venerdì 20 gennaio 2017

RECENSIONE "MADDOX HOUSE. LA COLLINA DI WAKEFIELD" di STACEE BELL

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Eccomi qui con una nuova recensione su un libro che, come ho detto altre volte credo di aver letto solo io, l'autrice e la persona che le ha permesso di pubblicarlo... La domanda sorge spontanea...MA PERCHE'??? Vabbè dai... non mi piace essere troppo cattiva fin da subito ...Eh eh eh... Una lettura da cui non mi aspettavo nulla, non ho subito traumi in questo senso... vi racconto bene nel post... Buona lettura!!!




TRAMA: Kendra si trasferisce a Maddox con la sua famiglia. Tutti sanno che è una ginnasta, in realtà è una giornalista del paranormale che si trova ad indagare sulla morte di una novizia che risulterebbe essere stata posseduta. Nel frattempo sua sorella conosce Patrick Wakefield, giovane borghese che abita nella grande villa che sormonta Maddox, assieme al cugino Liev, proprietario della villa. Come mai le due ragazze sono affascinate da una villa che tutto il resto degli abitanti di Maddox sa essere disabitata e fatiscente?

Titolo: Maddox house. La collina di Wakefield
Autore: Stacee Bell
Casa Editrice: Autopubblicato
Anno: 2015
Pag: 121
Prezzo: 4,99 euro (e-book)




VALUTAZIONE: 



Partiamo dal fatto che non ricordo neanche per quale motivo questo libro si trovasse sul mio kobo e finiamo con il dire che l'unica cosa bella del soggetto in questione è la sua copertina, credo che il post possa concludersi qui!!!
Scheeerzo... oddio non credo di avere molte cose da dire ma qualcosa posso sempre dirvelo sulla lettura che ho affrontato, e posso cercare anche di essere più seria di quanto io sia stata fino  a questo momento dai ;-)

Allora, come ho detto nel post dell'aggiornamento delle letture (ormai molto tempo fa, dicembre?!) in cui ho citato questo breve romanzo, il libro mi sarebbe servito per passare lunghe ore d'attesa in ospedale, quindi non volevo leggere cose troppo impegnative, storie complicate, personaggi coinvolti in vicende troppo intricate... Insomma na cosetta così mi serviva, tanto per capirci... Ebbene in questo senso il libro ha svolto il suo dovere e le poche aspettative che avevo rimesso in lui sono state sicuramente colmate... Ora... se vogliamo parlare di quello che è stata EFFETTIVAMENTE questa lettura bisogna allontanarsi da questo contesto... Ah vi avverto che faccio anticipazioni perché altrimenti non si potrebbe parlare di nulla, quindi vedete se vi va di arrivare alla fine ;-) IO... spero che leggiate comunque tutto ;-)

La storia che Stacee Bell ci propone è legata al mondo degli spiriti e dei fenomeni paranormali, di per sé una tematica che può attirare chi è appassionato del genere, ma anche chi è curioso di conoscere qualcosa di nuovo. BENE...
Quello che penso è che la Bell non abbia scritto un romanzo, seppure breve, ma che si sia limitata a buttare giù una serie di elementi accennati e abbozzati che sarebbero, forse, potuti diventare un romanzo...BUUUUUM... La mia diplomazia!!!
La sensazione che ho avuto leggendo le varie pagine è stata quella di leggere di una serie di situazioni scollegate tra di loro e che hanno avuto come solo elemento comune il fatto che ci fosse la stessa persona in ogni luogo citato.
Il romanzo si apre con Kendra, la protagonista, che si trova in un monastero per indagare sul suicidio di una novizia che è stata oggetto di eventi paranormali. Ma mentre si trova lì, in realtà, di questa tizia si capisce poco o nulla  perché esce fuori un tizio che si scopre essere, teoricamente, lo spirito di un giornalista che si è innamorato di una delle novizie del monastero e per non far scoppiare lo scandalo lì dentro si è finito con il rinchiudere la ragazza.. insomma, storie sentite... e molto poco comprensibili. Sappiate che non sono io a non saper scrivere la trama, è proprio questo che troverete nel libro!
Accanto a questo, il trasferimento della famiglia di Kendra a Maddox, una cittadina in cui tutti conoscono Villa Wakefield come casa abbandonata e semi diroccata mentre Kendra e sua sorella sono le uniche a vedere la villa e i loro abitanti nel massimo splendore, e manco a dirlo le due si innamorano follemente dei due omaccioni di turno. 
Bene, questo è l'unico elemento che ci fa capire che qualcosa di strano succede, almeno fino a pagina 110 ma anche 115, e vi ricordo che il kobo mi conta 120 pag. comprese indice e copertina.
Comunque... Nelle ultime pagine si racconta l'episodio di una bambina che gioca vicino quella casa e che dice di vedere una donna che la chiama e poi non si capisce nulla e si arriva al punto in cui Kendra decide di morire per raggiungere questa ragazzina che, presumo, sia morta attirata, non si sa come, nell'oltretomba dalla donna fantasma.
Insomma, vedete che la trama è intrigantissima e che gli eventi coinvolgono il lettore in modo tale da non permettere di staccarsi dalle pagine??? SEEEEEE

Allora, io non voglio fare la criticona, la distruttrice, la superiore, la snob, o quella che deve per forza parlare male dei libri di gente sconosciuta, io dico solamente quello che penso, e anche se magari posso risultare esagerata è comunque quello che ho pensato.
Ho riconosciuto il fatto che sia stata una bella idea ma, se leggerete mai questo libro, non potrete non essere d'accordo con me sul fatto che sia solamente un'accozzaglia di scene unite senza un senso logico.

E' una lettura che non mi è piaciuta, non ho trovato un senso a nulla di quello che ho letto. I protagonisti sono solamente abbozzati. Liev dice che il problema è una tizia che si era innamorata di lui ma poi non si sa perché se la prende con Kendra, o perché la sorella di Kendra debba girare ogni notte un orologio indietro di dodici ore, insomma....

Ovviamente capite bene che non è un libro su cui si possa dire qualcosa di sensato, e io vi posso assicurare che c'ho provato a fare un discorso logico ma PROPRIO NON SI PUO'!!!

La copertina è bellissima, non c'entra nulla con il libro e sicuramente potrete fare a meno di leggerlo. Mi dispiace per Stacee Bell ma sinceramente se vuoi realizzare un libro del genere devi anche essere in grado di fornire delle informazioni che possano colmare la curiosità del lettore, soprattutto quando la curiosità nasce per delle cose ovvie, tipo: perché questa villa Wakefield è così nota?? Perché la tizia spirita vuole avere a che fare con Liev, perché Liev vive con il cugino? Insomma nulla di nulla ecco!!!

Mi dispiace per il post e per il risultato che ne è venuto fuori ma veramente ho detto quel poco che mi ha suscitato, ovvero nulla. Non è una lettura che consiglio ma se volete darci un'occhiata poi fatemi sapere cosa ne avete pensato, magari è un capolavoro e io non ho capito nulla!!!  

Bene su questa triste recensione vi saluto, vi mando un grande abbraccio e ci rileggiamo presto amici Viaggialettori :-)

giovedì 19 gennaio 2017

RECENSIONE "VIA RIPETTA 155" di CLARA SERENI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Buon Giovedì amici, come state? Dalle mie parti il freddo impera e il vento porta il gelo fin dentro le ossa, ma cerco di sopravvivere a tutto ciò trasformandomi in un omino michelin con felpe e pile messi uno sull'altro... Nonostante questo piccolo inconveniente io continuo ad adorare l'inverno :-)
Quello di oggi è un post particolare, non tanto per la sua natura che, vedete è sempre quella della recensione, ma perché è stata una lettura totalmente casuale e di cui non sono ancora riuscita a capire se mi sia piaciuta oppure no! Credo che rimarrò con questo interrogativo per un po' di tempo, intanto vi lascio alla lettura del post!!!






TRAMA: La protagonista di questa storia è una donna, che negli anni tra il 68' e il 77', cerca di trovare la propria strada in un clima sociale difficile e in uno familiare la cui presenza nella sua vita diventa ingombrante per la sua importanza.



Titolo: Via Ripetta 155
Autore: Clara Sereni
Casa Editrice: Giunti
Anno: 2015
Pag: 208
Prezzo: 14,00 euro






VALUTAZIONE:




Via Ripetta 155 di Clara Sereni è stata una lettura molto, ma molto casuale, nel senso che un giorno, entrando il libreria, mi sono trovata davanti un espositore pieno di questo libro e la copertina mi aveva subito attirata. Non so dirvi per quale motivo, ma nell'immagine c'era qualcosa che mi diceva che prima o poi lo avrei letto, e così poi è stato!
La cosa che più di tutte rende particolare questa lettura, per me, ovviamente, è il fatto che mai come in questo caso, ho letto un libro senza sapere un minimo di trama o quantomeno quale fosse l'argomento trattato. Mi ero fissata con l'idea che fosse un giallo/thriller dato che non conosco l'autrice e, ovviamente, ho sbagliato su tutti i fronti, ma poco importa :-)

"La causa prima fu che sono snob. La casa mia la volevo proprio lì, nella porzione di Roma compresa fra Campo de' Fiori e piazza del Popolo, delimitata da un Tevere cui non prestavo molta attenzione ma lungo i muraglioni c'erano gli alberi come in via Nomentana dove sono nata, e il fiume era comunque un punto di riferimento."

Via Ripetta è una strada centrale di Roma nella quale va a vivere la nostra protagonista e scrittrice, Clara. Infatti quello che leggiamo, in questo romanzo, è il racconto di un decennio molto importante per la storia nazionale che si va ad intrecciare con la storia personale della scrittrice.
Gli anni che vanno dal 1968 al 1977, che sono poi anche i titoli dei capitoli del libro, sono stati anni di grandi cambiamenti storici, politici e culturali, per L'italia e non solo.
Sono gli anni della rivoluzione femminile, gli anni degli scontri politici tra Comunisti e Fascisti, sono gli anni delle comuni e dell'idealismo politico nelle nuove generazioni che vogliono essere parte attiva di quel grande cambiamento.
Sono gli anni della Guerra del Vietnam e di quella in Unione Sovietica, sono gli anni dei cortei, delle lotte studentesche e per i diritti degli operai. 
Insomma quello rappresentato da Clara Sereni in questo libro è un decennio di vita funzionale al raggiungimento di una libertà che tanta parte aveva avuto nella società e nelle speranze dei giovani.
Ai tempi della storia Clara aveva una ventina di anni e vive pienamente il bisogno di ottenere la propria indipendenza da una famiglia ingombrante sia socialmente, essendo ebrea e alto borghese, sia politicamente, il padre Emilio era uno dei dirigenti del Partito Comunista.
Una indipendenza che ricerca nello stile di vita caratteristico di questi anni, infatti Via Ripetta 155 è la rappresentazione del suo mondo, fatto di gente che va e che viene, persone che discutono di politica e dei problemi sociali, persone che si fermano anche solo per una notte tra le lenzuola del suo letto e che lei accoglie con normalità, non essendo legata a nessun vincolo pregiudiziale (questi sono anche gli anni della libertà sessuale).
Una casa che rappresenta un luogo in cui poter tornare ogni volta che le cose non vanno bene o che comunque si prova a fare andare bene.
Attraverso le parole di Clara ci troviamo a seguire i suoi tentativi di affermazione nel mondo del cinema e del giornalismo, non ho detto, infatti, che oltre ai nomi politici nazionali, ritroviamo tra le pagine anche quelli di grandi registi, scrittori e cantanti, alcuni già famosi, altri stavano trovando la loro strada.
La storia che la Sereni ci racconta è un continuo intreccio tra la storia del mondo e della nazione, la nostra, con quella sua personale, il tutto guardato e rappresentato attraverso la partecipazione alle varie manifestazioni politiche, alle riunioni di partito, alle riunioni delle associazioni cinematografiche presso cui ha lavorato come segretaria e poi attraverso le esperienze legate alla sua vita familiare e sentimentale.

La rappresentazione che la Sereni fa di se stessa, della se stessa degli anni 70, è quella di una ragazza che cerca di superare le sue paure, i suoi limiti e quelli che le imponeva il suo essere appartenente ad una famiglia piuttosto importante.

"Un giorno, due, forse tre. Niente più ragioni per alzarmi dal letto, ogni scintilla spenta dal sudore. A casa mia, da sola, e mi sentivo sola al mondo, dunque completamente libera di andarmene, nessuno si sarebbe disperato per me. Esaminai accuratamente le cose che mi tenevano attaccata alla vita, una per una. E nessuna che ne valesse lo sforzo. Rami eliminati via via, e alla fine il tronco nudo basta una piccola spinta e viene giù. Niente lettera d'addio, non avevo niente da dire a nessuno. Mi addormentai tranquilla, né affranta né impaurita: libertà era anche finirla con una vita che non avevo capito ancora se fosse brutta o bella, ma di certo era troppo faticosa e piena di dolore"

Questo è anche quello che si trova in questo libro, la storia di una donna che vuole avere la libertà di vivere la sua vita e che, allo stesso tempo, ha paura che il suo tentativo possa fallire miseramente. Da qui lo sconforto, ma neanche tanto sofferto, di una vita che non si capisce fino in fondo, forse perché ancora troppo giovane per partecipare ad un periodo troppo ricco di cambiamenti. Una vita di cui si percepisce la necessità di cambiamento e che già si sente diversa da quella di tutte le altre donne. 
In una ipotetica seconda parte di questo romanzo, troviamo invece una donna che matura nonostante il principio base della libertà permane sempre molto. Troviamo una donna più consapevole di se stessa, della sua posizione, della sua capacità di sopravvivenza e soprattutto una donna che decide di responsabilizzarsi lasciando da parte il suo voler necessariamente dimostrare di essere qualcuno nel mondo a favore di una affermazione maggiore di se.
Una donna che si trova a dover fare i conti con la malattia di un padre, che gradualmente perde la sua forza empatica e fisica e viene consumato lentamente dalla malattia; la malattia di una sorella per cui ancora non si conoscevano i rimedi per curarla; la scelta di una vita sentimentale stabile fatta di una relazione sincera e di un matrimonio durato 30 anni. Insomma dei grandi cambiamenti che la modellano smussandone gli angoli, ma mai cancellando quello che di base c'è in lei.

Per quanto mi riguarda e in base a quanto scritto fino ad ora devo confessarvi che il mio giudizio sta cambiando. Inizialmente avevo dato 2 farfalle pensando più ai lati negativi che ho trovato in questo romanzo, invece ho deciso di darle tre farfalle, cambiando l'immagine proprio adesso, prima di scrivere queste righe, e trovo che mi soddisfi di più.
MI rendo conto che molte delle letture che faccio sono da tre farfalle, ma vorrei dire che sono sempre tutte diverse tra loro, sicuramente è un voto di sufficienza che do anche quando ci sono delle cose che non mi convincono. Purtroppo anche in questo caso ci sono, e ve ne parlo subito.

"Insomma era chiaro, da ogni parte provavano a fermare le lotte, il progresso, il mondo. C'era l'idea che - nel caso - saremmo andati "in montagna", a "fare i partigiani", perché quello era l'unico riferimento che ci venisse in mente. Quanto il mondo fosse cambiato, nell'arco di meno di trent'anni, non eravamo affatto pronti a metterlo in conto"

Io credo che la Sereni abbia scritto questa sorta di diario per farci rendere conto dei grandi cambiamenti che ci sono stati anche nel nostro paese e non solo nel mondo: gli anni del terrorismo, della nascita delle Brigate Rosse, delle lotte tra comunisti e fascisti, delle manifestazioni e contestazioni, che se nel 68 ci vengono rappresentate come tranquille, ovviamente nei limiti del possibile, poi arriva la violenza e la paura di poter manifestare il proprio pensiero senza dover subire pestaggi. 
Attraverso le sue parole ci mostra cosa è significato vivere in Italia durante quegli anni e soprattutto quanto, proprio quei cambiamenti, avessero influenzato la vita di tutti i giovani che volevano o tentavano di cercare la loro strada.

Quello che non mi è piaciuto molto di questo romanzo è che il tutto viene fatto in modo molto distaccato, distante, gelido, quasi come se si stesse parlando di qualcosa che non le appartiene. La sensazione è quella di leggere un saggio in cui solo nella seconda parte si è visto sostituto ad un barlume di umanità.
Questo mi dispiace, perché credo che proprio perché la scrittrice ha vissuto quegli anni avrebbe potuto dare maggiore spazio alle sensazioni vissute in quel clima di libertà.
Sono, questi, anni poco descritti all'interno dei libri e sicuramente avrei preferito saperne di più. Magari invece di fare un libro di duecento pagine in cui gli eventi, a volte, sono descritti come fossero una semplice elencazione, si poteva allungare di più la narrazione aggiungendo qualche particolare in più.
Una narrazione resa, proprio per questo motivo, pesante e poco partecipata, ecco.
Si parla di molte vicende legate alla storia italiana politica e culturale, ma si da anche per scontato che tutti i lettori di questo libro siano a conoscenza di questi eventi, cosa che, forse, rende il libro poco fruibile ad un pubblico più ampio.
Insomma questi, a mio avviso, sono elementi negativi in un libro che viene indicato come possibile vincitore di un premio.
Il fatto che sia stato inserito tra i candidati al premio strega comporta necessariamente la poca fruibilità?? Non credo.

Insomma per farvela breve, credo che questo sia un libro che possa piacere a chi ha vissuto quegli anni e per chi ha conoscenza di molti degli eventi che li hanno caratterizzati e non parlo solo per l'ambito storico.
Credo che ampliato poteva essere un bel racconto di uno spaccato d'Italia che poche volte è stato rappresentato nei libri e questa forse è stata un'occasione non sfruttata al massimo.
Nonostante tutto questo devo dire che non si è trattato di un libro da cestinare, assolutamente, un libro che, però, per quanto mi riguarda, poteva essere migliorato, al di là della candidatura al premio Strega o altro.
Posso pensare che forse la concentrazione sul mondo esterno avesse dato la possibilità all'autrice di allontanare da sé e dalla sua storia personale l'attenzione del lettore?? Ma allora perché parlare di te in prima persona limitandoti a fare solo brevi accenni alla tua storia? Non so è un libro di difficile interpretazione, nel senso che, come ho detto non riesco a capire bene se mi sia piaciuto oppure no. E' una di quelle letture del mezzo, un ni, o un so che non si sa bene dove infilare... 

Dopo questo lunghissimo sproloquio sono giunta alla fine di questo articolo che, spero, possa avervi interessato almeno un po'. Fatemi sapere se avete letto o visto o sentito parlare di questa autrice, e cosa ne pensate.
Se vi va lasciate un segno del vostro passaggio e ne sarò felicissima :-)
Per adesso vi saluto, vi mando un grande abbraccio, vi ringrazio per i passaggi che fate e per tutti i commenti che mi lasciate... Non mi resta che augurarvi UN BUON VIAGGIO TRA LE PAGINE DEI VOSTRI LIBRI!!! A presto...

mercoledì 18 gennaio 2017

WWW... WEDNESDAY...#30

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Finalmente sono tornata in possesso del mio computer e posso aggiornarvi un po' sulla mia situazione letture, visto che la scorsa settimana è saltato l'appuntamento :-)
Devo dire che in queste due settimane non ho fatto grandi letture, nel senso che mi sono arenata abbastanza su quelle che stavo facendo, capita anche questo :-) 
Vi lascio al post così vedete cosa ho combinato :-) Buona lettura!!!


Cosa stai leggendo?



Una vita sottile è il secondo libro di Chiara Gamberale che leggo, ed è decisamente diverso dal precedente!
Con questo non voglio dire che non mi stia piacendo, ma non è una scrittrice leggera come mi aspettavo essere dalla lettura di Dieci minuti che ho fatto questa estate.
Una lettura particolare, questa, che devo ancora inquadrare, sinceramente, ma di cui vi parlerò presto, credo :-)



Cosa hai appena finito di leggere?



Continua la lettura di libri per gli obiettivi delle sfide di lettura che sto facendo e a distanza di pochi giorni sono riuscita a terminare due libri che, come ho detto sopra, mi stavo trascinando dietro da un po'.
Il primo è Ragazze d'Irlanda sedici scrittrici sedici racconti, una raccolta di racconti scritti da autrici varie che devo dire mi è piaciuto. La recensione è uscita ieri quindi vi basta cliccare sul titolo se volete sapere cosa ne ho pensato :-)
Il secondo titolo è Via Ripetta 155 di Clara Sereni. Questo libro, di cui uscirà la recensione domani, devo ancora capire se mi sia piaciuto o meno. Come vedete dall'immagine è stato candidato al premio strega, ma se mi leggete da un po', saprete anche che io e le premiazioni non andiamo quasi mai d'accordo, quindi non so... magari ci ragioni ancora un po' su e poi vi saprò dire.


Cosa hai intenzione di leggere in seguito?




Quel fantastico peggior anno della mia vita di Jesse Andrews è un libro di cui non ricordo esattamente se ho visto anche il film o se magari si trattava di un film con argomento simile... Comunque di questo libro sono solamente al primo capitolo e non so se mi piacerà. Queste sfide mi stanno distruggendo l'anima di lettrice... Devo cercare delle letture più stimolanti anche se io non dispero e cercherò di rifarmi, in fondo siamo solo a Gennaio ;-)
L'argomento è triste e pesante ma credo che il modo di trattarlo lo faccia sembrare meno tale, staremo a vedere.


Bene amici lettori questa è la mia situazione di lettura per questa settimana,voi cosa state leggendo? Fatemi sapere tutto sotto nei commenti!
Vi saluto e vi mando un abbraccio... A presto!!!

martedì 17 gennaio 2017

RECENSIONE "RAGAZZE D'IRLANDA. SEDICI SCRITTRICI SEDICI RACCONTI" di AA. VV.

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Dopo i giorni di agonia passati senza il mio fidato (insomma) compagno di avventura e disavventura nel mondo del web e della tecnologia, devo dire che tornare a scrivere una recensione e pubblicarla nell'immediato è veramente qualcosa che mi mancava fare!!!
Quindi, eccomi qui a proporvi una nuova recensione di un libro per una delle sfide di lettura cui sto partecipando in questo 2017.
Vi lascio al post... Buona lettura!!!




TRAMA: 16 racconti di 16 scrittrici tutte irlandesi che ci raccontano alcune esperienze vissute dalle donne. Diverse situazioni per altrettanti diversi comportamenti che favoriscono una facile immedesimazione del lettore nei personaggi che incontra tra le pagine di questa raccolta.


Titolo: Ragazze d'Irlanda. Sedici scrittrici - Sedici racconti
Autore: AA. VV.
Casa Editrice: Guanda
Anno: 2003 (Ristampa)
Pag: 313
Prezzo: 9,50 euro






VALUTAZIONE:



Questo è un altro di quei libri comprati per caso in uno dei momenti di acquisto compulsivo su internet guidato da prezzi bassi, ultra sconti, o addirittura rimanenze di magazzino di cui ho approfittato qualche tempo fa.
Non sono affatto un'amante dei racconti, ma l'idea di poter conoscere qualche autrice irlandese mi stuzzicava e ne ho approfittato. L'occasione di lettura è stata una delle sfide a cui sto partecipando, LA RUOTA DELLE LETTURE (cliccate sul banner per saperne di più!), in quanto il primo obiettivo che mi è stato assegnato indica la lettura di un libro di racconti e così, trovandomelo sotto gli occhi, ho pensato che questa potesse essere l'occasione giusta.

Ragazze d'Irlanda è un libro dedicato soprattutto alle ragazze che stanno passando dei momenti di sconforto o che vedono la loro vita solamente come una continua serie di sfortune e disavventure. Un libro che racchiude al suo interno storie che permettono ad ogni lettrice di identificarsi nelle varie protagoniste che vi troverete davanti.
Devo dire che mi risulta difficile parlare di una racconta di racconti fatta da autrici diverse, perché ognuna ha un proprio stile di scrittura come di narrazione, la cosa che accomuna tutte è essenzialmente il tema, una antologia che parla alle donne, di donne attraverso un linguaggio prettamente femminile.
Quello che ne viene fuori è un ritratto che, sulla quarta di copertina, dice essere quello di ragazze irlandesi, ma sicuramente è anche quello di tutte le donne/ragazze del resto del mondo :-)!

Ci troviamo davanti alle situazioni più disparate, coppie che sembrano essere perfette e non lo sono, donne che cercano l'avventura della notte, donne esasperate dalla sindrome premestruale, donne che vengono sfruttate dai familiari senza esserne consapevoli, donne ingannate e tradite, donne che si prendono la rivincita, donne che hanno dei dubbi sul loro rapporto e altre che perse e impaurite dal rimanere sole accettano qualunque compromesso o storia.
Un volume che ci permette, volendo, di guardare situazioni anche molto vicine a noi o che ci colpiscono direttamente, sotto un altro punto di vista. Storie di donne reali, con delle protagoniste femminili che non necessariamente andranno a ricoprire il ruolo di ragazza copertina dell'anno. Ci sono protagoniste cinquantenni che mettono in dubbio la loro sensualità o l'interesse che possono suscitare in un uomo, oppure ci sono giovani ragazze, che scottate dalle delusioni, dimostrano le loro paure nello buttarsi in nuove relazioni.

Insomma una raccolta che ho apprezzato molto proprio perché reale e veritiera. Sono reali le situazioni che vi vengono presentate e i pensieri che le varie protagoniste si trovano ad avere.
Altra cosa che ho apprezzato molto è il fatto che non ci si trova davanti ad una raccolta femminista o che va a ledere la figura maschile. Tutti i racconti si concentrano sulla donna e solo su di lei mettendo la figura maschile in secondo piano e mai come se fosse l'incarnazione del male. Questa cosa è veramente apprezzabile.

Ovviamente trattandosi di una raccolta di racconti non posso parlare molto delle storie altrimenti vi direi tutto quello che succede. Per quanto mi riguarda, non posso dire che tutti i racconti mi sono piaciuti allo stesso modo e alcuni non mi hanno proprio toccato, ma nella maggior parte dei casi ho sempre trovato un atteggiamento o una situazione che mi avrebbe potuto rappresentare.
Insomma che dire, una lettura molto divertente, in alcuni casi, che mi ha fatto riflettere molto, in altri. Una lettura che si può fare tutta d'un fiato perché ogni storia ha comunque una sua conclusione logica e non stanca leggerne anche due o tre di seguito.
Allo stesso tempo è anche una raccolta che permette di leggere un racconto alla volta anche per inframmezzare delle letture più impegnative. Sicuramente una lettura piacevole che consiglio a chi ama particolarmente questo genere ma anche a chi vuole cimentarsi in una raccolta di racconti non molto impegnativa!


Bene Amici Viaggialettori, anche per questa lettura credo di aver detto tutto e spero di avervi invogliato a leggere questa raccolta o quantomeno a saperne di più. 
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro, come sempre, Buon viaggio tra le pagine dei vostri libri... Ci rileggiamo prestissimo!!!

lunedì 16 gennaio 2017

CASSETTA DELLA POSTA ... #11

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Lo so che ormai ogni volta che scrivo questi post dico sempre che non ci saranno per un po' di tempo ma... Vi assicuro che c'è un complotto internazionale contro di me che mi porta a comprare dei nuovi libri favorendo sempre delle buone occasioni per farlo...
Davvero... credetemi... non sono così cattiva e poco ubbidiente è il mondo che mi fa essere così :-/... 
Ok ho capito... finisco di fare la scema e vi mostro quali sono state le entrate libresche nel mese di DICEMBRE 2016... per concludere l'anno in bellezza, ecco :-) Buona lettura!!!





Il primo libro che vi mostro non è stato un acquisto fatto da me, ma un invio della Newton Compton, NO... non ho nessuna collaborazione con loro, semplicemente faccio parte del loro Club di lettori e questo comporta la ricezione di un libro, scelto da loro, ogni volta che vogliono.
Il libro in questione è NON DIRGLI CHE TI MANCA di ALESSANDRA ANGELINI. Inutile dirvi che non so nulla e che non è il mio genere, ma chissà che non succeda come la Premoli che mi era piaciuto??!! Ai posteri l'ardua sentenza. Prima o poi lo leggerò e vi dirò cosa ne ho pensato :-)






Decisamente nelle mie corde è TRIESTE di DASA DRNDIC libro che avevo nella mia lista di libri da comprare ma non so da che parte io abbia recuperato il titolo.
Il tema è quello del nazismo e dei campi di concentramento in Italia, cosa di cui ero a conoscenza, ma non avevo mai trovato nulla da leggere e per questo, trovandolo on line l'ho subito preso. 
Più che di un romanzo vero e proprio si tratta di una sorta di ibrido, come dice la copertina stessa, un romanzo documentario, infatti al suo interno ci sono delle immagini, dei documenti e l'elenco di tutte le vittime del campo. Sarà una lettura interessantissima.




Ho comprato questo romanzo approfittando del fatto che fosse scontato del 60% pagandolo 4,50 euro. In realtà anche IMMORTAL RULES. REGOLE DI SANGUE di JULIE KAGAWA, era nella mia lista da non so quanto tempo e ne ho approfittato per smaltire qualche titolo. Convinta che fosse un volume autoconclusivo avevo pensato di leggerlo prima di buttarmi sulla saga di TALON, e invece appena mi arriva, leggo la quarta di copertina e scopro che è il primo volume di una serie intitolata BLOOD OF EDEN composta da tre volumi che in Italia non sono stati pubblicati a parte il primo... BENE!!! 
Comunque, si tratta di un distopico fantasy con dei protagonisti Vampiri, di più non so!!! Come vedete le passioni adolescenziali di lettura non mi hanno abbandonato completamente, ogni tanto qualcosa del genere me lo devo leggere ;-)




Tra i miei vari, ed eventuali, BUONI PROPOSITI DEL 2017, di cui scriverò un post a fine mese (credo :-/ ), ho inserito quello di leggere qualche libro in lingua... Allora ho pensato.. Perché non comprare la serie del famoso maghetto che tanto mi è piaciuta e leggerlo in lingua originale??? La storia già la conosco quindi, se non mi ritrovo con tutte le parole, non mi perderò la storia, e poi ho sentito dire che il livello di inglese cresce mano a mano che si va avanti con i volumi. Intanto ho preso HARRY POTTER AND THE PHILOSOPHER'S STONE ovviamente di J.K. ROWLING in questa bellissima versione della Bloomsbury con la copertina vellutata e le stelline dorate BELLISSSSSSSIMA!!!




UUUU ho dimenticato di togliere i bollini ai libri .... E vabbè... si vede comunque cosa sono...
DARK GAMES di ANNA CAREY è il primo libro di una duologia, almeno così ho letto, di stampo thriller/distopico. Un libro che mi ha incuriosito molto per la trama, parla di una ragazza che si risveglia improvvisamente senza ricordare altro che il suo nome e deve scoprire cosa le è successo. Ovviamente la trama è più articolata di così ma ve ne parlerò sicuramente meglio nei prossimi mesi :-)
Il secondo libro della foto è legato ad una lettura fatta di recente, IL LIBRO DELLE ANIME di GLENN COOPER è il secondo volume della trilogia dedicata alla Biblioteca delle anime. Ho comprato questa versione perché adesso hanno pubblicato un volume unico, ma avendo già il primo non mi andava di avere dei doppioni. Ora devo trovare il terzo che si chiama I CUSTODI DELLA BIBLIOTECA sperando di trovarlo nella stessa edizione, incrociamo le dita :-)





Questi ultimi due libri non sono stati miei acquisti ma i miei regali di Natale, o almeno una parte del tutto :-)
FATO E FURIA di LAUREN GROFF mi è stato regalato dal mio fratellonzio e dalla sua fidanzata. La storia è quella di una giovane coppia che sta insieme dai tempi dell'università e che seguiamo nell'arco dei 24 anni di vita e che finiscono con il mostrarci una realtà diversa da quella della coppia felice che hanno dimostrato fino ad allora.
UNA STANZA PIENA DI GENTE di DANIEL KEYES è il regalo dei miei genitori. Libro ormai conosciuto ai più, che racconta la storia vera di un uomo che è stato in carcere per stupro e omicidio e che è stato poi rilasciato per aver riconosciuto in lui la presenza di personalità multiple. Una storia che mi ha subito affascinato e finalmente ecco qua il libro pronto per essere letto... Quando??? Spero presto, ecco!!!

Arrivata alla fine di questo book fotografico posso dire che, anche se sono entrati 8 nuovi libri, sono riuscita a comprane meno del mese scorso, (8 a novembre, 5 a dicembre), quindi un piccolo traguardo verso la riduzione del numero di volumi acquistati in entrata comincia a vedersi. Adesso la sfida vera sarà cercare di mantenere il ritmo e comprare solo quando effettivamente serve, cioè mai, ma tra sfide di lettura e gruppi di lettura, magari qualcosa da comprare esce sempre. Se pensate che devo prendere l'ultimo di Cooper, già è un acquisto fatto a gennaio... insomma, prossimo obiettivo è RIDURRE, poi quando ci riesco festeggio e quando no mi fustigo, ma pazienza ;-)

Allora amici, trovato qualche titolo interessante da leggere?? Ne conoscevate già qualcuno o sono delle novità per voi?? Fatemi sapere tutto nei commenti e anche quali entrate avete avuto voi per il mese scorso.
Vi saluto, vi mando un grande abbraccio e vi auguro buon viaggio, tra le pagine dei vostri libri... A presto!!!

venerdì 13 gennaio 2017

RECENSIONE "BEL-AMI" di GUY DE MAUPASSANT

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Finalmente dopo cinque giorni di agonia... Ritorno davanti al mio computer tutto rinnovato e ristrutturato... Strano come a volte avendo le cose sottomano non ci rendiamo conto di quanto possiamo sentirci mutilati non avendole. Vi capita, o solo a me succede? Mah i miei dubbi amletici... Torniamo al post che è meglio va :-)
Oggi, come al solito di Venerdì, vi propongo una nuova recensione, stavolta si parla di un classico che, purtroppo, non mi ha fatto impazzire, anzi... Ve ne parlo nel post, buona lettura!






TRAMA: George Duroy è un giovane impiegato delle ferrovie che vive a Parigi e vorrebbe entrare a far parte del mondo "incantato" dell'alta borghesia francese. Tutto va secondo i suoi piani. Un viaggio attraverso la mente e i gesti di un uomo che, senza scrupoli, riesce a raggiungere i suoi obiettivi sociali.



Titolo: Bel- Ami
Autore: Guy de Maupassant
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2001 (Ristampa)
Pag: 347
Prezzo: 9,50 euro 





VALUTAZIONE:



Purtroppo anche questa lettura non è stata una scelta fortunata da fare... Vi giuro che non lo sapevo che fosse così il libro, e che non è stata la paura di uno scarso risultato il motivo del rimando continuo della sua lettura, era proprio che non mi andava di farla, e adesso ho capito pure perché! Capita, credo a tutti noi lettori, di lasciare indietro delle letture per tanto tempo e poi accorgersi che non rispecchiano i nostri gusti, ebbene, questo è il caso di questo libro.
In realtà la mia versione non è questa (che tra l'altro non è più disponibile) ma una versione della Rizzoli che ho comprato anni e anni fa ad un mercatino dell'usato, forse erano delle edizioni che uscivano con i giornali credo, comunque non sono male, copertina rigida con un disegno a china sulla copertina... Insomma la parte esterna è carina, ma la storia... COMUNQUE ... tornando a noi...
Questo non è il primo romanzo che leggo di Maupassant, ho letto UNA VITA tanti anni fa e mi era piaciuto tantissimo, a dire la verità. La storia raccontava di una donna che fa di tutto per un figlio che, in pratica, non la considera per niente, così come tutti gli uomini che hanno fatto parte della sua vita. 
Poi lessi una raccolta di racconti, che non mi era piaciuta, ma è la forma racconto che non mi piace molto; e una novella che, invece, mi era piaciuta.
Non si parla di uno scrittore che fa sbellicare dalle risate, ma di un autore che realizza delle storie malinconiche e tristi e che danno da pensare e Bel ami non è diverso dagli altri suoi scritti, ovviamente.
In questo libro la storia è quella di un giovane che vuole a tutti i costi raggiungere le vette della buona società parigina e non esita a lasciare dietro di sé una scia di "cadaveri", in senso figurato, ovviamente. 
Quello che Maupassant ricostruisce è il mondo della Parigi di fine Ottocento, quella delle riviste politiche, delle serate nei teatri e nei bordelli, lontani dalle case familiari. La Parigi delle feste piene di lustrini e bei vestiti fatte di chiacchiere, di intrighi amorosi e pettegolezzi. Una società in cui tutti sanno tutto l'uno degli altri, in cui si sta attenti a come ci si muove e a come si parla, e non alle cose importanti, insomma una società che punta a guardare la famosa pagliuzza negli occhi degli altri senza vedere la trave nei propri occhi, ecco.
E non credo di stupirvi dicendovi che il nostro protagonista rispecchia perfettamente questa società.
Il romanzo si suddivide in due parti, la prima riguarda tutte le varie conoscenze che George fa per riuscire a raggiungere la posizione sociale auspicata, la seconda parte è dedicata alla vita da "arrivato" di George. Nella "terra di mezzo" di queste due parti, scorrono davanti ai nostri occhi una serie di personaggi, soprattutto femminili, che entrano a contatto con il protagonista.

Maupassant ci presenta un personaggio molto superficiale, arrivista, prepotente, arrogante, menefreghista, calcolatore, ipocrita e falso che non esita a demoralizzare e demolire le figure femminili che incontra. Un personaggio che non fa in tempo a vedere una donna che, se appartenente ai piani alti, diventa subito oggetto delle sue conquiste d'amore.
Nonostante ci troviamo davanti un protagonista maschile, credo che Maupassant non si sia allontanato dalla sua tradizionale produzione, dando molto spazio alle figure femminili conquistate da George. 
La donna, indipendentemente dal ruolo occupato nella vita del protagonista, viene trattata allo stesso modo e alla stregua di un'oggetto da utilizzare nel miglior modo possibile per raggiungere il suo scopo. 
Sia essa amica, amante o moglie, tutte, pur conoscendo il soggetto, finiscono ai piedi di un uomo che le userà e sfrutterà dedicandosi alla sua scalata sociale.
Le figure maschili, oltre a George, ovviamente, fanno da contorno alla visione di una società in cui la donna manda avanti i rapporti. Ed è così che Madelein Forestier, Clotilde e la signora Walter permettono a George di raggiungere un gradino sempre più alto e sempre più importante della società, nel frattempo, i mariti di due di queste donne, rappresentano l'uomo raggirato e tradito senza averne la piena consapevolezza e soprattutto senza avere idea che l'amante sia proprio davanti a loro.
Una sola presenza sarà costante nella vita parigina di George e ovviamente non sto qui a dirvi di chi si tratta, sappiate che è una di quelle figure femminili che, anche se potrebbero far pensare alla sottomissione o alla possibilità di una fregatura da parte di George in realtà, detta le regole del gioco in modo abile e con le giuste carte.


"Egli si fermò di fronte a lei; e per qualche momento si fissarono di nuovo negli occhi sforzandosi di afferrare l'impenetrabile segreto dei loro cuori, di scandagliarsi il pensiero fino in fondo. Cercavano di vedersi a nudo la coscienza con un'interrogazione ardente e muta: lotta segreta di due esseri che, vivendo vicini, si ignorano sempre, si sospettano, si subodorano, si spiano, ma non si conoscono mai fino al fondo torbido dell'anima."

Per quello che mi riguarda, la lettura di questo libro non mi ha particolarmente entusiasmato. Si è trattata sicuramente di una lettura non pesante, anzi, lo stile di Guy de Maupassant, per quanto si tratti di un autore classico, si distacca totalmente da tutti coloro che usano un linguaggio pieno di aulicismi, termini desueti o comunque distanti dal nostro modo di esprimerci, si tratta comunque di un autore di fine ottocento e neanche particolarmente manierato, ecco.
Quindi diciamo che da questo punto di vista la lettura è stata positiva, quello che mi ha colpito, in senso negativo, è la ripetitività della narrazione e della storia in sé. Non so, mi aspettavo che succedesse qualcosa di meno normale, scontato o comunque che seppure non succede nulla, mi scrivi qualcosa che mi movimenta le vicende.
George Duroy o Du Roy come poi si fa chiamare, è un personaggio monotono, che fa sempre le stesse cose utilizzando, tra l'altro, sempre lo stesso schema, un "assassino seriale" che non si ingegna neanche un minimo a metterci un particolare differente.
Tutte le conquiste vengono fatte allo stesso modo e tutti i comportamenti che adotta nel portare avanti la sua vita sono sempre gli stessi.
Un personaggio odioso che ha la presunzione di voler sembrare intelligente o particolarmente furbo, non so, quando in realtà poi l'unica soddisfazione, anche piccola (di pensiero, intendo) è quella di raggiungere la ricchezza e poter frequentare l'alta società. Un uomo che pensa di poter raggirare tutti come vuole quando poi finisce con il cadere in un circolo che lui stesso crea e dal quale non sa liberarsi, perché, tra l'altro, il suo cinismo finisce con l'essere sostituito da un sentimento che non si capisce fino a che punto possa ritenersi reale e veritiero.
Insomma, mi aspettavo di più da questo libro, soprattutto perché penso al fatto che ne hanno tratto un film, e sinceramente non riesco a capire come questo film possa essere piaciuto. In realtà, ora che ci penso, non so se sia stato considerato positivamente o negativamente, credo che mi informerò più in là, quando avrò il coraggio di vedere il film.
Non so, magari sono io che non ho capito niente di questo romanzo, ma il protagonista non mi è piaciuto e le donne sono stati dei personaggi tiepidini che non mi permettono di ricordarli con un'opinione eclatante. E' ben visibile il ruolo di gallo nel pollaio che George assume nel romanzo e di come gli altri siano solamente delle piccole comparse, ma credo che la storia manchi di qualche elemento. 
Insomma la votazione di due farfalle in realtà è una e mezza, ma non mi piaceva farle a metà, quindi visto che sta cominciando un nuovo anno, e voglio essere positiva, regalo mezzo punto in più a questo libro, ma sappiate che non ha neanche raggiunto la sufficienza!

 Allora, eccomi giunta alla fine di questa recensione, fatemi sapere se avete letto questo romanzo e cosa ne pensate. Ovviamente se non ho capito nulla siete liberissime/i di farmelo notare, ognuno ha la propria idea su ciò che legge ;-)
Vi ringrazio per le visite, sempre più numerose, vi ringrazio dei commenti che lasciate che mi fa sempre molto piacere ricevere per poter parlare con voi e condividere le nostre opinioni. Come sempre, se vi va, iscrivetevi o lasciate un segno del vostro passaggio, io vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine!!! A presto :-)

giovedì 12 gennaio 2017

GRAPHIC NOVEL "KOBANE CALLING" di ZEROCALCARE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Un nuovo anno è ormai cominciato amici e io voglio inaugurarlo con una "nuova" rubrica, o meglio allargare l'orizzonte di una già presente sul mio blog, ovvero dedicarmi alla recensione delle Graphic Novel.
Ho detto più volte che il mondo dei fumetti è stato sconosciuto per me fino all'anno scorso quando, per caso, entrando in una fumetteria, mi sono trovata davanti ad un manga che mi ha letteralmente chiamato e ho per questo deciso di provarci. Poi, però, mi sono accorta che i manga non sono una lettura in cui mi sento "comoda" e ho deciso di abbandonarli per dedicarmi alle Graphic Novel, DECISAMENTE più alla mia portata... 
Così ho pensato di aggiungere qualcosa di nuovo al blog e parlarvi anche di questo tipo letture. Vi premetto che non sono, ovviamente, una professionista, ma questo vale anche per le recensioni che faccio, quindi anche in questo caso quello che leggerete saranno le mie impressioni su questo genere di letteratura.
Bene, io ci provo a farmi strada in questo mondo, spero che possa farvi piacere, quindi non mi resta che augurarvi buona lettura del post :-) 




VALUTAZIONE:


TITOLO: Kobane Calling
AUTORE: Zerocalcare
CASA EDITRICE: Bao publishing
ANNO: 2016
PAG: 261
PREZZO: 20,00 euro


TRAMA: E' possibile raggiungere l'utopia della costituzione di un territorio libero? 
Viaggio nelle terre orientali della Turchia, Siria e Iraq raccontato da una voce inaspettata

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Non so, in realtà, come poter affrontare questa recensione o quelle che riguarderanno questo genere di letture, certo mi potreste dire che posso farlo allo stesso modo delle recensioni sui libri, ebbene, non so per quale arcano motivo io mi senta in difficoltà a parlarvi di questo tipo di lettura. Quello di oggi è un esperimento che spero di portare avanti per molto tempo, sebbene io non voglia parlare solamente di questo genere che si, mi piace, ma resta ancora un po' lontano dalla mia comfort zone, ecco!



Innanzitutto parto con il dirvi che Kobane calling è stata la prima lettura di Graphic Novel per me e, di conseguenza, prima lettura dell'autore Zerocalcare. Ciò che mi ha spinto ad approcciarmi a questo nuovo genere letterario è il fatto che a volte, soprattutto dopo aver letto dei libri pesanti, per la storia che non mi ha convinto del tutto, o numero di pagine, ho voglia di staccare dalla pagina completamente scritta ma senza allontanarmi dalla lettura. Questo mi è capitato leggendo di seguito 22-11-63 e poi subito dopo Uomini che odiano le donne, due libri di 700 e passa pagine che, seppure belli, alla fine stancano la mente. Ho deciso così di staccare e leggere l'opera di Zerocalcare e devo dire che mi è piaciuta tantissimo.

La scelta di questa storia piuttosto che una delle tante che stanno uscendo in questo periodo è legata al tema di grande attualità che Zerocalcare ha deciso di affrontare. Capita molto spesso che tematiche importanti o un po' intricate vengano evitate per non creare problemi eccessivi e l'unica cosa che si può fare in questi casi è ricorrere alle testimonianze dirette di chi, in quelle situazioni, ci si è trovato veramente e ha voluto rendere nota la propria esperienza a tutti.
Per questo motivo ho deciso di avvicinarmi a Kobane calling che non è altro che il reportage realizzato da Zerocalcare durante i due viaggi che ha compiuto in Siria. 
Zerocalcare decide di raccontare in maniera obiettiva quello che succede in una parte del mondo continuamente vessata dalle guerre, ora per un motivo, ora per un altro. Un territorio che adesso ci fa molta più paura per la maggior parte delle persone che lasciano quelle terre per giungere da noi in Italia e perché sappiamo essere centro nativo dell'Isis che occupa, ormai, gran parte delle nostre paure.
Diciamocelo su, adesso per noi la parola ISIS non viene associata ad altro che ai profughi, alla guerra, alle macellazioni, alle barbarie e ai vari attentati o rischio attentato che vengono fatti in ogni dove. Quello che, invece, Zerocalcare decide di raccontarci attraverso le sue tavole non è solo questo, ma tutta quella parte di persone e territori che decidono di rimanere nella loro terra per combattere contro l'Isis e contro tutto quello che potrebbe porre dei limiti alla realizzazione di uno stato libero, il Rojava.




L'attenzione di Zerocalcare si concentra proprio su tutto quello che si nasconde dietro la un servizio giornalistico dando spazio e voce a tutte le persone che si mettono in prima linea e combattono per la loro terra, i loro principi, la loro libertà. Si racconta di un popolo pieno di forza nonostante abbiano perso tutto, familiari, amici, case, lavori, averi e proprietà.
Attraverso i suoi due viaggi, Zerocalcare ci fa conoscere il Rojava, utopico territorio basato sul principio di uguaglianza etnica e religiosa, sulla emancipazione e partecipazione femminile oltre che ad una equa distribuzione delle ricchezze e sulle battaglie che gruppi organizzati militarmente da donne, per la maggior parte, cercano di fare per far diventare, questa, una realtà soprattutto contro la retrocessione culturale adoperata dall'Isis. Veniamo a conoscenza di alcune città come Mosul, Mehser, piccolo villaggio al confine col territorio dell'Isis e poi di Kobane, prima città liberata dall'Isis da parte del popolo curdo.
Sicuramente sono cose di cui abbiamo sentito parlare spesso attraverso giornali, telegiornali, libri e articoli specifici, ma vedere realizzate tutte queste realtà con una veste grafica che unisce l'ironia alla tragedia è una cosa che merita di essere vista.
Quello che viene rappresentato non è solamente un territorio martoriato dalla guerra e dalla sua distruzione, quello che ci presentano le tavole dell'autore è un paese che, nonostante non abbia apparentemente alcuna via di uscita da una situazione infernale, non si arrende a nessuna delle imposizione che gli vengono fatte. 
Ci troviamo a vedere una popolazione che non si ferma all'accoglienza in ciò che rimane del loro paese o città, ma un popolo che offre anche più di quello che ha a disposizione, una casa, un riparo, un pasto caldo, una parola di conforto per calmare chi, in quella situazione, ci si trova solo in via occasionale. 




Sono tante le cose che mi hanno colpito di questa Graphic Novel, sicuramente la rappresentazione della forza che queste donne guerriere dimostrano sacrificando la loro vita pur di dare un futuro migliore alle generazioni successive alla loro. Quelli che ci presenta Zerocalcare sono volti arrabbiati e stanchi che non hanno mai perso la voglia di combattere per i loro diritti. 
Mi è piaciuta la sapiente mescolanza di comicità ed estrema serietà nei confronti di una situazione che è, diciamocelo, estremamente pericolosa, nel senso che lì vai a dormire ma non sai mica se il giorno dopo ci sei ancora oppure no. Bhè ho molto apprezzato il modo in cui l'autore sdrammatizza queste situazioni con delle battute o con dei riferimenti a film o telefilm che noi guardiamo tranquillamente a casa nostra. 
Mi è piaciuta, inoltre la resa dei paesaggi e dei dettagli che magari non è possibile vedere nei servizi giornalistici e soprattutto il fatto che nonostante avesse voluto realizzare un fumetto che parlasse della sua esperienza personale, abbia dato spazio ai volti e alle voci di quelle persone, di chi ci crede veramente alla possibilità di un futuro migliore per la loro terra.

Altro elemento che ho apprezzato tantissimo è lo spazio, tanto spazio, che viene dato alla donna in quest'opera. Le donne sono le vittime di padri o mariti violenti, sono le guerriere che combattono per la libertà, sono le "martiri" della guerra per l'uguaglianza, e sono la forza motrice della rivoluzione che fa del popolo curdo un modello che andrebbe imitato.
Una parte del secondo viaggio è dedicata all'addestramento delle donne entrate nei gruppi di battaglia che, bisogna ricordarlo, non sono solamente femminili, ci sono anche quelli maschili ma Zerocalcare ha preferito dare più spazio alle donne, E BRAVO ZEROCALCARE!!!



Inizialmente avevo un po' di timore ad approcciarmi a questo libro proprio perché non sono abituata a leggere storie a fumetti, invece devo dire che rispetto al manga sono riuscita a seguire la storia e a guardare parallelamente le tavole senza perdere i passaggi. 
Per quanto riguarda Kobane Calling devo dire che sicuramente leggerò altro di questo autore, di cui posseggo DIMENTICA IL MIO NOME e che sono stata molto contenta di aver cominciato a leggere questo genere con quest'opera.
Zerocalcare è riuscito a dosare bene l'ironia, la serietà, la drammaticità e la comicità attraverso l'uso del dialetto e delle espressioni romane che alleggeriscono la tematica ma non la banalizzano mai, anzi, credo che ci sia stato, da parte sua , un grande rispetto per quelle popolazioni, o almeno è quello che ho percepito.
Mi è piaciuto il fatto che abbia dato delle spiegazioni più approfondite non dando per scontato le cose solo perché se ne sente parlare in televisione.
Mi ha fatto piacere anche vedere l'onestà con la quale ha deciso di esporre il proprio pensiero senza dover censurare nulla, o almeno, in molte parti dice espressamente di voler dire le cose come stanno e questo è da elogiare.
Insomma non posso che dare un giudizio positivo su un'opera straziante e sincera che stempera i toni con la comicità e l'autoironia. 
Spero di avervi invogliato a leggerlo, avvicinarvi a questo fumettista molto in gamba, a mio avviso, e soprattutto di non aver detto delle baggianate in questa recensione :-)

Fatemi sapere se lo avete letto, cosa ne avete pensato, se avete già letto altro di Zerocalcare e cosa mi consigliate di leggere in seguito sempre di suo o di qualche altro autore.
Io vorrei creare una rubrica magari a scadenza fissa, ancora non so bene come organizzarmi, nella quale parlare proprio delle Graphic Novel che leggo, spero che l'idea possa piacervi perché a me piace moltissimo :-)
Io Spero che questo mio primo tentativo vi sia piaciuto, vi mando un grande abbraccio, vi ringrazio per le visualizzazione e ringrazio chi si è iscritto... Come sempre vi invito, se vi va, a lasciare un segno del vostro passaggio... Un saluto a voi Viaggialettori... Perdetevi tra le pagine di un bellissimo viaggio... A presto!!!