mercoledì 26 aprile 2017

RECENSIONE "ALICE FROM WONDERLAND" di ALESSIA COPPOLA

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state amici? Siete anche voi in fase di smaltimento dolci e mangiate varie? Io decisamente si, tanto che tra una settimana sarà il mio compleanno e mi toccherà fare di nuovo spazio :-)
Tornando a noi, oggi vi parlo di un libro che ho letto con il Gruppo di Lettura GLI SNIFFA-INCHIOSTRO, pur non essendo riuscita a stare dietro alle varie tappe stabilite ho comunque completato la lettura prima di Pasqua quindi ci sono rientrata.
Ma non  mi perdo in chiacchiere, vi lascio al Post, Buona Lettura!!!


TRAMA: Una ragazza vaga per le strade di Londra senza ricordare nulla. Viene fermata da una coppia che decide di chiamarla Astrid e di farla abitare con loro. Astrid ha dei flash relativi ad una vita fatta di apparenti stranezze e il ricordo sfocato di persone e conversazioni. Saputo che è fuggita da un manicomio decide di andarsene anche dalla casa delle persone che l'hanno accolta per cercare di ricordare la sua vita. Arriva, così, a Londra dove l'incontro con una donna le permette di lavorare come bambinaia, ed è proprio nell'albergo di questa signora che, incontrando Edmund, il cappellaio, e Algar, il nobiluomo, ricorderà tutto, lei è Alice e viene da Wonderland.

Titolo: Alice from Wonderland
Autore: Alessia Coppola
Casa Editrice: Autopubblicato
Anno: 2016 
Pag: 346
Prezzo: 11,96 euro



VALUTAZIONE:



Fino all'ultimo ho creduto di non riuscire a leggere questo romanzo per la data che era stata stabilita, cioè il 18 Aprile, invece ci sono rientrata abbondantemente visto che poi non mi ero accorta che la quantità di pagine da leggere non fosse eccessiva, ma vediamo che posso raccontarvi di questa lettura.
Sicuramente è stata una lettura dal giudizio MOOOOLTO altalenante, premetto che io non ho amato per niente l'originale ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE, ma questo non preclude il fatto che io apprezzi molto di più le rivisitazioni che ne hanno fatto, come pure questo caso. 

Ci troviamo a leggere le avventure di una Alice che non è il personaggio che ci aspetteremo di trovare, l'Alice che ci presenta la Coppola è la protagonista del libro di Carroll che improvvisamente si ritrova nel mondo reale priva di ricordi e memoria di sé, di chi le sta intorno e del posto da cui proviene. La storia che ci racconta la Coppola è quella di personaggi eccentrici, sicuramente, ma allo stesso tempo di personaggi bui, cupi e privi della spensieratezza che ci si aspetterebbe.
Alice from Wonderland non è affatto una storia dal lieto fine, ma una storia che si tinge di gotico e macabro e che vede in sé personaggi molto diversi tra loro e allo stesso tempo simili nelle loro oscurità.

I protagonisti sono essenzialmente tre, Alice, Edmund ed Algar.
ALICE: Abbandona le vesti della fanciulla d'epoca vittoriana tutta merletti, vestitini e tazzine da te bevute alle cinque. E' una ragazza che vuole ritrovare la sua identità, le sue origini e che sente, dentro di sé la mancanza di qualcosa che più ogni altra cosa la rende sicura di sé. Ci troviamo davanti un personaggio che ha come unico timore quello di perdere la persona che ama e che allo stesso tempo si trova il cuore diviso tra due persone per le quali prova lo stesso affetto. E' una ragazza/donna che prova sentimenti adulti e che non si accontenta più di essere accompagnata nel suo pazzo e stravagante viaggio, ma diventa parte attiva di una avventura che, però, non la vede protagonista principale (almeno per come ho letto io questa prima parte).
EDMUND: Il Cappellaio Matto dai capelli Rossi ingestibili e dagli occhi bicolori che già a guardarlo dà un'idea di sé. Anche per lui non ci troviamo una figura priva di raziocinio, ma un personaggio che, a mio avviso è calcolatore, e che mostra la sua pazzia solamente in alcuni punti strategici della vicenda. Edmund è il primo che Alice ricorda e con lui tutto l'amore provato. Un amore che trasporta i due quasi in un mondo parallelo nel quale l'uno completa l'altro. Un amore forte che è frutto di una scelta, sbagliata o giusta, di Alice.
ALGAR: è il Brucaliffo. Un dandy che, mi immagino, non esitare davanti ad una pipa di fumo blu e un buon bicchiere di burbon bevuto ad un tavolo di un club londinese.
Algar è un uomo tormentato dai suoi mostri interiori e ossessionato da un amore, quello per Alice, ricambiato solo in parte e in modo diverso da lei. Algar è, forse, il personaggio che più di tutti mi ha colpito per il suo animo sofferente, attraversato da una continua lotta per l'accettazione di se stesso. Un animo che nella bellezza di una farfalla trova il tormento di un essere che è costretto a nascondere la sua vera natura.  
Insomma tutti i personaggi principali della vicenda sono ombrosi e tormentati, e questo è sicuramente l'elemento che mi è piaciuto di più della storia.
Il collocamento di questi personaggi in una storia fantascientifica l'ho apprezzato un po' meno, ma non significa che sia stata una lettura brutta o che non ho apprezzato, semplicemente di tratta di gusto personale e basta.

A livello narrativo la storia si articola in due sezioni essenzialmente, una prima che apre il libro è incentrata sulla vita di Astrid (l'Alice smemorata, per intenderci) e di come riesce a ritrovare la sua memoria e i personaggi che hanno popolato la sua vita.
Devo dire che tutta questa parte l'ho trovata un po' troppo lunga e alcune parti potevano essere evitate. Non posso non dirvi che appena ho cominciato a leggere questo romanzo ho subito pensato che fosse una copia dei film di Tim Burton. Infatti per tutto il tempo mi sono venuti alla mente i personaggi dei film e non del libro. 
Devo dire che questa cosa mi ha seccato un po' perché alla fine il lettore, quando legge qualcosa di nuovo, non dovrebbe riprendere in maniera così palese una storia già fatta e distribuita, ecco. 
Con il procedere della lettura mi sono poi trovata davanti a qualcosa di simile ma diverso da ciò che avevo visto. L'idea di fare dello stesso Carroll un personaggio è stata molto carina e anche l'idea del viaggio nel tempo mi è piaciuta molto. 
Anche in questo caso, però, la pecca che ho notato è stata che le parti legate ai discorsi tecnici sugli ingranaggi e della aeronave li ho trovati noiosi e ripetitivi. Ma nonostante sia stata tentata di lasciare definitivamente la lettura, sono andata avanti.

A livello di personaggi, il mio preferito è sicuramente Algar, Edmund mi sa di falso, di costruito, di persona poco incline alla sincerità. La gelosia eccessiva di Edmund me lo ha reso pesante, Alice non può neanche avere un pensiero suo che lui lo porta sempre ad Algar e all'amore che forse Alice può provare per lui. E baaastaaaa ha scelto te sta poraccia non le stare addosso no?!
Insomma Algar mi piace di più, anche se magari non è tutto questo mostro di santità è comunque molto più intrigante e interessante rispetto agli altri.
I personaggi di contorno sono simpatici, Wide e Rupert e i gemelli ricostruiscono l'atmosfera e sono ben inseriti nel contesto. 

Lo stile descrittivo mi è piaciuto soprattutto nei momenti legati alla vita di Algar e alla descrizione degli ambienti che vengono creati dall'autrice che è riuscita a farmeli immaginare davanti agli occhi come se ci fossi anche io in quelle stanze piene fumo e nella luce offuscata dai fumi di Londra.

Insomma credo che questa sia stata una lettura molto piacevole da fare, nonostante le pecche che ho trovato, ma quelle non sono altro che elementi di gusto personale che avrei preferito non trovare, ma non per questo un libro può essere distrutto per questo. Sicuramente leggerò anche lo spin-off e l'ultimo libro della storia perché voglio sapere come procede e finisce la vicenda.
Una lettura che sicuramente ho apprezzato molto più del libro di Carroll, e di solito è questo che mi succede con Alice, non riesco a stare dietro all'eccessivo non-sense dell'autore, cosa che provvederò a rimediare grazie all'edizione annotata della Bur che spero possa farmi cambiare opinione. 

Direi che ho detto tutto e ho parlato abbondantemente di tutto quello che ho pensato del libro, quindi spero che la recensione vi sia piaciuta, fatemi sapere se avete letto il libro o se ne avete sentito parlare. Se lo avete letto fatemi sapere cosa ne pensate qui giù nei commenti.
Anche in questo post, ne approfitto per dirvi che nei prossimi giorni non sarò presente sul blog e che verranno pubblicati solo i post che ho già programmato, qualche recensione, soprattutto. Per tutti gli altri ci rileggiamo a Maggio con una carrellata intensa appena li avrò preparati :-)

Adesso vi saluto, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

lunedì 24 aprile 2017

GRAPHIC NOVEL "NON SEI MICA IL MONDO" di RAPHAEL GEFFRAY

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Anche per questo mese arriva la Graphic Novel e soprattutto è da sottolineare il fatto che l'ho comprata e l'ho subito letta... BRAVA ME, forse sto guarendo da quella "brutta" malattia dell'accumulo compulsivo???!!! Chissà! Fatto sta che anche questo mese, grazie allo sconto del 25 % della Tunuè, mi sono portata a casa questo volume. 
Come esito di lettura non so dirvelo con certezza neanche questa volta. Ma vi spiego meglio nel post che segue, BUONA LETTURA!!!





TRAMA: Bené è un bambino con dei problemi relazionali che, dopo aver cambiato 5 diversi istituti scolastici, riesce ad arrivare in una scuola in cui una maestra decide di aiutarlo a superare il suo problema.


Titolo: Non sei mica il mondo
Autore: Raphael Geffray
Casa Editrice: Tunué
Anno: 2017
Pag: 192
Prezzo: 16,90 euro






VALUTAZIONE:





Ho letto questa storia spinta da due motivi principali, la somiglianza con il disegno di Tim Burton e la pubblicità così positiva che tutti hanno fatto a questa storia. Volevo vedere se, anche per questa volta, il mio essere controcorrente si sarebbe palesato oppure no e così, approfittando degli sconti del 25% ho cliccato su acquista e me lo sono fatta arrivare.




Che cosa posso dire per cominciare a parlare d questo volume? Vediamo...
Quando ho aperto NON SEI MICA IL MONDO non mi aspettavo di trovarmi davanti ad una serie di filamenti inquietanti e soffocanti che, gradualmente andavano a comporre delle immagini più o meno delineate ritraenti volti e oggetti con degli occhi neri, profondi, oscuri.
La prima cosa che mi è venuta in mente, devo ammetterlo, è stata la faccia de L'ALTRA MADRE di CORALINE (chi ha visto il film o letto il libro potrà capire di cosa parlo).
Perché è questo che ti viene in mente guardando questo volume, quanto è simile la tecnica usata da quest'autore, con i disegni che hanno popolato gli incubi di tanti bambini a cui è stata letta la storia di Coraline, o del Figlio del cimitero di Tim Burton??

In realtà con quelle vicende dalle tinte fosche e lugubri, questa Graphic Novel ha ben poco a che vedere. Le strane figure che popolano le tavole iniziali sono i.... NO non ve lo dico, leggete la Graphic Novel e lo capirete ;-)
Se andiamo oltre questo primo impatto direi che la storia che ci viene qui raccontata è quella di un bambino poco considerato che esprime il suo disagio attraverso la violenza nei confronti di chi è suo pari o di chi si avvicina troppo al suo spazio vitale.
Sicuramente siamo davanti ad un caso di bullismo che tanta attualità sta occupando ultimamente e credo che sia proprio questa la chiave vincente di questo volume.

Parliamoci chiaro, chiunque riesca a parlare di qualcosa che occupa pagine di giornali e impegna discussioni nazionali e non, riuscirà sicuramente a cavalcare l'onda del successo, perché? Perché sono tematiche che incuriosiscono tutti, non tanto i ragazzini ai quali è rivolta questa opera, quanto i genitori, chi fa l'insegnante o chiunque abbia a che fare con dei bambini in età scolare che possono eventualmente avere a che fare con questa problematica.
Attenzione, non sto criticando affatto quello che l'autore ha creato o la scelta della tematica, sto solo dicendo una sorta di "verità" oggettiva. Io stessa ero curiosa di sapere il perché i bambini di oggi siano così inclini alla violenza e il perché vivano un disagio nei confronti di un mondo che, diciamolo, hanno tutta la vita per scoprire, capendo se possa essere a loro confacente oppure no.


La presenza di qualcuno che ha dei problemi all'interno di una classe, siano essi comportamentali, fisici, psicologici, inevitabilmente condiziona anche la vita degli altri componenti della classe. Ed è lì che il ruolo fondamentale viene giocato dall'insegnante che, teoricamente, dovrebbe fare in modo che il bambino con problemi sia in grado di essere accolto da tutti gli altri e, allo stesso tempo, che gli altri bambini facciano sentire lui parte integrante della classe.
Questo è ciò che il libro vuole lasciare a noi come messaggio e monito, credo.

Ci troviamo a leggere la storia di Bené un bambino evidentemente sociopatico che preferisce rimanere isolato da tutti pur di far parte del mondo che lo circonda. Bené non sa leggere, non sa scrivere, disegna solamente, e disegna dei volti mostruosi che dovrebbero incutere paura e, di conseguenza, allontanare tutti da lui.
La storia di Benè non è imputabile solamente ad un bambino, anche gli adulti vivono queste situazioni e sono molti coloro che preferiscono vivere soli piuttosto che provare a dare una possibilità al mondo che li circonda.
La storia raccontata in questo volume è sicuramente una storia di dolore e sofferenza soprattutto da parte di un ragazzino che non riesce a trovare, anche nella madre, qualcuno che parli la sua stessa lingua e che lo aiuti a capire che la violenza o la prepotenza non sono gli unici modi per avere una parte nel mondo.





Purtroppo non posso parlarvi più approfonditamente della storia altrimenti rischierei di anticiparvi tutto, visto che di trama non ce n'è molta, ma posso dirvi alcune cose sul fumetto in sé.
Come potete vedere anche da queste immagini i toni utilizzati per le tavole vanno dal grigio, al nero al seppia al bianco. Sicuramente ho trovato particolarmente inquietanti le figure create con questa sorta di nidi filiformi fatti con una punta molto fine, quasi uno scarabocchio, che vanno a contrastare nettamente con le figure più arrotondate delle persone che costruiscono la storia. 
Ma c'è una cosa che non mi è piaciuta affatto, il modo in cui molte tavole siano state corredate di balloon nei quali l'inserimento delle frasi non si capisce proprio, cioè io per leggerle mi sono dovuta appiccicare alle pagine e porto pure gli occhiali!!!
Ecco, la facilità di lettura mi è stata sottratta da questa cosa che me l'ha resa pesante, a questo aggiungerei anche la presenza di alcune tavole che, secondo me, sono state utilizzate solamente come allunga brodo. 

Insomma, questa volta non mi ha soddisfatto molto questa lettura. Sicuramente ho apprezzato moltissimo la tematica e la possibilità che questa opera ci dà di indagare nell'animo di un ragazzino chiaramente disagiato. Però, anche qui c'è una pecca, il motivo di questo suo comportamento noi non lo veniamo a sapere, potremmo intuirlo, certo, ma poi non abbiamo mai la certezza di aver capito quale sia la vera causa di tutta la sua violenza. Ci viene raccontata una storia che dà per scontato alcuni elementi, e forse è anche la struttura narrativa delle Graphic Novel, probabilmente, ma in tutte quelle che ho letto fino a questo momento ho trovato sempre una spiegazione certa a quanto detto, cosa che in questo caso non avviene.
Diciamo che mi è piaciuto il messaggio ma credo che la storia avrebbe potuto essere sviluppata in modo migliore, ecco. 

Bene amici Viaggialettori, anche per questa volta vi ho raccontato tutte le mie impressioni su quanto letto, spero che vi posso aver dato qualche spunto e voi fatemi sapere se l'avete letta e cosa ne avete pensato.
Io devo dire che ci sono rimasta un po' male da quanto ne è venuto fuori, ma ci può stare anche questo. Spero che la recensione vi sia piaciuta comunque, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!! 

venerdì 21 aprile 2017

RECENSIONE "IL DESERTO DEI TARTARI" di DINO BUZZATI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

La recensione di oggi è su un libro che più utilizzato di così non potevo proprio fare. Il bello è che me ne sono accorta mano a mano che i giorni passavano nell'attesa che arrivasse il suo momento. Bene, in poco tempo sono riuscita, non solo a leggerlo, ma anche a  renderlo utile per le sfide di lettura che sto portando avanti, Yeah!

Vi lascio alla lettura del post così ci capirete qualcosa di più!





TRAMA: Giovanni Drogo è un tenente di prima nomina che viene mandato a presidiare il Forte Bastiani, una fortezza di confine che si trova isolata nel deserto e lontana dalle città. La Fortezza non è disabitata, ci sono altri militari che, come lui aspettano il momento in cui potranno vedere attiva la loro appartenenza all'esercito con l'arrivo dei nemici dal Nord, ma ciò non avverrà.



Titolo: Il deserto dei Tartari
Autore: Dino Buzzati
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2016 (Ristampa)
Pag: 224
Prezzo: 12,00 euro 




VALUTAZIONE:



Ho recuperato questo libro tra quelli di mia madre portati in cantina senza neanche sapere che ne fosse in possesso. Fortunatamente prima di comprarlo sono scesa giù a vedere se per caso ci fosse, visto il vago ricordo di mia madre che "Forse mi è stato regalato, ma mica ne sono tanto sicura?!". Tutto questo succedeva più di un anno fa e, ovviamente, secondo i miei tempi biblici di recupero di una lettura che vegeta sugli scaffali, ho trovato il momento giusto per leggerlo solamente qualche giorno fa!
Come vi ho anticipato all'inizio, utilizzerò la recensione per due sfide di lettura la prima è la MADE IN ITALY BOOKS CHALLENGE che, per il mese di Aprile, mi chiedeva di leggere UN AUTORE/UN LIBRO CHE TI HA SEMPRE INCURIOSITO. La seconda sfida è la LPS2017 SFIDA DI LETTURA  che, sempre per questo mese, mi chiedeva di LEGGERE UN CLASSICO SCRITTO DA UN UOMO. Come potete vedere le richieste sono state perfette per questo libro e non potevo non approfittarne :-)

Per quanto riguarda il libro in se è stata davvero una scoperta, anche se me ne sono accorta solo dopo averlo terminato, ma adesso vi spiego meglio.

Il Deserto dei Tartari racconta la storia di un giovane tenente che al suo primo incarico viene mandato a presidiare un forte, il Forte Bastiani, situato ai confini con il Deserto dei Tartari, un luogo isolato e lontano dalla civiltà. Appena arrivato sul posto Giovanni Drogo, il giovane tenente, preso dal panico della monotonia e dell'inutilità decide di richiedere una nuova destinazione. Questo lo porta, però, comunque, a dover aspettare quattro mesi, al termine dei quali avrebbe poi ottenuto un certificato medico con sopra una patologia che lo avrebbe mandato via da lì. In realtà il tempo scorre al Forte, molto velocemente e i quattro mesi diventano anni, una vita intera.

Questa è la trama che viene raccontata nel romanzo, una storia direi piuttosto monotona, fatta di una routine quotidiana che prevede turni di guardia, cambi di posizioni, partite a scacchi o a carte con i commilitoni e dormite solitarie.
Detto così ci si aspetterebbe un romanzo lento e noioso, invece così non è stato, almeno per me. Sicuramente non mi è sembrato un capolavoro, ma nonostante tutto, il senso di ciò che Buzzati ci narra è molto più profondo di quello che questa storia ci racconta. 

"Ventidue mesi erano passati senza portare niente di nuovo e lui era rimasto fermo ad aspettare, come se la vita dovesse avere per lui una speciale indulgenza. Eppure ventidue mesi sono lunghi e possono succedere molte cose: c'è tempo perché si formino nuove famiglie, nascano bambini e incomincino anche a parlare, perché una grande casa sorga dove prima c'era soltanto prato, perché una bella donna invecchi e nessuno più la desideri, perché una malattia, anche delle più lunghe, si prepari (e intanto l'uomo continua a vivere spensierato), consumi lentamente il corpo, si ritiri per brevi parvenze di guarigione, riprenda più dal fondo, succhiando le ultime speranze, rimane ancora tempo perché il morto sia sepolto e dimenticato, perché il figlio sia di nuovo capace di ridere e alla sera conduca le ragazze nei viali, inconsapevole, lungo le cancellate del cimitero."  

Il romanzo è incentrato essenzialmente sul tema dell'ATTESA, e della vita che passa inesorabilmente lasciando poco tempo per essere soddisfatti di sé e di ciò che si è fatto.
Giovanni Drogo è la rappresentazione di un mondo monotono, alienante, isolante, che ti cattura, ti rapisce, ti annienta e ti assorbe completamente, annichilisce.
La grande muraglia del Forte, che si staglia gialla e alta nel deserto è il luogo in cui tutto si annienta, in cui tutte le aspettative di una vita fatta di incontri, conoscenze, lavoro, famiglia e costruzione del se finisce imbottigliata in una sorta di cantina immaginaria nella quale si trovano le vite e le speranze di tutti coloro che sono vissuti e vivono ancora lì.
Ma la cosa che più di tutte mi ha colpito è come tutti i personaggi e, ovviamente Drogo ne è il capostipite, finiscano per immolarsi nell'attesa di una gloria, di una eroicità, di una sorta di celebrazione che non avverrà mai. Tutti scelgono di attendere sacrificando la loro vita per un qualcosa di lontano che poi diventa impossibile anche quando si realizza.

"Ora sentiva perfino un'ombra di opaca amarezza, come quando le gravi ore del destino ci passano vicine senza toccarci e il loro rombo si perde lontano mentre noi rimaniamo soli, fra gorghi di foglie secche, a rimpianger la terribile ma grande occasione perduta."

Giovanni Drogo diventa un estraneo nel mondo cui è sempre appartenuto. I lunghi periodi trascorsi al forte lo allontanano dalla curiosità di rivedere la propria famiglia, i propri amici, la donna che gli piace. Ogni volta che vi ritorna si sente inadeguato, inadatto a quella posizione, a quella realtà, non sente più di appartenere a quella casa, come se la sua presenza lì fosse superflua, inutile. E allora perché allontanarsi dal Forte, dove anche l'attesa del nemico sembra essere un giusto modo di impiegare il tempo che scorre. Un modo di sentirsi vivo e utile. 

Tutta la narrazione si fonda su un senso di rimpianto per qualcosa che si sarebbe potuto fare diversamente e, allo stesso tempo, sembra come se ci si sente soddisfatti della scelta fatta. Devo dire che questa è la parte più intricata della rappresentazione dei personaggi.
Lo stesso Drogo inizialmente sembra essere convinto di voler tornare alla sua vita, alla sua famiglia, all'impossibilità di rinunciare ad una vita sociale, invece in poco tempo le cose cambiano radicalmente e lui stesso sembra essere stato risucchiato da questo vortice dell'attesa infinita.

"Drogo capiva do voler bene ancora a Maria e di amare il suo mondo: ma tutte le cose che nutrivano la sua vita di un tempo si erano fatte lontane; un mondo di altri dove il suo posto era stato facilmente occupato. E lo considerava oramai dal di fuori, pur con rimpianto; rientrarvi lo avrebbe messo a disagio, facce nuove, diverse abitudini, nuovi scherzi, nuovi modi di dire, a cui egli non era allenato. Quella non era più la sua vita, lui aveva preso un'altra strada, tornare indietro sarebbe stato stupido e vano."  
Quando ho letto l'ultima pagina del libro, la cosa che mi è venuta subito da pensare è stata che fosse un libro triste, triste l'ambientazione (anche se più che triste ci starebbe meglio monotona), triste la scelta compiuta dai personaggi e da Drogo, triste l'idea di fondo che porta avanti questo romanzo.
Ci troviamo davanti ad un romanzo che ha il suo punto di forza nell'idea, più che nella trama, non a caso ci sono solamente due eventi che movimentano un po' le vicende , ma, secondo me, tutto è funzionale al rendere ancora più "drammatico" il concetto del sacrificare se stessi per l'attesa.
E' l'idea stessa dell' attendere qualcosa che mi intristisce molto, e il fatto che tutti nel forte finiscono con il considerare questa cosa come una motivo di lode.
Ovviamente io voglio per forza non accettare l'idea del romanzo, si è capito? Mi fa proprio arrabbiare la scelta fatta da Drogo e dagli altri.
Voglio dire, se tu vedi palesemente, e credi, che stai perdendo il tuo tempo lì rinchiuso in quelle quattro mura giganti, perché non te ne vai da lì e torni alla realtà.
La vita al forte sembra svolgersi in una realtà parallela nella quale non esiste preoccupazione di sorta, non esistono rapporti umani al di fuori di quelli tenuti con gli altri militari. E' un mondo in cui non esiste nessuna speranza per la creazione di una vita personale ed ogni possibile tentativo finisce per essere bruciato da una sorta di potenza assenza che ha una forza così grande da annullare e assorbire dentro di sé ogni persona che arriva lì.

Ecco, forse questa recensione è un po' monotona ma non posso non rimanere sconcertata dallo svolgimento della storia.Quello che mi urta è proprio l'atteggiamento ambiguo di Drogo, da una parte sceglie di rimanere al forte, dall'altra, però, si "lamenta" del tempo che ha perso lì. Ma dico io, deciditi!

Quello che penso di questo romanzo è che si tratta di uno di quei libri che si apprezzano in un momento successivo alla lettura. Un romanzo che sconvolge e che in me ha messo in moto una serie di meccanismi di rabbia, comprensione, vicinanza, ma anche di assurdità. Si, assurdità, trovo impensabile che si possa scegliere la gloria alla vita reale, che si possa scegliere di guardare scorrere il tempo solo attraverso i giorni e le notti nel deserto, che si decida di rinunciare a vivere nel mondo e alla possibilità di crescere e migliorarsi attraverso il rapporto con gli altri piuttosto che rimanere legati ad una scacchiera e a una stanza che sembra una cella, quando si ha la possibilità di cambiare il proprio mondo.
Non apprezzo l'idea di celebrare l'eroicità dell'uomo che si sacrifica, è una concezione del romanzo che mi fa arrabbiare e non la accetto nonostante questo, credo, sia l'intento dello scrittore.
Probabilmente anche il fatto che io abbia provato avversione nei suoi confronti è un risultato positivo, nel senso che comunque ho avuto una reazione alla lettura, ma non per questo credo che si tratti di un capolavoro.
Quindi in definitiva posso dirvi che il romanzo è malinconico e triste, ma vi offrirà molti spunti anche nel guardare la vostra vita e le scelte che avete fatto. 

Se pensate di non leggere il romanzo perché la storia può sembrarvi pesante o che il fatto che si tratti di un romanzo possa sostenere questa ipotesi vi sbagliate. E' una lettura molto scorrevole, molto veloce e non vi richiederà moltissimi giorni perché divorerete le pagine nella curiosità di voler conoscere la vita di Drogo e il suo svolgimento lì. E' un libro che mi ha stupito e non poco e che per questo vi consiglio.

Vi ho raccontato tutto anche per questa volta, fatemi sapere se lo avete letto, se vi è piaciuto se avete letto altro dell'autore e cosa, io vorrei provare con LA BOUTIQUE DEL MISTERO, ma non so ancora, quindi se avete qualche consiglio scrivetemelo qui sotto nei commenti :-)
Vi saluto, vi mando un grande abbraccio e ci rileggiamo presto... Buon viaggio tra le pagine dei vostri libri...

giovedì 20 aprile 2017

BOOK TAG 25 DOMANDE SUI LIBRI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Dopo tantissimissimo tempo oggi vi faccio un post con un Tag con 25 domande incentrate sulle mie abitudini letterarie di acquisto, lettura e del rapporto che ho con l'oggetto libro. Ovviamente le domande sono tante, quindi non mi disperdo in chiacchiere e parto subito con le mie risposte!!!  BUONA LETTURA!!!


In questo book Tag, oltre a rispondere alle domande, OVVIAMENTE, bisogna fare altre 4 cose:

1) Nomina almeno 5 blog cui fare le domande
2) Cita sempre chi ha creato il Tag, in questo caso RACCONTI DAL PASSATO
3) Nomina e ringrazia il blog che ti ha nominato: quindi GRAZIE ad Alice del blog VIRGINIA E IL LABIRINTO
4) Usa come immagine quella in cima al post

Adesso non mi resta che mostrarvi le domande e farvi conoscere le mie risposte, INIZIAMO


1)COME SCEGLI I LIBRI DA LEGGERE?

Quando finisco di leggere un libro, di solito, sono già sicura di quello che leggerò dopo perché comincio a pensare a qualche titolo verso le ultime 50 pagine di quello che sto leggendo. La mia testa parte in automatico in cerca di qualche cosa che possa essere sicuramente di un genere diverso da quello appena letto, poi dipende, se il libro in lettura mi è piaciuto, mi butto su qualche titolo che voglio leggere da tempo. Nel caso in cui la lettura in corso non mi è piaciuta molto tendo a scegliere tra qualche titolo che so già possa piacermi o comunque possa sorprendermi positivamente. Nella maggior parte dei casi la mattina dopo aver finito il libro mi sveglio con il titolo in testa e leggo quello.

2) DOVE COMPRI I LIBRI, IN LIBRERIA O ONLINE?

OVUNQUE, anche al mercatino o al negozio dell'usato, al supermercato, insomma ovunque possono esserci dei libri che mi possono interessare. Ultimamente, però, sto comprando molto di più online, si riesce a risparmiare qualcosa in più e si possono trovare anche testi che magari, non essendo più molto recenti, in libreria non si trovano. 

3)ASPETTI DI FINIRE UN LIBRO PRIMA DI ACQUISTARNE UN ALTRO?

MA ANCHE NO!!! Questa risposta accomuna un po' tutti noi lettori credo, o quantomeno quelli affetti da acquisto compulsivo. In realtà, LO CONFESSO, vorrei, un giorno, riuscire a comprare libri che poi leggerei subito, ma credo che questa cosa sia una mia utopia lontana e irrealizzabile è dire poco. In pochissimi anni mi sono ritrovata letteralmente sommersa di volumi e ebook e non me ne sono neanche resa conto, ma devo dire che, ultimamente, gli acquisti riesco a gestirli meglio e leggo di più, così lo smaltimento, anche se lento, lo sto facendo.

4)DI SOLITO QUANDO LEGGI?

Direi ogni volta che mi va di farlo. Non ci sono momenti precisi della giornata. Prevalentemente la sera prima di cena leggo un'oretta, oppure dopo pranzo leggo in lingua qualche pagina. D'estate leggo soprattutto la sera perché o non riesco a dormire o mi addormento molto tardi con il fresco e quindi leggo nel silenzio della notte. Insomma, appena posso e riesco a concentrarmi, ecco.

5) TI FAI INFLUENZARE DAL NUMERO DI PAGINE QUANDO LEGGI UN LIBRO?

Mah, solitamente no. Diciamo che adesso che sto facendo dell Sfide di lettura la cosa è diversa, nel senso che avendo dei tempi più ristretti magari leggere tutti libri di oltre 500 pagine mi stanca e cerco di alternarli con qualche volume più veloce da leggere. Se invece consideriamo la cosa in assenza di sfide, decisamente no. Quello che ho voglia di leggere leggo sia che si tratti di un mattone sia di un libricino basso basso. 
Sicuramente il numero di pagine mi influenza di più nel momento in cui devo fare un acquisto, e nel caso in cui si tratta di un autore di cui non ho mai letto nulla.

6) GENERE PREFERITO?

Domanda difficile... Sicuramente i ROMANZI FAMILIARI, i THRILLER PSICOLOGICI, i GIALLI e i CLASSICI ma non italiani. Purtroppo ogni volta che leggo un classico italiano non ci trovo mai il trasporto che invece ritrovo negli stranieri. 

7)HAI UN AUTORE PREFERITO?

Direi di no, ma ne ho molti di cui comprerei i libri ad occhi chiusi e in questo caso sono per la maggior parte italiani: FALETTI (li ho tutti), MAZZANTINI, AMMANITI, GAZZOLA, BARICCO, LANDOLFI. Di stranieri ci sono SCHNEIDER, ZAFON, DE MAUPASSANT, LAURELL K. HAMILTON, MURAKAMI, TOLKIEN e non solo. Ultimamente sto facendo molte conoscenze nuove che mi piacciono e quindi potrei farvi un elenco infinito :-) Insomma diciamo che ce ne sono molti che gradisco e di generi completamente diversi tra loro.

8)QUANDO E' INIZIATA LA TUA PASSIONE PER LA LETTURA?

In maniera eclatante quando ho cominciato la specialistica all'università, perché avendo più tempo libero potevo dedicarmici di più e soprattutto leggere cose che mi appassionavano maggiormente. In maniera discontinua leggo da quando avevo una decina di anni. Quindi tra qualche giorno saranno 22 anni di lettura!!!

9)PRESTI I LIBRI?

Solamente a mia madre perché sa benissimo come deve trattarli. Prima li prestavo pure ad altri, solamente che ogni volta non mi tornavano indietro e quindi ho cominciato a non darli più a nessuno.

10)LEGGI UN LIBRO ALLA VOLTA OPPURE RIESCI A LEGGERNE DIVERSI TUTTI INSIEME?

Inizialmente leggevo solo un libro alla volta, adesso anche tre, basta che siano di genere differente. Ma da spiegare è che non li leggo tutti nello stesso giorno, magari li alterno un giorno lo dedico a uno, un giorno ad un altro.

11)I TUOI AMICI/FAMILIARI LEGGONO?

Amici no, anche quelli che hanno frequentato l'università di lettere con me non leggevano... In casa mio fratello e mia madre. Mio fratello legge o fantasy vecchio stampo con maghi, elfi, orchi, stregoni. Oppure legge romanzi storici. Mia madre legge, ultimamente tanto, ma siccome non ha voglia di mettersi davanti alla mia libreria a cercare cosa possa piacerle, si fida delle cose che le do io e in genere sono quelle che mi sono piaciute o quelle di cui voglio avere una opinione diversa.

12) QUANTO CI METTI MEDIAMENTE A LEGGERE UN LIBRO?

Dipende... Mediamente dai tre ai cinque giorni. Ma la cosa varia dal tipo di libro, dalla mole, dalla voglia di leggere, dalla storia, dal gusto. Insomma dipende, si era capito???!!!

13) QUANDO VEDI UNA PERSONA CHE LEGGE (AD ESEMPIO SUI MEZZI PUBBLICI) TI METTI IMMEDIATAMENTE A SBIRCIARE IL TITOLO DEL SUO LIBRO?

Di solito non prendo i mezzi pubblici, ma quando mi capita di trovarmi ad attendere per molto tempo, ad esempio in ospedale, mi fa piacere vedere che a volte ci sono anche persone che leggono. Per quanto riguarda il lato CURIOSITA'... DECISAMENTE SI, soprattutto quando vedo che non si staccano dalle pagine e le girano velocemente.

14) SE TUTTI I LIBRI DEL MONDO DOVESSERO ESSERE DISTRUTTI E POTESSI SALVARNE SOLO UNO QUALE SAREBBE?

Ma come faccio a rispondere?? Io voglio salvare tutti i miei libri e quelli che ci sono. In una potenziale catastrofe porterei solo libri e basta! Vabbè anche i beni di prima necessità, ovviamente :-/

15)PERCHE' TI PIACE LEGGERE?

Domanda filosofica e inaspettata... Vediamo... La più ovvia delle risposte è perché mi piace. Poi riflettendoci leggo perché si cresce conoscendo storie diverse dalla nostra, perché leggere è evasione da quello che non ci piace, ma anche conforto nel momento in cui se ne ha bisogno. Leggere per conoscere se stessi e gli altri. Comprendere le persone anche quando non ci dicono nulla o cercano di nascondersi da noi. Leggere ti permette di affrontare le prove della vita, sia belle che brutte. Ti dà coraggio e ti rende una persona migliore con una maggiore consapevolezza delle cose che non ci piacciono e di quelle che auspichiamo possano migliorare. 
Insomma la lettura è un modo per conoscere il mondo e chi lo abita!

16) LEGGI LIBRI IN PRESTITO (DA AMICI O DALLA BIBLIOTECA) O SOLO LIBRI CHE POSSIEDI?

Generalmente leggo libri che possiedo perché ho più scelta. Ma capita anche di leggere qualcosa che prendo dalla libreria di mio fratello, anche se lui ha soprattutto saghe o serie e io non sempre ho voglia di leggere storie troppo lunghe.

17) QUALE E' IL LIBRO CHE NON SEI MAI RIUSCITO A FINIRE?

Ancora una volta, DRACULA di BRAM STOKER. Ormai questa cosa la sto dicendo ovunque. Non ce la posso proprio fare, arrivo ogni volta a sessanta pagine e mi blocco. 

18) HAI MAI COMPRATO UN LIBRO SOLO PERCHE' AVEVA UNA BELLA COPERTINA, E COSA TI ATTIRA NELLA COPERTINA DI UN LIBRO?

Di solito non guardo l'aspetto esteriore, mi è capitato veramente poche volte. Quello che mi attira di più in un libro è il titolo e poi la copertina in secondo momento. Questo non vuol dire che non ho comprato solo per la copertina, è successo con THE QUEEN OF THE TEARLING, che non ho ancora letto, ma in genere non molte volte. Quando capita che la copertina mi attrae poi la trama non mi interessa.

19) C'E' UNA CASA EDITRICE CHE AMI PARTICOLARMENTE, E PERCHE'?

No, non ho una Casa Editrice che mi piace più delle altre. In genere tendo a comprare in base alla disponibilità economica che ho al momento e alle storie, quindi mi può capitare di comprare un libro dell'einaudi, della mondadori, della e/o o della fazi ma tutto dipende dalla moneta che ho. Sicuramente possiedo molte edizioni brossurate che trovo più comode rispetto alle copertine rigide. Ma quando ci sono dei libri che non hanno edizioni economiche li prendo se mi interessano veramente anche se sono in copertina rigida.

20) PORTI I LIBRI DAPPERTUTTO (AD ESEMPIO IN SPIAGGIA O SUI MEZZI PUBBLICI) O LI "TIENI AL SICURO" DENTRO CASA?

Li porto con me ma ci sto attenta. Come ho detto non prendo mezzi pubblici dovendo muovermi sempre con la macchina anche per prenderli. Al mare porto quei libri di cui mi importa meno o che non mi attirano particolarmente quindi anche se li compro non ci spendo tanto o sono dei mercatini. Altrimenti quando non si deve stare a contatto con l'acqua porto il kobo.

21) QUALE E' IL LIBRO CHE TI HANNO REGALATO E CHE HAI GRADITO MAGGIORMENTE?

Sicuramente S. LA NAVE DI TESEO che non ho ancora letto. E' stato un regalo inaspettato e una vera sorpresa.

22) COME SCEGLI UN LIBRO DA REGALARE?

In genere regalo libri quando conosco bene la persona. Nella maggior parte dei casi compro o qualcosa che so sicuramente possa essere gradito oppure mi baso sulle letture che fa la persona.

23) LA TUA LIBRERIA E' ORDINATA SECONDO UN CRITERIO O TIENI I LIBRI IN ORDINE SPARSO?

In tutto ho 4 librerie di grandezze e larghezze diverse e tre mensole su cui mettere i libri, ma mai alla rinfusa. In una libreria ho tutti i libri di narrativa, dai gialli/thriller, ai romanzi storici. In un'altra ho tutti i fantasy che devo leggere e i minimammut, sempre da leggere. Nella terza ho saggi e classici letti e un piano con i saggi da leggere. Nella principale tre piani di cui uno e mezzo con i fantasy e la narrativa letta, e due con i libri da leggere. Sulle tre mensole ho i minimmammut letti in ordine cromatico, le Graphic Novel lette e da leggere e la terza è piena dei libri che dovrebbero avere la priorità di lettura ma OVVIAMENTE non ce l'hanno mai.
Altra cosa è che se ho più libri di un autore li metto tutti vicini indipendentemente dalla grandezza e li metto per ordine di lettura. Gli altri cerco di incastrarli in modo tale che possano entrarcene il più possibile per piano. Però è tutto in ordine, diciamo!

24) QUANDO LEGGI UN LIBRO CHE HA DELLE NOTE LE LEGGI O LE SALTI?

No, che salto, leggo tutto. Certamente preferisco leggere le note a piè di pagina e non quelle che devi ricercare nelle ultime pagine perché mi fanno perdere il filo. Comunque leggo tutto, altrimenti che ci stanno a fare lì?!

25) LEGGI EVENTUALI INTRODUZIONI, PREFAZIONI O POSTFAZIONI DEI LIBRI O LE SALTI?

Anche in questo caso leggo tutto ma dopo aver letto il libro. Non mi piace essere influenzata dal pensiero di un altro anche nel caso in cui dovesse trattarsi di personaggi importanti che scrivono. Dopo aver completato la lettura del libro mi leggo tutto quello che ci mettono in più. 


Bene amici Viaggialettori, io non lo so se siete arrivati fino alla fine del post oppure no, OVVIAMENTE MI AUGURO DI SI'... adesso non mi resta che inserire i 5 blog che nomino:

  1. APPUNTI DI UNA GIOVANE READER
  2. LA SPACCIATRICE DI LIBRI
  3. OMBRE ANGELICHE
  4. LE PAROLE SEGRETE
  5. UNIVERSI INCANTATI   


Per questo post ho veramente detto tutto quello che dovevo dire, volevo comunicarvi, anche, che nelle prossime settimane non sarò molto presente, ho degli impegni che non mi permettono di essere attiva sul blog a parte qualche post che ho già programmato. 
Tutto ciò che riguarda RECAP MENSILE, TBR e RECENSIONI le troverete da Maggio in poi.
Spero che non vi dimentichiate di me per questa assenza, spero che il post non vi abbia annoiato ma, anzi, vi abbia permesso di conoscermi un po' e spero, ovviamente, che vi sia piaciuto.

Per adesso è tutto, vi saluto, vi mando un grande abbraccio e ci rileggiamo presto!!!

mercoledì 19 aprile 2017

CASSETTA DELLA POSTA...#14

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come sono andati questi due giorni di festa? Dalle mie parti si è mangiato e perfino io, che mi nutro ormai quasi esclusivamente di aria, ho avuto la possibilità di mangiare CIOCCOLATO, ebbene si!!! (Dico questo perché sono intollerante a molti cibi, ma ogni tanto una gioia anche per me ;-) )

Allora anche nel mese di Marzo ci sono state delle entrate e alcuni già li ho letti per via delle sfide di lettura che sto facendo. 
Il proposito di comprare meno sta andando avanti con successo ed anche per il mese di Marzo sono riuscita a comprare meno di quanto letto: 9 LETTI 4 acquistati!
Vi faccio vedere come è andata per questo mese, BUONA LETTURA!!!







Devo dire che nel mese di Marzo gli acquisti si sono concentrati tutti negli ultimi giorni del mese, altrimenti non avrei comprato nulla, credo!
Il primo acquisto che vi mostro è IL PALAZZO DEGLI INCONTRI di JOHN BOYNE autore noto per la scrittura de Il bambino con il pigiama a righe.  Ho acquistato Il palazzo degli incontri per colmare un obiettivo della sfida di lettura LA RUOTA DELLE LETTURE. 
Non è stata una lettura esaltante ma neanche proprio da buttar via, se volete sapere cosa ne ho pensato e vi siete persi la recensione vi basterà cliccare sul titolo ;-)





Il secondo acquisto è legato alla opportunità data dagli sconti della Tunuè e ho voluto comprare questa Graphic Novel di cui tutti stanno parlando benissimo e speriamo che davvero sia così anche per me. La recensione la pubblicherò la prossima settimana e vi dirò  lì cosa ne penso. Comunque stiamo parlando di NON SEI MICA IL MONDO di RAPHAEL GEOFFREY. 





Altro acquisto legato alle sfide di lettura è L'ISOLA DELLE FARFALLE di CORINA BOMANN che ho comprato per caso, in realtà, perché l'ho trovato tra gli scaffali di un supermercato e così, pensando alle sfide, l'ho preso. In effetti mi è servito sia per LA RUOTA DELLE LETTURE che per la THE HUNTING WORD CHALLENGE e sono ancora più soddisfatta :-) Anche se la lettura in se non è stata chissà cosa!





Ultimo acquisto che ho fatto per questo mese è il primo volume della trilogia di Hania di SILVANA DE MARI cioè HANIA. IL CAVALIERE DI LUCE. Questo acquisto è stato fatto d'impulso dopo aver letto il prequel HANIA. IL REGNO DELLE TIGRI BIANCHE  che mi è piaciuto moltissimo, quindi sono andata in libreria e non ci ho pensato un attimo a prenderlo. La recensione di questo libro arriverà presto visto che si tratta di una lettura che farò in questo mese di Aprile.



Bene amici Viaggialettori, come vedete questo mese sono stata diligente e mi sono limitata ad acquistare libri che mi "servivano" e non ho strafatto. Devo dire che credo sia anche la prima volta che compro dei libri e li leggo immediatamente appena li porto a casa e devo dire che è una cosa gratificante.
Spero di continuare ad andare avanti in questo modo così smaltisco libri vecchi e i nuovi si accumulano di meno, ce la posso fare ;-)


A voi come è andato questo mese? Avete acquistato e accumulato o siete persone più capaci di me ad acquistare solo cose che leggerete nell'immediato? Cosa avete comprato di interessante? Lasciate un segno del vostro passaggio se vi va :-)
Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine dei vostri libri!!!

venerdì 14 aprile 2017

RECENSIONE "L'ISOLA DELLE FARFALLE" di CORINA BOMANN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Oggi è Venerdì e quindi recensione, anche se non sarà proprio positiva, ma diciamo che la copertina primaverile ci potrà salvare, diciamo. Il libro di cui vi parlerò qui sotto mi ha confermato che io certe letture proprio non devo farle e fortunatamente le posso capire tramite la veste editoriale che decidono di dargli, almeno una cosa positiva! 

Comunque, vi lascio al post così ci capirete qualcosa, BUONA LETTURA!!!




TRAMA: Diana riceve una telefonata dall'Inghilterra con la quale viene informata della precaria condizione di salute della sua ultima zia da parte di madre. Decide quindi di andare subito da lei approfittandone anche per allontanarsi dal marito fedifrago. Arrivata in Inghilterra, viene accolta dal maggiordomo della zia che, d'accordo con lei, incoraggia Diana a fare delle ricerche per scoprire il motivo per il quale una sua bis-bis-nonna sarebbe stata diseredata dal padre. Ci ritroviamo così catapultati in una storia che si divide tra il 2008 e il 1887 anno delle colonizzazioni inglesi in Sri- Lanka. Cosa accadde veramente? 

Titolo: L'isola delle farfalle
Autore: Corina Bomann
Casa Editrice: Giunti
Anno: 2015 (Ristampa)
Pag: 496
Prezzo: 6,90 euro



VALUTAZIONE:



Eccomi di nuovo qui a parlarvi di una lettura che, forse, già sapevo sarebbe stata poco convincente, ma ho comunque voluto dare una seconda possibilità, non tanto all'autrice di cui non ho mai letto nulla ma ho sempre letto pareri molto positivi, quanto alla collana di cui il libro fa parte.
Prima di parlare della mia lettura devo farvi le precisazioni del caso visto che ho letto questo libro per ben due sfide di lettura questa volta. La prima è LA RUOTA DELLE LETTURE che nel secondo obiettivo di questo giro mi chiedeva di LEGGERE UN LIBRO CHE AVESSE UNA PREVALENZA DEL COLORE VERDE IN COPERTINA e mi sembra che tra piante, prati e costruzioni vintage ci siamo. La seconda sfida è LA THE HUNTING WORD CHALLENGE per la quale ho potuto spuntare la seconda parola della tappa, cioè FARFALLA la cui presenza rende la copertina ancora più bella di quello che era già.
Bene dopo queste premesse, doverose in questi casi, posso cominciare a parlarvi del libro!

Devo confessare che avevo già visto questo libro molto tempo fa, quando ancora non avevo letto nulla di questa collana, e avendo una passione smodata per le farfalle mi aveva attirata subito ma non l'ho mai comprato. Appena ho letto le parole della seconda tappa della sfida mi è subito venuto in mente e l'ho preso senza pensarci. Bhè ecco, io dovrei riflettere un pochino di più su questo tipo di acquisti e forse essere anche un po' meno clemente nei confronti di testi per i quali un campanello d'allarme si accende nella mia testolina.

Oddio adesso vi sto facendo dei preamboli per i quali penserete ad una delle mie recensioni al vetriolo, in realtà non sarà così, ma non sarà neanche positivissima, ecco!

La storia della parente che vuole scoprire il suo passato e l'evento scabroso che ha modificato la discendenza non mi sembra essere una tematica molto innovativa, a dire la verità. Non ricordo se ho letto qualcosa che avesse proprio questa trama o comunque molto simile a questa. 
In realtà non è la trama poco innovativa che mi ha lasciato con l'amaro in bocca, quanto il modo in cui la storia è narrata. Il fatto che ci siano sue tempi narrativi diversi è ovvio, visto che stiamo trattando di vicende passate che una donna del 2008, quindi due secoli dopo, deve ricostruire. Quello su cui pongo l'attenzione è la scelta di scrivere un libro di 500 pagine e concentrare tutto nelle ultime 50 correndo come disperati perché ci si rende conto di non avere più tempo. 
Questa cosa non mi piace per niente in questo genere di romanzi perché la loro attrattiva sta proprio nel costruire delle storie interessanti e coinvolgenti che piano piano vengono svelate. In questo caso ci troviamo davanti una narrazione che, seppure non mi è risultata noiosa a livello stilistico, lo è stato a livello narrativo. Non succede nulla per più di 450 pagine né nel 1887 né nel 2008. 
Voglio dire, un romanzo, così come è stato costruito in questo caso, poteva constare anche di 200 pagine in meno ed essere approfondito di più nei pochi eventi che lo costituiscono.

Parlando del 1887 tutto gira attorno alla famiglia Tremayne che si trasferisce nello Sri lanka a seguito della morte del fratello del capofamiglia e di alcuni problemi economici che con la piantagione di tè avrebbero potuto risolvere. Leggiamo, quindi, infinite pagine sui pomeriggi delle due figlie Tremayne, protagoniste di questi anni, che passano giornate a rincorrere pappagalli, scimmie, farfalle ed elefanti. Che vanno in giro per la piantagione e passano il tempo a disegnare, la più piccola Victoria, e a sognare di avere una relazione o lamentarsi di non poter partecipare al ballo delle debuttanti la più grande, Grace.
Sicuramente nel periodo sono queste le cose che le ragazzine facevano, per carità, non metto in dubbio questo, però, un romanzo che vuole trasportare il lettore all'interno di una storia intricata e che ha portato allo sfaldamento di una famiglia dovrebbe essere un pochino più ricca di avvenimenti, io credo!
Anche nel 2008 seguiamo Diana che viaggia fino in India e ha le sue turbe sensuali per quello che dovrebbe essere il suo sostegno lì. Vi lascio immaginare cosa accade e stendo un velo pietoso su tutto ciò!
Anche a livello di personaggi non ci sono esempi particolarmente interessanti, tutti sono comparse di una storia che procede normalmente senza particolari sbalzi, tralasciando le ultime 50 pagine. Nessuno mi ha colpito e nessuno mi è rimasto impresso, quindi nel complesso una lettura che si dimenticherà facilmente, purtroppo.

Insomma una lettura che non mi è piaciuta quasi per niente. La parte interessante riguardava la coltivazione del tè e di come le piantagioni venivano mandate avanti, per il resto mi è sembrato un libro poco attraente, con troppi cliché e con una storia piuttosto scialba che aveva, però, tutto il potenziale per diventare qualcosa di interessante.
Io non vorrei dirvi a cosa mi riferisco perché se la maggior parte degli eventi che succedono sono prevedibili, in realtà ce n'è uno che non lo è affatto ma anche in questo caso c'è solamente un accenno e un racconto frettoloso e confusionario che non ha alcuna utilità costruito in questo modo.

Insomma, purtroppo la storia non mi ha convinto per niente, sono andata avanti nella lettura perché non mi piace abbandonare i libri, quando so che poi non li riprenderò mai più intendo, e l'ho terminata, ma non ne sono affatto soddisfatta. 
Le due farfalle le ho date perché, tutto sommato, le mancanze che ci sono possono essere lievemente colmate da una coerenza ed un realismo delle vicende che non hanno fatto cadere tutto nel ridicolo.
Quindi una farfallina in più del minimo sindacale la posso dare.
Diciamo che sono quelle storie perfette per essere lette sotto l'ombrellone, che non annoiano in maniera eccessiva e che, anche se dimenticate per qualche giorno, non vi succede nulla.

Dal canto mio devo cercare di non spendere più soldi per storie legate a questa collana perché non fanno proprio per me, non ci posso fare niente. Anche nel caso della Bomann. come vi avevo detto prima della Riley, sono quelle autrici che tutti amano ma a me non dicono niente di che. Ovviamente sono gusti personali, quindi è mio dovere precisare che tutto quello che scrivo nelle recensioni è frutto del mio cervellino e di nessun altro.

Dopo letture belle ogni tanto la delusione ci può stare pure e questo è stato il mio caso, ma non fa niente. Ovviamente se amate le storie ambientate in terre esotiche e con qualche battito di cuori palpitanti tra le pagine, questo libro potrebbe fare per voi. Anche nel caso in cui vogliate leggere una storia senza pretese ma che scorre velocemente, potrebbe fare al caso vostro. 
Magari non la consiglio a chi, come me, in questo genere di storie vorrebbe vedere maggiori intrighi e cospirazioni, se mi lasciate passare il termine adattandolo a queste situazioni, perché ce ne sono molto pochi. E' una storia piuttosto lineare, direi.

Nonostante tutto la cosa positiva è che con un solo libro sono riuscita a coprire più punti nelle sfide che sto portando avanti e quindi va bene comunque ;-)

Adesso amici sta a voi dirmi se per caso avete già letto questo libro, cosa ne avete pensato, se anche voi avete letto dei libri che fanno parte di questa collana, insomma che cosa vi state leggendo?? Vi sta piacendo? Fatemi sapere con un commento, se vi va :-)
Dopo tutto questo parlare è il caso che vi saluti e colgo l'occasione per farvi l'augurio di passare questi giorni di festa con le persone che più amate... Vi mando una grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture e viaggi tra le pagine dei vostri libri!!!