lunedì 20 marzo 2017

CASSETTA DELLA POSTA... #13

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Siamo quasi giunti alla fine di Marzo e non ho ancora comprato nessun libro o altro, in compenso sto leggendo abbastanza, anche se ho avuto dei periodi di calo d'interesse nei confronti dei libri che ho tra le mani.
Diciamo che il proposito di comprare meno libri sta decisamente riuscendo, anche se non mi fermo mai a tre libri quando faccio acquisti, come avete visto! 
Il proposito di acquistare sole tre libri al mese si è trasformato in NON COMPRARE PIU' LIBRI DI QUANTI NE RIESCI A LEGGERE NEL MESE PRECEDENTE. A questo proposito posso dire che, così come ero già riuscita a fare a Gennaio, anche Febbraio è stato un mese MOLTO soddisfacente in quanto a numero di letture fatte e "meno" dal punto di vista degli acquisti, ma lo scopo è proprio questo quindi direi BRAVA ME!!!
Per parlare in numeri vi dico che nel mese di Febbraio ho
LETTO: 9 LIBRI
COMPRATO: 4 LIBRI.
Credo che adesso non mi resta che farvi vedere cosa è entrato a far parte della mia personale libreria per questo mese appena trascorso... Buona lettura!


Gli arrivi di Febbraio sono tutti legati alla chiusura di una Casa Editrice la ISBN EDIZIONI  che ha scontato tutto il suo catalogo a prezzi stracciati. Io avevo visto una sola volta i volumi di questa casa editrice in libreria e poi non più, pensando che fossero delle edizioni particolari uscite per delle occasioni, Me ignorante!
Poi un giorno, guardando un video di una ragazza su Youtube ho scoperto questa notizia e ne ho approfittato facendo un ordine su Amazon ed ecco i quattro titoli che ho scelto.





Il primo titolo che vi mostro sulla mia bella copertina effetto tovaglia è TOXIC di HALLGRIMUR HELGASON. In questo romanzo di racconta la storia di un killer croato cresciuto nel periodo della Guerra dei Balcani e successivamente trasferitosi a New York. Lì incontra una donna peruviana che, come lui, uccide per vivere e per mantenere la sua famiglia in Perù. Un giorno, però, Toxic, uccide un uomo dell'FBI e questo lo porterà a dover andare via da New York e cercare una modo per farlo. La soluzione, dopo una fuga rocambolesca, è un volo per Rejkiavik con in mano il biglietto di un telepredicatore. Non appena arriva a destinazione seguiremo il suo reinventarsi in un posto totalmente diverso dalla realtà che ha vissuto fino a quel momento. 
In realtà sul libro la trama è scritta meglio, ma sapete che io non voglio sapere troppe cose dei libri che leggo,NO?!!





Il secondo romanzo è RITRATTO DI FAMIGLIA CON SUPERPOTERI di STEVEN AMSTERDAM. Con questo volume ho cercato di dare spazio ad uno dei miei generi preferiti, ovvero i romanzi familiari. Certo, in questo caso non si tratta di una famiglia normale ma ce la facciamo andare bene comunque. Mi piace vedere il modo in cui gli autori modificano delle tematiche comuni in qualcosa di particolare. Spero solo che possa essere avvincente e coinvolgente nel suo sviluppo :-) 

Informazione tecnica, se volete cercare qualche titolo di questa casa editrice, sappiate che se ne trovano ancora molti e i prezzi sono veramente irrisori, sappiate che io ho speso in tutto 20 euro per questi libri ed i loro prezzi originari superavano i 15. Io ve lo dico, così se volete darci un'occhiata sapete che ci sono ancora!




Un libro che si prospetta molto interessante è PANOPTICON di JENNI FLAGAN. Libro d'esordio in cui si raccontano le vicende di una ragazza interrotta che, a seguito di una colluttazione con un poliziotto, viene portata a Panopticon un istituto a metà tra una casa famiglia ed un riformatorio. Qui incontra altri ragazzi con dei problemi legati all'identità, alla ricerca delle proprie origini, problematiche che li accomunano alla protagonista.
Insomma un libro che mi ha incuriosito fin da subito e che spero di leggere presto, anche se vorrei che fosse così per tutti i libri che compro!




IL LIBRO SEGRETO DELLE COSE SACRE di TORSTEN KROL è un libro che rimanda al fantasy, alla distopia ma anche a quelle storie tribali e preistoriche fatte di particolari riti sacerdotali, di una società divisa per compiti precisi tra donne e uomini, sette religiose e la visione di tutto questo tramite gli occhi di una ragazzina che, nel suo diario, ci racconta come tutto è iniziato e avvenuto. Questo è ciò che incontrerò nelle pagine di questo romanzo e sono CURIOSA COME UNA SCIMMIA!!!


Bene amici questi sono i quattro titoli che ho acquistato a Febbraio. So che ci sono stati sconti importanti su tante altre Case Editrici e sappiate che non averne approfittato mi è costato un bel po', soprattutto perché avrei voluto prendere qualcosa di alcuni autori che ho conosciuto da poco e lo sconto è comodo in questi casi. Nonostante tutto ciò il mese ancora non è finito, io avrei intenzione di comprare solo qualche titolo in sconto della Tunuè e della Pickwick se faccio in tempo ma non so poi se lo farò. Ho tantissimi, ma proprio tantissimi libri da leggere e devo pensarci bene, soprattutto perché non so se poi li leggerei subito i nuovi acquisti.
Insomma dubbi amletici che nascono ogni volta che si entra in una libreria (e ho evitato fino ad ora) e che spero di risolvere con l'istinto, sarà lui a dirmi se comprare o meno... Per quanto riguarda voi, l'aggiornamento lo saprete solo ad Aprile se ci sarà... Nel frattempo...
Avete approfittato degli sconti di questo periodo? Che titoli avete comprato? Suggeritemi qualcosa, se vi va, così aggiungo alla lista ;-)
Anche per questo mese la cassetta della Posta è piena, io vi saluto, vi mando un abbraccio e vi auguro di fare buon viaggio tra le pagine dei vostri libri!!!

venerdì 17 marzo 2017

RECENSIONE "POIROT E LE PIETRE PREZIOSE" di AGATHA CHRISTIE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state? Avete intenzione di festeggiare il vostro papà domenica? Mia madre sta già programmando di coinvolgermi in cucina e io devo assolutamente cercare di svignarmela in qualche modo... Forse non sapete che cucinare è una delle cose che odio di più, ma solo perché non posso assaggiare la maggior parte delle cose che mangiano tutti...grrrr...

Ma adesso parliamo di cose serie... La recensione di oggi è ancora una volta su un volume della Signora del Giallo, ma stavolta il mio giudizio ne ha risentito un pochino.
Vi racconto meglio nel post, BUONA LETTURA!!!






TRAMA: Rccolta di racconti incentrata su casi di furto di gioielli e pietre preziose che vedono protagonista Poirot e i suoi metodi investigativi.




Titolo: Poirot e le pietre preziose
Autore: Agatha Christie
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2011 (Ristampa)
Pag: 151
Prezzo: 8,50 euro








VALUTAZIONE:




A me piange il cuore a mettere questo voto così basso alla Signora, ma questa raccolta non mi è proprio piaciuta :-(
Fermo restando che non vado a toccare il metodo di scrittura della Christie, parlo proprio a livello di trama e costruzione della raccolta. Ma andiamo con calma...

Ho letto POIROT E LE PIETRE PREZIOSE per sopperire agli obiettivi di due Sfide si Lettura, la prima è la THE HUNTING WORD CHALLENGE per la quale sono riuscita a spuntare anche la parola PIETRE. La seconda sfida di lettura è una delle due mensili che sto facendo, e si tratta della LPS 2017 SFIDA DI LETTURA che per il mese di Marzo richiedeva di leggere UNA RACCOLTA DI RACCONTI e con questo sono riuscita a soddisfare anche questo punto!

Il volume è costituito da cinque racconti, quattro sono molto brevi, uno è lungo quasi il doppio degli altri. Il filo rosso che li lega l'uno agli altri è la risoluzione di casi in cui sono avvenuti furti di gioielli e pietre preziose ad alcuni personaggi importanti della società i quali incaricano Poirot per indagare e scoprire la verità delle sparizioni.

Prevedo che non sarà una recensione lunghissima, ma cercherò di fare il punto della situazione in modo piuttosto esaustivo, o almeno spero!

Nel leggere questo libro pensavo di trovarmi davanti ad un romanzo che raccontasse di una sola indagine incentrata su un delitto con furto o su un furto la cui storia fosse molto articolata. Voglio dire, mi aspettavo di trovare un'indagine che, come al solito, tenesse con gli occhi incollati alle pagine per scoprire quale fosse la risoluzione del caso,insomma quello che mi sono trovata davanti con gli altri due volumi (DIECI PICCOLI INDIANI e IL NATALE DI POIROT).
Invece NO!!! Certo, è vero che non mi sono informata abbastanza sul volume, ma è vero pure che la Christie è una garanzia in questo senso. Delitti efferati che vengono scoperti come se si stesse guardando nel frigorifero per decidere cosa preparare per pranzo o cena, ecco.
In questo caso ho trovato delle storie tutte uguali in cui l'unico elemento che cambia è il nome dei personaggi coinvolti.
Purtroppo è stato una grande delusione sebbene sia riuscita comunque a leggerlo in pochissimo tempo, come è successo per le altre letture che ho fatto.
E' molto probabile che la monotonia delle storie mi abbia poi portato a non apprezzare l'intera raccolta? Sicuramente, ma per quanto riguarda il mio gusto personale, ovvero quello di una persona che non ama molto i racconti, credo che fare una raccolta di racconti tutti molto, molto, ma molto simili tra loro non ha senso, e non invoglia molto a leggere altro, se si fosse iniziato a leggere la Christie da questo volume.

Non mi è piaciuta la rapidità con la quale tutto viene risolto, ci sono stati i primi due racconti soprattutto che non mi sono quasi resa conto del furto e del fatto che Poirot fosse stato coinvolto nelle indagini. La risoluzione avviene nell'arco di tre righe e la spiegazione, in alcuni casi mi è sembrata poco plausibile.
Anche il personaggio di Poirot in questi racconti mi ha suscitato solo antipatia, cosa che nel romanzo non era capitato. Supponente, borioso e con la puzza sotto il naso nei confronti di quanti, alla fine, gli hanno permesso di diventare parte della loro classe sociale.
Ovviamente i protagonisti delle vicende sono tutti ricconi con dei gioielli stratosferici e delle pietre preziose che ostentano in ogni momento, anche in quelli meno opportuni. E poi anche il fatto che i ladri siano solo appartenenti ad una determinata classe sociale mi è risultato un po' una banalizzazione delle situazioni.

Insomma un libro che mi ha deluso non poco, nonostante rimangono da apprezzare le indagini psicologiche che ci vengono rese proprio attraverso i personaggi dei vari episodi.
Purtroppo non posso dare un giudizio positivo e spero che gli altri libri di questa autrice siano migliori di questo, anche se dubbi non ne ho.
Del resto non si può apprezzare sempre tutto quello che scrive uno stesso autore, credo sia normale. Se poi ci aggiungiamo il mio deficit con i racconti abbiamo un quadro più completo.

Bene io ho detto tutto quello che avevo da dire su questo piccolo volume di racconti, fatemi sapere se lo avete letto e come vi è sembrato. A me è dispiaciuto molto non poter dare un giudizio positivo, ma i motivi li ho spiegati già.
Adesso vi saluto, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

mercoledì 15 marzo 2017

RECENSIONE "LA TERRA DELLE STORIE. L'INCANTESIMO DEL DESIDERIO" di CHRIS COLFER

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Non riesco ancora a credere a come, nei 15 giorni che passano da un giro di ruota all'altro, io possa ritrovarmi ad avere una intera settimana libera da letture che seguono un obiettivo preciso. Oddio, ne ho altre ancora da fare, ma sono quasi terminate e questo mi consente di gestire questa settimana di letture libere come più mi piace... ME FELICE!!!
Passando alle cose serie, come vedete oggi un titolo più leggero degli ultimi di cui vi ho parlato, tocca che mi rilasso pure io ogni tanto, mica posso stare sempre a piangere, no?!
Bene, una letturina davvero carina carina di cui vi parlerò nel post, se avrete voglia di leggere tutto fino alla fine... Non mi resta che augurarvi BUONA LETTURA!!!


TRAMA: Per il loro dodicesimo compleanno, Alex e Conner, ricevono dalla nonna un libro di favole, La terra delle storie. Il libro ha un valore grandissimo per i gemelli perché è lo stesso che loro padre gli leggeva prima di morire vittima di un incidente stradale. La terra delle storie, come scoprono ben presto, è anche il luogo in cui tutto quello che gli hanno sempre raccontato prende vita e forma. Un luogo incantato in cui i personaggi delle fiabe vivono e governano. E' proprio al suo interno che, un giorno, i due fratelli cadono, come Alice nella tana del Bianconiglio... Riusciranno a tornare da loro madre e nel mondo reale?

Titolo: La Terra delle Storie. L'incantesimo del desiderio
Autore: Chris Colfer
Casa Editrice: Bur
Anno: 2013
Pag: 497
Prezzo: 12,00 euro



VALUTAZIONE:



Decisamente, ogni tanto, lasciarsi andare e tornare bambini è una cosa che BISOGNA fare per sentirsi poi come rigenerati e tornare alla propria vita adulta con più leggerezza, forse, sebbene la parola leggerezza non debba essere considerata come sinonimo di superficialità.
La lettura di questo libro l'ho fatta perché il secondo obiettivo di questo giro per LA RUOTA DELLE LETTURE mi ha detto di leggere UN LIBRO CHE PARLA DI MAGIA, e quale migliore possibilità avrei potuto avere di leggere questo libro se non farlo con questo obiettivo???!!! Quindi lettura ultimata!

Leggere il primo volume di questa serie, di cui in Italia abbiamo i primi quattro libri, è stata un'esperienza di immersione totale nel passato, per me. Sebbene le favole a cui si fa riferimento in questo romanzo siano quelle della versione originaria dei fratelli Grimm, è stato impossibile, per me, non ripensare ai cartoni Disney che tanto hanno caratterizzato la mia infanzia, e non solo quella.

La Terra delle Storie si presenta come un romanzo fantasy di avventura auto-conclusivo, quindi, nel momento in cui vi avvicinerete al primo volume, alla sua terminazione non avrete alcuna storia sospesa, ma sentirete di aver concluso la lettura di una storia terminata.
Una storia molto carina, niente di originale, ma dal ritmo incalzante e con due protagonisti arguti, simpatici e intelligenti, ognuno a suo modo.

Alex e Conner sono due gemelli che, dopo aver perso il padre in un incidente stradale, si trovano a vivere in una casa in affitto e con la madre che non vedono quasi mai perché per mantenerli deve fare i doppi turni al lavoro. Due bambini che risentono molto di questa situazione e del fatto che il padre sia stato una presenza molto importante nella loro vita che adesso non c'è più. Un padre che ha sempre raccontato loro delle storie, una diversa per ogni problema o brutto pensiero che affiorava sul viso dei suoi figli. 
Favole che hanno ascoltato anche grazie alla nonna che, nel giorno del loro dodicesimo compleanno, decide di regalare loro il libro della Terra delle Storie. 
Questo non è un libro come tutti gli altri, ma un libro che, una notte, ha permesso ad Alex e Conner, di raggiungere il mondo in esso rappresentato. E' così che i due fratelli si ritrovano, improvvisamente, in un mondo nuovo, ma a loro ben noto, dal quale non sanno come uscirne. L'unico modo è fare l'incantesimo del desiderio che permetterebbe loro di esprimere un desiderio piacimento. Per farlo devono recuperare degli "ingredienti" particolare ed è per questo motivo che inizia la loro avventura nella Terra delle Storie.

La trama, come vedete, è molto lineare e semplice, soprattutto rispetto ai fantasy che vengono fatti di questi tempi. La sensazione che ho avuto mentre leggevo il libro è stata quella di quando si legge una favola, una sorta di salto indietro nel tempo che ho gradito moltissimo.
Ne La Terra delle Storie troviamo tutti i personaggi che abbiamo amato da bambini, io parlo per me che ormai essendo adulta vedo il tutto con occhio diverso. Troviamo Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Raperonzolo, La bella Addormentata, La fata Madrina, Il Principe Ranocchio, La Madrina Cattiva, i Lupi famelici e ovviamente il Principe Azzurro, che non è uno solo, ma un'intero gruppo di fratelli, perché, se ci pensate, ogni principessa delle favole ha il SUO Principe Azzurro!
Questa cosa mi ha fatto davvero sorridere, perché io, in tutta sincerità, non ci avevo pensato... ah beata Ignoranza... Ma vabbé vado avanti va...

Quello che mi è piaciuto di questo romanzo è il fatto che Colfer sia riuscito a rendere dei personaggi così eterni e mostri sacri, potremmo dire, della letteratura fiabesca, come delle persone comuni, a parte il fatto che la loro classe sociale è rimasta inalterata. Voglio dire che le principesse non sono tutte belle, buone e brave, sono ragazze che provano sentimenti veri, gelosia, rabbia, paura, sconforto, amore, preoccupazione, gioia. Non ci troviamo davanti a personaggi buoni in ogni situazione perché devono essere così
Cappuccetto Rosso è una ragazzina viziata ed egoista che pensa solo alla sua felicità senza tenere conto del dolore che può provocare a chi le sta attorno. Jack, della storia del Fagiolo Magico, è un ragazzo depresso che soffre per la lontananza della donna amata ed è scorbutico e asociale fino a quando non riesce ad incontrarla. Il Principe Ranocchio si vergogna della sua forma fisica e non vuole farsi vedere da nessuno. 
Insomma tutti i vari personaggi sono rappresentati in modo tale che il lettore li può considerare come esseri vulnerabili.
Altra cosa che mi è piaciuta è la caratterizzazione dei vari regni che i due fratelli attraversano. Tutti i grandi castelli e palazzi reali hanno una caratteristica particolare che li identifica come appartenenti ad una determinata principessa. C'è il palazzo di Cenerentola che non ha entrate secondarie per la servitù, perché tutti sono uguali, il palazzo di Biancaneve che ha una tavola che improvvisamente si abbassa ad altezza di Nano. Il palazzo di Cappuccetto Rosso ha una stanza per contenere i cestini che le vengono regalati. 
Quello che voglio dire è che c'è stata, da parte di Chris Colfer, una profonda attenzione al particolare che, se da una parte, potrebbe essere considerata doverosa nel momento in cui si sceglie di realizzare una storia di questo tipo, dall'altra, non è affatto scontata, soprattutto agli occhi di una persona che è abituata a leggere molte cose, anche di generi differenti.
La caratterizzazione di un personaggio e di una ambientazione, in questo tipo di letture è un elemento importante soprattutto perché essendo diretti ad un pubblico di lettori molto giovani, serve a mantenere l'attenzione alta, o comunque a garantire a questo lettore la possibilità di riconoscere subito il personaggio di cui si parla. O almeno io la penso così. 

Ci sono le descrizioni dei regni e dei personaggi, come è giusto che sia, ma pur non essendo troppo complicate e intricate, sono comunque ben fatte e riescono a rendere visibile davanti agli occhi del lettore quello che si vuole rappresentare.
Insomma Colfer ha realizzato un libro fresco, divertente, che unisce la favola al romanzo d'avventura senza creare alcun tipo di distacco tra i due generi. Una lettura che non parla solamente di favole, ma utilizza le favole per introdurre argomenti importanti quali la perdita di un genitore, le difficoltà economiche, la necessità di sacrificarsi quando è necessario, ma anche l'importanza della fiducia verso se stessi e verso gli altri.
Tematiche che agli occhi di un adulto, più abituato ad analizzare le cose e gli eventi, risultano come aggiunte importanti in un libro per ragazzi. Il fatto che siano introdotti in queste letture permette al lettore giovane di percepirle come cose normali da fare nel momento in cui si possano presentare nella loro vita. il tutto è quindi inserito in un modo naturale in una storia che di reale ha poco.

Come avrete visto ho cercato di scrivere la recensione tenendo conto di due punti di vista differenti, quello di un adulto e quello di un ragazzino. Quello che posso dire a conclusione di questa mia recensione, è che La Terra delle Storie è un romanzo che fa dimenticare per qualche giorno le preoccupazioni e le problematiche che un adulto può avere nelle sue giornate. Un libro che fa riposare la mente e che ti fa fare un sorriso tenendoti compagnia mentre ti accompagna attraverso le sue pagine.
Un libro bello per i giovani lettori e per gli adulti nostalgici, ecco.   

Allora amici, spero di avervi convinto, almeno un po', a voler intraprendere questo viaggio nel mondo delle favole. Io credo che, essendo il primo libro di una serie, forse questo primo volume sia stato essenzialmente un volume introduttivo, ma se i seguiti mantengono lo stesso tenore, credo che possa diventare una lettura molto interessante da fare. 
Voi avete letto qualcosa di questo autore? Siete già approdati nella Terra delle Storie? Fatemi sapere se lo avete letto e cosa ne avete pensato. Se avete qualche informazione utile sugli altri volumi fatemele sapere nei commenti, ma senza farmi spoiler, vi prego!!!

Vi saluto, vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture, A presto!!!

lunedì 13 marzo 2017

NOVITA' IN LIBRERIA... MARZO 2017

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Siamo ormai a metà mese e io mi sono appena resa conto di aver tralasciato e scombussolato completamente il calendario del blog... Vi chiedo scusa ma è un periodo di trambusto che sto cercando di sistemare ma la cosa è alquanto complicata...
Nonostante tutto ciò... Tornando al blog, oggi vi mostro alcune delle novità che usciranno, o sono uscite, nel mese di Marzo 2017.
Come al solito vi ricordo che queste sono le entrate che hanno colpito il mio interesse e i miei gusti, quindi non sono le uniche e sole uscite che troverete tra gli scaffali delle librerie.
Dopo aver fatto le solite e doverose premesse, vi lascio al post e vi auguro, come sempre, di fare una buona lettura!!!

La prima triade di uscite che vi mostro riguardano la data del 02 Marzo



Il primo libro è di un giovane autore FRANCESCO FORMAGGI che per la Casa Editrice Neri Pozza pubblica il suo secondo romanzo intitolato IL CORTILE DI PIETRA.
La storia che ci viene raccontata in questo libro è quella di un bambino che, essendo figlio di contadini, viene mandato all'interno di un collegio in cui vivrà in una condizione disumana e di povertà assoluta.
Credo si tratti di un romanzo denuncia nei confronti della violenza che ha caratterizzato questi istituti. Ma è anche un messaggio di speranza inviato attraverso la voce di un bambino che nel raccontare la sua esperienza ci  mostra anche la sua forza di sopravvivere a tutto lo squallore in cui è vissuto.








Seconda uscita che vi segnalo per questo mese è il nuovo lavoro di MATHIAS MALZIEU che per la Casa Editrice Feltrinelli ha pubblicato VAMPIRO IN PIGIAMA.
Sebbene la copertina richiami lo stile degli altri suoi lavori, in questo caso non si tratta di un romanzo, ma di una sorta di diario con il quale l'autore ci racconta la sua esperienza di dolore, degenza e convivenza con una malattia del sangue.
Il tutto raccontato con la voglia di far capire ai lettori che nella vita possono capitare esperienze di malattia improvvisa, più o meno gravi, che è necessario affrontare a testa alta e con il pensiero che tutto possa andare per il meglio. Un viaggio intimo alla riscoperta della bellezza della vita e delle sue più piccole cose.









Ultimo romanzo di cui vi parlo e che è uscito il 02 Marzo è il nuovo romanzo di PAUL BEATTY, conosciuto al pubblico con Lo schiavista con il quale ha vinto il MAN BOOKER PRIZE.
Il nuovo lavoro viene pubblicato per la Casa Editrice Fazi e si tratta di SLUMBERLAND.
Un romanzo ambientato nella Berlino del 1989, anno della caduta del muro. Il protagonista è un DJ di nome Darky, nero americano che trasforma il suo appartamento berlinese in un luogo di educazione politica, sentimentale, sessuale e musicale nel quale affrontare temi sociali importanti come la Negritudine in America ed Europa, la musica Jazz, il comportamento dei tedeschi prima e dopo l'unificazione delle due germanie.
Il tutto condito dalla considerazione della musica come elemento di unione tra vita e realtà.




Gli ultimi due romanzi che vi segnalo per questo mese sono due fantasy che usciranno il 14 Marzo




Il primo titolo, di cui vi ho messo la copertina originale perché non ho trovato quella italiana, segna il ritorno di HOLLY BLACK che per la Casa Editrice Mondadori pubblica NEL PROFONDO DELLA FORESTA.
Un romanzo che ha come protagonisti due bambini che vivono in un mondo fatto di magia, di creature fantastiche e fate che non necessariamente rivestono un ruolo buono e pacifico.
Un dark fantasy che sono curiosissima di leggere!












Devo dire la verità, su questo romanzo ho trovato informazioni diverse sulla data di pubblicazione, alcuni dicono che uscirà il 14, altri il 28 Marzo quindi io vi metto tutte e due le date, ci toccherà stare attenti alle librerie :-)
Primo romanzo di una duologia che verrà pubblicata tutta entro l'anno, sto parlando di PASSENGER di ALEXANDRA BRACKEN che verrà pubblicato dalla Casa Editrice Sperling&Kupfer.
Il tema principale è quello dei viaggi nel tempo che vedranno protagonista una donna improvvisamente catapultata secoli prima della sua contemporaneità su una nave. Questo perché scopre di far parte di una famiglia che possiede la capacità di viaggiare nel tempo. Sarà grazie al capitano della Nave sulla quale è atterrata che la donna troverà la strada per tornare a casa. 




Bene amici lettori, queste sono le novità che hanno attirato maggiormente la mia attenzione, voi avete qualche altra uscita interessante da segnalarmi? Fatemi sapere tutto nei commenti.

Io vi saluto, vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine dei vostri libri!!!

domenica 12 marzo 2017

RECENSIONE "LA LETTERA" di KATHRYN HUGHES

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Dopo tantissimo tempo sono tornata a leggere un libro per la THE HUNTING WORD CHALLENGE che, per una volta la fortuna mi ha assistito, ho potuto utilizzare anche per LA RUOTA DELLE LETTURE! Un libro intenso e che non mi aspettavo mi potesse piacere così tanto. Vi lascio al post per conoscere le mie opinioni, BUONA LETTURA!!!




TRAMA: 1973: Tina ha 28 anni ed è sposata con Rick, un uomo violento, alcolizzato ed egoista. La sua vita non è semplice, ma lavorare al Charity shop le dà tranquillità. Un giorno, in un vestito, trova una lettera scritta nel 1939.
1939: Chrissie e Billy si sono conosciuti per caso in un locale. Chrissie è figlia di un medico stimato di Manchester e Billy è stato adottato all'età di sei mesi da una donna che aveva appena perso suo figlio. Il loro amore è ostacolato dal padre di Chrissie, cosa che avrà ripercussioni su tutta la sua famiglia. Due donne, due storie tragiche accomunate da una lettera e da una ricerca.

Titolo: La lettera
Autore: Kathryn Hughes
Casa Editrice: Nord
Anno: 2016
Pag: 348
Prezzo: 16,60




VALUTAZIONE:



Sono molto contenta che il disastroso inizio di Gennaio per le letture si stia sostituendo ad una serie di libri che mi stanno piacendo molto, ogni tanto una gioia anche per me, direi!
Come vi ho detto all'inizio del post, questa lettura è arrivata al momento giusto perché posso utilizzarla per adempiere a due obiettivi per due sfide di lettura differenti.
La prima è la THE HUNTING WORD CHALLENGE perché così posso spuntare la parola LETTERA, appunto. Durante la sua lettura, poi, ho ricevuto i nuovi obiettivi della RUOTA DELLE LETTURE e l'ho utilizzata per coprire l'obiettivo di LEGGERE UN LIBRO PUBBLICATO NEL 2016.
Ebbene si, ancora una volta devo ringraziare le sfide di lettura perché mi stanno facendo leggere tanti libri nuovi e soprattutto RECENTI... Devo confessarvi che non mi sta neanche dispiacendo lasciare i "Vegetali" da parte ancora per un po', per dare spazio a queste letture!

Va bene, dopo aver fatto questa doverosa premessa tecnica, direi di parlare del libro e di cosa ne ho pensato!

LA LETTERA è un libro che avevo notato in libreria all'uscita e non so per quale motivo, pur attirandomi avevo paura che poteva essere una delusione, invece mi sono dovuta ricredere, per fortuna!

LA LETTERA è un libro che racchiude più storie al suo interno che, ovviamente, si intrecciano nella parte finale dando una giusta collocazione a tutti gli eventi che vengono raccontati al suo interno.
Il libro di compone di tre parti, la prima è dedicata alle storie di Tina e Chrissie, che hanno, tra l'altro lo stesso nome Christine. Due donne che hanno vissuto in due momenti diversi, ma accomunate da un destino difficile e avverso, per il quale hanno sofferto molto.
La storia di Tina, nel 1973, è quella di una ragazza che, dopo aver deciso di sposare l'uomo che ama, scopre che quello stesso uomo è un alcolizzato e violento che le rende la vita impossibile. Una condizione quanto mai attuale, in un mondo che grida contro la violenza ma che lascia ancora che queste cose accadano, ogni giorno! 
Allo stesso modo, la vita di Chrissie, è oppressa dalla figura di due genitori, soprattutto del padre, che vogliono che la figlia abbia il meglio dalla vita, e questo le si rende ancora più palese nel momento in cui conosce Billy, un ragazzo per bene, bellissimo ed educato che, però, non è accettato in alcun modo da suo padre, per il semplice fatto di essere stato adottato e non aver frequentato la scuola.
Nonostante la disapprovazione paterna, Chrissie e Billy iniziano a conoscersi e dopo poco la ragazza rimane incinta. Inutile dire la reazione del padre, Chrissie viene allontanata da casa e da Billy, che non ha avuto una gran bella reazione alla notizia, e mandata in Irlanda da una zia. 
Questa è tutta la parte iniziale che apre il romanzo, ovviamente potete stare tranquilli perché non vi ho detto nulla di così importante ai fini dello svolgimento della storia.
La seconda e terza parte del romanzo sono legate ad una fase di ricerca e risoluzione che non vi dirò assolutamente, sappiate solo che si ambienta sempre negli anni settanta e che è tutta una parte in cui ci vengono svelati i meccanismi della storia. Insomma una struttura ben congegnata che invoglia a leggere sempre di più, ecco!

Adesso devo cercare di raccontarvi il mio pensiero su questa lettura, e spero di farlo al meglio, speranza che metto ogni volta che vi parlo delle mie letture ;-)

LA LETTERA mi ha colpito molto per la realtà delle situazioni trattate, soprattutto perché mi ha portato a provare sentimenti forti nei confronti dei personaggi e delle storie, soprattutto rabbia e compassione. 
La rabbia è il sentimento che ho provato soprattutto per Rick e i genitori di Chrissie, compassione per le nostre protagoniste che, seppure a distanza di anni, sono comunque segnate da eventi molto difficili e drammatici.
E' sicuramente una cosa difficile da mandare giù il fatto che una donna possa accettare e, addirittura, giustificare la violenza del marito. Parlo da donna e seppure, fortunatamente, non abbia vissuto una situazione del genere sono comunque sconcertata dall'atteggiamento di Tina.
Non sono riuscita ad accettare la sua scelta, soprattutto in un momento particolare della vicenda, che non vi dirò, ho dato la colpa a lei soprattutto, e senza pentirmene.
Credo che a volte quando si dice "Ognuno è artefice del proprio destino" sia giusto per determinate circostanze.
Posso capire che Tina abbia potuto amare suo marito, ma quando ti concia in un modo tale che neanche riesci a capire come siano finiti degli squarci sul tuo corpo allora non credo sia più il caso di stare insieme ad un animale del genere...O mi sbaglio??
Non sono d'accordo con la giustificazione in questi casi, PER NIENTE, non ho nessuna pietà per il marito che, fortunatamente, fa la fine che si merita, ma neanche per lei, e scusate se sono così dura.
La compassione l'ho provata per Chrissie e per la sua situazione. Anche in questo caso non riesco a giustificare in alcun modo la scelta del padre di cacciarla di casa solo perché è incinta. Capisco che si tratta di una pratica comune e molto utilizzata, non solo negli anni 30, ma questo non giustifica il fatto che una ragazzina di 20 anni abbia vissuto le sue paure e la sua sofferenza da sola perché suo padre non poteva rovinare la sua reputazione.
Quello che mi sono chiesta è: "Ma la sparizione improvvisa di una figlia non è mica una cosa normale!!!" Certo è vero pure che quando il soggetto del discorso non c'è si può inventare qualunque cosa, ma la sparizione di una vita è difficile da mandare avanti con le bugie.

Ma vabbè... Quando dico queste cose mi sento tanto la personificazione di un giudice cattivo, ma vi assicuro che non sono così cattiva come si può pensare da queste parole. Ci sono delle cose che proprio non mando giù, ecco, e la violenza o i soprusi ingiustificati sono alcune di quelle.

A parte questo mio sfogo, diciamo così, LA LETTERA è un libro molto bello, intenso, triste, tragico e pieno di sofferenza. Un libro che fa percepire tutte queste cose ma senza esagerare gli eventi o renderli in modo tale da far disperare il lettore.
La cosa che mi è piaciuta molto del libro è, infatti, proprio il fatto che non si tratti di un libro dalla sottolineatura compulsiva, no, è un libro realistico anche nelle scelte stilistiche e strutturali della vicenda.
Non troverete discorsi da baci perugina o melodrammatici, troverete i fatti, nudi e crudi. L'autrice è più concentrata a raccontarci gli atteggiamenti dei personaggi davanti alle situazioni che devono affrontare. Così abbiamo la timidezza iniziale del primo appuntamento, l'imbarazzo del saluto davanti casa, la rabbia e la paura di aver fatto qualcosa di sbagliato che avrebbe potuto scatenare la violenza, la sofferenza di dover lasciare la propria vita per un errore. Insomma si procede con una lettura che ti coinvolge in tutti i momenti.
Una lettura che inevitabilmente ti porta a ragionare su cosa si sarebbe potuto fare di diverso, su come si sarebbe potuto superare la difficoltà, ecco. 
Nelle parti successive la cosa cambia, ci troviamo a leggere di una vicenda un po' più leggera seguendo le varie "tappe" di un viaggio che permette di fare delle scoperte che completano la storia della prima parte.
Insomma una storia bella per quanto tragica, coinvolgente per quanto triste, una storia che è reale in ogni sua parte in quanto si trattano delle tematiche molto serie e attuali, su tutte, ovviamente la violenza sulle donne, ma anche l'adozione, la presenza di istituti particolarmente insidiosi ed ermetici dalle pratiche poco religiose. Ma si parla anche di voglia di riscatto, del ricordo insuperabile, del sopravvivere al dolore con dignità.
Insomma una lettura che consiglio a chi ama le storie vere, a chi ama le storie al femminile, a chi ama le storie di dolore che volge al meglio. Una lettura che vi catturerà per la semplicità di uno stile che facilita la digeribilità degli eventi raccontati, sebbene non li faccia ignorare. 

Insomma amici, spero di avervi fatto capire che LA LETTERA mi è veramente piaciuta come lettura e mi auguro di avervi invogliato a leggere questo libro, o quantomeno ad inserirlo nelle vostre sterminate liste di libri da recuperare e leggere, prima o poi, e se siete come me, sarà infinita. Lo scopo dei miei articoli è proprio quello di darvi dei suggerimenti e quando ci riesco sono molto contenta.

Bene amici Viaggialettori, anche per questa lettura credo di avervi detto tutto quello che mi è venuto in mente e che ho provato, fatemi sapere se lo avete letto e se vi è piaciuto o meno.
Io vi saluto, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare Buon Viaggio tra le pagine dei vostri libri!!! A presto...

venerdì 10 marzo 2017

RECENSIONE " LASCIAMI ANDARE, MADRE" di HELGA SCHNEIDER

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Eccomi di nuovo con il consueto appuntamento del venerdì di recensione! Si, lo so che ormai siete subissati dai post con le mie opinioni sui libri, ma quelle che non escono di Venerdì sono tutte legate alle sfide di lettura che sto facendo.

Visto che una parvenza di ordine vorrei ancora darla a questo mio angolino, nonostante tutto questo gran pubblicare, eccovi la recensione del Venerdì ;-)
Bene, dopo tutto questo chiacchierare vi lascio al post... BUONA LETTURA!!!






TRAMA: Helga e sua madre non si vedono da quasi trent'anni. La madre, ormai novantenne, si trova in una casa di cura a Vienna ed Helga, dopo essere stata contattata da un'infermiera e da una amica della madre, decide di andare a trovarla. Ultimo colloquio/non colloquio tra due donne tanto vicine quanto distanti. Un viaggio nei ricordi e nel dolore di un rapporto che rimarrà sempre fratturato.



Titolo: Lasciami andare, madre
Autore: Helga Schneider
Casa Editrice: Adelphi
Anno: 2001
Pag: 131
Prezzo: 9,00 euro






VALUTAZIONE:



Dopo un tempo relativamente breve sono di nuovo incappata in un libro della Schneider, l'ultimo che ho nella mia libreria, sebbene io abbia un suo ebook ancora da leggere.
Un'autrice che mi piace molto sebbene io dia, ai suoi libri, un giudizio sufficiente.
Permettetemi di spiegarvi il perché... Quando ci si avvicina alla Schneider, poche volte si legge un romanzo, io ho letto tre dei suoi scritti e solamente uno riguardava una storia di altri personaggi che non la coinvolgevano direttamente. Gli altri due libri, compreso questo, sono delle testimonianze dirette della sua vita personale e non mi sento mai a mio agio a dare un voto quando si tratta di questo tipo di letture, per questo motivo, quando mi risulta interessante la lettura, metto tre farfalle così il giudizio è positivo.
Bene, dopo questo excursus, dire di cominciare a parlare del libro e di cosa ne ho pensato.

Partiamo con il considerare il fatto che i libri della Schneider non sono mai dei mattoni, al massimo possono aggirarsi attorno alle 250 pagine e quando sono più alti hanno un font più grande del normale. Vi dico questo perché ogni volta rimango piacevolmente stupita dal fatto che, in poco spazio, l'autrice riesce ad essere così coinvolgente da non farti staccare dalle pagine fino a quando non finisci la lettura del libro.
Come avrete capito questo è quello che mi succede ogni volta che leggo un suo libro!
La "storia" che l'autrice ci racconta in questo piccolo volume riguarda l'incontro che ha avuto con sua madre nel 1998 in una casa di cura a Vienna.
Fin da subito è chiara la difficoltà di compiere la visita ad una donna che ha abbandonato i suoi figli scegliendo di dedicare la sua vita alla causa hitleriana. E tutto il disagio che Helga prova nel rivedere sua madre è palpabile in ogni pagina, anche in quelle in cui è riuscita a stabilire una sorta di dialogo con lei.

"Mi sento al centro di un palcoscenico, protagonista involontaria di un melodramma scadente. Quella scena mi sembra volgare e ridicola. Tutto è molto diverso da come me lo ero immaginato. Vorrei essere altrove, vorrei non essere mai venuta qui. Questa donna, mia madre, non merita gli sforzi che fatto e le mie buone intenzioni.    La guardo: ora estrae dal mazzo alcuni fiori e li getta ai curiosi, senile e patetica, crudele e romantica. Così erano i membri dell'ordine nero di Himmler, comprese le donne come lei, le SS in gonnella."

Helga Schneider è una donna che non ha mai nascosto l'avversione nei confronti di sua madre, ma quello che più mi colpisce è il fatto che, nonostante tutto il male che le ha fatto, non riesce ad odiarla, rimanendo, la madre, consapevole delle sue azioni e delle sue scelte che non hanno mai compreso lei, suo fratello o suo padre.
Quello che leggiamo in questo libro è un ulteriore tentativo che la scrittrice fa per cercare un motivo di odio nei confronti di sua madre, e lo cerca facendole ricordare il passato, il suo essere crudele e spietata con persone innocenti, il suo appoggiare una causa che non ha fatto altro che danni, facendole rivangare il passato legato ai suoi figli e alla sua famiglia.
Il ritratto che viene fuori di questa donna, ormai impazzita o colpita da demenza senile, o alzheimer chi può dirlo, è quello di una persona che fino ad ora, dopo anni e anni, è convinta di aver fatto la cosa giusta quando a Birkenau o Ravensbruck aiutava i medici a bloccare le vittime per fare su di loro degli esperimenti scientifici, quando ha scortato i prigionieri, uomini, donne e bambini compresi, a morire nelle camere a gas, a dare il colpo finale a tutti coloro che, uscendo solo frastornati da quelle camere, dovevano essere uccisi per evitare che la razza ebrea continuasse a proliferare. Una donna che, nonostante la palese instabilità, continua a giocare al carnefice quando la figlia le chiede degli anni passati nei campi di sterminio.
Una donna crudele, spietata e che gioca con il suo deficit mentale per manipolare una figlia che, ai suoi occhi potrebbe essere ancora quella bambina abbandonata per il Reich e che furbescamente (forse) preferisce sapere morta, nonostante l'avesse proprio davanti a se.
Confesso che il dialogo tra madre e figlia descritto in questo libro è un continuo pugno allo stomaco, è un continuo tira e molla tra ricordo e tentativi di avere un dialogo serio con una donna che mostra freddezza, anaffettività, crudeltà e allo stesso tempo la fragilità di chi sembra cercare protezione da un mondo di cui non si sente più parte integrante.

"Guardo mia madre, con un senso di rassegnato risentimento. Peccato, ancora una volta è sfuggita alla verità. E' furba, sleale, perfino ipocrita. Ma è mia madre. E questa è l'ultima volta che la vedo...Con un brivido cerco il suo sguardo, ma ora è come inafferrabile. Lei contempla se stessa, guarda dentro di sé, vede solo ciò che vuole vedere. Mio Dio, penso, che cosa mi rimarrà di quest'incontro? Quale verità mi ha offerto in queste due ore, se non l'enfasi dei pochi segmenti di memoria che ancora le stanno a cuore, che toccano il suo orgoglio o la sua vanità? Insiste a parlare di Hilde, per esempio, la mia zia acquisita. Dello stagno di Kostendorf non vuole ricordarsi, preferisce sfogare il suo antico rancore verso colei che all'epoca aveva presentato a mio padre la bella e giovane Ursula."

Anche questa volta la Schneider non mi ha deluso, sicuramente alcune delle cose che ho letto in questo libro le avevo già lette ne Il rogo di Berlino ma questo non significa che sia da considerare meno quanto ci viene raccontato.
Come di consueto alla storia personale della scrittrice si unisce quella del mondo, con il racconto delle storie dei campi di concentramento e di quello che succede anche a chi non viene imprigionato al loro interno.
Ne emerge un quadro drammatico, soprattutto in relazione al rapporto tra madre e figlia che, in realtà, è un NON RAPPORTO. Helga è nata da una donna che ha vissuto con lei per soli 4 anni e che poi ha visto solamente altre due volte in tutta la sua vita. Una situazione molto difficile nella quale nonostante la brutalità delle scelte della madre, Helga non riesce a diventarne giudice. 
Il dialogo tra le due donne è impersonale, è freddo, distaccato, ovviamente non ci si può aspettare nulla di diverso, soprattutto sapendo che non hanno mai avuto un rapporto o un dialogo da persone civili, se possiamo dire così. Le uniche manifestazioni d'affetto che la madre di Helga dimostra vengono fuori solamente nei momenti di "crisi" di memoria, o quando Helga la "minaccia" di andarsene. Per il resto dimostra di essere fredda, calcolatrice, e manipolatrice.

Per quanto mi riguarda credo che sia molto difficile vivere con una sofferenza simile, l'abbandono di una madre nel pieno delle sue facoltà mentali, il guardarla perseverare a ritenere giusto un ideale che sostiene la violenza e l'annientamento dell'uomo, vedere la sua "debolezza" nel giustificare i suoi comportamenti con l'addestramento alla disumanizzazione cui venivano sottoposti tutti coloro che avrebbero dovuto controllare i campi.
Credo che l'autrice sia andata a quell'incontro per cercare di trovare un motivo per odiare una madre per la quale proprio non riesce a provare odio, nonostante tutto.
Una lettura molto intensa e che in molti punti mi ha lasciato con il fiato sospeso, soprattutto perché veniamo a conoscere la spietatezza e la lucidità dei carnefici di Hitler e soprattutto il fatto che siano sempre pronti a giustificare tutti i loro abomini.
Nel libro si parla di Ravensbruck e degli esperimenti scientifici che vedevano le donne e i bambini come protagonisti e sicuramente andrò a cercare qualcosa a riguardo.
Un libro che ancora una volta fa riflettere su quanto è successo e su cosa è stato fatto, soprattutto, le varie ricerche che venivano fatte sulle persone.
Insomma un libro che mi ha offerto tanti spunti di riflessione, sul rapporto con i genitori, su quanto è successo, su come sia possibile ancora accettare e condividere quella politica, su come sia stato possibile, per quella donna, scegliere il Reich alla sua famiglia.
In realtà ci sono dei punti, nel libro, che mostrano dei cedimenti di questa madre, ma sono estremi tentativi di eliminare da se stessa qualsiasi tipo di debolezza.

Inutile negare che si tratta di un libro molto triste che racconta di una situazione drammatica soprattutto per la consapevolezza di non poter mai recuperare una frattura così profonda da non poter essere arginata in alcun modo.
Un libro che mi ha colpito per quanto contenuto e che, come al solito, non punta a suscitare pena per l'una o l'altra parte coinvolta, quanto a voler testimoniare cosa sia successo.


"Mi distraggo. Il mio pensiero corre ancora una volta alle vittime, alle tante storie che conosco, che ho letto o che mi sono state raccontate. Penso anche, madre, che solo odiandoti sarei finalmente capace di strapparmi dalle tue radici. Ma non posso. Non ci riesco."

Spero di avervi incuriosito nella lettura di questo libro, potrebbe essere un buon punto di partenza per chi vuole approcciarsi all'autrice e per chi vuole conoscere una esperienza di guerra che non necessariamente riguardi l'olocausto, sebbene ci si vada molto vicino.
Io credo di aver detto tutto quello che c'era da dire, vi saluto, vi mando un abbraccio e vi auguro di fare buon viaggio tra le pagine dei vostri libri!!!