per lui pilastri importanti della sua vita, la voglia di allontanarsi da un paese retrogrado rispetto alla velocità dell'America e il ritorno alle origini e alla consapevolezza di non poter essere diverso da quello che si è.


VOTAZIONE:



La storia di Ichmad è talmente piena di eventi che sarete risucchiati nella sua vita al punto da non poterlo lasciare andare, riuscirete a sentire il suo dolore per le perdite, a tirare un sospiro di sollievo quando riesce a raggiungere un traguardo, a provare ansia e preoccupazione nel momento in cui apprende notizie della sua terra.
Un romanzo che, come ho detto, è sicuramente doloroso ma necessario.

Fatemi sapere se conoscevate già questa storia, se avete letto questo romanzo. Spero di avervi incuriosito per la sua lettura, come sempre vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare delle bellissime letture e perdervi nelle pagine dei vostri libri. A PRESTO!!!

10 giugno 2020

LIBRI IN SOFFITTA #4... "L'AMANTE GIAPPONESE" di RANI MANICKA

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Torno oggi dopo la scrittura di un post che potrebbe avervi fatto storcere il naso o condiviso il mio pensiero. Ci tengo a dire che le mie parole non avevano l'intento di offendere ma semplicemente di riflettere su quello che è effettivamente un argomento di cui sento molto spesso parlare tutti.
Detto questo io continuerò a parlare di libri se vi va di conoscere il mio parere!

Il libro di cui voglio parlarvi oggi è una storia che dal titolo può farvi fare mille pensieri diversi sul suo andamento ma vi assicuro che vi regalerà molte emozioni.
Vi lascio al post con le mie opinioni... BUONA LETTURA!!!




Titolo: L'amante giapponese
Autrice: Rani Manicka
Casa Editrice :Mondadori
Anno: 2011
Pag: 353
Prezzo: 8.99 euro (Ebook)


TRAMA: Parvati viene data in sposa a 16 anni ad un ricco imprenditore Malese che, con l'inganno del padre di lei, crede di aver sposato una ragazza bellissima. Purtroppo Parvathi non corrisponde alle sue attese e questo crea una profonda spaccatura tra di loro anche se Parvathi non ha intenzione di lasciarla incolmata.
La storia comincia in Malesia nel 1932 ma tutto cambia con il passare del tempo e l'arrivo della Guerra.


Cosa Ne Penso...


Rani Manicka per me non è stata una sorpresa, avevo letto di suo MADRE DEL RISO che mi aveva conquistata e con L'AMANTE GIAPPONESE  ha fatto la stessa cosa.
Autrice molto legata all'India, attraverso i suoi romanzi ci racconta di un mondo molto lontano dal nostro e molto ricco di tradizioni che ci possono apparire strani ma incantano comunque.

In questo libro tutto comincia con la Ceylon del 1932, un padre avido e senza cuore decide di vendere sua figlia ad un ricco proprietario Malese e questo ci porta fin da subito a conoscere due realtà che si scontrano. Parvathi ha solo 16 anni quando tutto ha inizio, un trauma che per lei non ha comportato solo l'allontanamento brusco dalla sua casa, ma anche dalla madre cui era legata e che, purtroppo, non può nulla contro il volere del marito.

Ci troviamo davanti ad una società maschilista della quale non possiamo scandalizzarci essendo la normalità in quei territori, ma in Malesia le cose cambiano ed è proprio lì che conosciamo questo personaggio straordinario.

Parvathi pur essendo solo una ragazzina fin da subito dimostra di essere un personaggio coraggioso, forte, caparbio e per niente soggiogato agli eventi e alle realtà che altri decidono per lei.
Kasu Marimuto, suo marito, è un uomo duro che le dimostra comprensione per la sua condizione di venduta e piano piano i due costruiscono la loro vita matrimoniale.
Ovviamente non andrò avanti nel raccontarvi di loro, essenzialmente per il fatto che non si tratterà di una semplice vita matrimoniale (Non arrivate alle conclusioni dal titolo 😉). 

Quella che ci racconta Rani Manicka è una storia ricca di eventi e personaggi che vi accoglieranno in un mondo continuamente pervaso da un'aura di meraviglia, misticismo, magia e religiosità che affascina lentamente e completamente. Un ruolo importante in questo senso lo avrà Maya, la domestica di Marimutu che sarà per Parvathi un' alleata ma anche una madre e un'amica fedele negli anni.

L'AMANTE GIAPPONESE è un libro a metà tra una storia familiare e una storia al femminile che ci racconta di come una ragazzina riesca a riconquistare se stessa. E' la storia di Parvathi ad esserci raccontata attraverso una serie di episodi che alternano la vita del singolo personaggio a quella della relazione matrimoniale e successivamente con quella dell'amante, perché si, c'è effettivamente un amante.

Ho trovato questa storia leggermente al disotto delle mie aspettative, nonostante la scrittura della Manicka rimanga per me molto coinvolgente. Una scrittura che si adatta ad ogni tipo di narrazione, dalla più drammatica a quella leggera e proprio l'andamento particolare di questi elementi che si alternano fanno delle sue opere delle storie da leggere e apprezzare.
In questo romanzo vengono affrontati tanti temi che sembrano essere percepiti dal lettore come una sorta di progressiva purificazione del cuore. Mi sono ritrovata a soffrire e gioire che Parvathi come se gli eventi stessero accadendo a me e questo mi ha permesso di empatizzare con tutti i personaggi.
Sicuramente l'autrice riporta anche in questo libro elementi che vanno a caratterizzare la sua scrittura quindi i matrimoni combinati, i rituali religiosi, i rapporti tra familiari e un senso di riappropriazione del sé che rendono i suoi romanzi delle perle.


VOTAZIONE:



Purtroppo non so dirvi se questo libro si trovi ancora nel formato cartaceo, e questo rende bene l'idea del da quanto tempo sia fra le mie mani. Posso dirvi che io lo avevo trovato nei reminders e credo che se ne avrete la possibilità sia un bene dargli una possibilità perché si tratta di un romanzo molto interessante e credo che il semplice non essere quello che si possa credere dal titolo lo faccia essere ancora più accattivante.
Spero che riuscirete a dargli una opportunità e che vi piaccia come è piaciuto a me!

Fatemi sapere se per caso lo avete letto, se vi è piaciuto o se conoscete altri libri di questa autrice.
Spero che la mia recensione vi sia piaciuta e che non vi abbia annoiato.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare tante bellissime letture!!! A presto!

29 aprile 2020

Libri in soffitta #3... "GLI EROI PERDUTI. LE MURA DI CARTAVEL" di SIMONE LAUDIERO

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Oggi voglio parlavi di un libro che è passato totalmente in sordina nonostante si tratti un romanzo fantasy davvero coinvolgente e intricato.
Ho scoperto la storia per caso comprando l'ebook del Prequel "RONAC E RAILA" per raggiungere dei punti sulla scheda e me ne sono innamorata subito.
Vi parlo meglio di questo romanzo nel post, BUONA LETTURA!!!



TRAMA: Cartavel è sotto assedio, sono quasi due anni che il regno di Sarmora cerca conquistare questa città per impadronirsi delle risorse di Itri, una sostanza che permette a chi la ingerisce di avere maggiore forza e capacità di sopravvivenza, oltre al controllo del territorio, ovviamente.
Nel frattempo Ronac vuole diventare una Gressin, cacciatrice di tesori, e proprio sotto le mura di Cartavel c'è un tesoro che potrebbe farla entrare di diritto nella Torre Dorata la gilda dei cacciatori di tesori...


Titolo: Gli eroi perduti. Le mura di Cartavel
Autore: Simone Laudiero
Casa Editrice: Piemme
Anno: 2018
Pag: 303
Prezzo: 16.00 euro








Cosa Ne Penso...


La cosa che mi piace di più nell'aver letto questo libro è il fatto che sia stato un italiano a scriverlo. Negli ultimi anni tendiamo sempre di più a favorire la diffusione di fantasy stranieri, soprattutto americani e inglesi, perché pensiamo che le copertine così scenografiche possano contenere chissà quale storia affascinante. Bhè, devo dire la verità, a parte la copertina di questo romanzo, secondo me è molto bella, qui Simone Laudiero ci racconta una vicenda intricata e ricca di avventura che mi ha subito catturata.

Ne LE MURA DI CARTAVEL ci troviamo a leggere più storie contemporaneamente e tutte sviluppate in modo da non prevaricare l'una sull'altra, adesso provo a farvi una sorta di presentazione delle varie storie.
Ronac si trova sulle mura di Cartavel in cerca del tesoro di Greno uno degli Eroi fondatori della città assediata dai sarmoriani che si stanno organizzando per il prossimo attacco.
Nel territorio di Sarmora ci si prepara alla celebrazione di un rituale di passaggio per il principe Ballard che, guidato dal Sabi (Maestro) Sahon dovrà un giorno governare il regno.
Asul, assistente del Gran Mago di Elep, deve portare a Sahon un importante messaggio di speranza e salvezza per il mondo, una missione che si rivela essere molto più pericolosa di quanto sembri.

Quello che si nota fin da subito è la particolare attenzione al dettaglio nella descrizione dei luoghi e soprattutto dei personaggi che, proprio grazie a questo elemento, sono ben identificabili.
Ronac ad esempio è biondissima e ha la pelle dorata, è testarda e caparbia nell'intento di diventare una Rassin e niente la ferma. Boravia, Malgrav di Sarmora è una donna forte, una guerriera dai capelli rossi e molto fluenti. Una donna che riesce a gestire l'attacco di Cartavel mantenendo alto l'onore di Sarmora. Re Willard, anche lui con i capelli rossi, una lunga barba grigia e una forza che non apparterrebbe ad un uomo della sua età se non fosse per l'assunzione dell'Itri, una sostanza che potremmo definire anabolizzante, oppure la cagionevole Vivian, sua figlia, molto diversa da lui proprio perché non lo assume.
Ogni personaggio è identificato con una caratteristica particolare, così come i territori descritti, Cartavel ad esempio è una città mercantile ed è piena di stretti vicoli di mercati e di fumerie super affollate che ricordano tantissimo le città arabe da cui l'autore riprende molte cose.

La storia si costruisce attraverso la successione di episodi alternati dell'uno e dell'altro personaggio, ma questo non va a creare nessuna confusione nel lettore grazie anche ai capitoli brevi che permettono di mantenere una certa continuità con quanto si è letto.

La storia che ci racconta Laudiero in questi romanzi è sicuramente una bella novità, almeno per quanto riguarda le mie letture. La narrazione è fluida nonostante ci vengano raccontate situazioni molto diverse tra di loro. La storia è credibile, non ho trovato nessun elemento che fa storcere il naso e, per una volta nessuna storia d'amore, quindi anche solo per questo motivo si può fare un plauso in più all'autore!


Ci sono viaggi, scontri, ricerche, intrighi politici, la creazione di una cultura legata al mondo del mare agli eroi che lo hanno protetto e che ci hanno lottato contro, ci sono piani che vengono totalmente distorti e altri che vengono messi in atto e poi tantissimi imprevisti che rendono la storia molto dinamica.

Sebbene in questo primo volume della trilogia si gettino le basi di una storia più complicata posso assicurarvi che Laudiero ci sa fare e che riesce comunque a creare della tensione narrativa e della curiosità nel continuare a leggere al sua storia.

Se posso darvi un consiglio, però, prima di imbarcarvi nella storia di questo volume, è bene recuperare la lettura di un piccolo volumetto introduttivo, GLI EROI PERDUTI. RONAC E RAILA, una sorta di Prequel con il quale l'autore di presenta quelle che saranno le protagoniste di queste vicende, Ronac e Raila, e anche alcune dinamiche della storia che segue con i volumi della trilogia.

La storia di Ronac e Raila ci permette di conoscere un intero mondo come pure dei personaggi nuovi che hanno molto da raccontare. Questo primo volume ci trasporta nel vivo delle varie situazioni facendoci assaporare gli sviluppi successivi che non sono prevedibili ma neanche lasciati allo sbaraglio, cioè si capisce che dietro c'è una storia con un suo obiettivo preciso da raggiungere.


VOTAZIONE:




Simone Laudiero ha creato un fantasy nuovo, coinvolgente e nel quale i protagonisti creano un ambiente variegato e realistico proprio per le loro molteplici sfaccettature. Un romanzo che vi consiglio di leggere se vi piacciono le storie di avventura e di viaggio tra terre orientali e popoli diversi.

Fatemi sapere se avete letto questa storia, se la conoscevate, se avete letto altro dell'autore e cosa state leggendo voi.
Spero che sia riuscita ad incuriosirvi un po', vi mando un grande abbraccio, A presto!!!

27 giugno 2019

LIBRI IN SOFFITTA #2 ... L'ENIGMA DELLA GIOCONDA di JEANNE KALOGRIDIS

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Siete già in vacanza? Avete pensato alle letture da affrontare in questa estate caldissima che si sta diffondendo a macchia di leopardo? O siete sopraffatti dalle piogge torrenziali?
In ogni caso, il post di oggi suggerisce una lettura da ripescare dagli scaffali o dalle soffitte, come suggerisce la mia rubrica. 
Un libro che ho comprato, credo, almeno sette anni fa e che leggerlo è stata una scoperta nonostante l'autrice mi avesse già conquistato con un altro libro, I DIARI DELLA FAMIGLIA DRACULA.
Ma concentriamoci sul libro di oggi e vediamo cosa ne ho pensato di questo libro... 




TRAMA: La Firenze del 1478 è sconvolta dalla Congiura dei Pazzi nella quale muore Giuliano De Medici, fratello del mecenate Lorenzo. Una rivalità nata dal contendersi gli interessi bancari del Vaticano e non solo che è sfociata in un conflitto irrecuperabile e la congiura.
Anni dopo anche un altro evento sconvolge la tranquillità della città, l'arrivo del predicatore Savonarola che fa dei Medici l'oggetto dell'odio dei suoi seguaci.

Titolo: L'enigma della Gioconda
Autore: Jeanne Kalogridis
Casa Editrice: Tea
Anno: 2010
Pag: 551
Prezzo: 10.00 euro






Cosa ne penso...

L'ENIGMA DELLA GIOCONDA è un romanzo storico a tutti gli effetti, già questo identifica il tipo di lettori cui si rivolge il libro pur non essendo così selettivo.

Siamo in una Firenze sconvolta dalla morte di Giuliano de Medici, esponente più in ombra della famiglia che tanto aveva fatto per la città e che per questo diventa bersaglio di invidie e maldicenze.
La congiura dei Pazzi ne diventa un esempio lampante e le conseguenze che ne derivano sono state devastanti per la città, prima, e per i Medici poi.

Dal 1478 in poi, infatti, una serie di eventi drammatici e catastrofici finiscono con il colpire la famiglia Medici che è una sorta di coprotagonista imponente in questo libro, nonostante gli eventi narrati siano collegati ad un'altra voce.

Lisa di Antonio Gherardini, meglio nota come Monna Lisa è la voce narrante di una storia che si fa mano a mano sempre più intricata e complicata.
Sua madre in punto di morte cerca di svelarle dei segreti che la riguardano, il suo animo da adolescente che vuole entrare nel mondo degli adulti la porta ad avvicinarsi ai Medici e a rimanere incastrata nei loro drammi, e suo padre, con l'arrivo di Savonarola, le rende la vita impossibile.
Il tutto è condito da una serie di intrighi storici e politici che ci conducono attraverso una viaggio familiare nel quale non solo si può conoscere la decadenza di una famiglia celebre, ma anche sciogliere gradualmente la matassa degli eventi che vedono Lisa oggetto del romanzo.

Una protagonista forte e ribelle, nonostante la sua giovane età, è quella che la Kalogridis ci presenta attraverso le pagine di un romanzo che nonostante le cento pagine iniziali in cui sembra non si capisca dove si debba arrivare con la storia, cresce e si evolve nel corso delle pagine.
Successivamente tutto viene spiegato e raccontato in modo incalzante e coinvolgente.
La Kalogridis è riuscita ad unire alla Storia una serie di elementi che la trasformano in  un intricato racconto i cui ruoli da spia di alcuni protagonisti, credo, non si distacchino poi tanto dai misteri di corte dell'epoca.

Un tuffo immersivo nel passato di una città che è sempre stata centro di molte rivoluzioni culturali e politiche che l'autrice riesce a raccontarci in modo vivido e reale.Un'epoca di violenza, intrigo politico, misticismo ed estremismo religioso che vengono ricreati sapientemente attraverso un descrittivismo che rende tutto ancora più realistico.

Accanto a Lisa, che fa da anello di congiunzione tra i vari eventi raccontati e che qui non posso dirvi, c'è Zalumma altra figura femminile molto forte orgogliosa e autoritaria nonostante ricopra il ruolo di serva.
Zalumma diventa il punto di forza per Lisa in momenti duri e difficili da sopportare e sua alleata quando arriva il momento di agire e riscattarsi.

Un romanzo in cui si riesce ad avere un quadro della vita di quegli anni, ma che affronta anche alcune tematiche che adesso ci fanno storcere il naso ma che all'epoca erano all'ordine del giorno come ad esempio la violenza sulle donne, la costrizione ad una vita non scelta, la denigrazione religiosa, la considerazione della donna come un oggetto.

Credo che questa possa essere considerata come una lettura che arricchisce e intrattiene allo stesso tempo. Ci arricchisce nel lasciarci alcune informazioni reali e veritiere ad esempio la descrizione dei palazzi Medici, la storia di questa famiglia, l'attività da mecenate di Lorenzo, ci racconta di personaggi importanti come Savonarola e artisti come Leonardo, che ovviamente avrà un ruolo importante nella storia, Botticelli, Michelangelo.
Ci intrattiene nella sua parte misteriosa e di intrigo politico che comunque è intriso di realtà storica.


VOTAZIONE:




Una votazione che forse va a scontrarsi con quanto ho detto nel post, non so, ma è dovuta essenzialmente al finale che credo sia stato eccessivamente frettoloso a fronte di un romanzo che fino alla fine sembrasse avere ancora tanto altro da raccontare (nonostante le sue 550 pagine trascorse).
Ecco una pecca che non ho mandato giù nonostante le qualità positive siano sufficienti per consigliarlo a tutti coloro che amano la storia, i gialli storici e le storie familiari intricate.

Fatemi sapere se avete letto questo romanzo o altro dell'autrice, se vi è piaciuto e se la mia recensione vi ha stuzzicato la ricerca.
Voi cosa state leggendo in questo periodo? Siete da romanzi gialli e thriller o da classici? Da fantasy o da narrativa generale?
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine dei vostri libri!!!

27 gennaio 2019

LIBRI IN SOFFITTA #1... I SONNAMBULI di PAUL GROSSMAN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Con il post di oggi voglio inaugurare la nuova rubrica cui  ho dedicato il post precedente a questo LIBRI IN SOFFITTA.


Il titolo di oggi è anche legato ad una parte della storia che ci ha coinvolto tutti, la persecuzione degli ebrei negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Nel voler ricordare tale terribile vicenda, oggi vi racconto di un libro che non tratta dell'olocausto ma di un "uso" alternativo degli ebrei tedeschi a partire dal 1932 a seguire. 
Vi auguro una buona lettura!




TRAMA: 1932 la Repubblica di Weimar e una profonda crisi economica in Germania hanno portato allo sviluppo di una realtà sociale difficile e senza moralità.
In questo quadro, il cadavere di una donna viene ritrovato sulle sponde del fiume Havel con i capelli cortissimi, le gambe ritorte e un camice d'ospedale come unico indumento. 
Una indagine complicata è quella che si prospetta per Willi Kraus, ispettore ebreo di una Germania che si prepara ad essere teatro del nazismo.

Titolo: I sonnambuli
Autore: Paul Grossman
Casa Editrice: Time Crime
Anno: 2012
Pag: 366
Prezzo: 7,70 euro




Cosa ne penso...


Ho comprato questo romanzo perché dovevo arrivare alla cifra di spedizione di un ordine fatto un paio di anni fa, credo. Non avevo dato molto credito a quella che mi sembrava essere una storia poliziesca nonostante fosse stata ambientata in un periodo che mi piace sempre molto esplorare.
In effetti I SONNAMBULI è un romanzo che unisce la Storia con una vicenda poliziesca nella Germania Nazista degli anni 30, agli albori di quella che diventerà una discesa profonda e ripida nel periodo più inquietante della storia del mondo.

Un romanzo che ho letto senza troppe pretese, quindi, e che nonostante qualche GRANDE scivolone, è riuscito comunque a conquistare la mia attenzione fino ad arrivare ad una votazione piuttosto alta

Parlare di questo romanzo è un po' complicato, nel senso che mi trovo a dover fare una netta distinzione tra ciò che mi è decisamente piaciuto e ciò che ho odiato profondamente.

La storia parte tutta dal ritrovamento di un cadavere sulle sponde di un fiume, una donna con i capelli mozzati e cortissimi e le gambe orrendamente ritorte viene trovata completamente priva di effetti personali, l'unica possibilità di riconoscerla, un camice da ospedale. Per l'indagine viene chiamato un ispettore, Willi Kraus conosciuto da tutti per aver incarcerato un pericoloso pedofilo.
Le ricerche, però, non sono legate ad un semplice caso di criminalità, ben presto Kraus scopre che ci sarà un coinvolgimento delle alte sfere politiche simbolo che qualcosa di ancora più grande sta prendendo vita, il Terzo Reich.

Paul Grossman vuole raccontarci una storia a metà tra il thriller/noir e il romanzo storico. 
L'ambientazione è quella di una città delirante, dedita al sesso, all'alcol, agli stravizi e alla continua presenza di feste e festicciole che diventano pretesto per pratiche di dubbia moralità. 
L'autore punta molto su questa descrizione della realtà berlinese di quegli anni, una rappresentazione di quello che la crisi economica degli anni precedenti aveva portato in Germania. Un terreno molle per la nascita di un ideale politico che porterà Hitler ad avere la possibilità di svolgere la sua epurazione razziale.

Non starò qui a dirvi cosa succede in questo romanzo, entrerei troppo nei particolari, sappiate che la storia che si profila in seguito si sposta totalmente dalla indagine prettamente poliziesca per dirigersi verso quella più generale sulla spiegazione delle condizioni del cadavere.

In questa versione di una Berlino licenziosa si trova ad agire l'ispettore Willi Kraus, un uomo dedito al lavoro, dal cuore spezzato e padre di due figli. Un poliziotto che si trova a vivere una posizione di rilievo in un periodo di persecuzioni razziali che lo coinvolgono direttamente in quanto ebreo.
Il romanzo apre così una parentesi anche su ciò che fu la paura di essere scoperti e incarcerati perché ebrei, la necessità di trovare un riparo dalla follia che la loro stessa terra natia, la Germania, attuava indistintamente sui suoi figli ebrei.

Un romanzo che sicuramente dal punto di vista storico mi è piaciuto molto, anche il fatto che lo scrittore, a fine romanzo, tenga a sottolineare i cambiamenti effettuati agli eventi storici per necessità narrative rendono comunque bene la serietà della ricerca.
Gli eventi che riguardano soprattutto la seconda metà del romanzo sono molto difficili da digerire nonostante si tratti di un romanzo. Ma è proprio questo che mi è piaciuto, il fatto che la Storia sia stata gestita in modo tale da garantire la creazione di una finzione reale.
Nel leggere quelle pagine non ci si accorge minimamente che alcuni personaggi siano stati creati apposta per quel determinato ruolo storicamente affidato ad altre figure. Tutto sembra assumere la sua sua giusta collocazione in questa narrazione.

Ma come vi ho detto ci sono stati alcuni elementi che mi hanno comunque dato fastidio nella lettura e la cosa più incredibile è che nonostante si siano ritrovati tutti nella prima parte del romanzo io sia comunque andata avanti per leggerlo.
La prima cosa che non ho assolutamente sopportato è la pseudo storia d'amore che nasce tra Kraus e una prostituta d'alto borgo che non fa neanche a tempo ad apparire in un paio di scene che sparisce nell'arco di dieci pagine.
Ora, la cosa che mi domando io è: Ma cosa ce la devi mettere a fare una storia del genere che fin da subito appare forzata ed eccessivamente falsa. Ma soprattutto che già sai non avere alcun tipo di rilevanza nella storia che andrai a raccontare, altrimenti la avresti considerata nello sviluppo successivo della vicenda stessa, giusto?
In pratica questa tizia, che compare in quasi tutte le venti/trenta pagine iniziali del libro sparendo in un ipotetico rapimento o assassinio (? Chi può dirlo) e di lei non rimarrà nessuna traccia.
Altra cosa che non mi è piaciuta è il fatto che l'autore abbia iniziato tutta la storia da un omicidio che, come nel caso della tizia, sparisce di scena per essere completamente sostituito da un'altra tematica. Sono io che non avrò capito la dinamica di questa parte del romanzo ma a me proprio non è andata a genio questa cosa.

Per il resto devo dire che la parte storica mi è piaciuta molto, la spiegazione di quello che succedeva alle persone con il camice e lo sviluppo nella ricerca di tali azioni è stato l'elemento che mi ha permesso di rivalutare pienamente il romanzo e dargli una votazione positiva.

Ecco, probabilmente non si capirà molto del perché io abbia scelto di parlarvi di questa storia proprio oggi, non è un libro sull'olocausto, ma è una storia che racconta un preludio di quanto successo agli ebrei di lì a a pochi anni.
E' giusto ricordare ogni volta che la Guerra ha portato alla morte indegna di centinaia di migliaia di persone nei campi di concentramento, ma è anche giusto ricordare che gli ebrei non sono morti solamente per quel motivo, e in quei luoghi.
Molti sono stati uccisi per aver partecipato agli esperimenti scientifici che i dottori tedeschi e nazisti avevano deciso di fare, per le prove assurde cui venivano sottoposte le mamme di bambini che dovevano nascere in base a delle particolari selezioni genetiche. E poi è ancora giusto ricordare che le vittime della follia nazista e fascista, in seguito, non era solo legata alla persecuzione degli ebrei, ma anche degli omosessuali, dei politici che non approvavano le loro idee, dei liberi pensatori, dei registi che volevano parlare delle realtà, degli scrittori che non erano conformi alla mentalità nazifascista e di tutti coloro che, avendo un loro e diverso pensiero, diventavano oggetto dei soprusi nazisti.
Colgo quindi l'occasione per invitarvi a leggere storie che raccontino di tutto quello che ci ha visti protagonisti, come carnefici e vittime, di leggere, per ricordarci sempre quale sia la parte giusta da prendere ad esempio e per ricordarci che anche se non abbiamo vissuto in prima persona quegli eventi, ci sono stati altri che alla nostra età hanno dovuto affrontare quelle difficili realtà in ogni parte del mondo e non solo durante quei terribili anni.

Lo so che quest'ultima parte del post può risultare banale e scontata da dire, ma credo che in alcuni momenti sia giusto essere banali e scontati perché è proprio di questa banalità che si ha bisogno.

Spero che vogliate recuperare questo romanzo, sebbene sia corredato di qualche grande pecca narrativa perché superando le prima sessanta pagine sarete letteralmente rapiti dalle scoperte dell'ispettore Kraus e della sua brigata. Un romanzo che nel suo titolo piuttosto inquietante, finisce con il farci dare uno sguardo ulteriore su ciò che il nazismo ha portato e sulla grande portata del suo diffondersi.

Insomma, se vi piacciono i romanzi che parlano di guerra, di indagini poliziesche e di storia credo che possiate avvicinarvi a questa storia che in alcuni punti vi sorprenderà.



VOTAZIONE:



Bene amici, vi lascio alle vostre letture, fatemi sapere se vi può piacere questa nuova rubrica, se avete letto questa storia ditemi cosa ne avete pensato.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine dei vostri libri... A presto!

24 gennaio 2019

LIBRI IN SOFFITTA... #0

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Oggi c'è aria di novità sul mio angolino ebbene si, anche io ho pensato di creare una rubrica che, magari è un po' fuori dai canoni, ma a me l'idea è piaciuta e ve la propongo per vedere cosa ne pensate... Buona lettura!!!







Da quando sono entrata a far parte del mondo dei book blogger ho notato che c'è sempre una corsa alla recensione di ultime uscite e di libri che, magari, hanno già recensito in molti o che sono di moda al momento, vuoi perché sono state fatte delle serie in tv, vuoi perché, chi segue anche booktube, vede proposto un libro che è più vecchio ma di un autore particolarmente in voga. Insomma come succede con i vestiti, anche nel mondo dei libri ci sono autori che vanno e che dopo un po' spariscono, come pure autori che rimangono sempre in auge, vuoi Camilleri, vuoi la Christie, vuoi i grandi autori classici.
Ecco io non voglio dire che questo sia sbagliato, non è mia intenzione farlo, voglio solamente dire che oltre ai libri più conosciuti o che ritornano dopo tanto tempo in circolazione, ci sono anche quei libri che, invece, sono rimasti nel dimenticatoio e che, però, sono ancora presenti nelle nostre librerie, nelle cantine o nelle soffitte (da qui il titolo della rubrica;-) ). 
E' inutile negare il fatto che l'interesse è suscitato maggiormente dalle copertine più belle o dallo scrittore del momento, io stessa mi ritrovo a mettere da parte tantissimi libri che ho accumulato negli anni perché ce ne sono altri che mi interessano maggiormente, o di cui voglio farmi una mia idea, soprattutto quando il libro è stato molto chiacchierato e non sempre positivamente.
Bene, adesso sarebbe anche il caso di arrivare al punto, no?!
Ecco, con LIBRI IN SOFFITTA ho pensato di ridare spazio a tutti quei libri che negli anni sono stati accantonati perché non sono rimasti sufficientemente a lungo tra gli scaffali delle librerie, o perché, come molti libri nel mio caso, mi sono stati regalati da mia nonna quando ha visto che il font di alcuni libri non riusciva più a leggerli.
L'idea mi è partita dal fatto che parlo spesso, nei miei post, di LIBRI VEGETALI o MUFFETTE, cioè di quei libri che ho comprato da tantissimo tempo e che non ho ancora letto, e da lì sono arrivata a questa rubrica.
Sono perfettamente cosciente del fatto che è una cosa che va controcorrente, ma è anche vero che, se ho scelto di tenere un blog in cui racconto le mie esperienze di lettura, è giusto dare spazio anche a libri che sono andati un po' fuori dalla sfera di interesse attuale e che comunque fanno parte del mio bagaglio di letture.
Accanto a questo bisogna anche mettere in conto il fatto che nei mercatini dell'usato non sempre si trovano libri recenti o famosi, e quando mi è capitato di comprare qualche titolo VINTAGE, diciamo così, sul web non si trovava nulla. 
Magari è un'idea che avrà poco seguito, ma può anche succedere che molti di voi abbiate i miei stessi titoli e vogliate saperne qualcosa di più prima di leggerli e allora arriva il mio pronto soccorso letterario!!!

C'è da dire che i volumi di cui andrò a parlarvi possono essere di autori poco conosciuti o totalmente ignorati dalla contemporaneità, ma anche libri scritti da grandi autori che sono stati semplicemente surclassati da altre loro opere più accattivanti. libri di cui non si sente più tanto parlare. Ci sarà anche la possibilità di testi che non sono più reperibili tramite i canali tradizionali di acquisto ma in un giretto all'usato magari qualcosa troverete ancora. Insomma vorrei dare spazio anche a libri che, seppur famosi, adesso non suscitano più interesse.


Dal punto di vista "tecnico", ovviamente cercherò di inserire elementi obiettivi e non solo la mia visione del libro, non ci sarà una scadenza fissa per le letture che farò, perché sinceramente adesso come adesso non saprei proprio come infilare anche queste di letture, ma appena leggerò qualche titolo che posso inserire in questa rubrica lo farò.

Ecco, questo è quanto volevo dirvi, quello di oggi è solo un post di presentazione di questo progetto che, spero, possa piacere. Ovviamente se anche voi avete questo tipo di libri fate dei post con le vostre recensioni utilizzando questa rubrica. Se lo farete vi chiedo solamente di citarmi nel post, visto che credo sia giusto dare il "merito" a chi si deve.
Ah ho cominciato a parla di MUFFETTE anche su INSTAGRAM con #muffette.

Spero di essere stata più esplicativa possibile, se avete dei dubbi fatemi le domande nei commenti e vi risponderò con piacere :-)

Adesso vi saluto, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!