domenica 20 agosto 2017

RECENSIONE "I FRUTTI DEL VENTO" di TRACY CHEVALIER

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state amici? Io mi stupisco di me stessa ma, in questa unica settimana di ferie, sono riuscita a leggere e scrivere anche qualche post per il blog. Devo dire che mi sono disabituata dopo due mesi a scrivere così tante cose, ma devo anche confessarvi che mi è piaciuto moltissimo mettermi davanti al computer e scrivere i miei pensieri.

Bene, bene, bene, quella di oggi è una nuova recensione su un libro che, sinceramente non mi è piaciuto quasi per niente, dal punto di vista narrativo, almeno.
Ma vi racconto tutto nel post, vi lascio alla lettura :-)





TRAMA: James e Sadie si trasferiscono nella Palude Nera per coltivare un pezzo di terra a mele. La vita lì è difficile, l'estate sono soggetti a malaria e molti dei loro figli muoiono per questo, le comunicazioni sono difficili da fare e con i vicini è altrettanto difficile avere rapporti.
A questo si aggiunge il fatto che Sadie è una donna insoddisfatta della sua vita e delle poche attenzioni che il marito le riserva per prestare attenzione alle sue mele.
Un romanzo che racconta di una famiglia e di una natura che pur riservando sorprese può essere dura e aspra con l'uomo.

Titolo: I frutti del vento
Autore: Tracy Chevalier
Casa Editrice: Neri Pozza
Anno: 2016
Pag: 249
Prezzo: 17,00 euro


VALUTAZIONE:


Ho letto questo libro per LA RUOTA DELLE LETTURE per la quale dovevo coprire l'obiettivo di Leggere un libro recensito da una delle organizzatrici del gioco ed ho scelto questo perché me lo sono ritrovato sull'e-reader, fondamentalmente.
L'autrice l'ho sentita nominare più volte, ho pensato spesso di leggere il suo libro più famoso, ma poi il momento di farlo non è mai arrivato.
So che si tratta di una scrittrice di libri storici, ma in questo caso di storico c'è ben poco e sinceramente non credo di aver fatto la scelta giusta nell'approcciarmi a lei, visto l'esito finale. Ma andiamo per gradi e vi mostro un po' come è stata la mia esperienza con questa autrice.

Fin dalle prime pagine la prima sensazione che ho avuto è stata la confusione di una situazione di cui non riuscivo a delineare bene i confini.
I personaggi sono principalmente tre e mezzo, ma attorno ad essi vengono inseriti una serie di altri nomi che, in effetti rimangono tali per tutto il romanzo e che, a mio avviso, non fanno altro che ingarbugliare ancora di più la lettura. 
Non a caso mi sono dovuta fermare ad un certo punto per andare a leggere la quarta di copertina per capire di cosa si stesse parlando.

E' difficile tracciare una linea guida che mi permetta di raccontarvi la storia di questo romanzo data anche la struttura che l'autrice utilizza. Si tratta di una narrazioni con più punti di vista, inframmezzata con delle lettere e dei salti temporali che portano il lettore avanti e indietro senza dare delle informazioni dettagliate di ciò che si sta leggendo.

Ci è voluto un po' di tempo per capire come dover assimilare questa lettura e quando ci sono riuscita ero quasi arrivata alla fine del romanzo. 
Una storia con la quale l'autrice ci mostra sicuramente la sua bravura descrittiva, ma poco la capacità di un intreccio narrativo convincente. 
Le vicende si concentrano inizialmente sulla figura dei due genitori, Sadie e James Goodenough che decidono di coltivare delle piante di mele nella Palude Nera pur non essendone completamente soddisfatti.
Sadie ci viene descritta come una donna scorbutica, beona, violenta prepotente e poco, molto poco, dedita alla famiglia e ai figli. James è il suo opposto, un uomo pacato che ama la sua famiglia e la moglie, nonostante il suo carattere impossibile. Un uomo che, però, reagisce a tutta la sua insoddisfazione coniugale attaccandosi in maniera quasi morbosa alle sue mele.
Nelle parti successive l'attenzione della scrittrice si concentra su Robert e Marta che sono due dei cinque figli superstiti della coppia, ma in particolare su Robert, il più silenzioso e accomodante dei due. 

La vita dei personaggi è scandita da paesaggi naturali che vengono descritti in modo preponderante sulla narrazione di vicende, cosa che mi ha portato a considerare il romanzo più un elogio alla natura la volontà di raccontare una storia.
I pochi eventi sono, infatti, solamente accennati e questo può portare a considerare il romanzo solo come un accenno a qualcosa che sarebbe stato migliore se fosse stato ampliato e gestito meglio in molti punti.

I personaggi non sono facilmente apprezzabili, Sadie è davvero odiosa e James e Robert mi hanno dato un senso di profonda apatia nonostante la loro passione per le mele e le sequoie.
Purtroppo giudizio negativo per questo romanzo che sicuramente non è il migliore per avvicinarsi alla scrittrice. Una storia molto dolorosa, è vero, ma anche piena di buchi nella trama che l'avrebbero resa molto più coinvolgente.
Sicuramente la Chevalier è un'autrice che mi incuriosisce molto e per questo vorrei leggere altro e non abbandonarla subito, anche perché, come ho detto il suo stile non mi è dispiaciuto affatto.

Fatemi sapere se avete letto questo libro, cosa ne avete pensato, se per caso avete altri libri da suggerirmi dell'autrice, possibilmente qualcosa che mi faccia capire meglio se possa essere una scrittrice nelle mie corde oppure no, ecco.
Sono curiosissima di sapere la vostra opinione.
Adesso vi mando un abbraccio e nella speranza che il post vi sia piaciuto, vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine dei vostri libri, a presto!!!

venerdì 18 agosto 2017

RECENSIONE "WOLF. LA RAGAZZA CHE SFIDO' IL DESTINO" di RYAN GRAUDIN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state amici? Come è andato il vostro Ferragosto? Io sono stata in famiglia a riposare, mangiare e leggere, perché si, finalmente riesco a leggere qualcosa con la giusta concentrazione. La lettura di cui vi parlo oggi è stata una piacevole sorpresa, tanto che mi sono comprata anche il secondo volume, che spero di leggere presto :-)

Vi lascio al post, BUONA LETTURA!!!


TRAMA: 1956 Germania è la capitale del Terzo Reich. In onore del Reich viene organizzato il Tour dell'Asse, una gara motociclistica nella quale gareggiano tutti i rappresentanti dei vari stati conquistati dal Reich durante la guerra. Yael è una ragazza sopravvissuta ai campi di concentramento tedeschi nei quali è diventata cavia dell'esperimento 85, un esperimento che va a modificare la melanina del corpo. Conseguenza degli esperimenti è il cambiamento dei suoi caratteri somatici, ma non solo.
Una caratteristica che verrà sfruttata dalla Resistenza, di cui Yael fa parte. Yael riuscirà a fermare il Fuhrehr? Yael riuscirà a cambiare il destino del mondo?

Titolo: Wolf. La ragazza che sfidò il destino
Autore: Ryan Graudin
Casa Editrice: Dea
Anno: 2017 (Ristampa)
Pag:400
Prezzo: 10,90 euro



VALUTAZIONE:



Una lettura che unisce la storia al fantasy, uno young adult che si discosta dalle solite storie d'amore. Un romanzo particolare che mi ha sorpreso e soddisfatto.
La lettura di oggi è stata fatta in occasione di due sfide di letture THE HUNTING WORD CHALLENGE per la quale ho spuntato la parola DESTINO, e LA RUOTA DELLE LETTURE per la quale ho coperto l'obiettivo che mi chiedeva di LEGGERE UN LIBRO IL CUI TITOLO CONTENGA UNA DOPPIA CONSONANTE.

Ho cominciato la lettura di questo romanzo con grande curiosità. L'idea che qualcuno avesse preso in considerazione l'Olocausto per farne un romanzo fantasy mi è sembrato un qualcosa di nuovo e interessante. 
La storia di Yael mi ha catturata fin da subito, sarà perché mi piace leggere storie di guerra, anche se in questo caso si tratta di una sorta di distopia, sarà che il mix di generi così distanti tra loro mi ha incuriosito, fatto sta che la curiosità mi ha portato a leggere subito questo romanzo e ad esserne soddisfatta.

Yael è una sopravvissuta dell'Olocausto, ci troviamo a Germania nel 1956, la Guerra è terminata e le sue conseguenze sono ben visibili nel regime dittatoriale e di supervisione con il quale il Fuhrehr continua a dirigere il mondo. 
Una storia che nelle pagine permette al lettore di ritrovarsi nel pieno degli anni di Guerra e, allo stesso tempo, catapultandolo in terre tanto diverse quanto selvagge e impervie nell'assistere la corsa di Yael e gli altri concorrenti. Infatti, protagonista di questo romanzo è anche il Tour dell'Asse, una gara motociclistica realizzata in onore delle conquiste fatte dal Fuhrehr e che coinvolge alcuni dei diciassettenni più rappresentativi dei vari territori.

La cronaca degli eventi che si susseguono nel corso della gara viene affiancata da episodi riguardanti la vita di Yael, il suo passato nel lager, il suo ingresso nella Resistenza e i rapporti umani che per lei sono stati così fondamentali da trasformarli in lupi tatuati su un braccio.

Un romanzo che ho apprezzato molto per il modo in cui l'autrice ci descrive le varie fasi della gara, per come la storia di Yael viene ricostruita in modo soddisfacente e pieno di eventi e soprattutto per la presenza di sentimenti forti come la rabbia e la vendetta in particolar modo.
Proprio questi due sentimenti sono il motore del romanzo e di tutti i comportamenti di Yael che, pur provando ad aprirsi alla vita, ritorna poi prepotentemente alla sua vendetta.
Una vendetta che, però, non è solamente personale ma risuona di un eco mondiale che va a caricare ulteriormente Yael di un peso pressante soprattutto durante la gara. 

Quello che mi è piaciuto di questo libro è il senso di appartenenza alla patria e alla famiglia che si è persa in condizioni tragiche. Il senso della vendetta che è forte, che è imponente e motivato da una rabbia che è percepibile all'interno delle pagine.
Mi è piaciuto molto il personaggio di Yael che è duro e fragile allo stesso tempo, un personaggio di cui l'autrice ricostruisce la storia gradualmente e, secondo me, con lo giusto dosaggio delle informazioni con la  storia della gara. Come se fossero una sorta di compensazione l'una dell'altra. 
Mi è piaciuta la sensazione provata nel leggere del lager, per quanto "alternativo" nell'esito, e la descrizione dei vari paesaggi che si susseguono nel corso della gara perché sono riuscite a farmi immaginare di essere lì e di vivere le difficoltà di Yael. 
In particolar modo ho molto apprezzato la capacità dell'autrice di gestire la storia vera e la parte fantasy che non è mai preponderante sulla storia, né inserito in modo assurdo e poco realistico, nonostante sia presente anche nel semplice fatto che nel 1956 ci ritroviamo ancora il Fuhrehr in mezzo a noi, ecco! A questo proposito è ben visibile lo studio che l'autrice ha fatto nella costruzione della sua storia e la preparazione che l'ha portata ad avere padronanza dell'argomento
In ultimo posso dire di aver apprezzato molto anche il fatto che, nonostante si tratti di uno Young Adult non ci sia una storia d'amore melensa come in altri romanzi del genere, quindi chi non apprezza questa componente può tranquillamente leggere questo romanzo.

Insomma, una lettura che mi ha convinto fin da subito, un romanzo alternativo che rompe con gli schemi della letteratura young adult ma anche distopico e fantasy. 
Un romanzo ben scritto che coinvolge, che intriga nella conoscenza di personaggi ombrosi e difficilmente comprensibili.

Nel momento in cui, però, vado a pensare al romanzo in maniera più obiettiva e lontana dal mio gusto personale è inevitabile riscontrare una leggera ripresa di elementi che ricordano altri distopici più noti quali Hunger Games e Battle Royale, ma la cornice di contorno che la Graudin riesce a costruire è davvero bella.

Ho letto questo primo volume in tempi relativamente brevi, ma sicuramente leggerò anche il secondo volume di questa trilogia che lascia il lettore con il fiato sospeso e con la curiosità di conoscere le conseguenze di questo ipotetico: E SE IL FUHREHR FOSSE SOPRAVVISSUTO???
Spero di potervi parlare al più presto anche del volume conclusivo di questa duologia. La mia speranza è anche quella di leggere una degna conclusione ad un primo romanzo così adrenalinico.

Bene amici, voi avete letto questo romanzo? Se si, come vi è sembrato? Quali letture stanno accompagnando i vostri giorni di vacanza?
Io vi saluto e spero di poter sistemare al meglio i tempi di lettura e pubblicazione dei post, ma è davvero difficile per me trovare, adesso, un equilibrio, quindi pazientate un pochino di più che prima o poi qualcosa lo pubblico ;-)
Vi saluto e vi mando un abbraccio augurandovi di fare bellissime letture!!!

venerdì 11 agosto 2017

GRAPHIC NOVEL "DIMENTICA IL MIO NOME" di ZEROCALCARE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Dopo un paio di mesi di assenza torno con la rubrica dedicata alla lettura delle Graphic Novel. E ho deciso di riprendere in mano Zerocalcare, che non mi ha deluso neanche stavolta :-)
Vi lascio al post per sapere cosa ne ho pensato, BUONA LETTURA!!!






TRAMA: La morte della nonna Hughette riporta Zerocalcare a ripercorrere le vicende della sua famiglia. Il viaggio nel passato lo mette a confronto con tanti silenzi e e storie taciute che vengono affrontate con la solita ironia e un pizzico di malinconica nostalgia.


Titolo: Dimentica il mio nome
Autore: Zerocalcare
Casa Editrice: Bao
Anno: 2014
Pag: 236
Prezzo: 18,00 euro






VALUTAZIONE:



Dopo un paio di mesi è stato strano ritornare a leggere una Graphic Novel e così, nel sospetto che la cosa si fosse allontanata troppo dalle mie abitudini, mi sono riavvicinata a Zerocalcare. Diciamo che ho voluto vedere se, anche con qualche altra sua opera, questo autore avrebbe saputo conquistarmi. Bhè è stato così, fortunatamente :-)

Con Zerocalcare mi sono avvicinata per la prima volta a questo mondo e devo dire che poi ne ho trovate poche che mi dessero quel senso di completezza che questo autore mi lascia a fine lettura.
In questo caso la storia ci racconta della perdita della nonna, elogiando la sua memoria attraverso la ricostruzione della sua storia. Una ricostruzione scissa in due parti, una legata alla realtà e al fatto che avesse avuto una vita difficoltosa. L'altra parte, che corrisponde, poi, alla seconda parte del volume, è legata ad un aspetto un po' fantasioso con il quale Zerocalcare ha farcito la vicenda.
Non sto qui a raccontarvi delle due parti perché il bello delle sue storie è partire dalla tematica generale e veder in che modo la sua fantasia riesca a gestirla.



Ogni volta che si parla di una perdita in famiglia è inevitabile che ci si immedesimi nel protagonista della vicenda. Una serie di ricordi e sentimenti per quella persona si risvegliano e ci portano il loro pensiero in maniera "prepotente" nella nostra memoria, o almeno questo è quello che mi è successo. 
Una storia di dolcezza e nostalgia per un tempo che non può più essere recuperato riporta un Calcare adulto a ritornare sui suoi ricordi di bambino, pauroso di veder sfiorire la sua quotidiana visita allo zoo con la nonna, e poi ad uno adolescente che trattava tutti con sufficienza.
Una storia che ci racconta di una vita difficile ma allo stesso tempo di una donna che, nonostante tutto è riuscita a volgere al meglio le sue difficoltà. 



La parte di vita che Zerocalcare ci racconta è quella di un nipote a cui manca la nonna e che nella sua perdita deve diventare adulto e affrontare la vita nel modo appropriato. L'inadeguatezza nel comportamento di Zero è qualcosa che si avverte nelle tavole e che mi ha suscitato tenerezza nei confronti di chi, in questo caso, perde un pilastro, e delle certezze. La perdita della nonna segna, dunque, il momento di svolta, quello che porta Zero ad entrare nel mondo adulto.
Ed è in questo senso che ho interpretato la seconda parte della Graphic Novel, quella più fantasy, nella quale i vari fantasmi non sono altro che la metaforizzazione di sentimenti e paure difficili da spiegare e comprendere.



Per quello che mi riguarda, anche la lettura di questa storia è rientrata nelle mie preferenze in questo genere. Ho trovato molto convincente la capacità dell'autore di unire la serietà all'ironia nel giusto modo. Un equilibrio perfetto che non provoca prevaricazione dell'una sull'altra delle due parti che compongono l'opera, la serietà con il fantasy.
Ho trovato molto presente l'appartenenza alla borgata sia attraverso riferimenti linguistici, il dialetto o espressioni idiomatiche, sia nella rappresentazione di alcune vignette.

Insomma, trovo talentuoso questo disegnatore che ogni volta mi conquista sempre di più attraverso il mix di ironia e serietà, questa volta affiancato da quel pizzico di nostalgia e malinconia di chi ha perso qualcuno la cui presenza diventa più importante quando ci si rende conto che non la si può più vedere.
La riflessione che mi ha portato a fare è sicuramente legata al fatto che ci si dovrebbe comportare bene fino a quando le persone ci sono e non rimproverarsi a posteriori per comportamenti sbagliati. Riflessione banale, forse, ma si danno sempre per scontato queste cose.

Comunque anche per questa volta vi consiglio di leggere questa Graphic Novel molto divertente e vedrete che non rimarrete delusi dallo stile dell'autore.
Io vi lascio, voi fatemi sapere se avete già letto questo o altro di Zerocalcare e cosa ne avete pensato. Come sta andando la vostra routine di lettura? Riuscite a mantenerla costante? Fatemi sapere anche cosa state leggendo così, magari, vi rubo qualche titolo interessante :-)
Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

domenica 6 agosto 2017

RECENSIONE "THE DANISH GIRL" di DAVID EBERSHOFF

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Finalmente dopo un po' di tempo riesco a fare una lettura decente dal sapore malinconico e leggermente triste. Una bella storia che pur non avendo un lieto fine, comunque ti riempie di emozioni.

Una lettura che ho affrontato per la RUOTA DELLE LETTURE cui sto partecipando e per la quale sono riuscita a completare solamente un obiettivo. 
Non sto qui a dirvi altro, vi racconto le mie impressioni nel post, BUONA LETTURA!!!






TRAMA: Einar e Greta sono due giovani pittori sposati da sei anni. Un giorno Greta ha bisogno di una modella per terminare un suo quadro e chiede ad Einar di indossare le calze e un vestito da donna per rendere l'effetto desiderato da Greta. Einar lo fa, ed inconsapevolmente in lui si innesca un cambiamento che gradualmente sconvolgerà completamente la sua vita, quella di Greta e del loro matrimonio.



Titolo: The Danish Girl
Autore: David Ebershoff
Casa Editrice: Giunti
Anno: 2017 (Ristampa)
Pag: 368
Prezzo: 10,00 euro



VALUTAZIONE:



Devo dire che è bello trovare, dopo letture poco convincenti, un libro che soddisfi le necessità del momento.
Ho letto The danish girl dopo aver visto il film e per una volta ho fatto bene. E' stato impossibile non fare il gioco delle differenze, ma poi il risultato finale non è che sia stato poi così differente.

Partiamo subito con il dire che la storia che Ebershoff ci racconta è molto difficile, nel senso che ci ritroviamo a leggere di sentimenti e sensazioni profonde che sono difficili sia da gestire che da descrivere, credo.

La storia di Einar è quella di un uomo che ha sempre vissuto in una situazione di ambiguità fin da ragazzino e che si è poi affermata maggiormente nel momento in cui, un evento in particolare, lo ha cambiato profondamente.
Se volessi parlare di Einar in maniera banale, direi che si tratta di un uomo che solo dopo anni decide di fare outing e di mostrare a tutti quella che è la sua identità reale.
Nel momento in cui ci si sofferma a parlare di questa storia quello che mi viene da dire è che Einar è un'anima tormentata dal suo continuo essere in bilico tra due mondi, due modi di pensare, due vite, completamente diverse.
Un uomo che non riesce a comprendere fino in fondo il cambiamento che sta avvenendo in lui. Un uomo che ha il coraggio di analizzarsi a fondo e sentire il suo corpo di cosa ha realmente bisogno.

Con Einar c'è Greta, sua moglie, una giovane sposa che ama suo marito, che vuole suo marito pur riconoscendone il pudore e le sue ritrosie. Una donna che, a dirla tutta, nel libro non viene molto considerata rispetto al ruolo che nel film le viene attribuito. 
Nel libro Greta inizia a considerare suo marito e il suo tormento prima come una sorta di passatempo, un aiuto per i suoi quadri. Poi Einar cambia sempre più spesso, la paura di lui diventa anche la sua, la voglia di comprendere è tale che non si sa a chi potersi rivolgere.

Personaggio protagonista è Lili, una ragazza timida, impacciata, introversa, sconvolta e prepotente nella sua affermazione. Lili è la vera protagonista della storia, un personaggio che si fa conoscere piano piano, e poi appare sempre più frequentemente fino ad essere una presenza fissa, soprattutto nella seconda parte del romanzo.

Quello che più di tutto mi è piaciuto del romanzo è sicuramente l'analisi psicologica che l'autore fa dei nostri protagonisti, di tutti e tre, perché si, se inizialmente Lili è considerata una sorta di gioco, successivamente la sua presenza diventa familiare al lettore e si finisce con l'affezionarcisi. Una lettura che, se ti coinvolge, lo fa in maniera totale. 
Ebershoff riesce a farci conoscere la mente di Einar, i suoi tormenti, i suoi dubbi, le paure di affrontare una operazione ancora in via di sperimentazione all'epoca, e per questo ancora più spaventosa. 
Mi è piaciuto molto il modo in cui il personaggio di Lili viene fuori e di come la stessa Lili rispecchi, in fondo, il suo lato maschile, Einar. 
E' stato inevitabile per me, che avevo già adorato il film e pianto per quasi tutta la seconda parte, non essere coinvolta anche nella lettura e nelle varie fasi di ricerca che Einar affronta.

Una spetto più negativo, e per il quale non ho dato la piena votazione alla lettura è stato essenzialmente il ruolo giocato da Greta nel libro.
Probabilmente il film deve essere "manipolato" in modo differente, ma credo che il modo in cui nel film viene gestito il personaggio di Greta sia stato migliore rispetto al libro.
La sensazione che ho avuto leggendo le pagine è che Greta non appaia molto. A parte qualche sprazzo in cui il ruolo di Lili è fondamentale nella sua pittura, per il resto la sua presenza è molto limitata e la cosa mi è dispiaciuta.
Mi ricordo, nel film, i tormenti anche di Greta nel momento in cui il marito comincia a cambiare che nel libro non vengono molto considerati.
Nonostante questo elemento ho comunque apprezzato molto il racconto di Einar e di come lui stesso vive la sua condizione.

E' stata una lettura che mi ha catturata dall'inizio alla fine, ho ritrovato le sensazioni di vicinanza e comprensione e tristezza che avevo provato nel film, come pure la paura di Einar, il non comprendere appieno, ma anche il sapere già cosa significassero quelle sue sensazioni. Un libro pieno di emozioni che mi è piaciuto molto e di cui ho sicuramente un buon ricordo
La storia di un'anima divisa a metà, un corpo che scalpita per mostrare a tutti la sua vera natura, un'identità che si vuole mostrare a tutti e vuole farlo con la purezza di un'innocenza che sente di avere ma non riesce a mostrare.
E poi la speranza, è un libro in cui la speranza è il sentimento che ti accompagna soprattutto nella seconda parte. La speranza di riuscire a vivere liberamente la propria vita senza creare danni a se stessi.

Insomma una lettura bella, intensa, che mi è piaciuta molto e su una tematica di cui, a volte, si danno molte cose per scontato. Mi è piaciuto leggere e riflettere sui sentimenti umani che in questo libro vengono descritti e credo che l'intento dello scrittore sia stato questo.

Io ve lo consiglio ma vi consiglio anche di guardare il film con due protagonisti eccezionali!

Bene amici, voi avete letto questo romanzo? Avete visto il film? La vostra pagella su entrambe? Come sempre fatemi sapere con un commento cosa ne pensate.
Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

mercoledì 2 agosto 2017

TBR #10... OVVERO TENTIAMO DI DARCI UN ORDINE DI LETTURE... AGOSTO 2017

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Mi viene un po' da ridere nel fare questo post, perché dovrei fare una TBR composta da un solo libro per riuscire a portarla a termine per come sono messa in questo periodo, eppure sono qui, fiduciosa e speranzosa che qualcosa di più io riesca a smaltire.
Mah!!! 
Diciamo che i cambiamenti mi hanno portato ad avere moltissimo tempo in meno e del poco tempo che mi rimane solamente a volte ho la capacità e la forza mentale di concentrarmi nella lettura, anche se mi trovo a leggere un libro di mio gradimento.
Nonostante tutto sono comunque riuscita a leggere due libri su tre di quelli che avevo preventivato, quindi diciamo che proprio male non è andata, dai :-)
Come sempre un breve recap delle letture scelte per il mese passato e poi passo a dirvi le mie tre scelte per questo rovente AGOSTO 2017... BUONA LETTURA!!!


La prima lettura di cui vi parlo è NON E' LA FINE DEL MONDO di ALESSIA GAZZOLA
Libro che ho letto per due delle sfide di lettura e che non ha colmato le mie aspettative.
Sicuramente una lettura piacevole da fare, ma, allo stesso tempo, non così soddisfacente dal punto di vista narrativo.
Come ho già detto anche nella recensione, l'aver letto precedentemente la serie de L'ALLIEVA è stato deleterio nei confronti di questo romanzo. Il fatto è che ho trovato molte cose comuni alle storie di Alice e, allo stesso tempo, una frettolosità ingiustificata, a mio avviso, nel parlare di alcune situazioni. Quasi che le cose dovessero solamente riempire degli spazi.
Insomma, purtroppo non posso dire che il libro sia dello stesso livello dei precedenti, ma comunque può essere una lettura da ombrellone e relax!




La seconda lettura che ho portato a termine della TBR di Luglio è DIMENTICA IL MIO NOME di ZEROCALCARE
Di questo volume uscirà la recensione la prossima settimana e devo dire che mi è piaciuto molto.
Sono tornata alle Graphic Novel con lo stesso autore con cui mi sono avvicinata a questo mondo ed ho fatto molto bene.
Ho sentito pareri poco favorevoli su questa storia per l'unione di elementi soprannaturali ad una storia potenzialmente reale. Devo dire che a me questa cosa è piaciuta molto. Ho letto la sua presenza come un modo per affrontare in maniera ironica e divertente una nostalgia, un magone che forse, raccontato tutto con lo stesso tono iniziale, avrebbe reso troppo pesante la lettura.
Il tema della perdita di un familiare raccontato con la giusta dose di ironia, nostalgia e follia.






Nota dolente, si fa per dire, di questa TBR di Luglio è stata UNA PRESENZA IN QUELLA CASA di PAIGE MCKENZIE libro che volevo leggere per colmare una delle parole della THE HUNTING WORD CHALLENGE ma non sono neanche arrivata a cominciarlo.
Sicuramente lo leggerò più avanti, quando arriverà il suo momento, anche perché mi incuriosisce molto e spero che si tratti di una lettura non troppo impegnativa.


Visto che, nel mese di Agosto, in teoria dovrei avere una settimana di riposo, ma non è ancora detto, ho deciso comunque di fare una TBR con tre titoli che vorrei leggere. Sicuramente li inserisco nelle sfide di lettura, visto che di tempo per leggere più cose insieme non ne ho, ma vediamo cosa ho intenzione di leggere.





WOLF. LA RAGAZZA CHE SFIDO' IL DESTINO di RYAN GRAUDIN è un libro che voglio leggere da un po' di tempo. Più o meno da quando ho scoperto che avrebbero pubblicato il seguito quest'anno. 
Ne ho sentito dei pareri molto positivi e il fatto che si tratti di un fantasy mi lascia ben sperare che l'impegno di lettura non sarà eccessivo. Non è che voglio dire che i fantasy sono tutte cavolate, ma sicuramente non sono impegnativi come un classico russo, ecco!
Della storia non so molto e cerco di evitare di saperne molto, è una lettura che mi ispira e di cui, se mi piacerà, leggerò il seguito a breve per terminare almeno quelle che sono duologie e saghe con pochi volumi.








La seconda lettura che vorrei affrontare ad Agosto è IL LIBRO SEGRETO DELLE COSE SACRE di TORSTEN KROL.
Non so molto neanche di questo libro, l'ho comprato quando ho saputo che questa casa editrice stava svendendo molti dei suoi titoli e ne ho approfittato.
Quello che posso dirvi è che si dovrebbe trattare di una sorta di distopia nella quale sacro e profano vanno ad unirsi. Altra cosa che mi ha incuriosito parecchio, anche se non riguarda effettivamente la storia, è che l'autore ha una identità sconosciuta e non si sa neanche di dove sia. 
Insomma sento che questo libro mi sta "chiamando" e quindi non vedo perché non dargli una possibilità!








Su questo terzo titolo sto barando ma avendolo cominciato da poco sono praticamente all'inizio e sicuramente la mia lettura la porterò avanti anche ad Agosto.
THE DANISH GIRL di DAVID EBERSHOFF è un libro da cui hanno tratto un film bellissimo, commovente, intenso. Con un Eddy Redmayer fantastico nelle vesti di Einar/Lili e una figura femminile, quella di Greta che è stata fenomenale, un oscar tutto meritato a mio avviso.
Se non avete ancora visto il film fatelo, nel frattempo sto recuperando il libro che mi sta piacendo molto anche se ci sono delle cose su cui avrei qualcosina da dire, ma ve ne parlerò a tempo debito. 






Mi rendo conto che la varietà dei titoli per gli ultimi post che sto pubblicando non è molta, ma credo sia inutile inserire diecimila titoli diversi che tanto già so di non riuscire a leggere.
Per questo motivo ho deciso di essere onesta con me e con voi lettori e cercare di parlare di libri che spero di riuscire sicuramente a portare a termine, poi quello che succederà si vedrà alla fine del mese.
Per adesso fatemi sapere quali saranno le vostre letture per il mese di Agosto, o cosa avrete di intenzione di leggere per questo mese. Intanto vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine dei vostri libri!!!

lunedì 31 luglio 2017

WWW...RECAP DEL MESE... #5

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Miei cari lettori i tempi delle belle smaltite di libri impilati da anni è ormai terminato... Purtroppo, ma è un purtroppo relativo, le mie mani bucate continuano a fare danni, sebbene io mi sia molto limitata nel tempo. Diciamo che la mia giustificazione è che ho tanta tanta tanta paura di rimanere senza libri da leggere e soprattutto senza una vasta scelta, ecco!!!
Tornando seri, direi che è arrivato il momento di raccontarvi un po' questo mese di letture, quindi bando alle ciance e cominciamo con le solite tre domande, BUONA LETTURA!


Cosa stai leggendo?

  



Queste, insieme ad altri tre quattro libri iniziati e messi da parte, sono le letture che, piano piano, sto cercando di portare avanti da un bel po'.
MAISON ROUGE di PASQUALE CAPRARO è un romanzo che mi è stato inviato in formato ebook e che racconta la storia di una ragazzina della campagna parigina portata in città a lavorare in una casa di piacere. Devo dire che non mi sta dispiacendo, sebbene la lettura va a rilento, ma è un problema mio.
La seconda è THE DANISH GIRL di DAVID EBERSHOFF di cui ho già visto il film e che mi sta piacendo molto. Anche in questo caso la lettura va a rilento ma è sempre un problema mio, quindi spero di parlarvene presto!


Cosa hai finito di leggere?





Ho terminato la lettura di un libro che avevo cominciato alla fine di Giugno, IL CIRCO DELLA NOTTE di ERIN MORGENSTERN di cui ho apprezzato molto le descrizioni e meno la storia. Mi aspettavo molto di più da un libro tanto osannato e addirittura andato fuori produzione, invece delusione!





Altro libro letto in questo mese è L'AMICA GENIALE di ELENA FERRANTE. Primo volume della tetralogia tanto chiacchierata e ricercata che, a me personalmente, ha lasciato solamente un tiepido ricordo. Ho trovato la prima parte di questo libro di una noia mortale, la seconda, in corrispondenza di una minima crescita delle protagonista è stata più facile da digerire, comunque leggerò i seguiti ma non so quando!





Ultimo libro terminato per questa mensilità è CINQUE STORIE FERRARESI di GIORGIO BASSANI. Una raccolta di cinque racconti attraverso i quali l'autore vuole ricostruire la storia di Ferrara, la sua città. Un libro che mi è piaciuto ma non in modo eccessivo. Ho trovato lo stile troppo pesante e le storie poco complete. A parte la tematiche che sono sempre ben accolte :-)



Cosa hai intenzione di leggere in seguito?




Anche per questo mese io l'intenzione di leggere qualche cosa ce la metto, poi tocca vedere come procederanno le cose. Comunque la mia prossima lettura sarà WOLF. LA RAGAZZA CHE SFIDO' IL DESTINO di RYAN GRAUDIN.
La scelta ricade sulla necessità di colmare le sfide di lettura, ovviamente, ma in questo caso gioca il suo ruolo anche la curiosità, soprattutto perché è uscito da poco il secondo volume di quella che è una duologia, quindi si fa presto a terminare la storia senza la necessità di dover aspettare millenni.

Insomma, questo è stato il mio mese di letture. Ci sono altre due letture, in realtà, ma ve ne parlerò nel post dedicato alla TBR del mese di Agosto. 
Fatemi sapere se avete letto qualcuno di questi libri, cosa ne avete pensato e cosa avete letto voi in questo periodo.
Nel frattempo vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

mercoledì 26 luglio 2017

RECENSIONE "CINQUE STORIE FERRARESI" di GIORGIO BASSANI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state amici? Come stanno procedendo le vostre letture? Io vado molto a rilento nonostante nuovi titoli continuino ad entrare magicamente a far parte delle mie librerie... mmm... io colpevole non mi sento, diciamo, ho sempre la speranza che prima o poi li leggerò!
Comunque, nonostante il tempo sia poco e la stanchezza continui ad incombere sui miei ritmi, DECISAMENTE cambiati, di lettura oggi vi parlo di una raccolta di racconti che ho letto per partecipare alla sfida mensile indetta nella MADE IN ITALY BOOKS CHALLENGE per la quale si doveva leggere, appunto UNA ANTOLOGIA DI RACCONTI.
Da parte mia devo dirvi che non ho ben capito se andrà bene la mia scelta, visto che l'autore è uno solo. Diciamo che, per come l'ho interpretata io, questo è il resoconto su questa lettura arrivata un po' per caso tra le mie mani. 
Come sempre è il momento di lasciarvi al post, vi auguro una buona lettura!!!




TRAMA: Cinque storie, cinque protagonisti, la città di Ferrara raccontata negli anni che vanno dal '29 a '43. Sullo sfondo, la storia del mondo e della Seconda Guerra Mondiale in Italia, del razzismo e di come il popolo ebraico ferrarese abbia vissuto quel periodo.


Titolo: Cinque storie ferraresi
Autore: Giorgio Bassani
Casa Editrice: Oscar Mondadori (Ora: Feltrinelli)
Anno: 1977 (2016)
Pag: 275 (216)
Prezzo: 9,00 euro 





VALUTAZIONE:



Vincitore del Premio Strega del 1956 Giorgio Bassani, più noto per la pubblicazione de IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI ha raccontato la sua città e la realtà degli ebrei ferraresi in questa raccolta di racconti che, assieme ad altri volumi, andrà poi a comporre il suo progetto di creare il romanzo di Ferrara.
Una raccolta di racconti che ci portano a conoscenza di una città che diventa il simbolo di una intera nazione e di quelle città e stati che hanno subito la presenza del razzismo contro gli ebrei.
I racconti hanno, infatti, in comune proprio questi tre importanti elementi, la persecuzione razziale, la differenza religiosa tra ebrei e cristiani e la città di Ferrara di cui l'autore ripercorre strade e vicoli in maniera dettagliata.
Oltre alla presenza di queste tematiche evidenti se ne può riscontrare un'altra, quella della consapevolezza sempre maggiore della presenza di differenze che portarono gli stessi concittadini a cambiare radicalmente il loro comportamento dal periodo delle leggi razziali, in maniera più evidente.
Attraverso i suoi racconti Bassani ci da una ulteriore testimonianza di come sia stato vivere in Italia durante questo particolare periodo storico e di come la consapevolezza della diversità si sia affermata lentamente all'interno di una comunità che, pur conoscendo la presenza di persone religiosamente "diverse", ne hanno cominciato a sentire "il peso" solamente nel momento in cui la loro tranquillità veniva ad essere sconvolta.
Una testimonianza che lo scrittore rende in maniera diretta, senza troppi fronzoli attraverso il racconto di vite normali: un medico, una ragazza madre, un sopravvissuto ai campi di concentramento e una socialista. 
Una raccolta che, se letta adesso, ovviamente non ci racconta nulla di nuovo, avendo ormai saputo e conosciuto l'orrore della guerra e del fascismo in Italia per il popolo ebreo. Ma se pensiamo che il libro è stato pubblicato nel 1956 e che erano trascorsi pochissimi anni dalla fine delle barbarie, non possiamo non considerare il volume come una testimonianza disturbante per i lettori dell'epoca.

Dal mio personale punto di vista, pur apprezzando molto le tematiche trattate, non posso dire altrettanto della forma utilizzata dall'autore. Credo sia ormai noto ai più che la lettura di racconti non fa parte delle mie preferenze letterarie, e questo inevitabilmente finisce con il condizionare anche la mia capacità di giudizio, nel senso che ci metto molto a formularne uno che possa andare bene per l'intera raccolta o che comunque riesca a rendere bene il concetto che ho nella testa.
Comunque, credo che avvicinarmi all'autore attraverso questa raccolta sia stato un errore, anche perché possiedo IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI pur non avendolo ancora letto :-/

Comunque, torniamo al giudizio, credo che lo stile di Bassani non sia molto di mio gradimento, ho trovato la scrittura troppo confusionaria, piena di parentetiche, di spiegazioni, ripetizioni all'interno di uno stesso periodo e frasi che hanno decisamente deviato la mia attenzione e hanno reso tutta la lettura pesante e difficilmente comprensibile (sempre dal punto di vista dell'attenzione). Mi è capitato di dimenticare interi periodi letti il giorno prima e un racconto di venti pagine leggerlo in tre giorni.
Insomma, una scrittura non facilissima, magari anche per l'edizione che ho letto, quella del 77 che ho trovato al mercatino dell'usato per pochi centesimi.
Questo stile mi ha reso difficile anche inquadrare bene i personaggi delle vicende narrate e sicuramente non è un libro che posso consigliare di leggere a chi, come me, torna da una giornata pesante. 
Altra cosa che ho apprezzato poco è il fatto che l'autore abbia raccontato della città di Ferrara dando per scontato che i suoi lettori la conoscessero benissimo, nel libro, infatti troviamo molti nomi di vie elencate e solo alcune volte presentano delle descrizioni fatte in relazione al momento del racconto.
Insomma, una lettura che ho apprezzato dal punto di vista della questione razziale, ma non allo stesso modo per tutto il resto, purtroppo.

Spero di ricredermi con il romanzo, di cui possiedo una versione Einaudi più recente. 
Voi avete letto qualcosa di questo autore? Conoscevate questa raccolta di racconti?
Fatemi sapere nei commenti, quali sono le vostre letture in questo periodo? Riuscite a reggere i soliti ritmi?
Io nel frattempo vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!