venerdì 20 aprile 2018

BIG or small... QUESTA VOLTA COSA HO LETTO???

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state amici? Avete approfittato degli sconti della BAO con il 25% di sconto su tutto il catalogo? Io ho fatto qualche piccolo danno, mi sono trattenuta a dire la verità, vi mostrerò le cose che ho preso nella prossima cassetta della posta. Ovviamente non serve dirvi che tutto quello che compro dovrebbe finire automaticamente nella mia testa e archiviato come letto, ma la cosa, purtroppo, è impossibile... però va bene lo stesso :-)

Nel frattempo, però, posso dirvi che sono riuscita a terminare una lettura che mi ha tenuta incollata alle pagine per un bel po' di giorni ma di cui sono molto contenta. Vi racconto tutto nel post che segue... BUONA LETTURA!!!



LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO
STIEG LARSSON




Titolo: La ragazza che giocava con il fuoco
Autore: Stieg Larsson
Anno: 2012 (Ristampa)
Casa Editrice: Marsilio
Pag: 754
Prezzo: 14,00 euro


TRAMA: Un nuovo scandalo colpisce l'attenzione della redazione di MILLENNIUM, la rivista gestita da Mikael Blomkvist che, questa volta, si occuperà del giro di vendita di prostitute, violenze e soprusi nei confronti delle donne dell'Est Europa. Un'inchiesta scottante che va a toccare molte alte sfere sociali. Tutto sembra andare per il meglio alla redazione, quando un triplice omicidio ferma tutto. Gli autori dell'inchiesta vengono ritrovati morti nel loro appartamento, contemporaneamente al tutore di Lisbeth. Unica indiziata certa Elisabeth Salander.   



VALUTAZIONE:



Finalmente dopo un anno sono ritornata a leggere la storia di Lisbeth e Mikael, due personaggi che nel film non mi hanno fatto impazzire, ma che nel romanzo mi piacciono tantissimo.
Un anno, o forse anche qualcosa in più, per sentire questo secondo volume della trilogia chiamarmi a gran voce per farsi leggere e continuare a conoscere la verità.
Un romanzo corposo, molto più del primo volume, che ho divorato in ogni momento libero senza rendermi conto che ad ogni seduta di lettura leggevo tantissime pagine.
Ci ho messo comunque tanto a leggerlo, ma ogni volta avevo la voglia di continuare a farlo e tornare alle indagini.

Ancora una volta ci troviamo alle prese con una storia molto forte da digerire sia per tematica sia per il modo in cui viene raccontato.
Il tutto inizia con una tesi di dottorando sul trafficking, la tratta delle prostitute e le violenze che vengono su di esse perpetrate da uomini privi di scrupoli intenti solamente a guadagnare soldi facili. Da qui, la voglia di creare un'inchiesta ed un libro denuncia contro personaggi politici e socialmente rilevanti in quella che risulta essere una realtà che nasconde e mistifica la sua vera natura. 
Dag e Mia sono due giovani autori coraggiosi che decidono di smascherare questa realtà facendo nomi, mettendo in evidenza i loro ruoli, smascherare ogni tipo di incoerenza e reato commessi anche da chi avrebbe il dovere di tutelare la società, contro la donna.
Una inchiesta scottante che, però, produce vittime, proprio Dag e Mia che ignari, forse, della pericolosità del loro lavoro, finiscono nel mirino di un personaggio senza scrupoli. 
Il romanzo è ovviamente un thriller che non lascia nulla all'immaginazione, anzi, tutto è descritto con dovizia di particolari e scene molto crude come è lo stile che Larsson ci ha già mostrato nel primo libro.

Dalla votazione piena che ne ho dato potrei anche chiudere tutto qui, ma la partecipazione alla sfida TUTTI AD HOGWARTS CON LE TRE CIAMBELLE e, devo dire la verità, un po' di senso del dovere nei confronti di chi legge questi miei sproloqui, mi portano a raccontarvi qualcosa in più.
Ovviamente ho cominciato a leggere questo romanzo nella consapevolezza che la storia e lo stile dell'autore mi sarebbero piaciuti, quindi non mi aspettavo nessuna delusione.
Ho giocato facile? E sì, ogni tanto dopo una serie di letture un po' sciapite (poco coinvolgenti) mi ci serviva qualcosa di adrenalinico.

La storia che Larsson ci racconta in questo secondo volume è sicuramente una storia tristemente attuale, nonostante la sua pubblicazione risalga a dieci anni fa. Un malaffare, quello della prostituzione, che va avanti da sempre e che vede coinvolte sempre persone che non ti aspetti, sebbene il giro d'affari sia gestito da persone poco raccomandabili.
Quello che mi sono domandata durante la lettura del romanzo, però, è stato: Ma Larsson cosa sta effettivamente condannando in questo romanzo? 
Voglio dire, siamo tutti d'accordo (mi auguro) che la tratta delle prostitute sia da condannare, ma qui viene dato spazio anche a chi sfrutta questa cosa, a chi si serve di quei corpi per soddisfare le sue "esigenze" (moralità a parte). Un romanzo che colpisce la politica, la polizia, uomini di potere appartenenti alle più diverse classi sociali coinvolti in uno squallore creato da gente apparentemente innocua e senza istruzione se non quella legata al dio denaro.

Un romanzo femminista scritto da un uomo che condanna duramente una realtà che fa ribrezzo e che ancora esiste in modo celato, nascosto da un finto perbenismo.
I due personaggi protagonisti, Mikael e Lisbeth si ritrovano ancora una volta coinvolti in qualcosa di grande e pericoloso che diventa uno strumento usato dall'autore per permetterci di conoscere più a fondo il personaggio di Lisbeth, tanto misterioso quanto fragile.

Due poli che si attraggono, Mikael curioso, intraprendente, con un senso del dovere così alto che lo porta a mettere in pericolo la sua carriera, già precedentemente provata, pur di mantenere alto il senso di verità. Lisbeth è l'asociale, misteriosa, sociopatica e geniale hacker che affascina fin dal precedente volume. 

Un personaggio ben costruito, quello di Lisbeth, che Larsson ci fa conoscere togliendo uno strato alla volta, come se si stesse sfogliando una cipolla. Se nel primo volume ci sono solamente degli accenni alla sua condizione, in questo secondo entriamo nella sua sfera privata, familiare e personale. Ne esce fuori un personaggio che ha sofferto ma allo stesso tempo in grado di sollevarsi da quel dolore per trovare una strada che possa esserle adatta.

Una storia, mozzafiato, intrigante, coinvolgente, e ad alta tensione, quella che Larsson riesce a creare in più di settecento pagine che si leggono come se si stesse bevendo un sorso d'acqua fresca.
Uno stile asciutto, tagliente, crudo e poco incline alla dolcezza o alla mediazione nell'eventuale effetto che possa avere sul lettore. Lo scopo è quello di raccontare una verità, anche se scomoda, anche se violenta. Un autore che riesce a parlare di tematiche difficili attraverso scelte narrative che mirano alla immediatezza del linguaggio giornalistico, all'attesa del genere poliziesco e alla violenza tipica di un mondo che non ha nulla di sentimentale.
L'autore riesce a coinvolgere il lettore in tutte le sfaccettature che la storia assume, la paura, la ricerca della verità, la necessità di trovare un colpevole da parte dei personaggi, che rendono il lettore ancora più attratto verso quello che si presenta come un mondo torbido e pieno di verità nascoste.
Mi è piaciuto tutto di questo secondo volume, non posso negarlo. 
Mi piaciuto il modo in cui l'autore ha deciso di dare spazio agli altri personaggi che formano il cast centrale del romanzo. Mi è piaciuto molto il modo in cui ci racconta della vita di Lisbeth e di conseguenza ci permette di dare una spiegazione a molti degli atteggiamenti che in precedenza sono stati dati per scontato. Il panorama si amplia e le descrizioni di tutti i protagonisti del romanzo, sia buoni che cattivi, mirano alla necessità di dare loro un ruolo significativo nella storia, sia esso più o meno marginale.
Niente è lasciato al caso, tutto è ben incastrato con il resto, insomma, credo di aver tessuto abbondantemente le lodi di questo romanzo, per farvi capire che è stata una lettura elettrizzante e allo stesso tempo molto apprezzata.

Fatemi sapere se avete letto questo romanzo o l'intera trilogia, io come al solito arrivo in ritardo, ma tanto i libri mica scadono :-)
Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture... A presto!!!

lunedì 16 aprile 2018

RECENSIONE mini "I CUSTODI DELLA BIBLIOTECA" di GLENN COOPER

SALVE  A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!



Quello di oggi è un traguardo nel mio mondo di lettura, ho finalmente concluso una delle trilogie che ho cominciato anni or sono e devo dire che la soddisfazione comincio ad avvertirla :-)

Una lettura che mi è piaciuta, per fortuna, vi racconto tutto nel post, BUONA LETTURA!!!



TRAMA: Mentre il mondo si interroga su cosa accadrà il 9 Febbraio 2027, nuove cartoline con bare disegnate tornano ad essere recapitate a destinatari di origine cinese. Tutto riconduce al principio di questa storia, come fosse una beffa del destino. Will Piper cerca di rimanere fuori dal caso fino a quando suo figlio esce in piena notte per andare in Inghilterra, dove tutto ha avuto origine.
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Titolo: I custodi della biblioteca
Autore: Glenn Cooper
Casa Editrice: Tea
Anno: 2015 (Ristampa)
Pag: 392
Prezzo: 6,90 euro







VALUTAZIONE:



Finalmente ho portato a termine una delle storie che, ormai quasi due anni fa, ho cominciato e abbandonato. Manco a dire che non mi fosse piaciuta poi, solo che la curiosità mi ha portato altrove e quindi eccomi qui dopo un po' di tempo a parlarvi di quello che è l'ultimo volume della trilogia dedicata alle indagini di Will Piper e della BIBLIOTECA DEI MORTI.

Non sarà una recensione troppo specifica, essendo un volume conclusivo non è il caso di spiattellarvi allegramente il finale della storia. Quindi mi limiterò a fare un resoconto generale di quello che mi ha suscitato la lettura di questa storia.

Glenn Cooper è riuscito davvero a sorprendermi con questo terzo volume, nel senso che è riuscito a mantenere alta la mia attenzione sulla storia, sulla volontà di scoprire cosa ci sia alla base di questo mistero e quale sia l'origine del tutto. In questo senso devo dire che la lettura è stata soddisfacente, visto che alle domande che ci si pone nei libri precedenti vengono date delle risposte soddisfacenti.

La storia che ci viene raccontata in questo volume riprende lo stesso schema delle altre con alternanze di presente e passato per portare avanti entrambe le storie.
Per la parte del passato ci ritroviamo nell'abazia di Vectis e molti anni e secoli dopo con il ritrovamento di un diario cheinserisce un altro tassello alla vicenda legata al ritrovamento dell'Area 51 e dei segreti del governo americano.
Nel presente ci troviamo nella sperduta campagna inglese tra una piccola comunità che sceglie di vivere isolata dal mondo per portare avanti una antica tradizione.

Dal punto di vista della lettura devo dire che da una parte ho apprezzato il fatto che con un pretesto ci sia una sorta di riassunto piuttosto dettagliato degli eventi che abbiamo lasciato nei due volumi precedenti. In questo modo è stato possibile immergermi di nuovo nella storia e non perdere il filo. Dall'altra parte, però, ho trovato che i rimandi alla storia precedente, fossero troppi e troppo presenti in tutta la prima parte del romanzo, un buon centinaio di pagine sicuramente che potevano essere dedicate ad altro.
A parte questa cosa devo dire che poi la storia è volata via in un batter di ciglia, troppo curiosa di scoprire la verità.

Il personaggio di Will non cambia di molto, diciamo che ho letto un tentativo di Cooper di nobilitare il suo essere sciupa femmine con la scusa di dover salvare la sua famiglia, ma poi diciamo che la scusa non regge molto.
Mi è piaciuta molto di più la storia passata, a dire la verità, forse perché sono più per le ambientazioni tetre dei monasteri che della campagna inglese in cui si svolge la maggior parte del romanzo.

Insomma, una lettura molto piacevole, mi ha fatto uscire dal blocco del lettore e sicuramente questo ha il suo vantaggio. Ho apprezzato molto lo stile dell'autore che non appesantisce e allo stesso tempo riesce a dare delle spiegazioni, per quanto storicamente dubbie, che hanno un alone di veridicità e credibilità nei confronti di quanto viene raccontato.

Nel complesso devo dire che la trilogia è appassionante ed intrigante. I suoi personaggi sono un po' stereotipati, sicuramente, ma comunque ci stanno bene in una storia che ha molti particolari storici e che è ricca di investigazione e ricerca che, in un certo senso, fa mettere da parte qualche piccolo difetto. 

Fatemi sapere se avete letto questa trilogia, cosa ne avete pensato. Se vi piacciono queste storie che uniscono passato e presente in intrecci a volte improbabili che gli autori rendono credibilissimi.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

venerdì 13 aprile 2018

LIBERAMENTE LIBRI...EDIZIONI E/O

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Dopo un bel po' di tempo riprendo in mano la rubrica dedicata alla lettura di libri pubblicati dalla case editrici indipendenti. Una rubrica che ho deciso di inserire qui sul blog, non tanto perché sia una novità, ma per dare spazio anche a quelle case editrici che, pur non avendo una grande diffusione (in alcuni casi), hanno comunque delle storie interessanti da raccontare, per un motivo o l'altro.
Quella di oggi è stata una lettura particolare, ero partita con la convinzione che si parlasse di olocausto e mi sono trovata a leggere di un aspetto poco conosciuto, almeno da me, della guerra.



LA NOTTE DELL'OBLIO 
 LIA LEVI 

TRAMA: Una notte, durante i ritorni in città per cercare di recuperare i guadagni del suo negozio, Giacomo, padre di due figlie e di una moglie lasciate in salvo in una canonica di campagna, viene sequestrato dalla polizia fascista senza fare più ritorno a casa.
Siamo negli anni finali della guerra, gli ebrei non hanno vita facile e la necessità di non palesare la loro identità li porta a vivere nascosti dal mondo, con difficoltà. Dopo l'arresto di Giacomo, per Elsa e le figlie inizia la necessità di riprendere in mano la loro vita, ma tutte lo fanno assumendo atteggiamenti molto diversi tra loro.

Titolo: La notte dell'oblio
Autore: Lia Levi
Casa Editrice: E/O
Anno: 2013 (Ristampa) 
Pag: 193
Prezzo: 9,00 euro 





VALUTAZIONE:



Quando ho comprato questo romanzo pensavo di leggere una storia legata a quello che è successo ad una famiglia vittima della polizia fascista. In un certo senso è così, ma quello che si racconta in queste pagine è qualcosa di diverso. 
Lia Levi parte dalla tragedia di una famiglia che perde un padre ad una storia che è universale, che ha colpito il mondo.

L'arresto di Giacomo rende facile la narrazione delle conseguenze che questo evento ha portato alla sua famiglia. Mentre Elsa, moglie di Giacomo, cerca di trovare il modo per far vivere le sue figlie in modo sereno, nonostante tutto, Milena e Dora, vivono l'adolescenza nelle amicizie, nei primi amori, o nel tentativo di approccio da parte di qualche soldatino del posto. Pur riuscendo nel suo intento, Elsa non può evitare loro un grande dolore: la perdita del padre in circostanze misteriose per loro.
Dal canto sua Elsa sceglie il silenzio, sceglie l'oblio.

Leggendo la storia è facile cadere nel giudizio di chi, dall'esterno, pensa di dover vivere la tragedia con la famiglia facendo luce su tutto. Confesso che anche per me è stato così. Non ho mai pensato che la scelta di non affrontare la cosa sia stata la giusta scelta da fare soprattutto avendo visto che le figlie comunque hanno avuto una loro risposta a quel dolore soffocato.
Se da una parte abbiamo Milena, la più grande delle due, si chiude a riccio  nei confronti del mondo, si attacca in modo quasi morboso alla madre e decide di vivere la sua vita subendola, in un certo sento, dall'altro c'è Dora che si pone continuamente delle domande sulle motivazioni che hanno portato ad una situazione del genere.

E' proprio la curiosità di Dora che l'autrice utilizza come spunto per parlare di una situazione molto più ampia degli ebrei italiani.
Dal libro ne esce fuori un quadro rivoluzionario di chi vede la necessità di creare un nuovo stato ebraico in Palestina, la necessità di tornare in patria per ricostruire le basi di un credo che, con l'olocausto, ha dimostrato il suo fallimento, perché si, gli ebrei palestinesi credono che le vittime dell'olocausto non abbiano dato il giusto peso e la giusta rappresentazione alla loro religione. Il diventare vittime dei fascisti li ha resi deboli e questo non era il principio su cui avrebbero dovuto basare la loro religione..
Ma c'è anche un altro aspetto del libro che mi ha interessato, gli stessi ebrei che sono riusciti a sfuggire alle persecuzioni fasciste non hanno voluto conoscere la verità per lungo tempo. Solamente negli anni sessanta, è stato diffuso Se questo è un uomo, di cui si fa accenno nel romanzo. Si viveva nell'ignoranza, si preferiva non conoscere la verità.

Oltre al tema religioso c'è anche uno scontro ideale, ovviamente, tra i modi di vedere la religione Dora è la versione più moderata di un credo che, nei suoi cugini, diventa carnale, totalitaria, integralista. La religiosità vissuta in modo diverso, più moderna quella di Dora, che è aperta al dialogo con la diversità in questo senso, e quella più tradizionalista di David, suo cugino che seppure inizialmente sembra essere più moderato, finisce per abbracciare una ulteriore versione della religione, quella più acculturata delle scuole per rabbini.

Per quanto riguarda la mia esperienza di lettura devo dire che non è stata particolarmente coinvolgente, non ho empatizzato molto con i personaggi e non ho trovato particolarmente innovativa la narrazione. Ho apprezzato più la parte "saggistica" se mi passate il termine, relativa all'Ebraismo e alla Storia per la possibilità di conoscere qualcosa di poco noto.

Ho trovato la narrazione, in generale lenta e a volte pedante soprattutto per la parte relativa alla vita delle ragazze che, come ho detto, non ha presentato nulla di particolarmente diverso da altre storie. Su tutto il romanzo c'è un senso di occultato, di non detto, di frenato anche nei comportamenti delle sorelle che, a volte, mi è sembrato forzato ed inutile nei confronti di una situazione che poteva essere affrontata, ma è anche vero che altrimenti non si sarebbe fatto il romanzo. Diciamo che le occasioni per farlo ci sono state ma si è scelto palesemente di non farlo. E non parlo solamente della storia del padre. C'è proprio un senso di rinuncia che non mi ha permesso di "accettare" le protagoniste già poco interessanti, per me.
Una lettura che ho fatto spinta dalla curiosità, ma che, purtroppo non mi ha completamente soddisfatto, forse proprio per la diversità nella visione della vita e di come possono essere affrontate le cose che succedono ecco.

Fatemi sapere se avete letto qualcosa di questa autrice, se avete letto questo romanzo e, se si, cosa ne avete pensato.
Vi mando un abbraccio, a preso Viaggialettori!!!

lunedì 9 aprile 2018

CASSETTA DELLA POSTA... #22

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Torno a parlarvi degli acquisti che sono entrati a far parte della mia libreria ormai stracolma di libri da leggere perché... Sì, nonostante io ne abbia fatto incetta a PIU' LIBRI PIU' LIBERI, i libri da leggere non sono mai abbastanza. 
A mia discolpa posso dire che, prima di comprare questi libri, ho aspettato ben 3 mesi e letto 15 libri cartacei.

Va bene, sono una brutta persona, lo so, mi devo dare una regolata, lo so, ma con gli sconti e i libri che stanno uscendo in edicola la cosa diventa difficilissima da portare avanti.


Va bene, ho straparlato, cominciamo a parlare di cose serie ovvero delle letture che vedrete prossimamente sul blog. Ho deciso che vorrei leggere i libri che compro senza trasportarmeli per anni e anni, ma so anche che la cosa è un pochino difficile se, quando compro, ne prendo dieci alla volta. Diciamo che cercherò di non farne accumulare tanti quanti gli anni precedenti, va. BUONA LETTURA!!!







Questa è la pignetta di libri che ho comprato in questo MARZO 2018. Non sono tanti considerando il fatto che non ne acquistavo dal 9 Dicembre dai. Sono curiosa di leggerli tutti, ovviamente, tanto che appena arrivati non sapevo cosa prendere per primo e ho cominciato a leggere l'inizio di tutti.
Spero di potervene parlare il più presto possibile, e che questa non sia la solita promessa da marinaio che faccio ogni volta che compro cose nuove. 
Comunque, sono tutti acquisti fatti con gli sconti che ci sono stati in questo periodo, quindi sono riuscita a risparmiare qualcosina. 
Ho fatto una foto unica e poi metterò le varie copertine qui sotto perché è una foto scattata appena li ho posati, spero che vi vada bene lo stesso. Ma partiamo subito!


 

A GATHERING OF SHADOWS di V. E. SCHWAB è il secondo volume della trilogia dedicata a A DARKER SHADE OF MAGIC di cui in Italia è uscito il primo volume intitolato MAGIC e di cui vi ho fatto la recensione poco tempo fa, mi è piaciuto molto.
Ho preso il volume in inglese, non so neanche per  quale livello sia, ma l'ho preso perché sono curiosa di sapere come va a finire la storia, sebbene il primo volume sia finito in modo aperto ma non estremamente da fiato sospeso. Speriamo che riesco a leggerlo tutto entro l'anno, chissà.




Questo è il primo volume di una trilogia scritta da JENNIFER WORTH e dedicato alla vita delle levatrici nell'America degli anni 50. Il titolo di questo romanzo è CHIAMATE LA LEVATRICE e ho deciso di comprarlo a seguito delle recensioni entusiaste che ne ha fatto Chiara Martini, una ragazza che fa video su youtube ed è molto brava, oltre a fare delle letture interessantissime.




Secondo volume della trilogia di Rebel a cui non avevo dato una votazione molto alta, ma siccome dicono si tratti di una trilogia che migliora con il tempo, come il vino, ho deciso di prendere la versione economica di questo volume REBEL. IL TRADIMENTO di ALWYN HAMILTON.
La storia è quella di Amani, un' abitante del deserto, che decide di non voler sottostare alle regole della sua tribù e decide di vivere la sua vita diversamente e al segno dell'avventura.




IL NIDO di CYNTHIA D'APRIX SWEENEY è un libro che ho puntato fin dalla sua uscita ed il primo che ho letto di questi acquisti, perché sì, ce la posso fare a non farli diventare muffette come tutti gli altri libri comparti e messi da parte :-)
Appena ho visto che la casa editrice aveva fatto la versione economica e in più c'erano gli sconti del 25 % ne ho approfittato e ho comprato questo volume. Una storia familiare di cui non so molto altro e che mi incuriosisce tantissimo data anche l'alta riuscita in America, ma non so se ci si debba fidare di questa cosa, ve ne ho parlato nella recensione di lunedì scorso, se vi va di darci un'occhiata!



AMATISSIMA di TONI MORRISON è un romanzo di cui ho sempre sentito parlare ma non mi sono mai decisa a prenderlo. La storia è quella di una donna che racconta le peripezie che ha vissuto durante il periodo della schiavitù. Un romanzo molto interessante e che credo mi piacerà tantissimo.



Autrice che mi incuriosisce tantissimo è DAPHNE DU MURIER di cui ho comprato I PARASSITI preferendo leggere qualcosa di meno noto, come al solito.
Ci sono tanti titoli che vorrei leggere ma per vedere come possa andare il mio approccio con lei ho preso solamente questo titolo. La storia è quella di tre ragazzi che decidono di vivere sulle ricche spalle degli altri, come dei parassiti, appunto.
Anche per questo libro c'è da ringraziare Chiara e la sua voracità di lettura.





JOHN STEINBECK è uno di quegli autori di cui ho sempre sempre sempre sentito parlare e che non sapevo neanche di avere in casa. Ho approfittato, però, della promozione per leggere questo romanzo LA LUNA E' TRAMONTATA in cui la tematica della guerra mi attira molto di più di quella di Furore o Pian della Tortilla che già possiedo, anche se in una versione molto molto vecchia, quindi no so se comprerò o meno anche di questi la versione della Bompiani che credo siano integrali.




Le storie familiari sono uno dei miei generi di lettura preferiti e quando ho visto che la trilogia dei I CHIRONI  di MARCELLO FOIS è stata pubblicata in versione economica e in un unico volume scontato del 25% che potevo fare??? Ho approfittato e ho comprato, ebbene si! La Sardegna è il luogo in cui la storia è ambientata la cosa mi piace moltissimo. Spero di non rimanerne delusa.




Dopo aver letto CANTO DI NATALE di CHARLES DICKENS sono rimasta folgorata dal suo stile e così, pur avendo acquistato altri suoi romanzi corposi, ho deciso di prendere anche questo, IL MISTERO DI EDWIN DROOD un giallo che, credo, abbia lasciato incompleto, ma spero che sia comunque una bella lettura.




PAUL AUSTER è uno degli scrittori che mi ha colpito di più nel 2017 e per questo motivo ho deciso, sempre approfittando degli sconti Einaudi di questo periodo, di comprare la prima raccolta dei suoi romanzi, ROMANZI 1. So che ce n'è un'altra ma la prenderò dopo aver letto questa. Avrei voluto leggere 4 3 2 1 ma mi spaventa un po', nonostante le storie possano essere lette anche a distanza di tempo. Insomma, meglio andarci cauti e non puntare su un libro di 25 euro per fare la prova di come possa essere la sua scrittura, ecco.


Gli altri romanzi che vi mostrerò in queste entrate sono quelli che sto prendendo in edicola con la collana I BOREALI. Una serie di romanzi di autori nordici che il Corriere della Sera ha pubblicato in contemporanea con la festa dei Boreali, appunto. Non li prenderò tutti, ma solamente sei. Per adesso vi mostro quelli che ho recuperato a Marzo, e poi gli altri con un altro post, sia mai che ad Aprile comprassi qualche altra cosa ....





PICCOLI SUICIDI TRA AMICI di ARTO PAASILINNA è il primo che ho comprato e che racconta la storia di un gruppo di persone che, volendosi suicidare, decidono di trovare il luogo perfetto per farlo. Proprio raggiungendo quel luogo incontrano altri che hanno la loro stessa intenzione. La trama mi ha ricordato un po' Non buttiamoci giù di Hornby, ma non l'ho letto quindi potrei anche sbagliarmi.




Secondo volume preso di questa collana è ANIME BALTICHE di JAN BROKKEN un libro che avrei voluto prendere alla fiera a Roma e che non avevo trovato, assieme alla saga di Ragnar che ancora mi sto mangiando le mani... Comunque, non ho ben capito se si tratti di un romanzo o un saggio, forse una cosa a metà tra i due, che attraversa la cultura europea del periodo legato alla seconda guerra mondiale. Mi incuriosisce moltissimo, speriamo sia bello.




L'ARTE DI COLLEZIONARE MOSCHE di  FREDRIK SJOBERG è anche in questo caso, un libro che non so se si tratti di romanzo o saggio. Non ne so molto, mi ricordo di averne sentito parlare molto bene e che altri titoli dell'autore sono particolari come questo, quindi appena lo leggerò vi saprò dire qualcosa in più. 




Ultimo acquisto di Marzo è stato IO NON MI CHIAMO MIRIAM di MAJGULL AXELSSON. Un romanzo che stavo per comprare in fiera e che poi ho deciso di lasciare lì per prendere altro. La storia è quella di una donna di origine romena che ha finto di essere ebrea durante il periodo nazista con conseguente vita nei Lager. Un romanzo che mi ha incuriosito fin da subito e che sono molto curiosa di leggere. Come per tutti gli altri volumi che ho acquistato.


Bene amici, questi sono stati i miei numerosi acquisti del mese di Marzo. voi come vi siete comportati? Non so neanche come io sia riuscita ad aspettare tanto prima di acquistare di nuovo, volete vedere che magari torno ad essere una persona di coscienza e a comprare un numero normale, direi, di libri all'anno? Sconti permettendo non credo che comprerò tantissimo nei prossimi mesi.
Ad Aprile ho da prendere altri due romanzi di questa collana I Boreali e poi vorrei approfittare degli sconti Bao, quindi in teoria avrò da mostrarvi ancora qualcosina per il prossimo mese.
Non mi voglio pronunciare oltre, che poi va a finire che faccio danni disastrosi :-)
Fatemi sapere come è andato il vostro mese di acquisti, se avete comprato qualcosa che vi ha soddisfatto, se avete già letto i vostri acquisti e come stanno procedendo le vostre letture.
Vi mando un abbraccio grande  e vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine dei vostri libro!!!

venerdì 6 aprile 2018

TBR... #18... OVVERO TENTIAMO DI DARCI UN ORDINE DI LETTURE... APRILE 2018

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Aprile è il mese della Primavera, dell'arrivo prepotente del polline e della mia allergia, ma soprattutto è il mese del mio compleanno, sebbene io sia nata il suo penultimo giorno... Ma sono dettagli ;-)
Per questo motivo vorrei cercare di leggere dei libri che possano lasciarmi pienamente soddisfatta e non andare troppo sui tentativi.
So benissimo che tanto non riuscirò a fare questa cosa, però, diciamo che ci provo con le tre letture che mi sceglierò, dai.
Il mese è già cominciato nel momento in cui verrà pubblicato il post, e uno dei libri che avevo intenzione di mettere nalla Tbr di questo mese è in lettura, sebbene si tratti di un volumone che sto leggendo piano piano... Ma ve ne parlerò dopo, come sempre inizio con il raccontarvi come è andato il mese di Marzo e le letture che avevo scelto.




Primo libro letto della tbr di Marzo è stato CHOCOLAT di JOANNE HARRIS che ho amato.
Una storia dolce e amara. L'arrivo in un piccolo paese di provincia per Vivienne e Anoux si trasforma nella conoscenza dell'ostracismo di chi nasconde dei peccati ben più gravi del vivere senza un marito o un padre, o del vendere cioccolato.
Una continua contrapposizione tra religiosità e paganesimo fanno da sfondo ad una storia in cui il finto perbenismo viene smascherato, ma in modo delicato, lento, quieto.
Una storia che con delicatezza parla di violenza, di paura dell'altro, del nuovo, di rottura degli equilibri e della necessità di trovare il proprio posto nel mondo.









AGOSTINO di ALBERTO MORAVIA mi ha reso nota la mia scarsa compatibilità con lo scrittore. Romanzo di formazione nel quale un ragazzino viene avvicinato al sesso e alla visione della donna non più come figura materna e basta.
Una storia di cui ho faticato ad accettare il protagonista, particolarmente irritante per me, ma soprattutto la madre e il gruppo di ragazzini nel quale va ad infilarsi per forza.
Una lettura che, fortunatamente breve, non ho proprio digerito, purtroppo.







L'ultima lettura della tbr di Marzo è stata I CUSTODI DELLA BIBLIOTECA di GLENN COOPER di cui uscirà a breve la recensione, nonostante io lo abbia finito già da un po'.
Un finale di trilogia come si deve, tutte le domande che mi sono posta nei due libri precedenti trovano una risposta in questo volume in cui permangono alcune caratteristiche che mi hanno fatto leggermente storcere il naso, ma tutto sommato accettabili.
Un protagonista, Will Piper, che non delude per la sua ovvietà né per il suo comportamento da latin lover, nonostante un leggero tentativo dell'autore di nobilitare il  suo ruolo in questo senso.
Un mistero che si risolve in maniera soddisfacente e con un senso logico inaspettato.
Un romanzo che cattura e intriga fino alla fine.







Come avete avuto modo di leggere, posso ritenermi soddisfatta delle tre letture di Marzo, a parte Agostino, le altre due sono state davvero belle. Sperando che in questo mese io riesca a fare lo stesso vediamo un po' che cosa ho scelto di leggere per questo APRILE 2018:







Lettura che ho cominciato da pochissimi giorni è LA RAGAZZA CHE GIOCAVA COL FUOCO di STIEG LARSSON, secondo volume della Trilogia Millennium che ho cominciato due anni fa o forse l'anno scorso, non ricordo e poi ho abbandonato, ma il motivo non lo so.
Sono all'inizio, quindi non so come andrà avanti con la lettura. Devo dire che dei tre film è quello che ricordo meno, quindi sono curiosa di leggere il romanzo più che nel caso del primo volume.
Essendo un volumone di 700 pagine e più, credo che lo intervallerò con qualcosa di meno pesante, ma non lo so, dipende tutto da come mi ritroverò con lo stile dell'autore.











Seconda lettura che vorrei portare a termine in quest mese è OGNI GIORNO di DAVID LEVITHAN un romanzo leggero rispetto a quello precedente che, però, non so se riuscirò effettivamente a leggere data la mole di Larsson.
Non so di cosa parla sinceramente, mi è stato regalato un paio di anni fa e la mia tempestività mi ha portato a leggerlo ora. Se non sarà per questo mese vedrò di recuperare presto :-)












Ultimo romanzo della triade di Aprile è LA NOTTE DELL'OBLIO di LIA LEVI. Romanzo che parla della notte in cui un ebreo romanzo non fa più ritorno a casa. Ovviamente siamo nel periodo della Seconda Guerra Mondiale.
Libro che ho acquistato alla fiera di Roma e che mi permette di portare avanti il proposito di leggere tutti i libri che ho acquistato in quell'occasione.
Direi che non sto messa proprio male, con questo sono arrivata a cinque e in tutto sono 22, ma siamo ancora ad Aaprile, giusto??? CE LA POSSO FARE :-)







Bene amici viaggialettori, queste sono le scelte per il mese di Aprile, sicuramente ci sarà qualche altra letturina, ma spero anche di poter portare avanti I PILASTRI DELLA TERRA di Ken Follett che ho cominciato il mese scorso e mi sta piacendo molto, ma staremo a vedere, non voglio accumulare troppe cose e non capirci niente di nessuna.

Fatemi sapere quali sono i vostri progetti per questo mese, se avete in programma di finire qualche lettura in particolare, se volete iniziarne qualcuna se ci sono delle uscite che non vedete l'ora di acquistare e leggere, insomma: Cosa combinerete in questo mese?

Vi mando un grande abbraccio, a presto amici e buone letture!!!

lunedì 2 aprile 2018

RECENSIONE "IL NIDO" di CYNTHIA D'APRIX SWEENEY

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Buon inizio settimana e buon Lunedì di Pasquetta amici! Mentre sarete tutti impegnati in gite fuori porta e scampagnate io sono qui a parlarvi di una delle mie ultime letture, non è stata un granché ma ci può stare. Un libro che ho comprato da pochissimo, lo vedrete, infatti nel post dedicato alla Cassetta della posta del mese di Marzo, e che ho letto relativamente poco tempo dopo l'acquisto, nonostante la recensione sia arrivata un mese dopo il suo arrivo... Ma sono solamente dettagli, su...
Passiamo alle cose serie e alla esposizione di come sia andata la lettura di questo romanzo che ho letto per la TUTTI AD HOGWARTS CON LE 3 CIAMBELLE .
Vi racconto tutto qui sotto nel post, BUONA LETTURA!!!


TRAMA: Il nido è un fondo finanziario con il quale Leonard Plumb, ha cercato di coprire le spalle dei suoi quattro figli fino a quando il più grande di loro, Leo, non ha avuto un incidente. Da questo incidente la necessità di coprire lo scandalo che ne sarebbe derivato attraverso l'impiego di una grande somma di denaro che Francie, la madre dei quattro, ha preso proprio utilizzando il NIDO. Tutto questo all'insaputa degli altri tre fratelli che, ignari della loro "perdita" economica, continuano a fare progetti proprio sull'utilizzo del Nido. La scoperta solo mesi dopo l'incidente e la conseguenza è la rottura di un equilibrio familiare di per sé già precario.

Titolo: Il Nido
Autore: Cynthia D'Aprix Sweeney
Casa Editrice: Pickwick (Ristampa)
Anno: 2018 (Ritampa)
Pag: 360
Prezzo: 10,90 euro



VALUTAZIONE:




Dalla valutazione che ho dato a questo volume già si capisce come andrà a finire questa mia recensione, purtroppo non so per quale motivo, ma avevo delle aspettative molto alte nei confronti di questo libro, aspettandomi di trovare una storia familiare.
In effetti lo sarebbe, ma non nel senso cui sono abituata quando si parla di questo genere letterario, ecco, ma andiamo con ordine.

La lettura de IL NIDO è stata sicuramente un'esperienza di scoperta nei confronti di un libro che, pur appartenendo alla categoria della narrativa contemporanea, si è rilevata essere una storia a metà tra una sorta di narrativa/romanzo familiare/serie tv.
Si ecco, non so se ci sia una definizione del genere, ma la sensazione che ho avuto leggendolo è stata questo mix.

La storia ruota attorno alla vita di quattro fratelli, uno più strano e strampalato dell'altro che, fiduciosi nella copertura di spalle su cui hanno vissuto un'intera vita, hanno sperperato e progettato il futuro senza effettivamente rendersi conto di quello che stava succedendo attorno a loro.
Leo è un uomo arrogante, presuntuoso, sciupa femmine, insoddisfatto della propria vita e dipendente da alcol e droga come se non ci fosse un domani. Sposato con Victoria una donna avida e opportunista che sfrutta l'agiatezza economica del marito, nonostante la sua dubbia moralità.
Jack imprenditore di se stesso e proprietario di un negozio di antiquariato. Sposato con Walker un avvocato che non gestisce a pieno la sua attività. Jack è una sorta di aguzzino nel suo campo, poco attento all'aspetto emotivo del suo lavoro e molto attento, invece, al guadagno che da questo potrebbe derivare, soprattutto in vista dei debiti che non riesce a marginare.
Beatrice è una scrittrice, lavora per una rivista on line e cerca la giusta ispirazione per scrivere un romanzo che possa darle di nuovo la fama ottenuta in precedenza con altre storie. Una donna fragile, insicura, piena di dubbi nonostante all'apparenza sembra essere la più "normale" dei quattro.
Melody è la mamma giovane e apprensiva di due gemelle adolescenti che sono, anche loro, presenti nella storia con la loro vita. Nora e Louisa, tanto legate quanto diverse, nell'aspetto e nel modo di pensare. Melody è sposata con Walter, un uomo posato, con i piedi per terra e la giusta dose di tranquillità per placare gli isterismi di Melody e la sua paura di non essere all'altezza del suo ruolo. Nora scopre di essere lesbica ma ha paura del giudizio della sua famiglia. Louisa, invece è talmente legata a sua sorella da mettere in dubbio il fatto che possano essere comunque due identità distinte e separate.

Dopo una lunga disamina sui personaggi, che mi è parsa doverosa per farvi capire il livello dei soggetti della storia, passo a dirvi cosa ho effettivamente pensato di questa vicenda.

La Sweeney ci offre un panorama molto variegato di quello che è una tipica famiglia benestante di New York che cerca di non prendere in considerazione, seriamente, la decadenza morale da cui è afflitta. Lo fa con una storia che parte concentrandosi su di un solo elemento, l'uso improprio del Nido, per poi perdersi nei meandri oscuri di tutte storie dei vari membri di questa famiglia che procedono ognuna per proprio conto.
Se l'idea fosse stata quella di realizzare una sorta di storia familiare complessa e, in un certo senso, ben architettata, direi che l'autrice non c'è riuscita affatto.
Quello che ho letto è la storia di quattro personaggi in cui tutti hanno problemi, più o meno gravi, ma nessuno coinvolge l'altro nel farsi aiutare a risolverlo o cercare una soluzione.  Ognuno pensa ai propri problemi, non ci sono segreti tra loro, nulla di quello che la trama lascia intendere. L'unico elemento che può risultare misterioso è una cosa così banale che non ci si dà neanche peso, o almeno per me è stato così.  Per questo motivo sono arrivata all'idea che ci troviamo davanti ad un romanzo formato da più nuclei narrativi nei quali ogni tanto capita un piccolo contatto tra i protagonisti, un contatto che, però, l'autrice non descrive mai in maniera dettagliata, al massimo tre-quattro righe o addirittura un riassunto dell'incontro.

A questo punto credo di essermi sbagliata io nel valutarlo come romanzo familiare e, di conseguenza, aver messo delle aspettative alte nei riguardi di una storia che può anche essere una lettura piacevole, ma che non è molto nelle mie corde. 
I nuclei narrativi di cui si compone sono tutti slegati tra loro, e il fatto che i protagonisti siano fratelli non mi basta per inserirli in una storia sola. Non mi è piaciuto affatto vedere questo tipo di struttura proprio perché non ne ho capito il senso.
Posso dire che non mi è dispiaciuto leggere dei fratelli Plumb, delle loro stranezze e delle loro fragilità umane usate dall'autrice per parlare di molti argomenti socialmente interessanti quali la dipendenza da droga e alcol, l'omosessualità, il tradimento, il non sentirsi adatti alla propria vita, il non sentirsi parte di una famiglia. Insomma gli argomenti ci sono, ma non mi è piaciuto il modo in cui l'autrice decide di parlarne.

Ho trovato i personaggi banali, scontati e facilmente prevedibili nelle loro azioni. Ci sono state delle parti in cui non ho capito cosa l'autrice volesse dire, un accenno all' 11 settembre che fa sempre goal nel pubblico americano ma a me non ha sconvolto più di tanto né interessato, in questo contesto dico.
Insomma mi aspettavo di trovarmi davanti ad una storia più fitta di intrighi e segreti, invece non c'è nulla che non sia stato già visto e rivisto. 
Una lettura che a tratti mi ha annoiato per un uso eccessivo di descrizioni, dettagli inseriti tra parentesi, precisazioni inutili e poi uno svolgimento dei fatti attorno a questo fantomatico nido che non trova alcuna soluzione. Un romanzo inconcludente, che non dà e non toglie nulla ad un lettore che si aspetta di trovare una storia familiare.
Quello che penso è che, forse, l'autrice abbia voluto offrire la possibilità, al lettore, di conoscere lo stile di vita americano, ma non so neanche se sia giusto dire così. Ho letto molti altri romanzi ambientati nell'America di oggi e non sono tutti delle rappresentazioni di serie tv come questo. Anche nel modo in cui la narrazione alterna le varie storie ho trovato molto uno stile televisivo. Alcuni capitoli sono stati molto brevi ed altri lunghi e facilmente ridimensionabili, per i motivi che vi ho già spiegato. La storia procede per episodi e questa cosa è molto evidente e, soprattutto in alcuni punti, non rende la narrazione molto fluida.

Sicuramente è un libro che può piacere a molti, questo non lo metto in dubbio, a me non ha convinto più di tanto. Ci sono troppe cose che non mi hanno entusiasmato e lo stile dell'autrice è sicuramente uno di questi.

Fatemi sapere se avete letto questo romanzo e cosa ne avete pensato. Cosa state leggendo adesso?
Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!! A Presto!