sabato 31 dicembre 2016

RECENSIONE "UNA BRAVA MOGLIE CINESE" di SUSAN BLUMBERG - KASON

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Ultimo giorno dell'anno, e io, invece di fare bilanci mi metto a recensire ancora un libro :-)

E vabbé dai il bilancio delle letture ve lo preparo per i primi giorni di Gennaio 2017 almeno cerco di riprendermi un po' di positività dalle ultime letture e da Saviano (a buon intenditor poche parole ;-) ) :-)
Allora, allora, allora... Oggi la recensione è più succulenta, essenzialmente per il fatto che la lettura di cui vi parlerò la utilizzerò per tutte e due le sfide di lettura cui sto partecipando.
Per quanto riguarda la THE HUNTING WORD CHALLENGE, con questa recensione posso depennare la parola TAZZA, che come vedete è ben rappresentata in copertina.
Per la RUOTA DELLE TORTURE, esordio del mio primo obiettivo, la userò per L'OBIETTIVO 12: UN LIBRO PUBBLICATO NEL 2016.
Bene, dopo queste informazioni tecniche che riguardano solo gli addetti ai lavori... Vi lascio al post e a scoprire cosa ho pensato di questo libro... Buona lettura!!!




TRAMA: Susan è una studentessa americana, amante della cultura cinese, che decide di trasferirsi ad Hong Kong per terminare la scuola di specializzazione. Durante la sua permanenza lì incontra Cai, un uomo di dieci anni più grande , e se ne innamora perdutamente, a tal punto da sposarlo e creare con lui una famiglia nell'arco di qualche anno.
In realtà, quello che Susan finisce con lo scoprire è un uomo molto diverso da quello che ha conosciuto e che presto le creerà molto problemi.
Un' esperienza autobiografica che racconta non solo dell'incontro tra due persone ma anche tra due culture profondamente diverse.


Titolo: Una brava moglie cinese
Autore: Susan Blumberg - Kason
Casa Editrice: Newton Compton
Anno: 2016
Pag: 347
Prezzo: 9,90 euro





VALUTAZIONE:



Sulla copertina di questo libro è scritto che si tratta di un romanzo, secondo me sarebbe meglio indicarlo come un libro di testimonianza, in quanto le vicende riguardano l'autrice in prima persona.
La lettura di questo libro è stata abbastanza casuale, nel senso che erano giorni che volevo leggerlo, avendolo acquistato in ebook poco dopo la sua uscita, poi si è aggiunta la sfida di lettura ed ho subito colto al volo l'occasione.
Quello che mi sono trovata a leggere è un libro che mi ha fatto provare diverse sensazioni. Allo stesso tempo è anche un libro che ti fa cambiare idea mille volte su quello che vi succede all'interno. 
In breve, Susan, autrice e protagonista delle vicende, ci racconta la sua esperienza matrimoniale con un uomo cinese che, inizialmente, si dimostra gentile, cortese, innamorato e convinto della scelta di una donna molto lontana dalla sua cultura, successivamente al matrimonio le cose cambiano completamente. 
L'arrivo di un figlio che, in genere, significa cambiamento in positivo, o almeno questo succede nelle coppie "normali", in questo caso, purtroppo non fa che peggiorare la situazione.
Va da sé che quella di cui vi parlerò oggi è una storia molto difficile da digerire per noi donne occidentali, ma soprattutto per tutte le donne che si vogliono bene. E' anche vero che la teoria è molto facile da sostenere, ma la pratica e l'esperienza diretta finiscono con il portare le parti coinvolte a compiere gesti che, magari, non ci saremmo mai aspettate da noi stesse.
Come mi è capitato più volte di dire, questo libro è stato un iniziale rifiuto per me, nel senso che la protagonista mi ha dato i nervi per i suoi comportamenti così accondiscendenti, ma poi, anche se ho avuto questo inizio burrascoso, diciamo che la protagonista ha riguadagnato punti riuscendo a portare a casa una sufficienza piena. Ma parliamo del libro in sé e di cosa mi ha trasmesso...

Ci troviamo in Cina a seguire le vicende di una ragazza di 24 anni che ama particolarmente la cultura cinese e tutti coloro che ne fanno parte. La prima cosa che ci dice è che si tratta di una ragazza timida e poco incline a seguire l'ormone in subbuglio delle giovani studentesse lontane da casa. E' una cosa che dice lei, non una mia opinione personale, per me ognuno fa quello che vuole, come vuole e quando vuole, sia ben chiaro!!!
Subito dopo ci racconta delle storie che ha avuto con due ragazzi cinesi e poi dell'incontro con Cai, il protagonista maschile di questa vicenda. 
Voglio precisare anche un'altra cosa, io non credo assolutamente che la personalità di Cai o il suo modo di comportarsi nei confronti di questa donna, dipenda dalla razza e dalla cultura cui appartiene, sinceramente credo che queste siano solamente delle scuse per giustificare l'assunzione di un atteggiamento che è OGGETTIVAMENTE sbagliato, indipendentemente dalla cultura o parte del mondo da cui si proviene!
Bene, detto anche questo, parto con la recensione, o meglio cosa ne ho pensato del libro!

La storia raccontata da Susan è quella di una ragazza innamorata che, come tutte, ripone fiducia in una relazione che forse non è stata approfondita abbastanza. Per come ci vengono raccontate le cose, trascorre veramente poco tempo dal momento in cui i due si conoscono a quello in cui decidono di sposarsi, roba di mesi, al massimo un anno, se considerate che l'intera relazione è durata 5 anni capite cosa sto dicendo.
Susan è molto giovane, si trova da sola in un paese molto lontano da casa e in una terra caratterizzata da tradizioni e costumi sociali molto rigidi rispetto all'America, che è sempre stata terra di grande libertà.
Pur trovandosi in un territorio che "conosce" ci sono comunque molte difficoltà da dover superare e molte usanze che, magari, non facendo parte di una famiglia cinese, non conosce. E' infatti proprio con questo che si scontra Susan nel momento in cui lei e Cai decidono di sposarsi.
Cai appare come un uomo occidentalizzato o comunque poco incline ad un estremo seguito delle norme sociali cinesi più radicali. Susan si fida di lui, e dell'iniziale apertura che lui stesso mostra nei suoi confronti.
Nonostante Susan cerchi di adattarsi alla cultura cinese, rimane comunque americana e molte cose che magari in Cina sono naturali lei non le concepisce. 

"Dovevo imparare a fare domande più dirette, ma la momento mi premeva solo tenere insieme il mio matrimonio, e il mio equilibrio mentale. Era la nostra prima crisi seria, e Cai mi aveva detto esattamente quello che desideravo sentire. E quando mi sussurrò che non vedeva l'ora di incontrarmi, gli risposo che per me era lo stesso."
E qui entra in gioco la parte che non mi piace per niente. 
Accettando di portare avanti una relazione con delle profonde differenze culturali, come succede nel caso specifico, io credo che o ti metti a tavolino con il tuo compagno/marito e parlate bene di quello che puoi e non puoi accettare della cultura dell'altro, oppure prima di imbarcarti in una relazione seria e, teoricamente stabile, approfondisci seriamente la conoscenza di tutto quello che riguarda la cultura e la sfera dell'altro, oltre alla persona scelta, ovviamente.
In questo caso, quello che viene fuori è una ragazza giovanissima, ma neanche tanto, visto che comunque ha deciso di vivere da sola dall'altra parte del mondo rispetto alla sua famiglia, che si butta a capofitto in una relazione con una persona di cui non conosce nulla e quel poco che conosce sono solamente delle cose che non hanno molta importanza al fine di una stabilità futura.
Io non voglio giudicare questa donna e le scelte che ha fatto nella sua vita, ma credo che proprio per la particolarità della situazione, ci doveva essere una maggiore attenzione nella cosa in cui si stava immergendo.
Quelle che non sono proprio riuscita a mandare giù sono state le continue mancanze di rispetto che Cai ha avuto nei suoi confronti, giustificando ogni suo assurdo comportamento come qualcosa che la cultura cinese accettava e di conseguenza anche un obbligo per Susan doverlo fare. E lei, dal canto suo, ha accettato passivamente, per la maggior parte del tempo, questi comportamenti eccessivamente strani e ambigui del marito senza reagire a nulla. 

"Sapevo di dovermi opporre in qualche modo a questo atteggiamento così misogino, ma mi vergognavo troppo per dire qualsiasi cosa. Non mi aveva mai parlato in quel modo, quindi forse aveva ragione... altrimenti perché l'avrebbe fatto? Quindi decisi che la cosa migliore fosse ubbidire"

Ecco il fatto di aver passato più della metà del libro a leggere di questa donna che accettava le offese, le sparizioni del marito senza motivo, le uscite serali e i successivi ritorni mattinieri, i maltrattamenti sul figlio, insomma non riesco a capire cosa portasse questa donna ad accettare tutto questo. 
Non posso credere che la motivazione potesse essere solo l'amore per un uomo del genere o per l'amore nei confronti della cultura cinese, perché, DICIAMOCELO l'amore va e viene se non viene mantenuto vivo e la cultura di un paese diverso dal nostro si può amare anche non accettando di essere trattata uno schifo, ecco!

Tutta la prima parte del romanzo racconta di questo atteggiamento succube che mi ha veramente urtato parecchio, proprio perché non mi è sembrato possibile che una donna proveniente da un territorio, l'America, così liberale, accettasse passivamente tutto questo. Poi mi è venuta in mente anche un'altra cosa, l'America liberale è anche un territorio molto tradizionalista e la famiglia viene al primo posto. Tanto è vero che la sua preoccupazione principale era la delusione che avrebbero potuto provare i suoi genitori nel vedere il suo matrimonio fallire.
La seconda parte, ce poi riguarda le ultime 50 pagine, si vede la maturazione di Susan e una maggiore consapevolezza della sua posizione, soprattutto nei confronti di un figlio piccolo da dover proteggere da un padre che, chiaramente, ha dei problemi psicologici da risolvere con se stesso, prima, e con il resto del mondo poi.

"In tutti quegli anni lo avevo sempre messo al primo posto ed era difficile cambiare atteggiamento. Indipendentemente dal fatto che fosse triste o arrabbiato, doveva essere comunque molto turbato e meritava una spiegazione da parte mia. O forse era meglio farlo aspettare... Lui non mi aveva mai messo al primo posto durante il nostro matrimonio."

Per quanto mi riguarda ho trovato che il libro, in linea generale, fosse molto interessante, anche se non ho condiviso l'atteggiamento della protagonista.
Dal punto di vista strutturale ho trovato il libro molto frettoloso in alcuni punti della narrazione.Alcuni punti mi ha annoiato,risultando quasi una sorta di elencazione di eventi, quasi come se l'autrice avesse la sola esigenza di raccontare più episodi possibili per perorare la sua causa o trovare una sorta di giustificazione alla scelta di abbandonare tutto per trovare la propria serenità. Secondo me poteva concentrarsi in meno episodi, in questo senso dando loro maggiore spazio, ma alla fine non è una pecca così grave da rovinare la lettura.
Io non credo che questa donna possa essere giudicata in malo modo o debba essere bollata per la scelta che ha fatto. E' stata una donna coraggiosa nel voler provare ad unire due culture molto distanti fra loro e soprattutto ad accettare per molto tempo l'atteggiamento di Cai.

Sicuramente la tematica trattata è molto sentita, soprattutto in questi anni, durante i quali molti bambini vengono sottratti a madri o padri perché portato nei paesi di origine dei rispettivi consorti. E' un libro che parla della famiglia e del senso di protezione che bisognerebbe avere ed anche della necessità, per tutti i membri della stessa, di vivere la famiglia con serenità e tranquillità.
In definitiva posso dire che è stata una lettura molto piacevole, che mi ha coinvolto anche se cercavo di voler dare uno scossone a Susa per farle capire che non andava affatto bene la cosa e che sicuramente mi ha lasciato qualcosa di positivo.

Bene amici, io ho detto tutto quello che avevo da dire su questa lettura, fatemi sapere se avete letto questo libro, se si cosa ne avete pensato. 
Vi ringrazio per i passaggi che fate sul mio blog, siete tanti, anche se rimanete anonimi siete comunque importanti per me... I vostri commenti alimentano il blog e io sarò felice di rispondervi e scambiare opinioni con voi... GRAZIE ANCORA...
Vi saluto, vi mando un grande abbraccio e VI AUGURO UN 2017 PIENO DI SODDISFAZIONI E GIOIE!!! Ci rileggiamo presto e continuate a fare dei bei viaggi tra le pagine dei vostri libri...

venerdì 30 dicembre 2016

RECENSIONE "REBEL. IL DESERTO IN FIAMME" di ALWYN HAMILTON

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state amici?? Oggi è il penultimo giorno del 2016 e io sono qui a pubblicare ancora recensioni per voi :-D Quella di oggi è particolare perché si tratta del libro letto assieme alle ragazze del gruppo di lettura GLI SNIFFA-INCHIOSTRO ed anche se non era quella che avevo scelto, comunque era tra le scelte papabili. Allora beccatevi la recensione, spero che vi piacerà, come al solito la mia opinione la potete leggere nel post, Buona lettura!!!





TRAMA: Amani è un'abitante del deserto e ha sempre cercato di allontanarsi da quel territorio impervio e pericoloso, un giorno. Le sue speranze diventano realtà quando in una gara di spari per recuperare il denaro sufficiente alla sua partenza, Amani o Il Bandito dagli occhi Blu, suo  nome d'arte, incontra Jin, un giovane ricercato per tradimento, che la costringe a viaggiare nel deserto e a trovare il modo di sopravvivere ad un mondo fatto di sabbia, pericolo e creature magiche e spaventose.



Titolo: Rebel. Il deserto in fiamme
Autore: Alwyn Hamilton
Casa Editrice: Giunti
Anno: 2015
Pag: 270
Prezzo: 17,00 euro





VALUTAZIONE:




La lettura di questo libro, in modo così immediato e fuori programma, è legata alla partecipazione ad un gruppo di lettura, GLI SNIFFA-INCHIOSTRO. Tra le scelte di libri che c'erano, questo era tra i papabili proprio perché già lo avevo in casa e poi mi incuriosiva, quindi direi che mi è andata bene.
Il gruppo di lettura prevedeva tre tappe con dieci capitoli ciascuna e devo dire che la rapidità con la quale il libro si legge è straordinaria. Ma cercherò di andare con ordine parlando, come al solito, di quello che il libro mi ha suscitato senza considerare le suddivisioni della lettura che tanto, per chi non partecipa, non ha alcuna importanza ai fini di una recensione.
Devo confessarvi, purtroppo, che la lettura non mi ha entusiasmato per niente, e la votazione di due farfalle, in realtà è pure troppo elevata, ma siamo a Natale e, per tradizione, pare che si debba essere tutti più buoni, quindi DUE FARFALLE BONUS! Andiamo con ordine che forse riesco pure a fare un discorso serio...

La prima sensazione che si ha leggendo il libro è di grande confusione. Non si capisce bene in che mondo siamo se in un deserto infuocato o una specie di Far West alternativo. La sensazione di caldo soffocante è sicuramente palpabile mano a mano che si procede con il racconto, ma sinceramente poi non si ha nessun'altra sensazione...:-(
L'attrattiva maggiore di questo libro è sicuramente la bellissima copertina e il fatto che si sia scelto di realizzare un fantasy ambientandolo nel deserto. Un'ambientazione che io, pur leggendo solo determinati tipi di fantasy, non avevo mai riscontrato da nessuna parte. O meglio, magari alcune scene ambientate lì si, ma non un intero romanzo, ecco.
Ci troviamo in un mondo molto particolare, fatto di storie e leggende che richiamano la presenza di creature con poteri soprannaturali e persone che scelgono di crederci come di non farlo.
E' un mondo che potenzialmente si presenta in modo innovativo ed intrigante, considerando anche il fatto che già di per sé il deserto è mistero e magia. Ci si aspetterebbe, quindi, una descrizione approfondita del modo di vivere, magari di alcune tradizioni, dei costumi, insomma di tutte quelle cose che, di solito, la creazione di un mondo completamente nuovo comporta, soprattutto quando si tratta del primo volume di una saga che dovrebbe spiegarti tutto dando poi, nei libri successivi, la maggior parte delle cose per scontato. Ma andiamo avanti...
Parliamo dei protagonisti di questo volume... Amani è figlia di una donna che ha ucciso il suo secondo marito ed ha avuto la figlia da un uomo di cui non si dice molto, tutto è avvolto nel mistero. Jin é un ragazzo che scappa perché accusato di essere il traditore del sultano che, a quanto pare, vuole solamente accaparrarsi più potere possibile senza considerare la sopravvivenza dei suoi sudditi.
I due si incontrano durante una sfida di sparo e lì, fin da subito, si capisce che saranno protagonisti di una liason ma tutto rimane una mera ipotesi. 
Il libro racconta una serie di vicissitudini che i due ragazzi si trovano a dover affrontare e di gravità sempre più elevate, accompagnati dall'ingresso di vari altri personaggi con i quali creeranno un gruppo compatto.

In realtà quello che ho da dire su questo romanzo non ha nulla di positivo, purtroppo, e fino a questo momento ho cercato di essere il più diplomatica possibile, ma adesso è tempo di dire le cose come stanno, non è una minaccia, tranquilli, solo le mie opinioni personali ;-)
Come vi ho già detto poco più su, mi sono trovata davanti ad un romanzo che presenta tutte le caratteristiche necessarie per diventare un bellissimo fantasy innovativo, se consideriamo il fatto che la maggior parte delle ambientazioni sono tutte simili tra loro. 
Il problema principale di questa autrice è che in tutto il romanzo le cose vengono solamente accennate senza che ci siano elementi sui quali fissare la memoria o farne dei riferimenti precisi.
Non parlo solamente del mondo che ha creato, o meglio che ha accennato di voler creare, ma anche in relazione ai personaggi e allo sviluppo della trama.
La sensazione di confusione che è scaturita dalla lettura è sicuramente dovuta a questa scarsa attenzione da parte della scrittrice nei confronti di quanto ha realizzato.
A questo punto credo che la velocità di lettura sia proprio dovuta a questa scarsa particolarizzazione del tutto.
Altre pecche riguardano le enormi quantità di cose che vengono date per scontato, la strutturazione del mondo (per cui ci vorrebbe una cartina), il linguaggio utilizzato, caratterizzato da una grande quantità di termini arabi (credo) che non vengono spiegati, e questa cosa non ha senso. 
Voglio dire, se scrivi queste cose, o questi mondi così particolari, con delle tradizioni molto specifiche e denominate con termini che già da soli spiegherebbero il tutto, devi dare la possibilità al lettore di capirti altrimenti rimane solo una mera dimostrazione di quanto tu (autrice) conosca l'arabo e di quanto SOLAMENTE tu conosca il tuo mondo.
La stessa superficialità si trova nei personaggi di cui non si capisce nulla, e ogni volta che vengono inseriti dei mini paragrafetti con alcuni accenni alla storia personale dei protagonisti, sembra che la Hamilton ci stia facendo una gentile concessione senza poi dire effettivamente qualcosa di concreto o interessante che possa rimanerci a mente. Se già si pensa che in 270 non si capisce il ruolo di JIN è tutto dire. 
Le creature che abitano il deserto, potrebbero essere molto affascinanti in un contesto del genere, ma come tutte le altre cose che formano questo romanzo, sono solo brevi accenni e basta. 

"La notte, i colori, le risate, quella sensazione di potere e la certezza di essere nel giusto mi stavano entrando nel sangue. La rivoluzione era una leggenda che stava prendendo corpo davanti ai miei occhi. Un racconto che superava i confini della mia immaginazione. Un'epopea che sarebbe stata narrata dalle generazioni a venire, per spiegare come mai il mondo non era più lo stesso dopo che quelle genti erano vissute, avevano combattuto e vinto o erano morte provandoci. E, se fosse avvenuto, il cambiamento sarebbe sembrato inevitabile. Come se il mondo fosse sempre stato in attesa di cambiare, di essere salvato, e i personaggi della storia fossero stati presi e trasportati esattamente dove dovevano, come le pedine di un gioco da tavolo, per rendere possibile tutto questo. Era tutto molto più incredibile, terrificante e inebriante, e molto più incerto, di quanto avessi immaginato."

Penso che a questo punto serva una sorta di riassunto di tutto lo sproloquio, o comunque qualcosa che possa permettervi di capirci di più.
Secondo me la Hamilton ha realizzato un libro per sondare l'eventualità di uno sviluppo più ampio nei seguiti, si ci saranno dei seguiti ma non so quanti saranno i volumi, per ora ne hanno pubblicati due. 
L'autrice ha voluto fare un'accozzaglia di cose solamente accennate e, nella maggior parte dei casi, prive di collegamenti sensati l'una all'altra. 
Allo stesso modo le scene che vengono descritte sono molto confusionarie e c'è una scena, che dovrebbe essere una scena clou, che ho dovuto leggerla per tre volte senza riuscire a capire nulla. Insomma non si può realizzare un romanzo del genere su queste basi, almeno secondo me.
Qui non ci si capisce nulla in fatto di mondo realizzato, si siamo nel deserto, fa caldo, c'è tanta sabbia e la notte è pericoloso. Non si capisce nulla in fatto di personaggi, dal nulla escono come funghi soggetti che dovrebbero avere un posto di rilevanza ma sono talmente nebulosi da non dargli il giusto peso che dovrebbero avere, o comunque nel modo in cui sono stati realizzati, non ti viene neanche voglia di saperne di più delle loro vicende. Non si capisce nulla dell'origine di queste fantomatiche creature, che fanno delle apparizioni come le Madonne e poi si nominano ogni tanto qui e lì, ma ci dovrebbero spaventare??? Mah!!!
Un libro che non avrebbe dovuto essere solamente una sorta di bozza e soprattutto 270 pagine di nulla potevano essere affidate a qualcuno che avrebbe saputo sviluppare meglio il tutto secondo me.
Magari sono stata troppo dura nel mio giudizio, magari le alte aspettative che avevo sono state distrutte totalmente e questo è il risultato, ma purtroppo non ho trovato nemmeno una cosa da salvare, perché quello che mi aveva attirato è stato solo una piccola goccia in un mare di superficialità, e questa cosa mi disturba e mi dispiace!

Bene io la mia recensione al vetriolo l'ho terminata, spero di non offendere nessuna delle persone che hanno adorato questo libro, anzi fatemi capire tutto quello che mi è sfuggito di questo romanzo così magari rivedo la mia posizione.
Ho detto tutto, e anche troppo, adesso vi saluto e vi mando un grande augurio per l'arrivo del nuovo anno... BUON 2017 amici Viaggialettori... Ci rileggiamo presto!!!

mercoledì 28 dicembre 2016

WWW...WEDNESDAY...#28

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Allora come vi state preparando per la fine di questo 2016??? Non ci posso credere che questo sarà l'ultimo aggiornamento letture di questo anno e che il mio piccolo angolo a breve compirà il suo primo anno di vita... Sono felicissima :-)

La scorsa settimana ho fatto un post in cui vi informavo delle iniziative a cui ho deciso di partecipare per il 2017 e devo dirvi che mi piacciono molto come idee, poi sono cumulabili quindi non credo che avrò tantissime difficoltà a gestirle, ma poi vi racconterò a mano a mano che andranno avanti le cose, sappiate che ho già inviato la mia prima recensione per una delle sfide proprio ieri... Speriamo bene :-)
Oggi torniamo ai vecchi schemi e alle tre solite domande, vi lascio al post, Buona lettura!!!



Cosa stai leggendo?




Se qualcuno di voi sta partecipando alle sfide di lettura, di cui ho messo i banner di lato, capirà la scelta di questo libro che, comunque, avevo intenzione di leggere. Di Una brava moglie cinese di Susan Blumberg-Kason vi avevo parlato nel post dedicato alle novità in libreria di Maggio 2016 . Il libro racconta una storia autobiografica, quella dell'autrice, appunto, che da americana, racconta del suo matrimonio e del suo adattamento alla cultura cinese del marito. Un libro che mi sta intrigando ma sono più le cose che mi danno i nervi di quelle che mi vanno bene... Comunque sono più o meno a metà quindi credo che lo finirò entro breve.


Cosa hai appena finito di leggere? 


    


Secondo libro di Agatha Christie che leggo quest'anno ed anche ad una relativa breve distanza. Una scrittrice che mi sta piacendo tantissimo e, come ho detto nel post, potrebbe creare dipendenza :-)
La scelta di Il Natale di Poirot dipende dalla presenza della parola NATALE, una delle parole della THE HUNTING WORD CHALLENGE che ho cominciato a seguire (Cliccate sul banner a sinistra per saperne di più su questa sfida di lettura). 
Questo libro è stato, per quanto possibile, più coinvolgente di Dieci piccoli indiani, anche se in realtà la differenza di coinvolgimento è davvero minima :-) Mi è piaciuto tantissimo fortunatamente!
L'altra lettura che ho terminato per questa settimana è Rebel. Il deserto in fiamme di Alwyn Hamilton. Un libro di cui ho abbondantemente parlato nella recensione che uscirà Venerdì 30/12, giusto in tempo per la fine del 2016 :-) Purtroppo non è stata una lettura piacevole quindi aspettatevi una delle mie recensioni al vetriolo che spero comunque possa piacervi.


Cosa leggerai in seguito?



Sappiate che la scelta di questa prossima lettura per me è di una sofferenza estrema!!!
Io non voglio criticare chi apprezzi questo scrittore e sono pienamente consapevole del fatto che nutro grandi, ma GRANDI pregiudizi nei suoi confronti. Purtroppo non è un personaggio che sopporto, a pelle dico... MA... "purtroppo" nella RUOTA DELLE LETTURE mi è capitato come obiettivo di leggere il primo libro nella classifica IBUK.IT e quindi mi tocca La paranza dei bambini di Roberto Saviano! Di certo non mi aspettavo di iniziare l'anno con questa lettura ma vabbè, me ne farò una ragione... magari  mi piacerà pure non so!


Bene Viaggialettori, queste sono state le letture e quello che avrò intenzione di leggere, almeno per quanto riguarda questa settimana e la fine dell'anno.. Sto continuando la lettura di Shantaram ma sarà una cosa molto lunga da portare avanti, visto che la sto facendo tra un buco e l'altro che ho tra le letture delle sfide.
Fatemi sapere quali sono i vostri programmi e cosa avete letto, se ci siete riusciti a farlo, in questi giorni.
Vi saluto, vi mando una grande abbraccio e ci rileggiamo prestissimo :-)

martedì 27 dicembre 2016

RECENSIONE "IL NATALE DI POIROT" di AGATHA CHRISTIE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come sono andati questi giorni di festa? Avete mangiato, bevuto e scartato tanti regali? Ma soprattutto... AVETE RICEVUTO QUALCHE LIBRO PER NATALE O VE LI SIETE COMPRATI DA SOLE/I??? 
Oggi sono qui, attiva sul blog per recensire il primo libro letto per una delle due Reading challenge a cui sto partecipando, la THE HUNTING WORD CHALLENGE 2017. La prima parola da depennare è NATALE, ma vi spiego nel post cosa ne ho pensato di questa lettura :-)





TRAMA: Simeon Lee è un uomo molto ricco con una famiglia numerosa e molto problematica. Il suo "desiderio" è vedere riunita tutta la sua famiglia per la festività natalizia.
La sera del 24 dicembre, nel dopocena, si sente un grande rumore proveniente dalla stanza di Simeon. Tutti accorrono e nel momento in cui riescono ad aprire la porta della sua stanza, trovano l'uomo a terra con un profondo taglio alla gola. Chi è stato ad uccidere il vecchio Simeon? Si tratta di un suicidio, visto che la stanza era chiusa dall'interno?



Titolo: Il Natale di Poirot
Autore: Agatha Christie
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2014 (Ristampa)
Pag: 216
Prezzo: 9,00 euro




VALUTAZIONE:



Eccomi qui amici a parlarvi di un'autrice che ho scoperto solamente quest'anno e sono stata FELICISSIMA!!!
Questa donna è ASSOLUTAMENTE GENIALE e sto capendo, leggendola, come mai ancora nel 2016/2017 ci siano ancora persone che leggono i suoi libri, a differenza di tanti altri giallisti che magari vengono mano a mano dimenticati.
Come ho detto ad apertura del post, sto partecipando a delle sfide di lettura, e una di queste sono riuscita a parteciparvi dall'inizio, sto parlando della THE HUNTING WORD CHALLENGE (cliccate sul banner qui di lato e potrete vedere in cosa consiste). 
In questa sfida bisogna diventare cacciatori di parole, oltre alle parole che vengono date per l'obiettivo trimestrale, ne vengono aggiunte altre nel corso della sfida, ovviamente questo comporterà dei punti in più. 
In questo caso tra le prime dieci parole che abbiamo a disposizione in questa prima tappa, c'è NATALE e così, avendo recuperato da poco questo titolo ho pensato di poterlo utilizzare subito :-)
IL NATALE DI POIROT è il secondo libro che leggo di Agatha Christie e, come la volta precedente, appena ho cominciato a leggerlo non sono riuscita a staccarmi perché avevo il bisogno di sapere chi avesse ucciso la vittima e quale motivazione ci fosse stata dietro. Bene, il risultato? Leggere questo libro in due giorni nonostante le mille mila cose da fare in questi giorni di festa :-)
Rispetto a DIECI PICCOLI INDIANI, (la cui recensione uscirà tra qualche giorno) in questo caso la Christie ha modificato la struttura del romanzo, nel senso che se nel primo caso ci sono delle descrizioni dell'ambientazione e delle parti narrative, ne Il Natale di Poirot, prevale decisamente la forma dialogata. Probabilmente anche questo aiuta nella velocità di lettura.
Ovviamente la differenza maggiore tra i due romanzi sta anche nel fatto che questo fa parte di una serie di romanzi il cui protagonista, Poirot, è un uomo che "aiuta" la polizia a risolvere il caso con le sue intuizioni, cosa che in Dieci piccoli indiani non avviene.
Ma parliamo del libro in sé... 
La storia racconta dell'omicidio di un uomo, Simeon Lee che ha lavorato in Africa per moltissimi anni riuscendo ad arricchirsi con la ricerca e la vendita dei diamanti. In Inghilterra questo si è tradotto in una vita estremamente agiata, una famiglia molto numerosa, la presenza di un'eredità molto consistente ed inevitabili discussioni tra i vari membri della famiglia stessa.
E' proprio la famiglia di Simeon Lee ad essere al centro di questa vicenda, tutti i membri vengono richiamati nella casa paterna per trascorrere il Natale tutti insieme, come fossero una famiglia normale e senza problemi, ma il tentato equilibrio viene rotto dall'improvvisa e inaspettata morte dello stesso Simeon, ritrovato nella sua stanza circondato da litri di sangue.
Una morte piuttosto efferata che scatena, fin da subito, grandi paure e sospetti su chi possa essere stato, soprattutto perché il possibile assassino deve essere tra i familiari o il personale.
Bene amici, di certo non starò qui a raccontarvi tutta la vicenda. Anche se credo che la maggior parte di voi abbiano ormai letto la Christie e le sue storie, magari c'è ancora qualcuno che, come me, arriva più tardi rispetto al resto del mondo ;-)
Vi parlo adesso di come ho vissuto io questa lettura...   
La capacità di questa donna (la Christie dico) di esplorare le possibili combinazioni del carattere umano è davvero incredibile. Quello che ci viene presentato, grazie ai vari personaggi che appaiono nel libro, è una sorta di catalogo umano in cui le donne sembrano essere delle piccole tiranne e gli uomini la rappresentazione perfetta di tutti i difetti possibili che possano trovarsi in una persona. 
Nessuno è escluso dalla critica negativa che ne viene fuori dalle parole del capofamiglia, Simeon Lee, lui stesso "vittima" delle considerazioni altrettanto negative dei suoi figli.
Proprio i figli e le loro mogli, infatti, sono esempi di come le coppie si basino sulla compensazione caratteriale. 
Partiamo da Alfred e Lydia. Lui è il "galoppino" del padre, un uomo servizievole, che non osa andare contro il volere paterno per non essere considerato negativamente. Lydia è una donna molto più del forte del marito, caratterialmente, e poco incline alla volontà del suocero, di cui non ricambia neanche la simpatia.
George e Moud sono il governatore e la donna arrivista. George è un governatore ed è molto avaro, nonostante percepisca mensilmente una rendita dal padre, come tutti i suoi fratelli, in realtà. Moud è una donna molto attenta a quello che la gente può pensare di lei e, al contrario di suo marito, non esita a disperdere i suoi averi per sé. Una donna che studia ogni suo atteggiamento nascondendo la sua vera personalità.
David e Hilda sono l'anello debole della famiglia, Hilda non conosce quasi per nulla la famiglia del marito e David se ne è andato da casa da circa vent'anni, subito dopo la morte della madre. E' proprio questo evento che lo ha ferito profondamente e segnato, in senso negativo, anche nei confronti del padre. 
Harry è il figlio scapestrato, quello che cerca di andare contro tutte le regole della casa ma che, all'occasione, non ha esitato a tornare tra le "braccia" paterne. 
Infine c'è Pilar, nipote di Simeon Lee, figlia della figlia Jennifer, morta qualche anno prima e di uno spagnolo scavezzacollo. Pilar arriva in quella casa dimostrando molto distacco dagli eventi che si susseguono al suo interno.
Su tutti la figura di Simeon, un uomo profondamente legato al suo ruolo di maschio Alfa e che non esita a creare problemi tra tutti i suoi figli per avere la sua vittoria personale. Un uomo vendicativo e cattivo con tutti e soprattutto con la moglie, sebbene la figura della moglie rimanga solo aleatoria nel racconto.
Se da una parte la sua morte sembra essere un evento liberatorio, dall'altro, tutta la famiglia viene implicata in un gioco di intrighi e interrogatori che, ovviamente, mettono alla luce storie, racconti del passato familiare e tanti colpi di scena che lasciano il lettore a bocca aperta.

"A Natale impera lo spirito di buona volontà. Vecchi litigi vengono dimenticati, coloro che si trovano in disaccordo fanno la pace... Sia pure provvisoriamente le famiglie che sono state separate per tutto l'anno si raccolgono ancora una volta... In queste condizioni, amico mio, devo ammettere che i nervi possono venir sottoposti a dura prova. Persone che non hanno alcuna voglia di essere amabili fanno uno sforzo per apparirlo... C'è in loro molta ipocrisia, a Natale, onorevole ipocrisia, senza dubbio, ipocrisia "pour bon motif", ma sempre ipocrisia. E lo sforzo per essere buoni e amabili crea un malessere che può riuscire in definitiva pericoloso. Chiudete le valvole di sicurezza del vostro contegno e presto o tardi la caldaia scoppierà provocando un disastro"

Per quanto mi riguarda questa lettura è stata veramente intrigante e coinvolgente. Il fatto che si tratti di un giallo non dà la possibilità di parlare molto degli eventi, ogni piccolo particolare potrebbe portare ad un'anticipazione che non è il caso di fare.
Mi è piaciuto molto conoscere Poirot, di cui avevo sempre e solo sentito parlare e l'antipatia che provavo nei suoi confronti, come presa di posizione pre conoscenza diretta, sicuramente è stata dissolta dopo questo romanzo. Mi è piaciuto il suo cinismo e l'attenzione agli atteggiamenti di tutti i membri della famiglia. 
La cosa che mi piace molto di queste opere è che stimolano il lettore a fare un ragionamento proprio su chi possa essere l'assassino e che cosa possa averlo spinto a fare quel determinato gesto. 
Quello che apprezzo maggiormente è il fatto che la Christie riesce a mettere davanti agli occhi del lettore tutti gli indizi, o le informazioni che possono essere utili alla risoluzione del caso ma che tu non consideri, almeno non in modo fondamentale, se non quando, alla fine, Poirot, in questo caso, non spiega tutti i vari passaggi. Allora tu stai lì e dici "ah questo lo avevo letto, ma non avevo capito fosse importante!", oppure "Ma come ho fatto a non arrivarci?" e questo succede nella maggior parte dei casi, almeno per me, eh eh eh!
Insomma, Agatha Christie confermo che sia un genio del male e una mente potenzialmente pericolosa, potrebbe suscitare dipendenze in tutti i lettori che si approcciano alle sue opere :-)


Parlando seriamente... Credo che si tratti di una autrice che merita tutto il successo e il seguito che ha perché le sue storie, per quanto possano essere banali per un lettore abituato a questo genere, hanno sempre quel non so che di "antico" e non influenzato dalla modernità, che mi piace. Non sto dicendo che i gialli o i thriller moderni non mi piacciono, ma il fatto che ci si trovi davanti ad un delitto efferato che viene risolto con il ragionamento è una cosa che apprezzo di più, rispetto ad una ricerca effettuata con i computer e i motori di ricerca, come viene fatto adesso.
Mi è piaciuto molto il fatto che sia stata data la priorità ai personaggi e non alle descrizioni, cosa che ha facilitato, in un certo senso, lo sviluppo della storia sul dialogo e non su descrizioni inutili che, magari, avrebbero allungato il brodo inutilmente.
Dialoghi intelligenti che hanno svolto molto bene il ruolo solitamente affidato alle descrizioni, di cui non si sente la mancanza. Uno stile semplice e diretto e non scontato.
Un romanzo da consigliare a tutti, da leggere sotto l'ombrellone, come pure a casa con una bella tazza di tè o cioccolata calda e che soddisfa pienamente la voglia di leggere qualcosa di avvincente ma non particolarmente pesante o impegnativo.


Io vi ho detto tutto amici miei, spero che la recensione vi sia piaciuta.. Come sempre aspetto le vostre opinioni, fatemi sapere se sono la sola a non aver ancora letto questo romanzo e se lo avete letto, cosa ne pensate? Io adesso devo leggere qualcosa che ha come personaggio Miss Murple, così da fare un confronto tra lei e Poirot, per questo motivo ancora non parlo di lui, magari scopro che mi piacciono tutti e due ;-)
Bene io a questo punto vi saluto, ci rileggiamo prossimamente, non so dirvi quando e come usciranno i post quindi rimanete collegati.. Vi mando un abbraccio e buon viaggio tra le pagine dei vostri libri... 

venerdì 23 dicembre 2016

RECENSIONE "UOMINI CHE ODIANO LE DONNE" di STIEG LARSSON

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state amici??? State già facendo il conto alla rovescia per le ore che ci separano dall'apertura ufficiale del periodo delle feste?? Io sto in fase di organizzazione per preparare cenone e pranzi vari... O almeno ci provo... Comunque, tornando a noi...
La recensione di oggi è sul primo volume di una trilogia famosissima che, nonostante sia stata pubblicata ormai molto tempo fa è comunque ancora molto in circolazione tra i lettori, vi lascio al post così leggete cosa ne ho pensato ;-)




TRAMA: Mikael Blomkvist è un giornalista di economia che, occupandosi di un imprenditore corrotto, viene accusato di false dichiarazioni e condannato ad una pena detentiva. Lisbeth Salander è una giovane hacker che lavora per una agenzia investigativa che si occupa di ricercare informazioni su chiunque venga sottoposto alla loro attenzione.
Le strade dei due si incrociano quando Mikael viene incaricato di scoprire che fine abbia fatto Harriett Vanger, nipote di uno degli imprenditori più importanti della Svezia, scomparsa dal 1966 in occasione di una festa di paese.
Harriett è stata uccisa oppure no? 


Titolo: Uomini che odiano le donne
Autore: Stieg Larsson
Casa Editrice: Marsilio
Anno: 2007
Pag: 676
Prezzo: 21,50 euro




VALUTAZIONE:



Posso dire che, finalmente, dopo quasi dieci anni che stazionava nella mia libreria senza essere letto, questo libro è stato UNA GRANDE SODDISFAZIONE???!!! L'ho detto, ecco!
Il mio timore era che, avendo visto i film appena usciti, ed essendomi piaciuti molto, i libri potessero rivelarsi una delusione. Si, lo so che i libri sono meglio dei film nella maggior parte dei casi, però, che vi devo dire, in questo caso la voglia di mettermi a leggere una cosa che mi metteva ansia non mi è venuta e ho aspettato. 
Ho aspettato un sacco di anni, in effetti, perché i libri li ho comprati nell'edizione Mondolibri o qualcosa del genere, appena pubblicati, quindi ho preferito far passare del tempo e poi godermi la lettura anche un po' nell'oblio dei particolari che avevo visto nel film.

Uomini che odiano le donne è, secondo me, non solo un semplice libro giallo/thriller ma anche un trattato di psicologia criminale e un'opera di denuncia. Se pensiamo alla grande quantità di problematiche che vengono toccate nel testo, credo che parlare semplicemente di un romanzo sia riduttivo. Questo almeno è quello che ho pensato quando ho chiuso il libro.
Come vi ho detto all'inizio del post, Uomini che odiano le donne è il primo volume della Trilogia Millennium, stesso nome della rivista fondata da Blomkvist, uno dei protagonisti del romanzo.
Gli altri due volumi, in realtà, non so quando li leggerò, ma sicuramente entro il nuovo anno sarà completata perché, da una parte, la curiosità mi divora, voglio sapere come andrà a finire, dall'altra, però, mi frena il fatto che siano tutti libri molto voluminosi e leggerne tre di seguito, come ho già fatto fino ad ora, è devastante. Comunque, tornando alle mie opinioni... 
Il libro si apre con lo scandalo che vede protagonista il giornalista Mikael Blomkvist che, attraverso le sue "investigazioni" giornalistiche, ha denunciato la corruzione di un grande imprenditore il quale ha denunciato Bolmkvist per false dichiarazioni, per questo motivo, Mikael, subisce la condanna detentiva e la scelta, concordata, di allontanarsi dalla rivista Millennium per non farla cadere ancora più nel baratro.
Questo episodio fa da cornice alla vera e propria vicenda narrata nel libro, ovvero la scomparsa di Harriett Vanger nel 1966, sedicenne nipote di Heinrich Vanger, appartenente ad una delle famiglie imprenditoriali più importanti svedesi. 
Si tratta quindi di un giallo familiare, potremo definirlo così, visto che tutto quello che riguarda la scomparsa di questa ragazza gira attorno ai suoi numerosi familiari.
Il nesso tra Mikael e la Vanger è da attribuire a Heinrich Vanger, ricco imprenditore e zio di Harriett che, avendo visto le azioni di Blomkvist in tv, decide di affidargli la ricerca della verità su sua nipote.

Credo che la trama sia ben nota ormai a tutti, vista la molteplicità di anni che sono passati dalla sua pubblicazione, quindi passerò a dirvi direttamente quello che ho pensato io.

"Perché uccidi?"  "E' una scelta che ho fatto. Potrei discutere con te tutta la notte degli aspetti morali e intellettuali del mio agire, ma non cambierebbe il fatto. Cerca di vederla così: un essere umano è un guscio di pelle che tiene a posto cellule, sangue e componenti chimiche, Pochi finiscono nei libri di storia. La stragrande maggioranza soccombe e sparisce senza lasciare traccia."  "Tu uccidi donne".  "Noi uccidiamo per rispondere al nostro piacere - E' ovvio che non sono il solo a coltivare questo hobby -, noi viviamo una vita completa."

Leggendo Uomini che odiano le donne mi sono trovata davanti ad una storia molto intricata fatta di odio, razzismo, estremismo religioso, ipocrisia, violenza fisica e sessuale, arrivismo, falsità e chi più ne ha più ne metta. Una storia nella quale si perde completamente il senso della famiglia, se non per qualche piccolo dettaglio che finisce poi con l'essere sempre riconsiderato in chiave negativa, purtroppo.
Il titolo dell'opera è molto esplicativo su cosa si possa trovare all'interno del romanzo, ma Larsson tesse una trama che, se da una parte ti cattura per la sua costruzione, dall'altra ti fa sentire "sconvolto" dalle idee o dai gesti che possono essere creati e anche solo pensati dalla mente umana.
In gioco ci sono le sorti di un impero economico molto ambito da tutti, o quasi, i membri di una famiglia dedita a nascondere la loro vera natura di mostri. E vi assicuro che, pur parlando in questi termini, non riuscirete a immaginare cosa potrete trovarvi davanti, intendo per chi non ha visto i film o già letto il libro, ovviamente.

Un libro dalla trama incalzante, scritto con una prosa che non ti annoia, nonostante ci siano una grande quantità di dettagli da assimilare. Un libro che racconta una storia di odi familiari che pur essendo, magari, lontana dalla nostra realtà, è invece molto vicina.
Due personaggi, quelli di Mikael e Lisbeth molto tormentati, dal passato difficile, soprattutto quello di Lisbeth, un bagaglio di esperienze molto difficili le sue che, per i suoi ventiquattro anni, la rendono molto matura e forte, anche se non mancano i suoi momenti di fragilità mascherata.
Lisbeth è una ragazza sicuramente fuori dalle righe che affascina e vi porta ad ammirarla per la sua capacità di analizzare il mondo che la circonda, un mondo che non è mai roseo, se non  per alcuni piccoli dettagli.
I due protagonisti mi sono piaciuti molto entrambi, la loro storia personale viene ad intrecciarsi perfettamente con la storia del romanzo senza mai essere d'intralcio l'una all'altra. 
Larsson riesce quindi a creare, in questo primo volume, l'incastro perfetto tra storia, personaggi ed elementi tipici di un giallo di tutto rispetto. Non ho mai letto nessun altro autore svedese o comunque dell'Europa del nord, quindi non so dirvi se questa sia una caratteristica comune a questo tipo di scrittori.
Il momento della ricerca "giornalistica" fatta da Blomkvist è svolta in modo sorprendente, tutto sembra apparire davanti ai nostri occhi, ed ogni dettaglio appare sempre più chiaro mano a mano che la lettura procede. Ci sono, a volte, dei termini tecnici relativi al linguaggio dei computer che magari se non siete cime non capirete, ma vi assicuro che questo non rovina comunque la lettura.

Insomma un libro molto coinvolgente, appassionante, accattivante, intrigante, dai risvolti macabri direi, e proverete schifo per molti momenti che vi sono narrati, ma vi assicuro che la curiosità di conoscere la storia di tutti i personaggi coinvolti non vi farà abbandonare la lettura.
Altro punto a favore è, infatti, proprio lo spazio che Larsson dà a tutti i suoi personaggi, nessuno, anche il più insignificante, viene messo da parte, tutti hanno un ruolo, e di tutti, l'autore, ci dà un piccolo assaggio della loro vita o del ruolo che svolgono nella vicenda.
Insomma non voglio dire che in questo modo Larsson ci riempie la testa di dettagli inutili o  di personaggi di cui si potrebbe fare a meno, no, al contrario, una volta terminata la lettura di questo libro, vi sentirete completamente soddisfatti di tutti i dettagli che vi sono stati dati.

Una storia da leggere, da gustare a pieno anche nei momenti di disgusto, una storia in cui nulla è lasciato al caso e niente è inserito senza che abbia un ruolo preciso e determinato nella vicenda. Una storia che, vi assicuro, anche se avete visto il film, non vi rovinerà la lettura del romanzo.

Sicuramente cercherò di leggere gli altri due libri al più presto, anche se ho in programma altre letture perché sono troppo curiosa e la distanza dalla visione dei film è stata una cosa buona da fare :-)
Fatemi sapere se avete letto il libro o avete visto il film, se avete già completato la lettura della trilogia e se, avete poi continuato anche con il quarto libro. Devo dire che il quarto volume ce l'ho in e-book ma ho troppa paura che la serie principale venga rovinata, quindi pure quello non so quando e se mai lo leggerò. 
Fatemi sapere cosa ne pensate insomma :-) Io Vi ringrazio per essere passati dalle mie parti e vi invito, come sempre a lasciare un segno del vostro passaggio se vi va :-)
Adesso vi saluto VI AUGURO DI PASSARE DELLE BELLISSIME SERATE DI FESTA, vi mando un grande abbraccio e come sempre vi auguro di fare delle bellissime letture :-) A presto Viaggialettori!!!

mercoledì 21 dicembre 2016

WWW... WEDNESDAY... #27 ... POST CHIACCHIERICCIO... OGGI VA COSI' !!!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Buon mercoledì lettori come state messi con i preparativi per le grandi festività in arrivo??

A casa mia siamo ancora in fase decisionale per quello che riguarda la preparazione dei cibi e soprattutto: Cosa preparare di speciale almeno il giorno di festa???
Se avete letto i miei post, saprete che sono una persona con molti problemi alimentari, anche se tante cose sto ricominciando a mangiarle VIVA VIVA VIVA!!!
Ovviamente il problema organizzativo mi riguarda in prima persona, ma che devo farci? La mia mamma e il mio papà hanno deciso di mettermi al mondo "normale"... Poi se nel percorso ho avuto delle piccolissime deviazioni mica è colpa mia no??!!! eh eh eh!!!


Come avrete capito oggi niente aggiornamento letture, ve ne metterò un accenno alla fine del post magari, ma un post chiacchiericcio per aggiornarvi sulle intenzioni del 2017.

Come avrete notato, ho cercato di effettuare qualche piccolo cambiamento nella grafica del blog, o meglio ho aggiunto pezzi qua e là e non vi nego che la mia incapacità in fatto di tecnologia si sta stupendo da sola per le nascoste abilità che ho ;-)
Va bene torno ad essere una persona semiseria... Come vi dicevo, sulla barra a destra del blog trovate tre Banner che riguardano UN GRUPPO LETTURA, e DUE READING CHALLENGE, ovvero delle sfide di lettura per chi vuole mettersi a confronto con le proprie capacità di lettore e le opinioni che ha dei libri letti. Ma andiamo con ordine.

Il primo Banner riguarda il GRUPPO DI LETTURA GLI SNIFFA-INCHIOSTRO creato da Grazia del blog La spacciatrice di libri
Sicuramente sapete di cosa si tratta quando si parla di gruppo di lettura, ma io ve lo dico comunque visto che per me è stata tutta una novità. 
Partecipare ad un gruppo di lettura significa entrare in contatto con persone che decidono INSIEME di leggere un determinato libro (scelto tra le varie opzioni proposte da chi organizza il gruppo di lettura, in questo caso Grazia). La lettura viene suddivisa in tappe e, alla fine di ogni tappa, si discute sulle impressioni che si sono avute. 
Il primo libro che stiamo leggendo è REBEL. IL DESERTO IN FIAMME di Alwyn Hamilton.







In realtà l'opinione comune non è che stia uscendo molto positiva, almeno per adesso i nostri commenti sono stati molto legati alla CONFUSIONE che l'autrice ci ha proposto nel suo libro. In questa settimana stiamo per completare la lettura della seconda parte del romanzo e la sensazione non è che sia molto diversa, in realtà. Chi ha già letto il libro forse capirà a cosa mi riferisco. 
Comunque è un libro dalla lettura velocissima, tanto che, se non fosse per le date stabilite, avrei finito di leggerlo in tre giorni al massimo. Questa componente della rapidità si sente molto nel romanzo. Vabbè comunque ci sarà un post dedicato alla sua recensione il 30 Dicembre e lì potrete leggere la mia opinione, ecco!

Nel frattempo per chi volesse iscriversi al gruppo basta cliccare sul banner e vi porterà direttamente sul post che vi spiega il tutto. La lettura di Rebel proseguirà fino al 29 Dicembre quindi siete sicuramente in tempo per aggiungervi alle prossime letture che faremo!!!



La seconda iniziativa a cui partecipo è una cosa totalmente nuova che mi elettrizza al solo pensiero, oltre a mettermi un'ansia che non avete idea. Si tratta di due READING CHALLENGE, ovvero SFIDE DI LETTURA. 
Il primo Banner che vedete è quella de LA RUOTA DELLE TORTURE  LETTURE ideata da Laura del blog La biblioteca di Eliza e Laura del blog La libridinosa




Sono arrivata a questa challenge per caso leggendo uno dei blog che seguo e l'idea mi ha subito catturata.
Non sto qui a spiegarvi in cosa consiste perché si tratta di una cosa MOOOOLTO complicata da dire. Credo che le stesse creatrici abbiano scritto le regole mille miliardi di volte per farlo capire bene. 
Comunque state tranquille/i che dopo la seconda lettura delle regole tutto vi risulterà chiaro. Sappiate che anche in questo caso, come per il precedente e quello che seguirà, basta cliccare sul banner e sarete trasportati sul post delle blogger.
Insomma La Ruota delle Letture è una sfida molto particolare nella quale tutto è affidato al caso e alla costanza delle organizzatrici e dei partecipanti. La cosa principale è l'onesta di dire che si partecipa e se non si riesce a stare dietro ai ritmi, di dire che si rinuncia, perché le due Laura sono veramente delle creature sovrannaturali nella gestione organizzativa della sfida. 
Per dirvi le cose in maniera breve, tutti i partecipanti saranno soggetti ad un giro di ruota delle letture ogni due settimane. La ruota è, infatti, costituita da 32 spicchi, ognuno dei quali ha un obiettivo che può essere specifico (16 spicchi) o generale (16 spicchi). In base ai due obiettivi che capitano si devono leggere i due libri corrispondenti.
A mio avviso la VERA sfida non sarà tanto leggere due libri in due settimane (occhio, i libri non devono essere inferiori alle 150 pagine), quanto scrivere due recensioni esaustive e inviarle per ottenere i punti che ci permettono poi di provare a vincere la challenge alla fine dell'anno. Gli obiettivi hanno varie difficoltà e ovviamente vari punteggi e credo che sia una sfida molto accattivante da fare, a prescindere dalla vittoria.
La partecipazione alla challenge è aperta tutto l'anno, sono partite il 29 Novembre 2016 ma ci si può iscrivere in corsa (io mi sono iscritta il 12 Dicembre, per dire) e ovviamente si perdono i punti dei potenziali due obiettivi che il giro avrebbe assegnato. 
Insomma, mi è sembrata una cosa carina da fare e quindi io la propongo anche a chi di voi non sapeva nulla dell'iniziativa, ecco!


Seconda READING CHALLENGE a cui partecipo, il secondo Banner sulla destra, è quella realizzata da Anna del blog Appunti di una giovane Reader e si chiama THE HUNTING WORD CHALLENGE 2017. 




Anche in questo caso si tratta di una SFIDA DI LETTURA ANNUALE e che è altrettanto carina e molto gestibile anche accanto ad un'altra challenge. 
La challenge inizierà MARTEDI' 20 DICEMBRE quindi vi invito ad iscrivervi, visto che siete ancora in tempo. Io mi sono inscritta giusto ieri e sono già piena di fogli e foglietti con su scritte le varie date!!! Ma partiamo con ordine, per quanto mi sia possibile.
In questo caso si tratta di trasformarsi in CACCIATORI DI PAROLE. 
La regola di base prevede che la nostra organizzatrice, Anna, fornisca ai partecipanti una lista di 10 parole che dovranno essere contenute nel titolo o nell'immagine di copertina o per associazione mentale, al titolo del libro che leggeremo. Le dieci parole, corrispondenti ad altrettanti libri, potranno essere utilizzate una sola volta per libro, e con un ordine casuale a nostra scelta.
Il tempo di lettura è di un trimestre quindi la prima tappa sarà 20 DICEMBRE-20 MARZO.
Nel corso del trimestre, però, ci sarà la possibilità di accumulare altri punti attraverso delle sfide aggiuntive che l'organizzatrice inserirà a tempo debito.
Anche in questo caso la prova della lettura dei libri assegnati in base alle parole è l'invio della recensione e l'approvazione da parte di Anna.
Anche in questo caso ovviamente se cliccate sul banner verrete trasportati sul post che vi spiega come partecipare e soprattutto le varie regole che ci sono da rispettare.

Magari sono una pazza a partecipare a queste due sfide contemporaneamente, magari voglio solo vedere se sono davvero in grado di fare una cosa del genere, quest'anno ho partecipato a delle piccole challenge mensili e mi è piaciuto molto organizzarmi, anche se ogni volta che programmavo troppo a lungo le letture poi mi scocciavo.
In questo caso, però, la cosa che mi intriga di più è la casualità e quindi dovrò organizzarmi di volta in volta, senza programmare le letture per tanto tempo sperando di non impazzire troppo stando dietro a dei criteri diversi. Io ci provo, tanto a leggere leggo comunque!!!



Dopo avervi spiegato le varie immagini comparse sul mio blog vi faccio un piccolo aggiornamento letture... Ieri è cominciata la prima Reading Challenge e sto cercando il libro che mi ispira di più per iniziare il tutto. Nel frattempo vi posso dire che HO  TERMINATO la lettura de IL PROFUMO di Patrick Suskind e devo dire che non mi ha coinvolto particolarmente, mi aspettavo qualcosa di diverso forse, e non solamente una ossessione patologica per gli odori. Si, lo so che il romanzo si intitola profumo, ma fidatevi, è una cosa eccessiva!!!

Sto continuando la lettura di REBEL. IL DESERTO IN FIAMME di Alwyn Hamilton e sto per iniziare la terza parte, ma non so se mi stia piacendo oppure no!
Avendo terminato ieri il libro di Suskind sto ancora decidendo se leggere SHANTARAM o il primo volume della trilogia di Mistborn di Brian Sanderson che mi incuriosisce tanto quanto Shantaram e quindi bo...
Magari vedo prima quale libro leggere per la challenge e poi deciderò quale dei due iniziare va!!!


Ah mi è venuta in mente un'altra informazione da darvi... Fino ad ora ho cercato di dare un ordine al blog pubblicando gli articoli secondo uno schema più o meno preciso. Va da sè che la partecipazione a due challenge che prevedono la scrittura e la pubblicazione sui blog delle recensioni relative alle letture potrebbe sconvolgere l'ordine delle cose, quindi è molto probabile che il blog sarà tempestato di recensioni.

Parliamoci chiaramente, io spero che questa cosa possa piacervi comunque e non annoiarvi, ecco, io mi impegnerò ad aggiungere anche qualcosa di diverso, quantomeno a mantenere le rubriche che ho avuto fino ad ora :-)


Ecco, adesso credo di avervi detto tutto, quindi dopo un LUNGHIIIIISSIMO post di proposte per il nuovo anno che , spero, vogliate accogliere, vi saluto, vi mando un grande abbraccio e ci rileggiamo presto!!!