venerdì 27 novembre 2020

RECENSIONE: "CIME TEMPESTOSE" di EMILY BRONTE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!    

Se il 2020 non si è rivelato il massimo per quanto riguarda la nostra vita quotidiana, direi che dal punto di vista delle letture mi ha portato a fare scoperte che avrei voluto recuperare da tantissimo tempo.

Dopo aver recuperato Il conte di Montecristo, mi sono dedicata a CIME TEMPESTOSE grazie anche alla partecipazione alla #READINGTHEDARKCHALLENGE con la quale si deve leggere un libro gotico, weird o horror al mese ed io per iniziare il mio viaggio in questi generi ho deciso di recuperare proprio questo romanzo. Vi lascio al post così vi espongo le mie opinioni, BUONA LETTURA!!!




Titolo: Cime Tempestose
Autrice: Emily Bronte
Casa Editrice: Feltrinelli 
Anno: 2014
Pag: 428
Prezzo: 9.50 euro


Trama: Due famiglie che si intrecciano in rapporti di amore e matrimoniali attraversati da una verve rabbiosa che nessuno di loro riesce a placare. Un amore che supera il tempo e lo spazio.


Cosa Ne Penso...


Era un po' di tempo che sentivo la volontà di leggere CIME TEMPESTOSE, in realtà non ne so il motivo, ma quando mi sveglio con un titolo in testa è sicuro che nell'arco di un breve periodo finisco per leggerlo. Per fortuna, diciamo così, mi capita con i libri che già possiedo, così non devo andare a fare acquisti e smaltisco quelli che ho in casa.

Ammettiamolo, parlare di un classico così chiacchierato, amato e odiato allo stesso tempo è sempre difficile. Nel senso che l'opinione di ognuno è condizionata sicuramente dalle proprie esperienze di lettura e personali, ma alla fine il perché un classico diventa tale lo si capisce sempre.

CIME TEMPESTOSE, per me, è stata una sorpresa essendo riuscita ad evitare, negli anni, eccessive anticipazioni su ciò che sarei andata a leggere.
Difficile da collocare in una categoria ben definita, CIME TEMPESTOSE è un po' romanzo familiare, un po' romanzo d'amore, un po' romanzo psicologico e un po', secondo il mio punto di vista, una vetrina per pazzi, diciamocelo.

Purtroppo, fin da subito ho avuto un'impressione negativa. Il Signor Lockwood, l'affittuario di Heathcliff, per capirci, mi è risultato subito antipatico per la sua insistenza, la sua eccessiva invadenza e  la scarsa discrezionalità nei confronti di persone che non conosceva e andando avanti le cose non sono affatto migliorate, non ho trovato neanche un personaggio che mi potesse suscitare un minimo di simpatia, ma neanche per sbaglio. 
Devo ammettere, però, che questo non mi ha condizionato poi nella valutazione generale dell'opera. Ho continuato a leggere il libro perché poi effettivamente la curiosità ce l'ho avuta di conoscerne l'evoluzione e non mi è dispiaciuto affatto leggerlo.

E' innegabile l'impronta nuova che questo romanzo ha apportato prima di tutto nel raccontarci una storia che non ci presenta neanche un elemento positivo. Tutti i personaggi, protagonisti o meno, ci si presentano attraversati da emozioni esasperate di odio e amore. Quasi come fossero posseduti da entrambe e nello stesso momento, figure rabbiose, indemoniate, afflitte da incomprensione, ira, rabbia diventano uno strumento di continuo confronto per il lettore che si vede messo a dura prova dal dover mandare giù tutto quello che succede.

Cime tempestose è un romanzo violento, nei modi, nelle parole, nelle azioni che vengono compiute, nei sentimenti provati, addirittura nella rappresentazione stessa dei personaggi. Heathcliff, ad esempio, ci viene presentato come un bambino e poi uomo, sempre ingrugnito, con i capelli nerissimi, occhi che sembrano famelici  come quelli di una bestia affamata. 

Altro elemento che caratterizza questo romanzo è la costruzione narrativa utilizzata,  la storia è formata da vicende che si ripetono sebbene in epoche differenti anche grazie all'uso del doppio che era una caratteristica molto presente nei romanzi di quegli anni.

La Bronte ci vuole raccontare una storia d'amore e di vendetta attraverso la figura di un personaggio, Heathcliff, che non è affatto l'uomo perfetto ma un'anima tormentata, continuamente attraversata da turbamenti interni che si riversano nei suoi bruschi modi di rapportarsi anche nei confronti di chi ama.

Insomma, sicuramente non è stato facile per me capire se questo romanzo mi sia piaciuto o meno. Non sono riuscita ed empatizzare con i personaggi nonostante io volessi conoscerne la storia.
E' un romanzo molto doloroso psicologicamente parlando, nel senso che dalle pagine si percepisce benissimo il tormento di Heathcliff come pure quello di Hareton e Linton che si ritrovano a vivere con un uomo così rude, chiuso, introspettivo che non ha mai avuto una parola gentile per nessuno. 
La rabbia di Heathcliff è un sentimento che traspare in ogni comportamento, anche quando non lo riguarda direttamente e questo è sicuramente un plauso all'autrice che ha reso meravigliosamente questo sentimento.



VOTAZIONE:

 E MEZZA


Insomma per me leggere Cime tempestose ha significato un po' salire su una montagna russa e questo sicuramente perché ci sono state molte cose che mi hanno dato fastidio e molte che invece ho apprezzato tanto. Sono stata molto felice di aver conosciuto questa autrice e aver colmato una grande lacuna.
Pur riconoscendone i valori, però, non mi è andato proprio giù il comportamento associato ai personaggi, i loro caratteri sono stati tutti odiosi per me. Anche la governante mi si è rivelata antipatica e questo mi ha bloccato nel dare una votazione più alta di una sufficienza piena.
Credo che, come ho detto più volte, la piacevolezza di una lettura dipenda anche da quanto abbiamo vissuto e da come vediamo la natura delle cose e in questo caso mi sono trovata davanti a delle situazioni che, per me, non trovano nessuna giustificazione.
La violenza gratuita non può essere  giustificata con un semplice "il suo carattere è quello" senza dirci niente di quel personaggio, insomma ho trovato nelle carenze che non mi hanno permesso di rimanere totalmente convinta da questa romanzo.

Fatemi sapere se lo avete letto, se lo avete apprezzato o meno. Io vi mando un grande abbraccio e, come sempre, vi auguro di fare tante bellissime letture. A PRESTO!

martedì 24 novembre 2020

RECENSIONE "GIDEON LA NONA" di TAMSYN MUIR

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Capita di rado, ma quando capita mi sento quasi fuori dal mondo, è strano, lo so, ma io sono strana e non l'ho mai nascosto. Così quando la OSCAR VAULT ha reclutato persone che leggessero questo libro non ho esitato un secondo ed ho subito mandato la mail per partecipare alla lettura.

Ora, lo so che il volume è uscito il 17/11/2020 ma io non sono riuscita a finirlo in tempo e così ve ne parlo a qualche giorno di distanza con la speranza che ci sia ancora qualcuno che voglia saperne qualcosa.

Vi lascio al post che almeno facciamo le cose per bene, BUONA LETTURA!!!




Trama: Serva debitrice della Nona Casa, Gideon viene assoldata dalla Reverenda Figlia, Harrowhark Nonagesimus, per accompagnarla in una gara di necromanzia presso la Prima Casa, quella del Sommo Imperatore, insieme ai rappresentanti di tutte le altre case. Una sfida in cui ogni necromante ha bisogno del suo paladino e dove ossa, rituali e sospetti la fanno da padrone.

Titolo: Gideon La Nona
Autrice: Tamsyn Muir
Casa Editrice: Oscar Vault
Anno: 2020
Pag: 456
Prezzo: 22.00 euro



Cosa Ne Penso...


Devo ammettere che ho iniziato la lettura di GIDEON LA NONA non con aspettative alte, di più! Questo perché un po' sono stata subito attratta dal lato estetico del libro (Devo ammettere la mia poca "professionalità") e poi perché sono riuscita a non farmi degli spoiler e a rimanere fedele al mio principio di conoscere poco e leggere per farlo.
Quindi, mentre l'entusiasmo per questo romanzo, letto dai più in lingua originale, continuava a bombardarmi da ogni fronte, io da brava pazientona quale sono ho aspettato la traduzione italiana così da non perdermi troppo di quello che leggevo.

La prima cosa che mi è venuta in mente appena ho cominciato a leggere è stata: "Vuoi vedere che non ci capisco niente?!". Io leggo fantasy ma tendo a leggere quelli che hanno dei rimandi allo stile classico che mi sembrano essere più comprensibili per il mio neurone poco macchinoso.
Invece poi ho sentito pareri diversi che hanno avuto la mia stessa sensazione e la cosa mi ha notevolmente rincuorato, soprattutto perché ho capito di avere un po' dei "limiti fiduciari" nei confronti di queste nuove branche narrative (ma ci voglio lavorare).

Allora, torniamo a Gideon...

La protagonista di questa storia, Gideon, è una serva debitrice della Nona Casa. Una ragazzina che non avendo i genitori viene lasciata davanti alla porta del monastero del Sepolcro Sigillato le cui monache l'hanno accudita e cresciuta ma senza introdurla nel loro percorso religioso.
Cresce con Harrowark, figlia dei reggenti della Nona Casa, in un ambiente fortemente in decadenza e declino anche a livello politico. Situazione che porta le due ragazze, relativamente adulte, a doversi confrontare con le altre case per far si che Harrow diventi una Littrice, una sorta di vice reggente.
Conquistare questo traguardo, però, non è facile e le due dovranno compiere un viaggio per raggiungere, assieme agli altri necromanti e paladini delle otto case, la Prima Casa, la Casa di Canaan, quella del Divino Necromante. E da qui inizia il tutto...

Ma cosa è questo tutto?

Se nella prima parte del romanzo ci troviamo davanti ad un mondo in cui regnano il buio, la decadenza (decomposizione, sarebbe meglio), un luogo di religione necromantica e di forte senso del dovere, ci ritroviamo, successivamente, in un mondo scintillante rispetto alla Nona Casa e in un palazzo che rimanda molto alle vibes gotiche, una struttura labirintica nella quale tutti i protagonisti vengono in un certo senso risucchiati.

Gideon la nona è una storia in cui la necromanzia fa sicuramente da padrona ma è anche un romanzo fitto di inganni, tranelli, prove da superare, misteri da risolvere, dispetti e personaggi ambigui e poco affidabili. 
Una storia che vi lascia spiazzati per il suo eclettismo e per i forti contrasti tra gli elementi che la compongono. Se da una parte c'è una particolare attenzione nei confronti dell'etichetta di corte, dall'altra ci troviamo a leggere discorsi che farebbero accapponare la pelle al più becero dei pirati.
Gideon è un personaggio nuovo, sicuramente fuori da ogni possibile etichetta, antieroina per eccellenza in un mondo che di eroico ha ben poco. Gideon è caos, è follia, avventatezza, temerarietà e incoscienza.

Una storia che inizialmente vi spiazzerà e vi sembrerà di non capirci niente e allora è lì che vi immedesimerete in Gideon per cercare di comprendere qualcosa e, vi assicuro, che non ci capirete molto fino a quando non sarà la stessa Gideon a mettere insieme i pezzi di questo puzzle che è meravigliosamente intricato.

Devo ammettere che quando ho cominciato a leggere questo romanzo non mi stava prendendo molto, non capivo per quale motivo un mondo completamente nuovo dovesse essere utilizzato per raccontare avvenimenti che palesemente erano già avvenuti tra i protagonisti. Mi sembrava di spiare qualcosa che non avrei dovuto sapere, mi sentivo fuori posto, ecco. Piano piano mi sono incaponita e ho pensato di dover andare avanti per superare quella sensazione così strana che non avevo mai provato e che mi ha messo davanti a quella che, per me almeno, si è rivelata essere la verità dei fatti: 
L'ambientazione della Nona Casa, in questo romanzo, ha davvero così poco valore da essere completamente offuscato da un intero palazzo labirintico e quasi ottocentesco nel quale dietro alle mille mila porte che lo suddividono troviamo dei laboratori super tecnologici.

Ecco allora cosa è Gideon la Nona, un romanzo che unisce la scienza, la necromanzia, la follia pura, l'amore incondizionato, i duelli tra spadaccini, una gara all'ultimo sangue e una totale immersione in un mondo totalmente fuori dagli schemi.

Leggete GIDEON LA NONA per essere completamente tramortiti da qualcosa di NUOVO di travolgente e avvolgente e fatelo senza saperne molto, senza conoscere i personaggi, perché è bello entrare lentamente in una vita, quella di Gideon, che si svelerà davanti a voi con piccole conquiste e battaglie quotidiane.
Sebbene il personaggio di Gideon sia quello che da subito cattura la nostra attenzione è HARROWHARK quella che vi stupirà ancora di più. Una ereditiera forte e algida che mostra lievi incrinature e piccoli momenti di una umanità in un mondo fatto di ossa, tranelli e poteri.


VOTAZIONE: 



Spero che il secondo volume ed il terzo, perché si, si tratta di una trilogia, non deluderanno le aspettative che Gideon ha palesemente lanciato attraverso le sue pagine. Un romanzo che, come ho detto, è nuovo, o comunque è nuovo nella rivisitazioni di tematiche già trattate da altri. Un romanzo che unisce all'avventura una moralità che viene spesso messa in dubbio dai suoi protagonisti.
Un romanzo che imparerete ad amare con il tempo, pagina dopo pagina, quindi non abbandonatelo alle prime battute. Gideon e Harrow sono due protagoniste forti indipendenti e fragili allo stesso tempo e questo le rende umane e vive.
Fatevi un regalo, anche se non è un genere che fa per voi, vi assicuro che anche se fantasy non vi troverete davanti ad una storia incomprensibile, anzi, ci si basa molto sui rapporti tra i vari rappresentanti delle case, ed anche questo è indubbiamente un punto a suo favore.

Fatemi sapere se avete letto questa storia, se avete intenzione di leggerla, io spero di avervi convinto a dargli una possibilità perché merita davvero.

Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare tante e bellissime letture!  A PRESTO!!!

venerdì 13 novembre 2020

WWW... RECAP DEL MESE... SETTEMBRE E OTTOBRE 2020... E SI, STAVOLTA SONO DUE MESI DI LETTURE!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Mi sono resa conto solamente oggi che non vi avevo fatto il post di recap del mese di Settembre, così ho pensato di inserirlo brevemente in questo recap di Ottobre e farvi un accenno dei libri che ho letto nel mese scorso, spero di non annoiarvi per quando arriverete alla fine del post.
Come sempre risponderò alle solite tre domande del recap così da darvi anche un quadro di come stanno andando le cose... BUONA LETTURA!


Cosa Sto Leggendo?




Ebbene si, anche io ogni tanto mi leggo qualche nuova uscita in tempi decenti. Ho risposto per la prima volta al reclutamento fatto dalla Oscar Vault e mi hanno gentilmente mandato in anteprima il pdf di GIDEON LA NONA romanzo che ho iniziato da pochissimo e che devo dire è molto complesso.
Non so ancora dirvi nulla perché sono solo alle prime 40 pagine, ma vi farò un post con la mia opinione complessiva nei prossimi giorni.


Cosa Ho Finito Di Leggere?




Per quanto riguarda il mese di Settembre 2020 procederò facendo solo un piccolo elenco delle letture senza mettere anche la foto del libro altrimenti uscirà un post lunghissimo e non mi sembra il caso, quindi procedo così:

LA SCUOLA DEI MAGHI di TRUDI CANAVAN pubblicato dalla TEA, è stata una lettura piacevolissima che mi ha permesso di approfondire ancora di più l'autrice e la storia che ci sta narrando. Un secondo volume nel quale la Canavan non si limita a farci fare un passaggio rapido delle vicende ma ne inserisce di nuove e approfondisce i contorni in quelle che già ci ha fatto conoscere. Ho scritto un post dedicato a tutta la trilogia che vi lascio qui.   


LA GUERRA DEI DIECI ANNI a cura di ALESSANDRO MARZO MAGNO pubblicato da IL SAGGIATORE, un interessantissimo saggio storico sulla guerra nei Balcani partendo dagli albori fino agli anni della guerra in Kosovo. Un saggio che racconta in maniera dettagliata e comprensibilissima cosa è significato non solo vivere quelle guerra ma anche farne parte.  

OHIO di STEPHEN MARKLEY è stata una nuova uscita della EINAUDI che mi ha subito colpito. Una storia di consapevolezza e crescita nonostante i protagonisti siano ormai degli adulti. Una storia che ci porta a conoscere dei protagonisti che si risvegliano da una sorta di falso torpore sociale con una violenta tempesta di schiaffi in faccia. Nonostante l'autore abbia voluto peccare un po' di presunzione io non posso non ammettere che per me sia stata una delle letture migliori di quest'anno. Anche in questo caso ho già scritto un post che vi lascio qui .       

COME IL VENTO TRA I MANDORLI di SARAH MICHELLE COHEN pubblicato da FELTRINELLI è stato un altro libro che mi ha completamente rapita. La storia è ambientata negli anni 50 e ci troviamo nel pieno della guerra israelo palestinese. Una storia familiare che mi ha coinvolta tantissimo nonostante sia piena di dolore e sofferenza. Una storia di riscatto ma anche di profonda concretezza.   


RECAP DEL MESE DI OTTOBRRE 2020



 

Il mese di Ottobre 2020 è stato davvero molto pieno e soddisfacente. Complice di tante letture il blocco totale a letto e questo mi ha portato sia ad avere dolori tremendi ma allo stesso tempo, durante la tregua, a leggere molto senza essere disturbata. Vi mostro i libri ad uno ad uno così da farveli vedere meglio.



IL CONTE DI MONTECRISTO di ALEXANDRE DUMAS è stata una lettura che ho portato avanti tra Settembre e Ottobre, in realtà. Un classico di cui ho sentito la necessità di conoscere la storia al punto da comprare il libro e leggerlo immediatamente. Non credo di dovervi raccontare molto di questo romanzo, per quanto mi riguarda è stata una lettura affascinantissima pur essendo consapevole che si tratti di un romanzo pubblicato a puntate. La figura di Edmond Dantes è davvero spettacolare e ben costruita. La sua consapevolezza nel compiere la vendetta è davvero disarmante e tutto il romanzo è una continua scoperta dei suoi artifici e dei suoi inganni. Mi è piaciuto tantissimo.  



Ho letto poi TOSCA DEI BOSCHI di TERESA RADICE E STEFANO TURCONI è la seconda opera che leggo di questi due autori e devo dire che, per quanto io l'abbia trovata molto carina, non mi ha colpito come IL PORTO PROIBITO. Sicuramente da apprezzare l'omaggio alla nostra storia letteraria e all'Italia medievale che abbiamo avuto, ma la storia in sé non mi ha lasciato molto. Apprezzo comunque stile e tavole.  



Ad ottobre ho terminato poi la TRILOGIA DEL MAGO NERO leggendo il terzo volume ovvero IL SEGRETO DEI MAGHI sempre di TRUDI CANAVAN ed anche in questo caso posso dire che mi è piaciuto moltissimo come ha concluso la vicenda.  Il post è lo stesso del volume che vi ho mostrato a Settembre, potete cliccare li.




Altro saggio dedicato alle guerre nella penisola balcanica è NOI, CRIMINALI DI GUERRA di GIUSEPPE ZACCARIA un saggio che si è concentrato sul concetto di colpa generalizzata per il mancato intervento da parte di tutto il resto del mondo che ha assistito in silenzio alla bestialità di quelle guerre. Anche in questo caso molto interessante soprattutto per le preziose testimonianze dirette di chi ha vissuto quei momenti di terrore e violenza disumana.  






SERPICO di PETER MAAS è stata una lettura di recupero, nel senso che avevo comprato questo romanzo almeno un cinque anni fa e non avevo mai avuto l'ispirazione per leggerlo, poi mi sono svegliata una mattina pensandoci ma senza un particolare motivo e ho deciso di leggerlo. Una storia vera che racconta delle azioni di Frank Serpico per denunciare la corruzione della polizia si New York. Serpico è un personaggio reale e questo mi ha reso ancora più avvincente la lettura. 





Poi c'è stato L'AMANTE DEL BOSCO di SUSAN VREELAND un romanzo che mi è piaciuto tantissimo sia per una sorta di coperta di Linus avendo io letto anni fa un altro romanzo dell'autrice, sia perché mi è piaciuto conoscere la storia di una pittrice semi sconosciuta, Emily Carr, ma di grande importanza per la conservazione delle tradizioni del popolo nativo americano delle colonie britanniche. Un romanzo che mi ha sorpreso e allo stesso tempo ammaliato per la capacità della scrittrice di avermi saputo trasportare lì accanto ad Emily e ai suoi boschi.  Anche di questo romanzo vi lascio il post qui






Testimonianza di come fu vissuto il bombardamento di Sarajevo è in DIARIO DI ZLATA di ZLATA FILIPOVIC una ragazzina di undici anni che si ritrova a vivere questa orribile vicenda storica. E' stato molto interessante vedere la crescita personale di Zlata che nel corso della scrittura parte con i classici segreti da ragazzini per poi arrivare a fare delle riflessioni politiche e personali molto profonde sul valore di una guerra fratricida.   

E MEZZA




FOSCHIA di ANNA LUISA PIGNATELLI è stato un romanzo immersivo e velocissimo. Letto in un giorno, Foschia racconta dell'infatuamento di una figlia per un padre che non si è mai sentito tale per lei. Una sorta di ossessione che vi trascinerà totalmente attraverso le pagine complice anche una ambientazione che, come recita il titolo, è fosca, torbida. Molto bella come lettura.




Un po' deludente è stata la lettura di IL PRIGIONIERO DEL CIELO di CARLOS RUIZ ZAFON che per quanto scriva benissimo credo proprio che con questo volume abbia voluto un po' tirarla per le lunghe. Una storia che poteva essere inserita tranquillamente nei volumi precedenti e che non so per quale motivo non sia stato fatto. Mi auguro che troverò una risposta un po' più concreta nell'ultimo volume della tetralogia del Cimitero dei libri dimenticati.  Peccato!






Ultima lettura del mese di Ottobre è stato COUNTRY DARK di CHRIS OFFUTT un romanzo che avevo puntato da una vita e mezza e che solamente adesso mi sono decisa a leggere. Si tratta di una storia dal sapore dolce amaro che mi ha lasciato un po' nel limbo dell'indecisione. Probabilmente perché vi ho riposto troppe aspettative pur non sapendone nulla, fatto sta che nonostante tutto non mi ha completamente deluso ma neanche ammaliato. 
 E MEZZA.


Cosa Ho Intenzione di leggere?



Nel mese di Novembre mi sono ritrovata a leggere qualche libro diverso dai miei soliti generi. Ho già letto un thriller e ora vorrei portarmi avanti con il terzo volume della serie dedicata a Cormoran Strike con, appunto, LA VIA DEL MALE di ROBERT GALBRAITH. In realtà penso che questo sia un romanzo che mi porterò avanti anche a dicembre per la mole, più che altro, ma non si può mai sapere, magari mi velocizzo.

Mi devo scusare con voi per la lunghezza del post ad ottobre ho letto tantissimo e fortunatamente sono state tutte delle bellissime letture. A Novembre non sarà così perché già mi sto rendendo conto che ho rallentato un po' i ritmi ma spero che si rivelerà comunque un buon mese.

Fatemi sapere se avete letto qualcuno di questi romanzi, se volete che vi parli subito di qualcuno in particolare. Come vedete non sempre pubblico post legati alle letture in corso perché sto cercando di recuperare anche delle letture fatte ad inizio anno e di cui mi piace parlarvi. 

Adesso vi saluto davvero, vi mando un grande abbraccio, A PRESTO!!!

martedì 10 novembre 2020

RECENSIONE: "LA TRILOGIA DEL MAGO NERO" di TRUDI CANAVAN

 SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state? In che parte d'Italia vi trovate e come state vivendo questi giorni di restrizioni? Io sono in zona gialla ma in realtà non credo che ci faranno stare in "libertà" ancora per molto tempo visto che le persone continuano a comportarsi come se non ci fosse nulla nel mondo e nel proprio luogo di abitazione.

Ma bando alle polemiche... Oggi vi racconto della mia esperienza di lettura con una trilogia che stazionava da tantissimi anni nella mia libreria e che ho finalmente deciso di leggere. Ho deciso di parlarvene in maniera generale e di tutti e tre i romanzi insieme in modo da non dover fare dei post con tre righe cercando di non anticipare troppo delle trame. Vi lascio al post, BUONA LETTURA!




Titoli: La corporazione dei maghi - La scuola dei maghi - Il segreto dei maghi
Autrice: Trudi Canavan
Casa Editrice: Tea
Anno: 2007/2008


Trama: Ogni anno arriva il giorno dell'Epurazione, un giorno che porta i Maghi a fare pulizia della città. Durante l'Epurazione vengono cacciati tutti i banditi, i vagabondi, i poverie i barboni così da rendere la città più sicura e, per i maghi, mantenere un'aura di superiorità. Nell'anno in cui avvengono i fatti del primo libro, però, qualcosa cambia, un mago viene colpito alla tempia, nonostante il muro di protezione che li accoglie al suo interno. L'unica possibilità che ciò avvenga è che chi ha lanciato la pietra ha dei poteri magici e non lo sa. Non è possibile lasciare un mago in libertà senza la gestione del potere e per questo è necessario trovare il detentore di tale potere.


Cosa Ne Penso...


Sono passati moltissimi anno da quando ho comprato questa trilogia eppure ogni volta che mi veniva voglia di fantasy ho sempre pensato che potesse essere una bella avventura da intraprendere per me. 
Leggere la trilogia della Canavan iniziando dal suo sequel L'APPRENDISTA DEL MAGO di cui vi ho già parlato, è stato davvero un viaggio completo che mi ha permesso di apprezzarlo ancora di più, ma partiamo dal principio.



I fatti che la Canavan ci racconta in questo primo volume, LA CORPORAZIONE DEI MAGHI, accadono moltissimi anno dopo il sequel, in un periodo in cui la divisione sociale e storica ha portato ad un consolidamento dello status di opposizione tra Kyraliani e Sachakani e una netta divisione sociale tra i Maghi, visti come entità superiori e intoccabili, e il popolo suddiviso a sua volta tra popolani e dwell, quelli di un gradino ancora più in basso, quello dei Ladri e di coloro che vivono nell'ombra.
Una suddivisione importante all'interno di un romanzo che si basa molto proprio su questa distinzione.

La protagonista è Sonea, appartenente al popolo e frequentatrice dei Ladri che la coinvolgono nei tentativi di opposizione ai maghi che vogliono pulire la città. Con estrema incredulità Sonea lancia una pietra e colpisce un mago. Evidente e velocissima è la reazione di tutti e la fuga per Sonea è l'unica via di fuga.
Una fuga e la morte di un ragazzo colpito al suo posto caratterizzano i primi momenti di lucidità di Sonea nel comprendere la sua "diversità" rispetto a Cery, amico fidato e ladro, e agli altri che li hanno accompagnati. La presa di coscienza è difficile soprattutto in vista di una nomea estremamente negativa e lugubre dei Maghi. Ma veramente, poi, sono così cattivi e paurosi come vengono descritti?




La Canavan, nel raccontarci questa storia, decide di prenderci per mano e accompagnarci lentamente e approfonditamente in quella che è la mentalità e la vita di due categorie molto più simili di quanto non si creda. Protagonisti indiscussi di questa storia, infatti, sono i Maghi e i Ladri che si oppongono ma sono speculari gli uni agli altri.
I Maghi vivono all'interno della città universitaria, hanno una struttura che gli permette di essere legati alla città e allo stesso tempo protetti da essa. I Ladri vivono sotto la città, molti infatti sono i cunicoli che attraversano tutto il regno e si dimostreranno utilissimi per l'evoluzione della storia.
Nel prenderci per mano e raccontarci in maniera accurata e precisa quello che succede in questo mondo l'autrice ci offre la rappresentazione di una realtà completa in tutti i suoi aspetti, dalla vita delle persone a quella della politica del regno e delle varie nazioni che lo compongono. 




Quello che mi ha colpito maggiormente di questa trilogia è stata proprio l'attenzione nei confronti di tutti i dettagli della sua costruzione. Attenzione che ha portatp alla costruzione di un mondo nuovo e pieno di sfaccettature a livello sociale, politico, degli usi e dei costumi dei vari territori toccati nella storia. Come pure una differente caratterizzazione dei vari personaggi che incontriamo. A questo elemento aggiunge l'attenzione alle tematiche sociali quali i razzismo, il bullismo, la povertà, la violenza, l'omofobia il tutto inserito all'interno di una struttura narrativa che ha un incastro perfetto.

Tutto quello che la Canavan ha inserito nella storia ha una sua valenza, una giusta collocazione e fornisce un elemento importante per lo svolgimento di una narrazione che non si dimostra mai banale o scontata. Tutti i momenti in cui si potrebbe pensare di avere un'ovvietà viene subito smentito da quanto l'autrice ci racconta.

Mi è piaciuto moltissimo lo stile utilizzato, descrittivo ma mai pedante, ricco, pieno ma mai legato alla volontà di dover piacere o stupire noi lettori che comunque rimaniamo colpiti da come questo mondo prenda vita progressivamente davanti ai nostri occhi.
E poi, ovviamente anche la storia dei personaggi che ruotano attorno a Sonea la quale pur essendone la protagonista credo fermamente sia stata soprattutto un tramite di conoscenza.
In un quadro di libri che riportano molte prodezze e particolari poteri soprannaturali, credo si debba dare spazio ancora ad un tipo di storia in cui le cose possano sembrare reali o perlomeno legate a delle capacità ancora "umane" e in questa trilogia succede questo nonostante la magia, chiaramente un elemento poco umano, sia molto utilizzata.

Mi è piaciuto molto il modo in cui l'autrice sia riuscita a farmi allontanare da una realtà che in questo periodo mi sta stretta e che mi abbia saputo intrattenere in modo intelligente e coinvolgente.
Leggendo di Sonea e Cery e Akkarin e Rothen e Dannyl entriamo a contatto con una società complicata che non si limita a far crescere la nuova schiera di maghi ma si prova a dare vita alla consapevolezza di avere un grande potere che può essere utilizzato deliberatamente per il bene o per il male.


VOTAZIONE:



Insomma che dire, leggere la Canavan mi ha permesso di capire che il fantasy, soprattutto quello di stampo classico è un genere che mi piace molto e che mi permette di riflettere su tematiche importanti pur non avendo il tutto spiattellato in maniera eccessivamente "violenta" davanti.
Ho capito che leggere i volumi delle saghe a poca distanza l'uno dall'altra aumenta la mia curiosità nel leggere e conoscere la storia, ma quando è troppo è comunque troppo. 
Infine ho capito che fa bene, ogni tanto, allontanarsi dalla propria comfort zone letteraria e buttarsi a capofitto in qualcosa di diverso e soprattutto poco acclamato.

Fatemi sapere se avete letto questa trilogia, se conoscevate la Canavan e se vi ho incuriosito abbatanza da farvela recuperare.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare delle bellissime letture. A presto!!!

martedì 3 novembre 2020

TBR... QUANDO TI METTI DAVANTI ALLA LIBRERIA, NON SAI COSA LEGGERE E PRENDI LIBRI AD OCCHI CHIUSI!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Inizia il penultimo mese dell'anno ed io per la prima volta non so cosa leggere. Il fatto che in mesi precedenti sia stata presa da una fervente vivacità di desideri narrativi, a Novembre ha portato tutto più in versione calma piatta ma una mini tbr me la devo fare almeno vedo di tracciare una linea tra le cose da leggere. 

Questo mese il metodo che ho scelto per la selezione delle letture lo potrei definire... AD CAZZUM. Dalle mie parti quando si incontra qualcuno che vestendosi ha unito un po' di tutto senza mettere niente di coordinato si dice che molto probabilmente si è buttato dentro l'armadio e si è messo quello che gli è rimasto attaccato addosso, ecco, stavolta la scelta è stata fatta un po' così. Vi mostro meglio che cosa ho intenzione di leggere per questo mese di Novembre 2020, BUONA LETTURA!!!


TBR DI UN ANNO DA STRAPAZZO... NOVEMBRE 2020



Io lo so che questo libro ormai lo state vedendo in tutti i post di questo genere ma sappiatelo LO STO LEGGENDO! LA COLPA di JONATHAN KELLERMAN ho scoperto essere il 28 esimo libro di una lunghissima serie che vede protagonisti due amici un investigatore e uno psicologo. In questo caso si tratta di una vicenda un po' cold case e un po' da thriller. All'interno del giardino di una casa borghese vengono ritrovate delle ossa appartenenti ad un bambino e da li iniziano tutte le ricerche. 
Devo dire che non mi sta affatto dispiacendo nel senso che in due giorni ho letto quasi metà romanzo ma ancora non posso dirvi se si rivelerà una ca..ta pazzesca o meno. Vi saprò dire...




IL MIO DIARIO SEGRETO DELL'OLOCAUSTO di NONNA BANNISTER è un diario di prigionia, come sapete mi piace approfondire questa tematica attraverso i libri di questo tipo. Ho letto che si tratta di una testimonianza vera quindi la cosa mi incuriosisce ancora di più.




Questo mese farò anche un grande recuperone, CIME TEMPESTOSE di EMILY BRONTE, grazie ad una iniziativa la #READINGTHEDARKCHALLENGE una sfida di lettura nella quale si leggeranno libri dedicati al genere gotico, horror e weird. Seguendo delle task si sceglie un libro appartenente ad uno dei tre generi e così per ogni mese fino ad ottobre prossimo. Una bella iniziativa che mi permette di leggere molti dei libri che, inconsapevolmente ho nella mia libreria. Sono curiosissima!




Vorrei cercare di terminare un'altra saga, almeno per i libri che ho in cartaceo così leggerò LA VIA DEL MALE di ROBERT GALBRAIT che sappiamo tutti chi sia in realtà. Terzo libro della serie dedicata a Cormoran e Robin e, devo dire la verità, ne sentivo un po' la mancanza. Sono curiosissima di vedere come si evolverà la loro relazione e poi fa sempre bene leggere dei libri che si sa essere scritti bene.




Per smorzare un po' i toni ho deciso di leggere anche il primo volume di una duologia che ha fatto tanto parlare di sé qualche anno fa, vedete che io le cose "famose" me le leggo, ma con i miei tempi, ecco.
Un rifacimento de LE MILLE E UNA NOTTE a quanto ne so, si tratta de LA MOGLIE DEL CALIFFO di  RENEE AHDIEH,  che essendo in due volumi ho deciso di chiudere l'anno con loro senza lasciare altre serie in sospensioni ulteriori.


Bene amici questi saranno i libri che credo mi accompagneranno per tutto il mese, come vedete ho mischiato un po' le carte, mi sono concentrata un po' sul thriller e giallo perché ogni tanto mi fa piacere leggere libri che siano di puro intrattenimento. Il mese scorso, come vedrete nel post di recap, ho letto tantissimo, a Novembre non so come andrà ma questo saranno sicuramente alcuni dei libri che mi accompagneranno per questo mese.
Fatemi sapere cosa ne pensate della tbr, se avete letto qualcuno di questi romanzi e cosa leggerete voi in questo mese.
Vi mando, come sempre, un grande abbraccio e vi auguro di fare delle bellissime letture! A presto!!!

mercoledì 28 ottobre 2020

Recensione: "L'AMANTE DEL BOSCO" di SUSAN VREELAND

 SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

E' molto raro che io finisca un libro e mi metta subito a scriverne le mie impressioni. Soprattutto in questo ultimo anno, dopo il blocco che ho avuto, mi sembra sempre che ho altri libri da recuperare e non penso che potrebbe essere bello anche scrivere impressioni a caldo.

Non so se questa cosa mi porterà a dei risultati migliori o meno, ma ho deciso che voglio raccontarvi subito quello che ho pensato di questo romanzo finito di leggere da pochissimo (domenica 25/10). Un romanzo che ha unito le mie due passioni, l'arte e la lettura in un mix che mi ha incantata. Ma ve ne parlo meglio nel post...




Trama: Emily Carr vuole dare voce alla natura, alle riserve della Columbia Britannica e trovare la sua strada in un mondo fatto di bigottismo religioso e timore del diverso non è stato sempre facile. Per non parlare del fatto che si tratta di una donna e che la pittura era solo un mestiere maschile. 

Titolo: L'amante dei boschi
Autrice: Sudan Vreelan
Casa Editrice: Beat
Anno: 2017
Pag: 462
Prezzo: 11.00 euro



Cosa Ne Penso...


Questo era uno dei romanzi che avevo scelto a dicembre dell'anno scorso come candidato alla mia tbr annuale, comprato solo per il nome dell'autrice, diventata per me una garanzia e a questo punto una bellissima conferma.

Susan Vreeland ci racconta la vita di una donna che ha rotto molti degli schemi sociali e artistici dei primi del 900 ma anche religiosi. L'ambientazione del romanzo è prevalentemente quella della Columbia Britannica, colonia inglese della parte occidentale del Canada, abitata da nativi americani appartenenti a molte tribù differenti. Siamo in un periodo di indottrinamento cristiano nei confronti delle popolazioni locali e soprattutto nei confronti di quanti venivano ritenuti selvaggi. E' in questo clima storico che la Carr si trova ad agire diventando, proprio per le sue scelte, una donna fuori dal comune, da allontanare anche se di talento, da sottovalutare.

In contrapposizione a questo clima storico/sociale ci ritroviamo, invece, davanti ad un clima artistico molto più in movimento, per i vari cambiamenti di pensiero, di tecniche di nuove visualizzazioni del colore e dei soggetti rappresentati. Siamo nel periodo delle Avanguardie artistiche, correnti che portano degli sconvolgimenti nelle tecniche classiche della pittura fino ad allora conosciuta.
Ed è ad una di queste correnti che Emily Carr si rifà per creare la sua arte, quella dei Fauves, una sorta di evoluzione dell'impressionismo ma con l'uso di colori molto più "violenti", più carichi, più brillanti.

La storia che ci racconta la Vreeland è chiaramente una biografia romanzata dalla quale, però, non ha eliminato o modificato totalmente gli eventi, per quanto l'autrice ci avverta, nella sua postfazione, che la stessa Emily negli scritti che ci ha lasciati, ha spesso modificato la realtà degli eventi.
Al di là di quanto possa averci raccontato la Vreeland e la scelta di aver inventato gli eventi, voglio raccontarvi della mia esperienza di lettura con questo romanzo.
Emily Carr mi si è presentata come una donna coraggiosa, forte, testarda e allo stesso tempo fortemente influenzata dalle carenze della sua vita. 




Per una donna scegliere l'arte al posto della famiglia era una sorta di disonore, l'arte era solo un passatempo e questo sicuramente non avrebbe potuto farla vivere in maniera dignitosa. Ma Emily non si è mai posto il problema, è riuscita ad essere devota alla sua arte per tutto il tempo.

Tra le pagine del romanzo ci troviamo a conoscere le gioie e le difficoltà della sua vita, l'aver trovato uno scopo al suo lavoro artistico, quello di riprodurre i totem delle civiltà indiane prima che possano scomparire del tutto, ha alimentato la sua impazienza di conoscere sempre di più quel mondo, quella gente così accogliente nei suoi confronti, così profondamente segnata dalle volontà di una popolo che con la scusa della civilizzazione hanno brutalmente ucciso e sottratto la libertà e la cultura ai nativi.




La Carr diventa rappresentate di un popolo sottomesso dalla missione religiosa britannica, amica dei nativi e amante della natura e dei boschi, appunto. La capacità di aver saputo dare spazio ad alberi infiniti dai colori ignoti e improbabili che fanno da sfondo alla rappresentazione degli animali guida sui totem. Foreste di Totem diventano rappresentativi delle sue opere d'arte ammaliano e affascinano coloni inglesi e colonizzati indiani.

"Il mio scopo, nel dipingere questa collezione di quadri sui pali totemici, è stato quello di descrivere queste vestigia impressionanti, monumentali, nella loro collocazione originaria. Voglio offrire un tributo alla creatività dell'arte e della vita dei primi abitanti della provincia. Quello che vedete qui rappresenta solo una piccola parte delle grandi comunità della Columbia Britannica..."

Ma non sempre la Carr ha avuto una prolifica vena artistica, ci sono stati momenti di sconforto nei quali non ha dipinto nulla, ci sono stati momenti in cui ha pensato di non poter più dipingere, di non saperlo più fare, di non riuscire a farsi comprendere dagli osservatori dei suoi quadri, di trovare davanti a sé solo dei muri che non sarebbe riuscita a valicare.
E' qui che entrano in campo le altre bellissime figure di questo romanzo, figure che hanno aiutato Emily a cercare le ragioni che le sono servite nella vita.
Abbiamo Claude il mercante sulle navi di cui si è innamorata perdutamente, abbiamo Jessica la sua migliore amica, sempre pronta a spronarla e a ricordarle che la sua arte è ormai divenuta un dovere nei confronti di chi non ha voce. C'è Harold, un ragazzo cresciuto con gli indiani di cui ha totalmente assorbito la cultura al punto da subire molte reclusioni psichiatriche e poi Sophie una donna di cui sicuramente non saprei parlare a dovere.

"Non saranno mai pronti. Sono stata una stupida a sperarlo. Tutti quegli imprenditori edili di Vancouver non vogliono che la gente veda la vitalità e la dignità della cultura dei nativi. I loro profitti provengono dalla distruzione degli indiani e io... Cosa sto facendo, io?"   "Tu rendi  loro onore" disse fermamente Jessica.   " Ma se i bianchi non recepiscono la cosa, non ho fatto niente con questi dipinti per opporsi alla tragedia di Cumshewa e degli altri villaggi in rovina. Niente per oppormi al villaggio messo a fuoco a solo pochi isolati da qui. Niente per oppormi alle perdite, non solo dei bambini di Sophie, ma di tutti quelli lungo la costa."."

 

Ecco lo spirito di Emily, una donna che ha donato la sua arte a favore di una causa umana che l'ha segnata profondamente proprio grazie alla possibilità di essere accolta da loro. Sophie, una donna indiana, diventa la sua amica/sorella e più volte ci si rende conto di quanto lei sia molto più sorella di Emily delle sue reali sorelle. Sophie è un personaggio bellissimo della vicenda, una sorta di guida spirituale di Emily sebbene lo sia solo apparentemente. Anche Sophie è umana e come tale soffre, si addolora, e commette errori.





Sono rimasta totalmente avvinta e avvolta dall'atmosfera creata dalla Vreeland in questo romanzo sebbene io abbia trovato la prima parte un po' troppo tecnica per i non addetti ai lavori. L'autrice è riuscita a trasmettermi il cambiamento di Emily e il momento in cui riesce a capire quale sia la sua strada, quale sia il suo obiettivo e questo si dispiega anche davanti ai nostri occhi con una progressiva immersione nella natura. La Vreeland da voce alla natura dei boschi al punto che mi sono ritrovata a comprendere la magnificenza provata da Emily davanti agli spettacoli che la natura stessa le ha offerto.

Una storia che mi ha rapita non solamente per Emily ma anche per quella dei personaggi che le ruotano attorno e a cui la scrittrice riesce a donare il loro spazio nonostante la stessa Emily sia comunque una presenza molto carismatica a livello narrativo. Una donna piena di forza vitale ma allo stesso tempo di una fragilità enorme che ha sempre cercato di nascondere dietro ad una sorta di aggressività di difesa. Un romanzo molto accurato, molto realistico e dettagliato e per questo in grado di coinvolgermi pienamente nella storia che mi ha raccontato.


VOTAZIONE:



Devo ammettere che inizialmente ho pensato si trattasse di un romanzo un po' sottotono rispetto al precedente dell'autrice. Stavo rimanendo delusa dal fatto che ci fossero troppi elementi tecnici che io, avendo comunque studiato arte contemporanea all'università stavo capendo, ma non pensavo potessero essere adatti ad un romanzo. Invece ho dovuto ricredere a tutto questo mio iniziale pensiero in relazione poi a quanto è accaduto poi.

La Vreeland ci accompagna gradualmente nel mondo della Carr e lo fa di pari passo con l'artista che gradualmente riscopre la natura e la necessità e i messaggi lasciati da essa. A questo aggiunge l'urgenza fisica di salvare le popolazioni native e tutto ci diventa più viscerale, necessario. Tutte le sensazioni provate da Emily riusciamo a percepirle attraverso le pagine e il procedere di una storia che per quanto sia molto affascinante è anche costellata di molta sofferenza e dolore. 

Percepiamo i dubbi di Emily nel perseguire così pedissequamente il suo scopo lasciando andare la sua vita, la possibilità di avere un affetto, la possibilità di creare una vita che non sia legata solamente all'arte. Ma allo stesso tempo ci troviamo anche a comprendere che questa è l'unica scelta plausibile per lei, l'unica che effettivamente la rende felice e completa.

Un romanzo molto bello, intenso, che vi lascia la sensazione di aver partecipato a qualcosa di grandioso e potente. Una storia commovente che gratifica e lascia con la voglia di correre fra i boschi.

Fatemi sapere se lo avete letto, se avete letto qualcosa di questa autrice. Mi dispiace se sono stata troppo prolissa nel parlarvene ma volevo rendere a pieno le sensazioni che mi ha trasmesso questo romanzo.

Vi auguro di fare bellissime letture, vi mando un abbraccio... A presto!

giovedì 22 ottobre 2020

RECENSIONE: "LE STRADE DI LAREDO" di LARRY McMURTRY

 SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

In questi mesi ho accumulato talmente tante letture di cui vorrei parlarvi che potrei ammorbarvi ogni giorno con qualche nuova recensione, cosa che ovviamente non farò, perché non mi sembra il caso, perché vorrebbe dire che devo piazzarmi davanti al pc e non fare altro per scrivere i post e perché non credo vi interesserebbe avere tutto in un secondo, ma magari mi sbaglio, chissà!

Torno comunque a parlarvi di libri letti e lo faccio con uno che ho aspettato tantissimo per leggerlo, ma apposta proprio, perché avevo paura che mi potesse rovinare il bel ricordo che avevo di LONESOME DOVE, essendo questo il suo seguito.

Devo confessare che in parte la delusione è arrivata, ma vi spiego meglio nel post quello che intendo dire con questa cosa, BUONA LETTURA!!!




Trama: Joey Garza è un giovane, spietato e abile bandito. In poco tempo è riuscito a farsi una reputazione importante e a far sentire la paura solo nominandolo. E' necessario che un altrettanto bravo texas ranger riesca a catturarlo togliendo il pericolo dalle strade. Sarà Wodroow Call a prendere parte alla caccia cercando di sconfiggere un nemico invisibile che lascia le sue tracce ovunque, il tempo.


Titolo: Le strade di Laredo
Auore: Larry McMurtry
Casa Editrice: Einaudi
Anno: 2018
Pag: 496
Prezzo: 22.00 euro



Cosa Ne Penso...

Ho aspettato un anno prima da LONESOME DOVE , il mio primo romanzo western, ogni volta che pensavo fosse arrivato il momento di leggerlo ripensavo alla storia di Gus McCrae a Lorena, Wodroow Call, Pea Eye, Newt e a tutti gli altri personaggi del romanzo e non riuscivo a leggere di altro. Poi un giorno, troppo presa dalla curiosità, ho cominciato a leggerlo e non l'ho più lasciato.

Sono passati circa venti anni dalla storia raccontata in Lonesome Dove, ci troviamo sempre in Texas ma le cose cominciano a cambiare e la novità più importante è l'arrivo della ferrovia che, se da una parte ha portato un grande vantaggio in termini di tempistiche, dall'altro ha comportato nuove forme di banditismo con i derubamenti dei viaggiatori. Ovviamente sulla base di ciò emergono nuove stelle del crimine e noi seguiamo Joey Garza.

La storia che McMurtry ci racconta in questo romanzo è quindi una continuazione degli eventi del primo libro, ma a me questa cosa non ha convinto molto.
Nel corso della lettura ci troviamo davanti ad una serie di personaggi che da soli avrebbero retto benissimo un nuovo romanzo, invece si è voluto infilare per forza un richiamo a quanto già successo senza dare effettivamente un "aiuto" alla trama del romanzo. 
Devo spiegarmi meglio ma spero di non anticipare troppo della trama.
La sensazione che ho avuto è stata quella di una immissione forzata di elementi che hanno fatto parte del primo volume solamente perché si doveva realizzare una sorta di continuità ma nella storia reale il loro apporto è stato veramente molto marginale.

Allo stesso tempo posso dire che l'aver dimezzato la quantità di pagine ha comportato anche una maggiore riduzione delle descrizioni del paesaggio e delle situazioni che mi erano piaciute tantissimo nella prima lettura. Lo so che sto facendo troppi confronti ma non posso parlare di questo secondo libro senza effettivamente confrontarlo con l'altro. 
Nella mia testa, infatti, anche i giudizi si dividono in base alla considerazione totale o parziale del libro.

LE STRADE DI LAREDO è un romanzo che coinvolge pienamente il lettore nella vita dei personaggi di cui si racconta. Joey Garza e la sua famiglia, in particolare la madre Maria vengono raccontati da ogni singolo aspetto. Maria in particolare è stato un personaggio così forte, pieno di volontà nonostante la vita le abbia sempre dato grandi sberle. Una donna che non si è mai lasciata abbattere dalle difficoltà, dai problemi, dalla impossibilità di cambiare il suo destino. Scopriamo una donna che ha come unico scopo quello di proteggere i propri figli anche quando questo significa farlo per un bandito terrificante e sanguinario.
Lo stesso Joey è un personaggio cupo, arrabbiato, rabbioso, perennemente in lotta con la giustizia, con la vita, con tutti i personaggi che incontra sul suo cammino anche quando tutti sono per i fatti loro.

E poi ci sono le grandi stelle del passato che, secondo il mio punto di vista, potevano essere anche eliminate dalla trama di questo volume. Partiamo da Call ormai vecchio, infermo, con le capacità reattive ridotte e allo stremo della sua forza che si ritrova ad inseguire un ragazzo che è palesemente il suo opposto. Pea Eye e Lorena che non si sa quando si sono sposati e hanno fatto una caterva di figli e l'unica cosa che fanno è inseguirsi l'un l'altro, poi c'è Clara anche lei con un piede nella fossa e la riducono a grillo parlante. Qualcosa è spoiler ma non posso non dire nulla altrimenti non capireste il senso di quello che voglio dire.

Mi è dispiaciuto tantissimo parlare di questo libro in questo modo perché davvero ho adorato tutti nel primo volume. Sinceramente è stato un tentativo "patetico" di inserirli in questa storia perché poi oltre a non fare chissà cosa, sono continuamente legati ad un passato che non c'è più, continuano a ricordare Gus in ogni pensiero, per ogni cosa. Io capisco che siamo davanti ad un genere molto malinconico, ma anche basta. Non puoi far passare venti anni e poi in ogni cosa sembra che siamo a due giorni di distanza da Lonesome per poi renderci noto che Call è vecchio e malato...NO!

Sono arrabbiata con questo romanzo (se si può esserlo con un libro intendo), non è possibile voler procedere una storia buttando ogni tanto un collegamento, non si fa così. 
Ho riconosciuto la penna di McMurtry nella narrazione, quello sicuramente, ma ci sono stati dei tagli che non hanno senso. Con il passato non c'è un minimo di coerenza e poi, però, mi costruisci una storia potente quanto la prima ma con personaggi totalmente diversi.
E' qui che mi domando se effettivamente ci sarebbe stata la necessità di creare un seguito e non fare un romanzo nuovo e basta che forse avrei apprezzato molto di più.


VOTAZIONE:



Sono stata cattivissima nel farvi questa recensione, lo so, ma ogni volta che penso a questo libro non posso fare altro che arrabbiarmi. Mi è sembrato così triste dover rendere debole un personaggio che ha avuto comunque un grande passato e farlo in modo "forzato".
E' ovvio che l'età passa anche per i personaggi ma non vedevo la necessità di fare l'ombra di ciò che è stato glorioso a scopo continuativo e basta.
Resta il fatto che l'autore ha comunque una capacità di scrittura molto coinvolgente al punto che tutta la parte dedicata alla madre di Joey sono stata col fazzoletto in mano.
Mi dispiace tantissimo anche se non siete riusciti a capirci molto perché in questo caso ci troviamo davanti ad un romanzo ricchissimo di trama e ogni elemento potrebbe essere uno spoiler. Ho cercato di limitare molto le mie impressioni e mi dispiace anche che ho parlato perlopiù negativamente quando in realtà la storia "nuova" è comunque stata bella da leggere, per quanto drammatica a livelli abnormi.

Spero comunque che io sia riuscita ad istillare in voi un po' di curiosità che vi spinga a leggere Lonesome dove e a rimanerne contenti e soddisfatti quanto me.
Fatemi sapere se avete letto il libro di oggi, se conoscete l'autore, se leggete libri western e soprattutto, se si, USCITE I TITOLI!!!

Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare tantissime letture, A PRESTO!!!