martedì 27 dicembre 2016

RECENSIONE "IL NATALE DI POIROT" di AGATHA CHRISTIE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come sono andati questi giorni di festa? Avete mangiato, bevuto e scartato tanti regali? Ma soprattutto... AVETE RICEVUTO QUALCHE LIBRO PER NATALE O VE LI SIETE COMPRATI DA SOLE/I??? 
Oggi sono qui, attiva sul blog per recensire il primo libro letto per una delle due Reading challenge a cui sto partecipando, la THE HUNTING WORD CHALLENGE 2017. La prima parola da depennare è NATALE, ma vi spiego nel post cosa ne ho pensato di questa lettura :-)





TRAMA: Simeon Lee è un uomo molto ricco con una famiglia numerosa e molto problematica. Il suo "desiderio" è vedere riunita tutta la sua famiglia per la festività natalizia.
La sera del 24 dicembre, nel dopocena, si sente un grande rumore proveniente dalla stanza di Simeon. Tutti accorrono e nel momento in cui riescono ad aprire la porta della sua stanza, trovano l'uomo a terra con un profondo taglio alla gola. Chi è stato ad uccidere il vecchio Simeon? Si tratta di un suicidio, visto che la stanza era chiusa dall'interno?



Titolo: Il Natale di Poirot
Autore: Agatha Christie
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2014 (Ristampa)
Pag: 216
Prezzo: 9,00 euro




VALUTAZIONE:



Eccomi qui amici a parlarvi di un'autrice che ho scoperto solamente quest'anno e sono stata FELICISSIMA!!!
Questa donna è ASSOLUTAMENTE GENIALE e sto capendo, leggendola, come mai ancora nel 2016/2017 ci siano ancora persone che leggono i suoi libri, a differenza di tanti altri giallisti che magari vengono mano a mano dimenticati.
Come ho detto ad apertura del post, sto partecipando a delle sfide di lettura, e una di queste sono riuscita a parteciparvi dall'inizio, sto parlando della THE HUNTING WORD CHALLENGE (cliccate sul banner qui di lato e potrete vedere in cosa consiste). 
In questa sfida bisogna diventare cacciatori di parole, oltre alle parole che vengono date per l'obiettivo trimestrale, ne vengono aggiunte altre nel corso della sfida, ovviamente questo comporterà dei punti in più. 
In questo caso tra le prime dieci parole che abbiamo a disposizione in questa prima tappa, c'è NATALE e così, avendo recuperato da poco questo titolo ho pensato di poterlo utilizzare subito :-)
IL NATALE DI POIROT è il secondo libro che leggo di Agatha Christie e, come la volta precedente, appena ho cominciato a leggerlo non sono riuscita a staccarmi perché avevo il bisogno di sapere chi avesse ucciso la vittima e quale motivazione ci fosse stata dietro. Bene, il risultato? Leggere questo libro in due giorni nonostante le mille mila cose da fare in questi giorni di festa :-)
Rispetto a DIECI PICCOLI INDIANI, (la cui recensione uscirà tra qualche giorno) in questo caso la Christie ha modificato la struttura del romanzo, nel senso che se nel primo caso ci sono delle descrizioni dell'ambientazione e delle parti narrative, ne Il Natale di Poirot, prevale decisamente la forma dialogata. Probabilmente anche questo aiuta nella velocità di lettura.
Ovviamente la differenza maggiore tra i due romanzi sta anche nel fatto che questo fa parte di una serie di romanzi il cui protagonista, Poirot, è un uomo che "aiuta" la polizia a risolvere il caso con le sue intuizioni, cosa che in Dieci piccoli indiani non avviene.
Ma parliamo del libro in sé... 
La storia racconta dell'omicidio di un uomo, Simeon Lee che ha lavorato in Africa per moltissimi anni riuscendo ad arricchirsi con la ricerca e la vendita dei diamanti. In Inghilterra questo si è tradotto in una vita estremamente agiata, una famiglia molto numerosa, la presenza di un'eredità molto consistente ed inevitabili discussioni tra i vari membri della famiglia stessa.
E' proprio la famiglia di Simeon Lee ad essere al centro di questa vicenda, tutti i membri vengono richiamati nella casa paterna per trascorrere il Natale tutti insieme, come fossero una famiglia normale e senza problemi, ma il tentato equilibrio viene rotto dall'improvvisa e inaspettata morte dello stesso Simeon, ritrovato nella sua stanza circondato da litri di sangue.
Una morte piuttosto efferata che scatena, fin da subito, grandi paure e sospetti su chi possa essere stato, soprattutto perché il possibile assassino deve essere tra i familiari o il personale.
Bene amici, di certo non starò qui a raccontarvi tutta la vicenda. Anche se credo che la maggior parte di voi abbiano ormai letto la Christie e le sue storie, magari c'è ancora qualcuno che, come me, arriva più tardi rispetto al resto del mondo ;-)
Vi parlo adesso di come ho vissuto io questa lettura...   
La capacità di questa donna (la Christie dico) di esplorare le possibili combinazioni del carattere umano è davvero incredibile. Quello che ci viene presentato, grazie ai vari personaggi che appaiono nel libro, è una sorta di catalogo umano in cui le donne sembrano essere delle piccole tiranne e gli uomini la rappresentazione perfetta di tutti i difetti possibili che possano trovarsi in una persona. 
Nessuno è escluso dalla critica negativa che ne viene fuori dalle parole del capofamiglia, Simeon Lee, lui stesso "vittima" delle considerazioni altrettanto negative dei suoi figli.
Proprio i figli e le loro mogli, infatti, sono esempi di come le coppie si basino sulla compensazione caratteriale. 
Partiamo da Alfred e Lydia. Lui è il "galoppino" del padre, un uomo servizievole, che non osa andare contro il volere paterno per non essere considerato negativamente. Lydia è una donna molto più del forte del marito, caratterialmente, e poco incline alla volontà del suocero, di cui non ricambia neanche la simpatia.
George e Moud sono il governatore e la donna arrivista. George è un governatore ed è molto avaro, nonostante percepisca mensilmente una rendita dal padre, come tutti i suoi fratelli, in realtà. Moud è una donna molto attenta a quello che la gente può pensare di lei e, al contrario di suo marito, non esita a disperdere i suoi averi per sé. Una donna che studia ogni suo atteggiamento nascondendo la sua vera personalità.
David e Hilda sono l'anello debole della famiglia, Hilda non conosce quasi per nulla la famiglia del marito e David se ne è andato da casa da circa vent'anni, subito dopo la morte della madre. E' proprio questo evento che lo ha ferito profondamente e segnato, in senso negativo, anche nei confronti del padre. 
Harry è il figlio scapestrato, quello che cerca di andare contro tutte le regole della casa ma che, all'occasione, non ha esitato a tornare tra le "braccia" paterne. 
Infine c'è Pilar, nipote di Simeon Lee, figlia della figlia Jennifer, morta qualche anno prima e di uno spagnolo scavezzacollo. Pilar arriva in quella casa dimostrando molto distacco dagli eventi che si susseguono al suo interno.
Su tutti la figura di Simeon, un uomo profondamente legato al suo ruolo di maschio Alfa e che non esita a creare problemi tra tutti i suoi figli per avere la sua vittoria personale. Un uomo vendicativo e cattivo con tutti e soprattutto con la moglie, sebbene la figura della moglie rimanga solo aleatoria nel racconto.
Se da una parte la sua morte sembra essere un evento liberatorio, dall'altro, tutta la famiglia viene implicata in un gioco di intrighi e interrogatori che, ovviamente, mettono alla luce storie, racconti del passato familiare e tanti colpi di scena che lasciano il lettore a bocca aperta.

"A Natale impera lo spirito di buona volontà. Vecchi litigi vengono dimenticati, coloro che si trovano in disaccordo fanno la pace... Sia pure provvisoriamente le famiglie che sono state separate per tutto l'anno si raccolgono ancora una volta... In queste condizioni, amico mio, devo ammettere che i nervi possono venir sottoposti a dura prova. Persone che non hanno alcuna voglia di essere amabili fanno uno sforzo per apparirlo... C'è in loro molta ipocrisia, a Natale, onorevole ipocrisia, senza dubbio, ipocrisia "pour bon motif", ma sempre ipocrisia. E lo sforzo per essere buoni e amabili crea un malessere che può riuscire in definitiva pericoloso. Chiudete le valvole di sicurezza del vostro contegno e presto o tardi la caldaia scoppierà provocando un disastro"

Per quanto mi riguarda questa lettura è stata veramente intrigante e coinvolgente. Il fatto che si tratti di un giallo non dà la possibilità di parlare molto degli eventi, ogni piccolo particolare potrebbe portare ad un'anticipazione che non è il caso di fare.
Mi è piaciuto molto conoscere Poirot, di cui avevo sempre e solo sentito parlare e l'antipatia che provavo nei suoi confronti, come presa di posizione pre conoscenza diretta, sicuramente è stata dissolta dopo questo romanzo. Mi è piaciuto il suo cinismo e l'attenzione agli atteggiamenti di tutti i membri della famiglia. 
La cosa che mi piace molto di queste opere è che stimolano il lettore a fare un ragionamento proprio su chi possa essere l'assassino e che cosa possa averlo spinto a fare quel determinato gesto. 
Quello che apprezzo maggiormente è il fatto che la Christie riesce a mettere davanti agli occhi del lettore tutti gli indizi, o le informazioni che possono essere utili alla risoluzione del caso ma che tu non consideri, almeno non in modo fondamentale, se non quando, alla fine, Poirot, in questo caso, non spiega tutti i vari passaggi. Allora tu stai lì e dici "ah questo lo avevo letto, ma non avevo capito fosse importante!", oppure "Ma come ho fatto a non arrivarci?" e questo succede nella maggior parte dei casi, almeno per me, eh eh eh!
Insomma, Agatha Christie confermo che sia un genio del male e una mente potenzialmente pericolosa, potrebbe suscitare dipendenze in tutti i lettori che si approcciano alle sue opere :-)


Parlando seriamente... Credo che si tratti di una autrice che merita tutto il successo e il seguito che ha perché le sue storie, per quanto possano essere banali per un lettore abituato a questo genere, hanno sempre quel non so che di "antico" e non influenzato dalla modernità, che mi piace. Non sto dicendo che i gialli o i thriller moderni non mi piacciono, ma il fatto che ci si trovi davanti ad un delitto efferato che viene risolto con il ragionamento è una cosa che apprezzo di più, rispetto ad una ricerca effettuata con i computer e i motori di ricerca, come viene fatto adesso.
Mi è piaciuto molto il fatto che sia stata data la priorità ai personaggi e non alle descrizioni, cosa che ha facilitato, in un certo senso, lo sviluppo della storia sul dialogo e non su descrizioni inutili che, magari, avrebbero allungato il brodo inutilmente.
Dialoghi intelligenti che hanno svolto molto bene il ruolo solitamente affidato alle descrizioni, di cui non si sente la mancanza. Uno stile semplice e diretto e non scontato.
Un romanzo da consigliare a tutti, da leggere sotto l'ombrellone, come pure a casa con una bella tazza di tè o cioccolata calda e che soddisfa pienamente la voglia di leggere qualcosa di avvincente ma non particolarmente pesante o impegnativo.


Io vi ho detto tutto amici miei, spero che la recensione vi sia piaciuta.. Come sempre aspetto le vostre opinioni, fatemi sapere se sono la sola a non aver ancora letto questo romanzo e se lo avete letto, cosa ne pensate? Io adesso devo leggere qualcosa che ha come personaggio Miss Murple, così da fare un confronto tra lei e Poirot, per questo motivo ancora non parlo di lui, magari scopro che mi piacciono tutti e due ;-)
Bene io a questo punto vi saluto, ci rileggiamo prossimamente, non so dirvi quando e come usciranno i post quindi rimanete collegati.. Vi mando un abbraccio e buon viaggio tra le pagine dei vostri libri... 

2 commenti:

  1. Ciao Mikla e buone feste :) Purtroppo io non ho ricevuto nessun libro per Natale, mi sa che dovrò provvedere da sola..Come credo ti ho già scritto, la Christie è la mia scrittrice preferita e non sai quanto mi fa piacere che piaccia anche a te! Tra Miss Marple e Poirot io preferisco quest'ultimo, lo adoro proprio e ho apprezzato molto la lettura di questo libro, anche se non l'ho trovato all'altezza dei più famosi!
    Un abbraccio :)

    RispondiElimina
  2. Ciao :-) Ho scoperto un altro amore quest'anno (oltre a Tolkien) e sono molto contenta di ciò. La mia ignoranza sulla Christie è stratosferica ma visto che ogni volta che vado al mercatino trovo sempre un suo libro li leggo come mi capitano tra le mani, senza rispettare un ordine preciso, poi magari una volta che li conosco e vorrò rileggerli sarà bello vederne anche l'evoluzione:-)

    RispondiElimina