mercoledì 29 aprile 2020

Libri in soffitta #3... "GLI EROI PERDUTI. LE MURA DI CARTAVEL" di SIMONE LAUDIERO

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Oggi voglio parlavi di un libro che è passato totalmente in sordina nonostante si tratti un romanzo fantasy davvero coinvolgente e intricato.
Ho scoperto la storia per caso comprando l'ebook del Prequel "RONAC E RAILA" per raggiungere dei punti sulla scheda e me ne sono innamorata subito.
Vi parlo meglio di questo romanzo nel post, BUONA LETTURA!!!



TRAMA: Cartavel è sotto assedio, sono quasi due anni che il regno di Sarmora cerca conquistare questa città per impadronirsi delle risorse di Itri, una sostanza che permette a chi la ingerisce di avere maggiore forza e capacità di sopravvivenza, oltre al controllo del territorio, ovviamente.
Nel frattempo Ronac vuole diventare una Gressin, cacciatrice di tesori, e proprio sotto le mura di Cartavel c'è un tesoro che potrebbe farla entrare di diritto nella Torre Dorata la gilda dei cacciatori di tesori...


Titolo: Gli eroi perduti. Le mura di Cartavel
Autore: Simone Laudiero
Casa Editrice: Piemme
Anno: 2018
Pag: 303
Prezzo: 16.00 euro








Cosa Ne Penso...


La cosa che mi piace di più nell'aver letto questo libro è il fatto che sia stato un italiano a scriverlo. Negli ultimi anni tendiamo sempre di più a favorire la diffusione di fantasy stranieri, soprattutto americani e inglesi, perché pensiamo che le copertine così scenografiche possano contenere chissà quale storia affascinante. Bhè, devo dire la verità, a parte la copertina di questo romanzo, secondo me è molto bella, qui Simone Laudiero ci racconta una vicenda intricata e ricca di avventura che mi ha subito catturata.

Ne LE MURA DI CARTAVEL ci troviamo a leggere più storie contemporaneamente e tutte sviluppate in modo da non prevaricare l'una sull'altra, adesso provo a farvi una sorta di presentazione delle varie storie.
Ronac si trova sulle mura di Cartavel in cerca del tesoro di Greno uno degli Eroi fondatori della città assediata dai sarmoriani che si stanno organizzando per il prossimo attacco.
Nel territorio di Sarmora ci si prepara alla celebrazione di un rituale di passaggio per il principe Ballard che, guidato dal Sabi (Maestro) Sahon dovrà un giorno governare il regno.
Asul, assistente del Gran Mago di Elep, deve portare a Sahon un importante messaggio di speranza e salvezza per il mondo, una missione che si rivela essere molto più pericolosa di quanto sembri.

Quello che si nota fin da subito è la particolare attenzione al dettaglio nella descrizione dei luoghi e soprattutto dei personaggi che, proprio grazie a questo elemento, sono ben identificabili.
Ronac ad esempio è biondissima e ha la pelle dorata, è testarda e caparbia nell'intento di diventare una Rassin e niente la ferma. Boravia, Malgrav di Sarmora è una donna forte, una guerriera dai capelli rossi e molto fluenti. Una donna che riesce a gestire l'attacco di Cartavel mantenendo alto l'onore di Sarmora. Re Willard, anche lui con i capelli rossi, una lunga barba grigia e una forza che non apparterrebbe ad un uomo della sua età se non fosse per l'assunzione dell'Itri, una sostanza che potremmo definire anabolizzante, oppure la cagionevole Vivian, sua figlia, molto diversa da lui proprio perché non lo assume.
Ogni personaggio è identificato con una caratteristica particolare, così come i territori descritti, Cartavel ad esempio è una città mercantile ed è piena di stretti vicoli di mercati e di fumerie super affollate che ricordano tantissimo le città arabe da cui l'autore riprende molte cose.

La storia si costruisce attraverso la successione di episodi alternati dell'uno e dell'altro personaggio, ma questo non va a creare nessuna confusione nel lettore grazie anche ai capitoli brevi che permettono di mantenere una certa continuità con quanto si è letto.

La storia che ci racconta Laudiero in questi romanzi è sicuramente una bella novità, almeno per quanto riguarda le mie letture. La narrazione è fluida nonostante ci vengano raccontate situazioni molto diverse tra di loro. La storia è credibile, non ho trovato nessun elemento che fa storcere il naso e, per una volta nessuna storia d'amore, quindi anche solo per questo motivo si può fare un plauso in più all'autore!


Ci sono viaggi, scontri, ricerche, intrighi politici, la creazione di una cultura legata al mondo del mare agli eroi che lo hanno protetto e che ci hanno lottato contro, ci sono piani che vengono totalmente distorti e altri che vengono messi in atto e poi tantissimi imprevisti che rendono la storia molto dinamica.

Sebbene in questo primo volume della trilogia si gettino le basi di una storia più complicata posso assicurarvi che Laudiero ci sa fare e che riesce comunque a creare della tensione narrativa e della curiosità nel continuare a leggere al sua storia.

Se posso darvi un consiglio, però, prima di imbarcarvi nella storia di questo volume, è bene recuperare la lettura di un piccolo volumetto introduttivo, GLI EROI PERDUTI. RONAC E RAILA, una sorta di Prequel con il quale l'autore di presenta quelle che saranno le protagoniste di queste vicende, Ronac e Raila, e anche alcune dinamiche della storia che segue con i volumi della trilogia.

La storia di Ronac e Raila ci permette di conoscere un intero mondo come pure dei personaggi nuovi che hanno molto da raccontare. Questo primo volume ci trasporta nel vivo delle varie situazioni facendoci assaporare gli sviluppi successivi che non sono prevedibili ma neanche lasciati allo sbaraglio, cioè si capisce che dietro c'è una storia con un suo obiettivo preciso da raggiungere.


VOTAZIONE:




Simone Laudiero ha creato un fantasy nuovo, coinvolgente e nel quale i protagonisti creano un ambiente variegato e realistico proprio per le loro molteplici sfaccettature. Un romanzo che vi consiglio di leggere se vi piacciono le storie di avventura e di viaggio tra terre orientali e popoli diversi.

Fatemi sapere se avete letto questa storia, se la conoscevate, se avete letto altro dell'autore e cosa state leggendo voi.
Spero che sia riuscita ad incuriosirvi un po', vi mando un grande abbraccio, A presto!!!

sabato 25 aprile 2020

Recensione: "La ragazza di Bube" di Carlo Cassola

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state? State facendo delle belle letture? Dalle mie parti il tempo è uno schifo ma è perfetto per leggere e guardare film o serie tv, a proposito, avete visto la serie UNORTHODOX? Mi è piaciuta tantissimo, ho trovato tutti i protagonisti molto convincenti ma soprattutto la possibilità di conoscere una cultura completamente ignota che mi ha incuriosito tantissimo, davvero una serie consigliatissima se non l'avete ancora vista!




Ma torniamo ai libri oggi, in occasione della Festa di Liberazione Nazionale ho deciso di dare il mio piccolo contributo con una delle letture che ho fatto proprio in questi giorni.

Voi avete fatto letture a tema in questo periodo?
Vi racconto le mie impressioni sul libro nel post, BUONA LETTURA!!!





TRAMA: Mara e Bube si conoscono e si innamorano subito, lei è una ragazza di paese di 16 anni, lui un ex partigiano di 20 amico del defunto fratello di lei. Una storia che subisce le angherie del tempo vissuto e le conseguenze di ciò che altri hanno scelto.




Titolo: La ragazza di Bube
Autore: Carlo Cassola
Casa Editrice: Oscar Mondadori
Anno: 2016ù
Pag: 219
Prezzo: 13.00 euro






Cosa Ne Penso...

Credo che, accanto al Partigiano Jhonny, LA RAGAZZA DI BUBE sia uno dei libri più conosciuti relativamente alla letteratura che ha caratterizzato il mondo della Partigianeria anche senza che si fosse realmente letto ponendosi degnamente nel pantheon del genere sia per la tematica sia per il modo in cui la storia viene raccontata. Ma di cosa parla questo romanzo?

Ci troviamo nella provincia toscana della fine della guerra, gli Alleati arrivano in Italia e i Partigiani scendono dalle montagne per tornare a riabbracciare i loro cari. Ed è proprio in questa occasione che Bube incontra Mara, una ragazza diversa dalle sue coetanee, espansiva a differenza di lui, ombroso e introverso. I due si innamorano di un amore che fin da subito conosce il sacrificio e la lontananza. Bube assume dei comportamenti sbagliati che lo portano a subire delle conseguenze dure e Mara è lì a vivere il dolore dell'evoluzione dei fatti con lui.

La lettura di un romanzo del genere non sarebbe stata molto nelle mie corde se non si fosse trattato di una storia che va ben oltre il solo sentimento amoroso.
Rappresentativo di un'intera generazione di giovani che, andando fermamente contro il potere fascista, avrebbe avuto la responsabilità di ricostruire un'intera nazione, La ragazza di Bube si fa portavoce di un sentimento di giustizia che porta a chiederci dove sia la verità, se si tratti di una giustizia dovuta, in un certo senso, o se siano stati fatti degli errori.
Mara e Bube rappresentano proprio questa realtà divisa nella quale la genuinità della promessa si scontra con il dovere politico che conduce le azioni, soprattutto quelle di Bube.

Tutto il romanzo si concentra su Mara in varie fasi della vita, la ragazza ingenua ma testarda, quella che prova a rifarsi una vita lontana dal pensiero di Bube e quella che a quel pensiero torna più coinvolta di prima.
Mara vive la sua vita sempre con un pensiero fisso che è quello di Bube, rendendo questo personaggio una presenza assenza che pesa sulle sue scelte e proprio pensando al futuro della sua vita con Bube rinuncia alla sua vita di ragazza, alla ricerca di una felicità più reale e concreta rispetto ad una perenne attesa.

Bube, come ho detto è una sorta di presenza assenza che rappresenta la permanenza e la fedeltà di un ideale che ormai non trovava più spazio nella quotidianità. E' sull'essere partigiano che Bube fa ricadere il suo atteggiamento e le sue scelte, giustificando il tutto con l'ideale necessità di liberazione dalle "impurità" politiche, passatemi il termine. Sulla base di ciò l'atteggiamento di Bube è sempre quello di una persona che agisce solo ed esclusivamente su indicazione di altri o di una provocazione che lo costringe a dover mantenere alta la sua nominata da partigiano.

Ipotizzando una tripartizione ideale della narrazione notiamo che la prima e la seconda parte sono dedicate alla vita anche sentimentale di Mara, nella terza parte Cassola ci porta nel mondo giudiziario del carcere, dei colloqui e del processo che Bube subisce.
Esce il lato politico della vicenda nella quale l'autore fa emergere questa continua idea di giustizia politica, della rivalsa contro uno stato impopolare e di come il pensiero partigiano fosse un motivo valido per agire in un determinato modo.

Sicuramente il personaggio di Mara è molto più interessante di quello di Bube che, al contrario, mi ha un po' irritato proprio nella idea che lo spinge a fare quelle determinate scelte nonostante il suo agire sulla base di un ideale sia la rappresentazione del tempo, mentre Mara ne va a rappresentare un po' il distacco, la novità, la diversità. 

Nella narrazione l'autore riesce a dosare bene le parti narrate e quelle dialogate così da far mantenere alta l'attenzione e la curiosità per la storia.
Mi è piaciuto lo stile che mira a raccontare una storia e non volere a tutti i costi meravigliare e stupire il lettore ma raccontare una storia reale e concreta anche perché si tratta di una storia storicamente avvenuta.
Mi è piaciuta la descrizione della realtà del periodo, di come da piccoli elementi usciva fuori la povertà di quegli anni ma anche la necessità di riprendersi e di mantenere alta la propria dignità pur non avendo nulla. 



VOTAZIONE:

 E MEZZO


Mara è sicuramente una figura che rimane impressa nella mente dei lettori sia per la sua semplicità che per la sua caparbietà e coraggio nell'affrontare una situazione molto più grande di lei. Una situazione diffusa in quegli anni e che l'autore è riuscito a raccontare benissimo senza peccare di presunzione.
Una lettura che vi consiglio a prescindere dall'interesse che si possa avere i meno per questo filone narrativo, una storia che insegna e che ci offre la testimonianza reale di un mondo che non c'è più e dal quale bisognerebbe imparare.

Fatemi sapere se sono la sola a non aver letto questo romanzo fino ad ora, se avete letto qualche altro libro del genere e se, nella contemporaneità ci sono degli autori che hanno scritto delle storie valide e realistiche ambientate in questi contesti.

Vi mando come sempre un abbraccio e vi auguro di fare dei bellissimi viaggi tra le pagine dei vostri libri!  A presto...

venerdì 17 aprile 2020

TBR... APRILE - MAGGIO - GIUGNO 2019 ... LIBERIAMOCI DALLE MUFFETTE!!!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Per chi è venuto da queste parti in passato, sa che le Muffette che ho indicato nel titolo del post non sono altro che i libri che stazionano da moltissimo tempo sugli scaffali delle mie librerie/mensole.
Sia chiaro, non si parla di qualche mese o uno/due anni, noooooooo qui parliamo di almeno 5 anni passati dall'acquisto e anche di più!

Quindi per tutti coloro che volessero partecipare al progetto #liberiamocidallemuffettelibrose sappiate che è arrivato il momento di farlo!
Sono stra convinta che la maggior parte dei lettori, che sono anche accumulatori seriali, DEVONO avere dei libri di questo genere, sarebbe un ossimoro pensare che un accumulatore riesce a leggere i libri acquistati prima di comprarne altri, no?!




In questa Tbr primaverile, che mi sa di rinascita e rinunce, ho deciso, quindi, di dare voce ad alcuni dei  miei libri muffetta e vedere se al momento dell'acquisto ho fatto una scelta giusta o meno. Devo dire che per adesso sono al 50 e 50. 
Ci sono stati dei libri che proprio non mi sono andati giù ed altri che invece mi hanno stupito, d'altronde sarà sempre così ogni volta che si inizia una nuova storia.
Ma vediamo insieme quali sono i libri che ho deciso di leggere per questo periodo primaverile, buona lettura!!!

GARGOYLE di ANDREW DAVIDSON



Si tratta un volume che ho comprato perché ho sentito molti pareri positivi. Devo dire la verità, sulla scelta ha giocato molto l'aspetto grafico della copertina che mi ha subito colpito. Credo si tratti di una storia di cambiamento e rinascita e credo che in questo periodo ci si possa trovare bene con una storia del genere.   


L'ANNO DELLA LEPRE di  ARTO PASILINNA




Questo è l'unico libro recente che ho acquistato, quindi non fa parte delle muffette, anzi, è entrato in casa mia a dicembre quando sono andata alla fiera di Roma, quindi è proprio un pivellino.
Di lui non so nulla, la ragazza che era allo stand mi ha dato dei libri, perché quando vado da loro mi faccio sempre consigliare i libri da prendere, mi ha fatto vedere tantissime cose e poi mi dice che avrei dovuto assolutamente leggere il loro must have, così eccolo qui, ma non so dirvi nulla, lo scoprirò solo leggendo!


MANSFIELD PARK di JANE AUSTEN




Una delle tante mie decisioni di lettrice è quella di voler leggere tutti i libri della Austen in modo cronologico, anche se ho iniziato con Orgoglio e Pregiudizio letto prima di prendere questa decisione.
Non posso dire che la Austen sia una delle mie autrici preferite, per adesso ho apprezzato Orgoglio e Pregiudizio e non ho mandato giù Ragione e Sentimento, vedremo come andrà con questo e gli altri libri che leggerò. 


IL RICHIAMO DELLA FORESTA di JACK LONDON




Primo libro che leggerò di questo autore di cui ho sempre sentito parlare molto bene, io non so dirvi se il suo modo di raccontare faccia per me, ma mi ha sempre incuriosito conoscere la metafora dietro questa storia di animali e natura. Spero che si tratti di una storia coinvolgente e brillante, ma vi saprò dire appena lo leggerò!


GENERAZIONE PERDUTA di VERA BRITTAIN




Anche in questo caso chi mi conosce e ha letto i miei post sa che i racconti sulle guerre mi piacciono molto. Nella maggior parte dei casi i libri di cui vi ho parlato qui sono sempre legati alla Seconda Guerra, in questo caso, invece, la storia è la testimonianza dell'esperienza vissuta proprio dall'autrice che vuole raccontarci cosa sia stato per lei e per la sua generazione vivere la Prima Guerra  Mondiale.
Devo dire la verità, questo è il libro che mi incuriosisce più di tutti quelli che vi ho mostrato.


A questi titoli, però, ne ho aggiunto un altro che è VERAMENTE uno dei più degni rappresentanti del mondo delle mie muffette, sono ben 10 anni che questo libro è fermo lì a guardarmi, l'ho spostato in ogni luogo possibile e alla fine ho deciso di leggerlo, sto parlando del romanzo che ho attualmente in lettura cioè 


L'APPRENDISTA DEL MAGO di TRUDI CANAVAN




Un libro che anticipa e da voce al mondo che l'autrice utilizzerà poi per la stesura della TRILOGIA DEL MAGO NERO che possiedo e anche lei staziona li da un po'. Non posso dire che sia un romanzo d'azione ma non è male.

Teoricamente questo è tutto quello che vorrei leggere nei prossimi mesi, sicuramente se la quarantena continuerà, riuscirò a leggere anche qualche altra cosa visto che in questi giorni sto velocizzando i miei tempi di lettura e ad immergermi molto di più nelle storie che leggo.

Allora VI SFIDO, cacciate le vostre muffette dagli scaffali e cominciate ad eliminarle dalle vostre tbr.
Fatemi sapere quali sono i vostri programmi di lettura, che cosa avete al momento sul vostro comodino e quale è la lettura che state bramando di più di fare.

Vi mando un grande abbraccio virtuale e vi ringrazio per essere passati di qua!!!

martedì 14 aprile 2020

Recensione: "BROOKLYN" di COLM TOIBIN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!

Come state lettori? Cosa state leggendo in questi giorni? Io sto recuperando qualche libro "muffetta", cioè quelli che stazionano sulle mie librerie da un bel po' di tempo, cercando di ridurre il numero dei libri accumulati anche perché di tempo adesso ne abbiamo e ho deciso di non fare ordini.

Anche oggi vi racconto una lettura di qualche mese fa così recupero un pochino le tappe di lettura che ho fatto sperando di darvi qualche consiglio per passare al meglio le giornate, BUONA LETTURA!!!




Trama: Eilis coglie la possibilità di andare in America per cercare di superare le difficoltà economiche che la guerra ha portato in Irlanda, la sua terra, ma anche alla sua famiglia, come tante altre.


Titolo: Brooklyn
Autore: Colm Toibin
Casa Editrice: Bompiani
Anno: 2016
Pag: 329
Prezzo: 14.00 euro







Cosa Ne Penso...


Non ho mai letto nulla di Colm Toibin e mi sembra che Brooklyn sia il suo più noto qui in Italia, così come non ho visto il film tratto da questo libro anche se mi sono accorta che lo hanno trasmesso proprio mentre stavo leggendo il romanzo, coincidenze...

Come primo impatto all'autore devo dire che non è stato molto d'impatto, nel senso che per capire che il libro mi è piaciuto ho dovuto far passare del tempo e ritornarci a distanza.

Siamo nell'Irlanda del Sud degli anni 50, ad Enniscorthy, la guerra è finita da poco e la ripresa comporta spesso difficoltà economiche. La soluzione, quando possibile, è quella di andare via da li in cerca di fortuna. E' questo quello che succede a Eilis, un incontro fortuito le permette di andare in America e studiare per diventare impiegata amministrativa.

Non sapevo cosa aspettarmi da questo romanzo, ho deciso di leggerlo perché avevo la necessità di qualcosa che avrebbe potuto farmi uscire dal blocco di lettura e devo dire che è decisamente riuscito nel suo interno.

BROOKLYN è la storia di una ragazza di provincia che si ritrova ad affrontare una realtà sicuramente nuova ma anche e soprattutto completamente diversa da quella che ha vissuto fino a quel momento.
L'America è il grande sogno di tutti coloro che vogliono una svolta nella loro vita ed Eilis coglie al volo l'occasione di raggiungere quella terra promessa cercando di migliorare la sua vita e crescere.

L'America riesce a cambiare Eilis, si abitua ad una visuale della vita più ampia, di una realtà che va fuori da molti degli schemi sociali imposti in Irlanda e soprattutto conosce l'indipendenza sia quella economica sia quella familiare. Diventa così protagonista di un cambiamento che non comporta solo una sprovincializzazione nelle sue abitudini, ma anche nella visione che aveva della vita.

Brooklyn è una storia che non si presenta come ricca di eventi, frenetica o particolarmente piena di attese. Toibin decide di creare una sorta di mondo confortante in cui le problematiche che Eilis incontra sono quelle giornaliere, come pure la sua conoscenza di quella realtà. Le amicizie, il lavoro, l'amore diventano eventi importanti ma mai sconvolgenti per il lettore di questa storia che ti fa sentire parte di una famiglia accogliente.

Con questo non voglio dire che si tratta di una narrazione piatta, all'improvviso l'autore ci catapulta in un trauma che riporta Eilis in Irlanda e da lì una serie di ripensamenti, di eventi nuovi che portano la nostra protagonista a farsi delle domande sulle scelte fatte.

Quello che mi è piaciuto di questo romanzo è il modo in cui la vita di Eilis ci viene raccontata, una narrazione lenta ma non noiosa (anche se devo ammettere che il momento del viaggio descritto nei minimi particolari mi ha rallentato la lettura). 
Quello che appare evidente è la rappresentazione di una generazione, cui Eilis appartiene, di non poter cambiare le scelte fatte, di tacere e reprimere i propri desideri lasciando così un senso di frustrazione, quel velo di tristezza del vorrei ma non posso.
Mi è piaciuto molto il modo in cui Eilis cresce grazie agli eventi che vive, il modo in cui affronta la difficoltà di una nuova vita e di come proprio questa sua scelta la porta a ragionare su tutto quello che inizialmente sente stretto.

Un racconto delicato che non pretende di sconvolgere la vita dei suoi lettori ma sicuramente riesce a farli stare con i piedi per terra in modo positivo.
Toibin ci racconta la normalità senza l'uso di un linguaggio fiorito o particolarmente ricercato. Ci racconta le esperienze di una ragazza che sta crescendo e tutte le cose che la crescita comporta, nel bene e nel male.




VALUTAZIONE:




Un romanzo che mi è piaciuto e che vi consiglio nel caso in cui vogliate leggere qualcosa di non molto impegnativo ma che allo stesso tempo vi soddisfi, o che vi possa far riavvicinare alla lettura se avete qualche momento del calo di interesse.

Fatemi sapere se avete letto questo romanzo, se avete visto il film. Avete letto qualche altra cosa di Toibin? Avete consigli?

Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!! A presto! 

martedì 7 aprile 2020

Liberamente libri... GIULIO PERRONE EDITORE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come stanno procedendo i vostri giorni di quarantena? Spero stiate tutti bene in compagnia di qualche buon libro, di un film da vedere sul divano e di qualche dolce a tirarvi su il morale, se siete un po' giù.

Con il post di oggi voglio raccontarvi una lettura che in realtà ho fatto gli ultimi giorni di Dicembre dello scorso anno, ho comprato il volume alla fiera PIU' LIBRI PIU' LIBERI e per la prima volta mi sono avvicinata ad una casa editrice che non conoscevo affatto. 
Il mio obiettivo in quest'anno di partecipazione alla fiera è stato quello di comprare dei libri che stuzzicavano la mia curiosità senza essere derivati da consigli recuperati qua e là ma solo da quello che il mio istinto mi avrebbe suggerito.
E questo volume è stato uno di quei suggerimenti, ma vediamo insieme di cosa vi parlerò...


CASE VUOTE 
di
BRENDA NAVARRO





Titolo: Case Vuote
Autrice: Brenda Navarro
Casa Editrice: Giulio Perrone Editore
Anno: 2019
Pag: 173
Prezzo: 15,00

VOTAZIONE:




Nell'ottica di una realtà in cui essere madri significa vedere la realizzazione di una donna, questo libro finisce con il rompere gli schemi precostituiti andando a scavare nella mente di due donne che ci mostrano il loro modo di essere madre, anche se questo non corrisponde al canone più diffuso.

Tema principale di questo romanzo è quindi la MATERNITA' che non viene sempre vissuta in maniera convenzionale. Due voci femminili che si alternano vengono messe a confronto continuamente attraverso la storia della loro vita che è così diversa da rimanere affascinati da entrambe.

La donna che apre il romanzo è una madre a cui rapiscono il figlio, improvvisamente nel parco non lo vede più. Come è potuto succedere? Il telefonino tenuto in mano per leggere un messaggio è più importante che controllare il proprio figlio di 3 anni che gioca? E' colpa della sua distrazione ad aver comportato tutto questo? 

La donna inizia quindi con il porsi le domande che ci si aspetta di farsi in una situazione del genere, il dolore del non sapere più nulla del proprio figlio, il senso di vuoto, di angoscia che la attanagliano sono ben palpabili nella narrazione. Ma ci sono anche altre cose che la narrazione lascia intravedere.

Questa donna non vuole essere madre, non accetta questa condizione e le responsabilità che la cosa comporta nonostante l'idea della perdita di suo figlio sia straziante per lei.
C'è una lotta continua nel suo animo, se da una parte ci troviamo a conoscere la sua reazione alla perdita, dall'altro sembra come se sentisse dentro di se una sensazione di liberazione nel non doversi più occupare del bambino.
Una donna che diventa madre prima in modo "imposto", il marito accoglie in casa loro la figlia avuta da una precedente relazione, quindi la nostra protagonista finisce con il doverla accettare. Poi diventa madre in modo naturale ma nonostante tutto non lo accetta appieno.

La voce di questa donna controversa, complicata, sicuramente insoddisfatta, ci permette di conoscere il suo mondo, la sua storia di moglie e di amante, di donna lasciata e di donna che non riesce a reagire alle conseguenze delle sue azioni. Vediamo progressivamente che si lascia andare, trascura tutto e tutti attorno a lei al punto che la contingente perdita del figlio e dell'amante mi hanno portato spesso a chiedermi quale sia stata effettivamente la perdita maggiore per lei.


"Non si scompare tutti allo stesso modo e ognuno prende la forma della scomparsa che gli è toccata: Daniel è scomparso, Fran inizia a scomparire, io scomparirò. Eravamo quelli che non c'erano, quelli che sfumano, che sono sfumati, che sfumeranno. Scomparsi: distanti, svaniti, evaporati, assenti, senza nessuna voglia di comparire davanti alla nostra esistenza."


L'altra voce che parla in questo romanzo è quella di una ragazza che vive nei quartieri malfamati del Messico, una voce che fin da subito ci accorgiamo essere piena di dolore e sofferenza.
Una ragazza abbandonata dalla famiglia, con il grande sogno di diventare madre e di farlo con il ragazzo che ama, nonostante tutto.
Questa seconda voce è quella di una donna che subisce molte ingiustizie nella sua giovane vita e ce le racconta tutte. Dall'abbandono del padre, alla scarsa importanza che la madre le ha attribuito,alla morte del fratello, al tradimento del compagno con il quale vuole avere un figlio e dal quale subisce violenze fisiche e psicologiche.

Quello che, però, colpisce di questa donna è la forza che la spinge ad agire non volendo sottostare alla sua vita. Cerca un modo per guadagnare e risollevarsi dalle difficoltà derivanti da un compagno nullafacente che si è unito ad un gruppo di teppisti locali. Una ragazza che nonostante tutto vuole raggiungere il suo sogno.

"Non ti fidare nemmeno di tua madre. Era la frase che mia mamma ripeteva a me e mio fratello ogni volta che poteva. Ma, se non ci si può fidare nemmeno della propria madre, di chi ci si può fidare? E lei diceva di nessuno, di nessuno ti puoi fidare, anche quando stai per morire non pensare che qualcuno verrà ad aiutarti. Questo, per esempio, mio fratello lo ha capito, ma a me sembrava davvero brutto pensare che nel mondo non ci si poteva fidare; in ogni caso, non mi sono mai fidata di nessuno. Segreti? Non è che ne avevo tanti, ma non ero di quelle che andava in giro a raccontare come si sentiva, come andava la vita, per cosa? Poi il rischio è che quello che pensi e quello che ti fa male viene usato contro di te."


Quello che questo romanzo trasmette è sicuramente un dolore profondo che scava nell'animo di queste due donne. Un dolore che sicuramente nasce da un elemento comune, la maternità che riesce a far uscire fuori anche tante altre tematiche legate al mondo femminile.
Una vita infelice è quella della prima donna che, nonostante abbia tutto non vive nulla di quello che ha con serenità e soddisfazione. Una vita sofferta è quella della seconda voce che attraverso la sua produzione di barrette di cioccolata e caramelle riesce a vedere del buono in sé nonostante tutto.

Una lettura che mi ha profondamente colpito per la sua capacità di far apparire le due donne come pari nonostante i loro ruoli nella storia non lo siano, o almeno questo nella logica di una morale comune. Eppure io non riesco a giudicare nessuna delle due per le scelte di vita e per i loro pensieri.
Una donna che non vuole essere madre non per questo è meno donna di chi invece vuole esserlo a tutti i costi. Una relazione normale non è detto che sia più felice di quella in cui la violenza fa da sfondo, nonostante, SIA BEN CHIARO, io non riesca proprio a capacitarmi di come si riesca ad accettare una cosa del genere.
Ma crearsi una vita alternativa di menzogne per un amante, quanto poi è meno violento di uno schiaffo? Perdere un figlio per una disattenzione quanto è diverso dal perderlo perché il proprio corpo non riesce a gestire la gravidanza? 

Queste sono solo alcune delle domande che mi sono nate dopo la lettura di questo libro che per quanto sia così breve è stato sicuramente un carro armato di emozioni e sensazioni contrastanti.
Un libro che parla di donne, di quello che pensano attraverso una profonda introspezione che ha reso questi due personaggi come qualcosa di caro e prezioso. 
L'analisi che la Navarro fa dei pensieri di queste due figure le rende vivide agli occhi del lettore che nel girare le pagine si trova ogni volta a dover superare un pugno nello stomaco.
Inutile parlare di questo libro nascondendo il fatto che non si tratta di un romanzo dal lieto fine, la sofferenza e le riflessioni che suscita rimangono incollate alla nostra capacità di giudizio che inevitabilmente diventa fallace e incapace di esprimersi.

E' obiettivo, sempre ritornando ad una visione di comune moralità, il pensare che la perdita di un figlio da parte di una madre sia un evento straziante, eppure non riesco a non accettare anche la possibilità che essere madre non sia una scelta obbligatoria.

Credo che con questo post mi sia lasciata andare un po' troppo alle parole, spero di non avervi annoiato e di non aver espresso delle opinioni che possano offendervi perché non era affatto mia intenzione il farlo.
Ho passato molto tempo a scrivere di questo libro cancellando e riscrivendo ma alla fine ho deciso di lasciare libera la mia mente di esprimere tutto quello che la lettura mi ha suscitato.

Spero che con i miei pensieri sia riuscita ad incuriosirvi un po'!

Devo dire che come esordio di lettura  non è andata affatto male spero di leggere altro di questa casa editrice di cui ho già adocchiato altri titoli  che sicuramente recupererò appena possibile.

Fatemi sapere se avete letto qualcosa della Giulio Perrone Editore, se vi sono piaciuti i miei pensieri e se avete qualche libro da consigliarmi in questo periodo di quarantena.

Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare tante bellissime letture!!! A presto!

domenica 5 aprile 2020

RIPENSAMENTI, INCORAGGIAMENTI, RITORNI E LETTURE NUOVE DI CUI PARLARE!!!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

O forse dovrei dire anche BENVENUTA E BENTORNATA A ME?!

In questi giorni (e la quarantena obbligatoria mi ha aiutato) ho pensato tantissime volte di voler ricominciare a mettere per iscritto i miei pensieri qui sul blog, anche perché su carta ho continuato a farlo nonostante mi sembrasse di non riuscire a dargli un senso logico.

In questo periodo di fermo sul blog ci sono stati giorni in cui non riuscivo a leggere nulla, neanche una pagina, una riga, non riuscivo a trovare la voglia di ritornare a viaggiare tra le pagine, cosa che mi ero proposta di fare parlando delle letture fatte proprio qui, nel mio angolo.

Da questo ho pensato che fosse inutile riempire pagine di parole che non trasmettevano nulla di quello che leggevo neanche a me stessa. Ho deciso di aspettare, ho lasciato perdere i libri, ne ho comprati di nuovi pensando che fosse la necessità di trovare dei nuovi stimoli, delle nuove avventure che si confacessero meglio ai miei nuovi interessi a non darmi più emozione, ma neanche in questo modo riuscivo a superare la crisi.

Poi, all'improvviso, nonostante avessi avuto un incontro deludente con L'ALBERGO STREGATO di WILKIE COLLINS ho pensato che questo nuovo anno di letture sarebbe andato malissimo e invece piano piano, cercando di leggere libri che DAVVERO riuscivano ad attira le mia attenzione sono ritornata a sentire la voglia di scrivere e riappropriarmi di un mio spazio, questo.

Ecco, non che io mi senta pienamente sicura di quello che sto facendo, ma spero che, in qualche modo, io riesca a trasmettere la mia passione per quello che faccio in questa mia parte di vita che è essenzialmente solo mia e di chi vorrà condividerla con me.

Da quando ho ricominciato a leggere con un certo ritmo devo dire che ho incontrato ben poche delusioni, sono stata brava a scegliere le storie e i personaggi da incontrare, forse, non so!
In realtà non ho fatto nulla di particolare, ho solamente eliminato qualsiasi tipo di costrizione nella scelta del libro che avrebbe accompagnato le mie giornate e soprattutto non mi sono imposta alcun limite di lettura. Pensate che un libro di 150 pagine sono arrivata anche a leggerlo in una settimana e NON ME NE E' FREGATO NULLA!!!

Anche leggere per raggiungere la sfida di Goodreads o portare a termine i buoni propositi librosi, NO! Non ne ho raggiunto neanche uno, SAPPIATELO, ma anche in questo caso CHISSENEFREGA!!!

Quindi, quando ho cominciato a ragionare in questo modo, sono tornata a vivere a pieno le letture e le storie che leggevo, sono riuscita ad empatizzare meglio con i personaggi, questo non sempre in maniera positiva, ma anche arrabbiandomi o provando antipatia e disgusto, voleva comunque dire che la lettura mi stava facendo uscire dal mio stato di apatia.

Questo è solo un post chiacchiericcio con il quale vorrei dirvi che proverò a tornare in questo piccolo angolo di mondo virtuale, proverò ma senza promettere nulla, di raccontarvi le mie letture come un tempo, anche se spero che sarete Voi a dirmi qualcosa sulla riuscita o meno di questo mio scopo.
Ho molte letture di qui parlarvi, letture che mi sono piaciute molto e che vorrei farvi conoscere, anche se di alcune sicuramente avrete già sentito parlare, ma una opinione in più non fa mai male per convincervi a leggere, no?!

Spero vogliate ricominciare con me questa avventura, soprattutto adesso che ognuno di noi sta facendo i conti con la propria solitudine. Prendiamo un libro e viaggiamo nel suo mondo, tra le sue pagine, le sue storie e poi condividiamo il più possibile.


Nel salutarvi mi scuso per l'enorme quantità delle parole scritte qui sopra, ma mi sembrava doveroso farmi conoscere o riconoscere  dopo tutto questo tempo di assenza.
Ringrazio tutti coloro che sono passati da queste parti, spero che con il tempo riuscirò a conquistare un posto nel cuore di altri lettori come me!

A presto amici lettori... Rimanete collegati che arriveranno presso nuovi post!