giovedì 14 novembre 2019

LIBERAMENTE LIBRI... EDIZIONI E/O

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

In questo periodo così uggioso mi sto dedicando, stranamente, a letture mono genere gialli/thriller/polizieschi, vallo a capire perché ma tant'è!
Se, però, con la recensione precedente vi ho parlato di un flop giga enormico, questa volta vi racconto le mie impressioni su un romanzo che, anche se con delle riserve, è stato comunque piacevole da leggere.
Come potete notare è tornata la rubrica LIBERAMENTE LIBRI con la casa editrice E/O ma credo che adesso sia proprio arrivato il momento di svelarvi quale sarà il protagonista del post di oggi...



NINFEE NERE
di 
Michel Bussi




TRAMA: Giverny, Normandia, Jerome Morval viene trovato cadavere riverso a faccia in giù sulle rive del fiume Empte. Un delitto che sembra essere risolvibile in poco tempo se non fosse che una serie di delitti si compiono in quello stesso paese e la necessità di capire se c'è o meno una connessione porta Serenac e Benavides a scavare nella vita di questo pittorico paesino francese.

Titolo: Ninfee Nere
Autore: Michel Bussi
Casa Editrice: E/O
Anno: 2017
Pag: 394
Prezzo: 16.00 euro


Cosa ne penso...


Quando uscì questo romanzo mi aveva colpito molto per il fatto che l'arte diventava protagonista di una storia noir, genere che mi piace leggere a volte. Cercare di capire in che modo le due componenti potessero conciliarsi mi ha attirato nuovamente qualche giorno fa nel recuperare questo libro comprato ormai da tre anni.
Io faccio sempre così, mi faccio prendere dagli entusiasmi delle uscite e quando poi li compro metto da parte aspettando il ritorno dell'interesse nei loro confronti. Non so se debba preoccuparmi questa cosa, in quest'ultimo anno ho cercato di leggere qualcuno dei libri comprati per curiosità, ma poi la mia tendenza ad accantonarli vince sempre, anche se poi li leggo eh?!

Va bene, parentesi inutili a parte, vi racconto un po' di come è stato leggere NINFEE NERE per me.

La curiosità mi porta spessa a creare delle aspettative altissime nei confronti di romanzi che magari sono chiacchieratissimi e amatissimi e poi (come avete visto con Nevernight) non sempre riesco a carpirne l'entusiasmo che li circonda. Questo sicuramente va a colpire il gusto meramente personale per le storie che si leggono e ovviamente anche le corde che un libro tocca o meno in noi mentre lo leggiamo.
In questo caso devo dire la verità che la parte su cui puntavo molto non mi ha deluso affatto, anzi.

E' possibile definire Ninfee Nere come un elogio alla pittura impressionista di Monet che diventa il protagonista indiretto di questo romanzo.
Giverny è un piccolo paese della Normandia molto noto per i suoi paesaggi pieni di colori e strutture caratteristiche diventate negli anni soggetti pittorici.
Ed è proprio sulla scia dell'interesse impressionista che Bussi ci racconta di un delitto avvenuto proprio in queste strade.

Le protagoniste della vicenda sono tre donne accomunate tutte dal desiderio di lasciare Giverny, una donna anziana che con sguardo cinico e sprezzate si trova nei luoghi del delitto e in ogni momento fulcro della vicenda come un testimone invisibile e silenzioso. Una ragazzina, Fanette, con un grande talento pittorico diventa egoista per svilupparlo e per cercare di creare l'opera che le avrebbe permesso di girare il mondo. Infine Stephanie Dupain la maestra del paese, una giovane donna sposa infelice di un uomo che non ama e di cui si accontenta. 
Attorno a queste donne, ovviamente ci sono altri personaggi, Neptune, un cane che diventa un po' il soggetto da seguire se si vuole sapere la storia dove porterà, i poliziotti che indagano sulla vittima e la natura dell'omicidio, Serenac e Benavides, e poi i bambini compagni di Fanette che la sostengono nella sua impresa di creare il quadro perfetto.

Questo è il nucleo umano attorno al quale ruotano le vicende. Una storia che viene raccontata attraverso vari punti di vista che ci portano sia ad avere una sorta di visone d'insieme della storia, sia ad un rapporto più diretto con i personaggi.
Nonostante la presenza di questo elemento, però, da parte mia non ho sentito un particolare attaccamento ai personaggi, ho trovato che le donne fossero tutto scostanti nei loro modi di agire, con questo non voglio dire che si tratta di figure vuote, ma che non ho provato alcun tipo di empatia con loro nonostante la loro storia mi attirasse nel volerne conoscere di più.

Quello che ho notato nella lettura di Ninfee Nere è che nonostante stessi leggendo un noire l'aspetto della ricerca e delle indagini fosse data quasi per scontato, la risoluzione stessa del caso non è stata complicata da comprendere anche per me che solitamente non sono una cima in queste cose.
E soprattutto l'espediente utilizzato dall'autore per "complicarne" la risoluzione è, secondo me, un po ' una vittoria facile. Ora, non posso dirvi di cosa si tratta altrimenti vi svelerei troppe cose, ma spero che leggerete il romanzo e capirete di cosa parlo.

Sicuramente quello che mi ha colpito molto è stato innanzitutto il fatto che l'arte fosse così ben rappresentata pur essendo legata solamente alla parola scritta e senza immagini. A questo proposito, infatti, l'autore svolge un ruolo fondamentale nel rendere i colori, le strade e gli edifici di Giverny, come pure gli angoli e la casa di Monet descritti in modo tale da farmi materializzare all'interno della casa rosa.La stessa cosa succede nella descrizione dei quadri di Monet come pure la sua vita di cui l'autore ci regala qualche notizia.
L'altro elemento che mi ha portato a dare al romanzo un voto positivo è sicuramente il fatto che la ricerca del colpevole e del movente ha scatenato i miei ragionamenti nel cercare di capire il modo e in cui l'assassino avesse potuto agire. Attenzione con questo non sto smentendo quanto detto prima, la risoluzione l'avevo capita, così come il movente, ma l'escamotage utilizzato ti porta a fare ragionamenti fino al momento in cui c'è lo svelamento e credo che questa sia una cosa molto positiva in un romanzo di questo genere.

In generale quindi posso dirvi che Ninfee Nere è sicuramente una lettura che intrattiene e in questo svolge il suo dovere ed incuriosisce se vi piace l'arte, io sono andata a cercarmi informazioni su Monet, si Giverny e gli impressionisti dopo averlo letto!
Quello che secondo me lascia a desiderare un po' è proprio l'aspetto poliziesco e dell'indagine affidata a due personaggi un po' troppo cliché che anche se non rovinano completamente la storia comunque non le danno un valore aggiunto, ecco.


VALUTAZIONE:

 E MEZZO


Vi consiglio di leggere il romanzo se cercate una lettura leggera che vi faccia trascorrere qualche giorno in compagnia di paesaggi pittorici e luoghi caratteristici. Ve lo consiglio se vi piace l'arte e siete curiosi di conoscere qualcosa di Monet e della sua pittura. Ve lo consiglio se volete leggere di un omicidio e di possibili coinvolgimenti soprattutto se siete lettori che vogliono scoprire tutto attraverso le parole dell'autore e non fare congetture.
Insomma se vi serve un passatempo sappiate che Ninfee Nere ve lo fa passare in modo piacevole.

Fatemi sapere come sempre se lo avete letto, se vi è piaciuto, se avete letto altro dell'autore.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!

lunedì 11 novembre 2019

PARLIAMO DI... LIBRI BREVI MA INTENSI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Torno a scrivere su questa rubrica che mi ha entusiasmato tanto quando ne ho pensato l'origine ma facendo tante letture diverse tra loro gli argomenti da trovare per accomunare almeno un paio di libri mi creano un po' di ansia... problemi seri ho io, vedete?!

Come leggete dal titolo quello di cui voglio parlavi oggi è un argomento che porta spesso alla creazione di fazioni tra i lettori, ci sono quelli che leggono tanti libri che non superano le 200 pagine e poi ci sono quelli che invece amano le storie corpose, quelle che ti trascinano per lungo tempo nel loro mondo e nella loro storia facendoti diventare parte di essa, cosa che succede anche per quelli brevi eh?!

Ovviamente con questo non voglio assolutamente sminuire l'una o l'altra categoria, io personalmente mi trovo nel mezzo. Ho sempre amato leggere dei libri che fossero corposi il giusto, sopra le 400 pagine, perché mi illudevo che in quel modo la storia mi sarebbe risultata completa, intera, invece, in questi ultimi anni, complici i consigli di altri lettori, la curiosità di conoscere eventi, la possibilità di leggere ma senza dovermi impelagare in storie lunghissime, ho cominciato a leggere qualche libro breve rompendo un po' la mia convinzione.

Devo dire, però, che la mia tesi rimane sempre viva in me, anche se ci sono libri di mille mila pagine che non mi trasmettono nulla, comunque nella maggior parte dei casi non riesco a farmi coinvolgere dalle storie brevi, da qui anche il fatto che non leggo raccolte di racconti. 
Insomma, oggi vi racconto qualcosa di tre volumi che ho letto più o meno di recente e che mi hanno colpito molto.

In comune hanno una cosa la presenza di un personaggio fortemente caratterizzato che mi ha rapito completamente e mi ha trascinato con sé nella sua vita.
Ovviamente l'altro elemento comune è che si tratta di storie scritte con meno di 200 pagine o poco più superiore.

Di due romanzi ve ne ho parlato in modo approfondito in un post che vi linkerò direttamente sul titolo così da rimandarvi alla recensione intera.
Un solo romanzo fra questi non ha ancora avuto il suo posto nel blog anche se mi riprometto sempre di crearlo, ma ancora non mi decido.
Ma parto subito che mi sono già persa in chiacchiere, BUONA LETTURA!


ACCABADORA di MICHELA MURGIA






Ambientato in un piccolo paese della provincia sarda, Accabadora si presenta come un romanzo tutto al femminile nel quale le due protagoniste si scontrano potentemente nel mantenere saldi i loro principi.
E' la storia di una maternità non avuta in modo naturale ma non ha nulla di diverso da quella, anzi, diventa molto più forte e voluta.
E' la storia di un incontro fulminante tra una donna che nella società ricopre un ruolo importante a livello tradizionale e una bambina che vuole sempre conoscere la verità delle cose.
Dire sempre la verità anche a discapito del mantenimento delle relazioni diventa un messaggio importante trasmesso da questa storia a mio avviso bellissima, commovente e straziante in alcuni punti.

"Quindi vivi staccata da tua madre, ma sei sempre sua figlia. E' così? Non vivete insieme, ma siete madre e figlia." Maria taque, un pò umiliata, abbassando gli occhi sulle ginocchia per consolarsi con l'abbecedario, dove ogni cosa aveva un suo comodo posto, e solo uno. Il sussurro arrivò lieve come un soffio.  "Siamo mamma e figlia, sì... ma non proprio una famiglia. Se eravamo una famiglia, non si metteva d'accordo con voi... cioè, io credo che voi siete la mia famiglia. Perché noi siamo più vicine."  


IL NANO di PAR LAGERKVIST





Ambientato in un castello rinascimentale non perfettamente definito e riconoscibile, Il Nano di Lagerkvist ci regala la storia da un altro punto di vista, quello del nano di corte, da sempre definito come un giullare privo di cervello e raziocinio.
In questo caso ci troviamo di fronte ad un uomo dalla mentalità sottile e arguta, dalla parlantina tagliente, diretta, scomoda, priva di freni o remore.Un personaggio che agli occhi del lettore si rende antipatico per la sua spregiudicatezza che io personalmente ho adorato.
E' tramite le sue parole che la corte si dispiega davanti ai nostri occhi come se fosse uno spettacolo teatrale in cui i personaggi sembrano muoversi tutti come degli attori.
Le parole del nano feriscono il signore con noncuranza, non rimangono in disparte, tendono a mostrare la verità di un mondo che tende a nascondere le sue reali condizioni.
Un libro che mi è piaciuto moltissimo proprio per la visuale così spregiudicata che ci viene data da questo personaggio cattivo e arrabbiato che mi è parsa una novità interessantissima.


"Ho notato che a volte incuto timore. Ma è di se stessi che gli uomini hanno paura. Credono che sia io a spaventarli, e invece è il nano nascosto dentro di loro, quell'essere simile all'uomo, dal volto di scimmia, che leva la testa dal profondo della loro anima. Si spaventano perché non sanno di avere un altro essere dentro di sé. Hanno sempre paura quando qualcosa affiora la superficie, qualcosa che sale dal loro intimo, dai bassifondi della loro anima, qualcosa che non riconoscono e non hanno nulla a che fare con la loro vera vita. Quando nulla appare sulla superficie non hanno paura, non provano la minima inquietudine. Se ne vanno in giro a testa alta, impassibili, con i loro volti lisci senza espressione. Ma c'è sempre dentro di loro qualcos'altro, che fingono di ignorare, e vivono senza saperlo molte vite diverse tutte insieme. Sono così stranamente segreti e incoerenti. E sono deformi senza che ne traspaia nulla."


TONY NESSUNO di ANDRES MONTERO





Pensate di poter leggere una storia in cui la magia e la brutalità umana si uniscono magnificamente l'una all'altro. Pensate di leggere la storia di una piccola trapezista che dopo un incidente non puo' più "volare". Pensate di leggere assieme a lei Le mille e una notte e di essere trasportati in quel mondo di incanto e mistero ogni notte quando il tendone diventa teatro di un assolo magico.
Pensate di leggere la storia di un personaggio misterioso e di violenze perpetrate ai danni di un innocente.
Tutto questo è Tony Nessuno. Un libro brevissimo ma talmente intenso da rimanerti inaspettatamente incollato addosso. Un libro che affascina, ammalia fin dalla prima pagine, anche in quelle nelle quali vorresti intervenire direttamente ma non puoi farlo.Un libro che coinvolge e sconvolge trasmettendo una sensazione di tristezza che è difficile da scrollare via.


"Si nasce nel circo e si muore nel circo, ma il circo non nasce né muore. Il circo è infinito. Il circo ti intrappola e non ti lascia andare, ma noi siamo felici così. chi se ne va non lo fa perché vuole andarsene. Se ne va perché il circo lo allontana. E chi arriva non lo fa perché vuole farlo. Arriva perché è nato nel circo e se l'è dimenticato." 

Eccomi quindi giunta alla fine di questa breve carrellata. In questa sede ho fatto solamente un accenno ad alcuni dei libri che ho affrontato con queste caratteristiche, sono delle storie che mi hanno colpito molto e di cui mi fa sempre piacere parlare. Ovviamente nel segnalarveli faccio anche una mezza specie di Consigli di lettura che non fa mai male.

Bene amici, voi a quale schiera appartenete? Lettori di big books o small books? Oppure siete democratici come me e vi mettete nel mezzo?
Quali sono stati i vostri libri brevi preferiti, o quelli che vi hanno colpito in modo particolare?
Fatemi sapere tutto nei commenti, vi ringrazio per essere passati di qua e vi auguro di fare tante e bellissime letture! Un abbraccio a tutti voi, BUONE LETTURE!!!

giovedì 7 novembre 2019

RECENSIONE "IL CASTELLO DEL TERRORE" di EDGAR WALLACE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Siamo a Novembre ed anche quest'anno sta per finire, mi è completamente volato e non me ne sono resa conto, è successo anche a voi?
Le letture stanno andando un po' così così tanto che oggi vi parlo di questo libro che proprio non mi è piaciuto.
Ho letto su Goodreads che ci sono altri che la pensano come me, quindi spero che ci sia qualcuno che, al contrario, possa spiegarmi cosa c'è di bello in questo libro.
Vi lascio al post così potete leggere le  motivazioni del mio netto NO! Buona lettura!




TRAMA: Un famoso pluriomicida ormai anziano scappa dal carcere in cui era rinchiuso, riesce a compiere un altro colpo e a sparire nel nulla.
Una giovane donna trova lavoro presso l'hotel des Larmes il cui proprietario si interessa alla storia del crimine, in particolare alla storia del famoso John Flack.


Titolo: Il castello del terrore
Autore: Edgar Wallace
Casa Editrice: Nwton Compton
Anno: 2016
Pag:156
Prezzo: 4.90 euro






Cosa ne penso...



Scritto nei prima anni del 900 IL CASTELLO DEL TERRORE tutto mi è sembrato tranne un romanzo che avrebbe potuto fare da pietra miliare al pari delle storie di Agatha Christie o Arthur Conan Doyle che, per carità, possono piacere oppure no, ma comunque le loro storie hanno un  senso logico.

Come al solito cerco di andare con ordine anche se non credo di avere molto da dire su questo libro.

Ci troviamo in Inghilterra e una ragazza in cerca di lavoro si imbatte in un hotel molto particolare di proprietà di un uomo che ha la possibilità di scegliere quali siano gli ospiti da far rimanere nel suo hotel e quali no.
Un uomo gentile, con la passione dello studio e delle ricerche sul crimine che, nel momento in cui ha la possibilità di ospitare Reeds ne approfitta per ampliare le sue conoscenze.
Nel frattempo un famoso omicida John Flack, ormai anziano riesce a fuggire dal carcere e scappare compiendo o organizzando, una rapina in una famosa banca.

Questo è quello che sono riuscita a capire senza farvi spoiler, anche se, vi avverto, non so quanto riuscirò a non farli perché vorrei procedere un po' liberamente.

Le basi di una storia che sicuramente non sarebbe stata complicata si vedono già, sebbene dal titolo mi aspettavo tutt'altro, sinceramente.
Fin dalla struttura nominata dal titolo che nella storia NON  ESISTE. Ci troviamo, infatti a seguire la maggior parte dell'azione in una serie di caverne e cunicoli sotterranei che non presentano alcuna caratteristica di un castello.
E poi il terrore, che automaticamente ho associato a fantasmi o presenze (pensando a qualcosa di sovrannaturale) o quantomeno a luoghi di torture o sevizie (giusto perché in un castello mi aspetto che possano esserci) non si concretizza in nulla, zero!MA DAAAAAAAAIIIII...

Ma poi mica finisce qui!
Ho cominciato a leggere la storia pensando che si trattasse di un inizio tranquillo per poi complicarsi in qualcosa di intrigante ma con il procedere della lettura non si capisce nulla, gli eventi sembrano essere tutti pezzi di puzzle che vengono incastrati male, si passa di palo in frasca senza dare una spiegazione logica a quello che succede. Della vita di questo John Flack che, a leggere la quarta di copertina, doveva essere una sorta di protagonista o quantomeno un elemento portante della vicenda, si dicono due cose.

Se un momento prima seguiamo le stranezze del proprietario dell'Hotel, l'attimo dopo Reeds intavola una finta scena di andata a letto che, però, deve essere usata per sentire rumori strani e da qui la scelta di mandare via la ragazza dal posto che è pericoloso, mah!

Insomma in questo romanzo, che per fortuna è stato breve, non ho trovato un elemento da salvare.
Il titolo del romanzo è fuorviante, la storia è strutturata malissimo, i personaggi sembrano delle macchiette che non hanno il minimo segno d'intelletto, non sono personaggi cui ci si affeziona, non mi è rimasto nulla di loro se non la noia di portare avanti una lettura così poco interessante.

Purtroppo ho una idea precisa delle storie di questo tipo, nel senso che anche se non è che catturano sempre fin dalla prima pagina, comunque deve esserci un qualcosa che ti spinge a fare dei ragionamenti su quanto letto o su quello che si pensa che si leggerà. 
In questo caso la storia, proprio perché prosegue per una sconnessione totale degli elementi che, purtroppo, non rimane una cosa solamente iniziale, ha finito per annoiarmi a morte nonostante io sia riuscita a finirne comunque la lettura in tempi brevi.

Quello che, da parte mia, ha caratterizzato il romanzo è sicuramente una grande ed inutile confusione ed una poca fantasia nell'elaborazione della storia che, così come è stata presentata, non so neanche se avesse il potenziale per migliorare.



VOTAZIONE:



Ovviamente va da se che la mia votazione non poteva essere diversa da questa, votazione che ho dato solo per essere coerente con il mio modo di vedere il blog come una sorta di diario di letture.
Devo ammettere che ho comprato il romanzo anni fa sulla scia della scoperta della Christie e devo dire che, per adesso, rimane la mia scelta preferita, sia nei romanzi senza Poirot o Miss Murple, sia in quelli con Poirot.

Voi avete letto questo romanzo? Vi è piaciuto? Se si fatemi capire cosa non ho visto, cosa avrei dovuto carpire da questa storia perché io non ci ho capito nulla.
Voi cosa state leggendo?
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

lunedì 4 novembre 2019

TBR ... NOVEMBRE 2019... DAI CHE CE LA FACCIAMO!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Il mese di Novembre è ormai iniziato e io mi ritrovo a guardare la mia libreria pensando a quanto tempo mi ci vorrà per leggere tutti i mille mila libri che ho e che continuo ad accumulare in maniera quasi imbarazzante.
Pensate che un pomeriggio di disperazione da assenza di spazio ho fatto dei calcoli ed è venuto fuori che potrei leggere per sette anni storie sempre nuove senza dover comprare altri libri... cioè CAPITO???!!!
Nonostante io stia in questa condizione l'acquisto ogni tanto ci deve essere, anche se sto riuscendo a farne di meno, dai..
Comunque tornando alla scelta di ciò che leggerò in questo mese, devo dire che stavolta ho preso tutte muffette anche con grado di stanziamento sui vari scaffali che non è quello di livello massimo, ma va bene anche così.
Come sempre faccio un breve recap della tbr di Ottobre e poi vi mostro le scelte di questo mese.
Non mi resta che augurarvi BUONA LETTURA!!!


RECAP TBR OTTOBRE 2019

Una piccola premessa prima di cominciare la carrelata di Ottobre, poiché la tbr è coincisa anche con le letture che ho fatto nel mese direi che la carrellata sarà molto breve e stringata perché il parere sarebbe solamente una ripetizione di quanto vi ho già detto lì. Detto ciò vi lascio al post!







IL CASTELLO DEL TERRORE di  EDGAR WALLACE 

Un libro che se non lo leggevo non mi succedeva proprio nulla. 
Non mi è piaciuto lo stile, non mi è piaciuto il modo in cui si svolgono le vicende, l'ho trovato molto banale e poco coinvolgente.
Personaggi che sono solo accennati e di cui non si capisce il ruolo, a questo aggiungo anche il fatto di aver utilizzato dei nomi molto simili che non fanno altro che confondere le idee. 
Un deciso NO!










NEVERNIGHT. MAI DIMENTICARE di JAY KRISTOF

Una lettura che in parte mi ha deluso, troppe cose che cozzavano con quello che credo dovesse essere l'intento dell'autore.
Bambini che si comportano da adulti che si comportano da bambini.
La storia non l'ho trovata innovativa, a livello narrativo intendo.
La protagonista è monotematica cosa che non me l'ha resa molto simpatica.
Ovviamente mi è piaciuto il world building creato e alcuni degli espedienti legati a Mia come ad esempio Messer Cortese.
Diciamo che la sufficienza se l'è presa ma molto tirata.









NINFEE NERE di MICHEL BUSSI

Una lettura che mi ha intrattenuto anche se mi aspettavo qualcosa in più.
Sicuramente il plauso all'autore per aver coniugato arte e omicidi, ma credo che la parte dell'omicidio dovesse essere articolata un po' meglio di come è stato fatto.
L'assassino si scopre a neanche la metà della lettura e l'espediente usato per insinuare dubbi nel lettore è molto alla vincere facile.
Nonostante ciò devo dire che è stata una lettura piacevole da fare, dai!






Come avete potuto notare non si può dire che il mese scorso sia andato benissimo in fatto di letture. Ho letto Nevernight e Il castello in tantissimo tempo, quasi tutto il mese, non riuscivo proprio a farmi attirare da quelle storie. Adesso nella scelta dei libri di Novembre spero che le cose vadano meglio, ma è sempre un terno al lotto.
Vi mostro le muffette!





Il primo libro che vi mostro è BROOKLYN di COLM TOIBIN.
Un romanzo che ho scelto perché sto leggendo troppi libri noir e thriller inquietanti e mi serve qualcosa per far smettere i film notturni che mi faccio.

Una storia ambientata nell'America degli anni 50 che mi incuriosisce perché racconta la storia di una ragazza di provincia che cerca di trovare fortuna in città.

Ecco, non so quanto possa essere una lettura nelle mie corde, ma sento che è arrivato il momento di leggere questo libro. Vedremo come sarà.














Secondo romanzo che voglio assolutamente leggere è LA REGINA DI ABU SOMBEL di CHRISTIAN JACQ quarto e penultimo volume della serie dedicata a Ramses. 
Mi sono messa in testa di finirla entro l'anno e DEVO ASSOLUTAMENTE FARLO!

Primo perché i libri non sono miei, secondo perché mi piace la storia che racconta, terzo perché almeno una delle serie che mi erO riproposta di terminare voglio portarla a termine!












Ultimo volume che ho intenzione di leggere questo mese è UN POLPO ALLA GOLA di ZEROCALCARE.

Non credo abbia bisogno di presentazioni, da parte mia posso dirvi che è l'ultimo libro in mio possesso dell'autore e che staziona sugli scaffali da almeno due anni, quindi credo che sia proprio giunto il momento di leggerlo.
Non so quanti altri volumi devo recuperare ancora di Zerocalcare, credo un quattro/cinque considerando la sua ultima uscita? Non so, comunque appena sentirò il richiamo prenderò gli altri.








Bene amici questi sono i tre libri che ho intenzione di leggere in questo mese di Novembre, in lettura ne ho un altro che, però, vi mostrerò nel recap del mese.
Su Instagram le informazioni sono più immediate quindi se volete potete seguirmi anche lì.

Sicuramente aggiungerò altri titoli alla pila che vi ho fatto vedere sento che questo mese sarà molto prolifico da questo punto di vista, non chiedetemi perché ma sento così.

Come sempre fatemi sapere se avete letto qualcuno di questi libri, se li conoscete e cosa leggerete voi.
Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

giovedì 31 ottobre 2019

RECENSIONE "NEVERNIGHT. MAI DIMENTICARE" di JAY KRISTOFF

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Ultimo giorno del mese, casualmente è giovedì, giorno di recensione per il blog e, sempre casualmente, mi ritrovo a parlarvi di un romanzo che ha tanto fatto choacchierare di sé e di cui stranamente vi racconto la mia opinione dopo poco tempo dalla sua uscita.
Sapete che anche se compro qualche romanzo recente tendo sempre a parlarne dopo che l'hype passa, però certe volte capita che un romanzo lo aspetto da tanto e mi ritrovo a comprarlo e leggerlo subito dopo la lettura che ho in corso e le conseguenze di questa cosa non vanno sempre a buon fine.
Ma vi racconto tutto nel post che segue. Non farò spoiler di alcun tipo, quindi potete stare tranquilli che se non lo avete ancora letto non vi anticipo nulla. Buona lettura!!!





TRAMA: A dieci anni Mia incontra la morte per la prima volta nella sua vita. Da quel momento la sua tranquillità viene completamente sconvolta e lei si ritrova, da sola, a fare i conti con un mondo che le fa conoscere molto più da vicino la violenza e la morte. 


Titolo: Nevernight. Mai dimenticare
Autore: Jay Kristoff
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2019
Pag: 463
Prezzo: 20,00 euro






Cosa ne penso...


Ho sempre un po' di timore nel parlare di libri che hanno avuto così tanto seguito e clamore proprio perché spesso mi ritrovo a non avere affatto la stessa opinione del mondo intero. 
Non che essere la pecora nera mi dia fastidio, voglio dire ci saranno anche altri che la pensano come me, figuriamoci.
In questo caso so per certo di non essere la sola, perché, anche questa volta il successone del romanzo per me non è molto giustificato, ma come sempre cerco di andare con ordine altrimenti non ci si capisce molto.

NEVERNIGHT è un dark fantasy che mi ha colpito fin dalla sua uscita americana. Una storia particolare che racconta le vicende di un'adolescente assassina che vuole vendicare la sua famiglia e che fa proprio della vendetta un motore di vita.
Non so per quale motivo particolare mi aveva attirato, so solo che lo ha fatto e che quando è stata annunciata la sua uscita in italiano mi sono segnata la data per comprarlo quanto prima, così ho effettivamente fatto!

Devo dire che fin da subito ho provato difficoltà a portare avanti la lettura, l'ho trovata lenta, poco accattivante, tutti i dettagli di cui avevo sentito parlare non mi colpivano affatto e la stessa protagonista non mi ha catturato.
Ho pensato che potesse essere un fatto legato allo stile dell'autore a cui dovevo abituarmi, cosi come a conoscere un mondo che da un lato mi sembrava noto e dall'altro volevo saperne di più.
Insomma, ho letto il romanzo con una fatica enorme ed è stato così fino alla fine, questo non posso negarlo, ma voglio cercare di argomentare queste mie idee, quindi prendetevi una tazza di te, se vi va!

La storia che Krostoff ci racconta nel libro non è una novità, la tematica della vendetta è molto presente nei fantasy, quasi come se il vendicare qualcuno potesse autorizzare i personaggi a distruggere mezzo mondo di gente e cose. Anche in questo caso non ci siamo allontanati di molto.

Il romanzo è uno youg adult dark nel senso che la tematica dell'assassinio la rende tale come pure la presenza di una magia oscura che rappresenta la protagonista stessa.
Ci troviamo davanti ad una storia in cui i protagonisti sono dei ragazzini che provano a fare i duri con la storia dell'assassinio e poi si comportano come persone della loro età, appunto.
Le vicende che esulano un po' da questo mondo riguardano solo l'atto violento in sé, cosa che poi non dovrebbe neanche stupire più di tanto visto quello che si sente in giro oggi.
Leggiamo, quindi, le avventure di un gruppo di studenti che si ritrovano a convivere in una scuola per assassini, la Chiesa Rossa, che rimanda a molte altre cose già lette e scritte.

I personaggi, Mia in particolare, non mi ha catturato come mi sarei aspettata, l'ho trovata poco convincente nel suo essere arrabbiata. Le battutine sono proprio da chi vuole far credere agli altri di essere Maciste e poi è un topolino, insomma ho trovato che i personaggi erano un po' troppo forzati nei ruoli che sono stati loro assegnati.
Diciamo che Kristoff ha voluto giocare facile puntando ad un pubblico giovane che sicuramente avrebbe apprezzato un comportamento del genere ed io che non ho più 15 anni probabilmente non ho sentito il richiamo di questa fascinazione.

Il richiamo all'antica Roma probabilmente è stato un altro elemento che mi ha portato a leggere il romanzo, ma ho trovato anche in questo caso il tutto fuori posto, poco azzeccato alla storia poco integrato nella sua componente fantasy. La sensazione che ho avuto è stata quella di una storia che per forza doveva legare insieme due elementi così distanti tra loro.

Devo dire la verità, non mi è rimasto molto della città di Godsgrave o del mondo esterno alla Chiesa Rossa che, però, credevo potesse essere ampliata maggiormente nel suo essere un luogo fondamentale per la storia. L'autore si è concentrato molto sui personaggi, sul loro essere perennemente incazzati con il mondo, con il loro stare attenti a non morire e non a dare spazio anche al worldbuilding che proprio in questi casi è fondamentale anche per permettere al lettore di farne parte.

Ma parliamo a questo punto dello stile di questo autore che, anche in questo caso ho trovato irritante.

Innanzitutto per le NOTE... ma avevamo davvero bisogno della loro presenza? Io credo che la maggior parte delle cose scritte al loro interno potevano essere integrate perfettamente nel testo senza creare una rottura nella lettura. Vengono inseriti, a volte, degli argomenti completamente diversi da quanto si sta leggendo e questo non porta a nulla di buono, secondo me.
Il dover fermare spesso la lettura anche solo per leggere una stupidaggine rovina l'intero libro e qui non si può parlare di ironia o stile particolare dell'autore, ma proprio di interventi inutili, secondo me.
Che poi l'autore voglia fare il simpatico con qualche intervento è un'altra cosa.

Insomma io non penso che Nevernight, almeno nel suo primo volume che, secondo la regola, dovrebbe essere un libro introduttivo, sia stato il capolavoro che tutti hanno detto.
Ci sono sicuramente delle cose che mi sono piaciute ma certamente meno rispetto a quelle che non mi sono piaciute.
Così, giusto per non lasciarvi con l'odio profondo nei miei confronti vi dico che l'idea di una tizia che riesce a gestire le ombre a proprio piacimento è sicuramente un elemento che mi è piaciuto molto della storia.L'umbragatto mi è piaciuto altrettanto, molto più dei mille mila personaggi che girano nella storia.
Credo che le basi ci siano per la creazione di una storia che ha del potenziale e che questo primo volume non le abbia raccontate a pieno e nel migliore dei modi.

Questo non mi porta a leggere subito gli altri volumi che sicuramente prima o poi leggerò ma devo dire la verità, la curiosità di conoscere la storia di mia mi è molto scaduta.


VOTAZIONE:



La mia votazione, nonostante tutto non è negativa, come potete vedere, è il classico esempio di quando ai bambini dicono è bravo ma non si impegna. Ecco, io do tre, ma sarebbe più un 2.5 perché ho trovato troppe pecche che non mi hanno permesso di apprezzarlo a pieno.
Magari è un giudizio affrettato, ma sinceramente credo anche che se mi proponi una cosa nuova o comunque una lettura che, essendo costituita da più volumi, deve attirarmi e portarmi a leggere anche gli altri, ti devi impegnare un po' di più e non pensare che il solo pubblico a cui ti rivolgi è quello dei 15enni.
Ho letto altri fantasy violenti così come storie create sulla base di una vendetta sanguinaria o su assassini, ma sinceramente qui non ho trovato quel famoso quid in più che mi porta a definire questo libro come imperdibile.

Ovviamente non tutti possiamo pensarla allo stesso modo e non sto dicendo che quello che scrivo deve essere la legge del mondo, questa è solamente la mia opinione che può essere condivisa o meno, ma rimane comunque la mia.
Non credo che un libro che è piaciuto a tutti debba piacere per forza al mondo intero e sono comunque contenta del fatto di non essere la sola ad averla pensata in questo modo.

Sulla base di ciò, credo che sia riuscita abbondantemente a far nascere l'odio nei miei confronti quindi vi saluto, vi auguro di fare dei terrificanti festeggiamenti per Halloween e di fare delle bellissime letture a tema, se vi va, oppure no! 

lunedì 28 ottobre 2019

WWW...RECAP DEL MESE... OTTOBRE 2019

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


E' arrivato il momento di raccontarvi come è andato questo mese di letture. 
Se Settembre si è rivelato pieno e soddisfacente, purtroppo non posso dire la stessa cosa per Ottobre. Si lo so che non è ancora terminato, ma non penso che andrà a migliorare la situazione, ecco, ma magari mi sbaglio, chissà!
Parto subito con le solite tre domande del post, buona lettura!!!


Cosa Sto Leggendo?




NINFEE NERE di MICHEL BUSSI è un thriller che ho cominciato a leggere da pochissimo e che sto ancora capendo se mi piace oppure no. Ad oggi posso dire che ci sono cose che non mi piacciono, ma forse la lettura vuole che il suo esordio sia così, ve lo dirò appena lo recensisco!



Cosa Ho Finito Di Leggere?



 IL GIOCO DELL'ANGELO di CARLOS RUIZ ZAFON è l'unica lettura del mese che mi è piaciuta veramente tanto.

Il mistero che avvolge le pagine di Zafon, per quanto non sia stato una novità, ha comunque favorito la piacevolezza e la curiosità della lettura.
Anche il fatto di avere qualche ricordo della lettura precedente fatta anni fa non mi ha comunque rovinato nulla.
Scrittura, libri, palazzi fatiscenti e abbandonati, misteri familiari e relazioni amorose complicate hanno addobbato ancora una volta le pagine di questo romanzo che, anche se con qualche punto in meno rispetto al precedente, è riuscito comunque a catturarmi.









NEVERNIGHT. MAI DIMENTICARE di JAY KRISTOFF
è il libro dell'anno, quello che molti aspettavano, quello che ha incuriosito la maggior parte di noi lettori, quello che, ovviamente, non mi è piaciuto a pieno!
La recensione uscirà giovedì sul blog quindi non mi sembra il caso di farvi vedere o sapere altro oltre alla mia votazione










Scendendo nei recessi profondi della classifica di gradimento c'è un altro libro che proprio non mi è piaciuto e di cui vi parlerò brevemente la prossima settimana.

IL CASTELLLO DEL TERRORRE di  EDGAR WALLACE non è niente di quello che il titolo o la trama lasciano capire.
Un giallo che non ha ne capo ne coda, una storia senza senso che non attira ed è stata di una noia mortale.
Ovviamente non sarà una recensione positiva! 








Cosa Leggerò In Seguito?






La scelta sul libro da leggere ricadrebbe su questi tre titoli, due dei quali fanno parte della tbr dell'ultimo trimestre, l'ultimo è un titolo che ho comprato d'impulso qualche anno fa.
I titoli in questione sono BROOKLYN di COLM TOIBIN di cui ho provveduto ad evitare di guardare il film fatto recentemente in tv.
IMMAGINA I CORVI di LUIGI SORRENTI che mi attira e mi inquieta allo stesso tempo, ma avendolo comprato prima o poi lo devo leggere, non ho scelta.
LA 19a MOGLIE di DAVID EBERSHOFF che è lo stesso autore di DANISH GIRL di cui ho adorato sia il libro che il film.
Insomma, non so cosa leggerò credo che prenderò uno di questi anche se da qui a quando finirò Ninfee nere potrei aver cambiato idea cento volte.


Fatemi sapere come è andato il vostro mese di letture, cosa state leggendo e cosa avete intenzione di leggere nei prossimi giorni.
Da parte mia vi auguro, come sempre, di fare delle bellissime letture!!!

giovedì 24 ottobre 2019

RECENSIONE "IL GIOCO DELL'ANGELO" di CARLOS RUIZ ZAFON

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state lettori? E' arrivato il freddo? Dalle mie parti arriva a fasi alterne, quando non c'è siamo ancora in estate piena... Mah!
Con il post di oggi vi racconto le mie impressioni su un libro che ho riletto e di cui, in realtà, ricordavo molto poco, soprattutto nella parte finale.
Sono tornata a leggere Zafon perché è stato come se mi avesse chiamato così ho pensato bene di dargli una nuova possibilità.
Ma vi racconto meglio di come è andata nel post che segue, BUONA LETTURA!!!


TRAMA: David Martin è un giovane scrittore che per vivere scrive articoli tappabuchi su una rivista spagnola. Un giorno riceve la possibilità di scrivere delle storie che somigliano molto a dei romanzi a puntate e questo lo consacra nel novero degli scrittori.
Ma proprio nel momento del suo maggior successo scopre di avere un tumore al cervello in fase terminale. E' qui che incontra uno strano editore francese che lo ingaggia in modo misterioso.



Titolo: Il gioco dell'angelo
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2008
Pag: 676
Prezzo: 22.00 euro



Cosa Ne Penso...


Secondo volume di quella che, secondo me, è una tetralogia ideale IL GIOCO DELL'ANGELO è un libro altrettanto misterioso del suo predecessore L'OMBRA DEL VENTO  ed altrettanto coinvolgente.

Zafon qui decide di creare un legame con il volume precedente grazie alla presenza della libreria Sempere & figli che ha avuto un ruolo da protagonista nell'altro libro.
Qui è un po' più laterale come presenza, ma sempre importante ai fini della narrazione.

Ci troviamo, infatti, in una Barcellona dei primi anni 30, una città fervente nonostante la guerra sia passata da poco. Artisti del calibro di Gaudi sono in piena attività nella costruzione di quelle opere che rimangono ancora oggi nella conoscenza di molti. 
Il mondo attorno cui si muove la storia è quello del giornalismo e della scrittura.

David Martin è infatti un giovane scrittore che proprio quando riesce a farsi conoscere si ritrova a dover affrontare una malattia. Fino a qui potremmo anche dire: "Quindi la novità di questa storia quale sarebbe?". Bhé direi che un patto con un editore misterioso che appare nei momenti e nei posti più inaspettati può essere un giusto motivo per procedere nella lettura.

Anche in questo libro Zafon inserisce molti elementi tipici della sua scrittura. Già l'ambientazione Barcellonese nelle sue dimore abbandonate e nei suoi vicoli sperduti è tipica di questo autore.
Le storie che racconta dei vari personaggi anche in questo romanzo sono piene di eventi e di elementi che abbiamo già conosciuto. Tradimenti, amori contrastati, gelosie e invidie, rapporti corrotti e desideri nascosti fanno di questa lettura una storia da voler conoscere fino in fondo.

Zafon non è uno scrittore che nasconde la bruttezza di un evento o la crudeltà di chi può esserne coinvolto. Ci troviamo a leggere di donne maltrattate, criminali travestiti da ricchi proprietari e imprenditori che per un solo euro in più finiscono per ribaltare i rapporti di una vita. 

I personaggi che troviamo ne Il gioco dell'angelo vengono rappresentati in ogni loro sfumatura positiva o negativa. Non c'è spazio per il non detto a patto che non sia interessante per una particolare evoluzione della narrazione.

Con le sue descrizioni ambientali che rendono la natura come pure i luoghi di città essi stessi dei protagonisti della vicenda, Zafon riesce a fare in modo che il lettore si immagini perfettamente il luogo in cui esse si svolgono.
I grandi palazzi tetri e pieni di stanze misteriose fanno da padrone in una storia che, a quanto potete capire, non ha nulla di scontato.

Un elemento che alleggerisce la tensione di questi luoghi è l'amicizia che si va costruendo tra Martin e Isabella una ragazzina che vuole imparare l'arte della scrittura e che diventa piano piano fondamentale per rendere lo stesso Martin più "umano".

Sicuramente questo libro è stato una lettura piacevolissima da fare, un po' come tornare a casa nonostante le diverse sorprese che mi ha riservato.Sono convinta questa storia abbia comunque qualcosa in meno rispetto al libro precedente che rimane, almeno ad oggi, il migliore.

L'intreccio è molto più "semplice" per quanto ci siano comunque diverse storie che si accavallano e si intersecano tra loro, ma diciamo che non sono eccessivamente articolate, ecco.
Troviamo un grande amore che per essere vissuto deve superare molte difficoltà come pure mantenere integra la propria personalità in determinati momenti.

E' sicuramente un libro in cui la moralità del protagonista viene messa a dura prova e in questo senso si differenzia dal primo volume. Ci troviamo comunque difronte ad una storia tinta di giallo e mistero che mi è piaciuta molto anche se in misura inferiore rispetto al primo.

Lo stile di Zafon è sempre molto ricco e descrittivo, ho trovato che alcune parti potevano essere eliminate peccando, forse, un po' di manierismo inutilmente espresso, però il loro superamento garantisce comunque una buona compagnia.


VALUTAZIONE:



Fatemi sapere se avete letto questa serie, se avete mai approcciato questo autore.
Se non lo avete ancora fatto leggete L'OMBRA DEL VENTO che è sicuramente un buon modo per farvelo conoscere bene.

Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare delle bellissime letture!!!