venerdì 16 dicembre 2016

RECENSIONE "JACK FRUSCIANTE E' USCITO DAL GRUPPO" di ENRICO BRIZZI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Buongiorno a tutti è Venerdì e come al solito sono qui per proporvi una nuova recensione. Siamo quasi arrivati al Natale, fa un freddo boia e come al solito se non mi copro mi prendo tutte le cose di questo mondo, sto seriamente pensando di andare a vivere in un bunker... Ma lasciamo perdere le mie sventure e andiamo avanti va che è meglio ;-)
Il post di oggi riguarda la mia opinione su un libro di cui ho sentito parlare molto quando andavo a scuola e che poi è caduto nel dimenticatoio, sebbene sia stato molto letto negli anni novanta, anni della sua pubblicazione. Vi lascio al post, Buona lettura :-)




TRAMA: Alex ha diciassette anni e una famiglia piccolo borghese che punta a mantenere le proprie apparenze sociali, questo a lui non va bene.
Un personaggio che cerca la propria strada al di là delle apparenze e della convezioni sociali o dei ruoli che la società gli impone. Un viaggio attraverso la ricerca di autenticità che porta molti a volersi ribellare e altri a non riuscire ad accettare l'assenza di trasparenza.



Titolo: Jack frusciante è uscito dal gruppo
Autore: Enrico Brizzi
Casa Editrice: Baldini Castoldi Editore
Anno: 2006 (Ristampa)
Pag: 182
Prezzo: 10,90 euro




VALUTAZIONE:




Eccomi qui a parlarvi di questa lettura che, come potete vedere dalla valutazione, non è che mi abbia fatto impazzire, ecco.
Un libro che ho da relativamente poco nella mia libreria neanche un anno, quindi posso dire che, in questo caso, il libro ancora non ha cominciato a produrre muffa eh eh eh!!!
Jack Frusciante è uscito dal gruppo è un libro cult della generazione degli anni 90 di cui ho sempre sentito il titolo, anche nei film, e non ho mai avuto occasione per recuperarlo. Ci sono riuscita adesso solo perché mi sono imbattuta in una scontistica particolare fatta su Ibs e vedendolo a poco prezzo l'ho preso.
Devo dire che, come al solito, non mi sono interessata alla trama più di tanto, quando leggo i libri mi lascio trasportare dalla storia, a volte ci riesco di più, a volte meno, e questo, purtroppo, è il caso in cui il coinvolgimento non è stato dei migliori.
La storia che ci viene raccontata da Enrico Brizzi è quella di un adolescente che impara a guardare la vita che lo circonda sotto un altro punto di vista.
La famiglia di Alex, il nostro protagonista, è piccolo borghese e molto attenta alle convenzioni sociali legate al loro ruolo, ed è proprio questo che Alex non riesce ad accettare.
Alex è rappresentato come simbolo di una generazione che vuole imporre la propria autenticità e il proprio punto di vista assumendo un atteggiamento di ribellione verso la famiglia, e la scuola, in questo caso.
Alex ha diciassette anni e molti a quell'età hanno un atteggiamento di insoddisfazione verso tutto quello che, secondo noi, va storto, e lui non è diverso. 
L'insoddisfazione è quella di chi ha paura di non sapere come andrà il futuro, di chi "sa cosa lascia ma non sa cosa trova", di chi vuole andare contro un futuro già organizzato, affrontando, invece, una strada piena di interrogativi.

"(... E' meglio scegliere dall'inizio chi sta veramente con te, se per sovvertire questo stato di cose ti vanno bene anche individui a cui sputeresti in faccia non puoi venirmi a dire è colpa vostra, siamo divisi, troppi stronzi qui fra noi e tu lo sai, isolarsi può aiutare a far scoprire gli infami in mezzo a noi, c'è qualcuno sempre pronto a essere solidale con le tue rivendicazioni, poi un giorno scopri che è diventato peggio degli altri, lo vedi accettare quel che ha negato in precedenza...)"

Al centro di questo suo universo c'è una ragazza, Aidi, che lo porta a vivere un amore coinvolgente e maturo.
Non ci troviamo davanti alla storiella adolescenziale che ci si potrebbe aspettare, data l'età dei protagonisti, no, ci troviamo davanti a una storia d'amore che si basa sulla complicità, sul rispetto, sulla conoscenza profonda degli animi di entrambi.
Un amore che sente il peso della futura lontananza di Aidi (andrà a studiare un anno in America) e che porta i due a volersi conoscere il più possibile, non attraverso il corpo, ma attraverso la mente.

" "Io non sto con te perché... Perché va bene così, perché giugno è fantastico, e sapere che c'è l'America che arriva, e allora dirsi tutto perché tra una settimana è troppo tardi, è magnifico. Qualcosa mi manca, e lo sai. Io vorrei baciarti e tutto il resto, ma non tanto per il gesto in sé... Davvero. E' difficile... E' come mettere le basi per addomesticarti un po' di più. Farai più fatica a dimenticarti di me. Resteremo più attaccati ogni cosa in più che faremo." " 
 " "Sento che questo giugno, questo scoprirsi ogni giorno di più, e ogni pezzo di me che scopro trovarne uno nuovo di te, e ogni pezzo di me che ti regalo trovarne in cambio uno che tu mi lasci nel calzino di lana di fianco al camino mentre dormo, è bello. A me non era mai successo. E veder crescere Aidi e Alex, ogni giorno, ogni mattina di sole, che per il resto della gente non vuol dire niente di particolare, è sovvertire tutti i pronostici, è ridere di fronte all'Uomo con le Previsioni Sicure [...]". "  
Ci troviamo a vivere le emozioni così intense di Alex e di Aidi, di due adolescenti che scoprono cosa significa esserci l'uno per l'altro, che vivono un amore anticonvenzionale per la loro età, una storia profonda, fatta di parole e gesti dolci e rispettosi delle loro volontà.
La paura di affrontare il futuro è una ulteriore cosa che li accomuna, che li accomuna a tutta una generazione, la loro, ma anche la nostra, che non sempre è disposta ad aspettare il cambiamento dei tempi, che non vuole accettare l'immobilità dei principi che regolano la società in cui vivono. Ed è lì che ci porta a riflettere Brizzi con questo romanzo breve ma simbolico.

E allora eccomi qui, a parlarvi di un romanzo che, pur rappresentando un'intera generazione, a me non ha convinto più di tanto. Un romanzo che ho trovato troppo frettoloso e che avrebbe avuto bisogno di dare più tempo alla sua storia, non so come potermi spiegare nel migliore dei modi, ma non mi è piaciuto molto.
L'unica parte che mi è piaciuta leggermente di più è stata quella nella quale i personaggi si dimostrano nella maturità di una relazione lontana dal target adolescenziale, quando Alex prende piena consapevolezza della maturità dei suoi sentimenti, di come il suo essere romantico e ribelle a suo modo, lo differenzia dalla sua stessa generazione.


Mi dispiace non avere molte parole da spendere per questa lettura, ma non mi ha lasciato nulla, purtroppo, niente che mi dia il giusto impulso per parlarne senza sentirmi banale, ripetitiva e scontata, quindi, mi scuso con voi se non vi soddisferà a pieno, ma purtroppo questo è quello che ho avuto da questo libro, una tiepida sensazione di piacevolezza che credo non mi accompagnerà per lungo tempo, ma solo per il tempo di fare altre letture più soddisfacenti.


Bene amici, credo che non vi chiederò, stavolta, se la recensione vi è piaciuta o meno, a me non è piaciuta molto, ma mi farà comunque piacere sapere la vostra opinione a questo riguardo :-)
Io vi saluto, fatemi sapere se avete letto questo libro e cosa ne pensate... Un abbraccio a tutto voi che seguite i miei vari sproloqui e soprattutto a chi con costanza ha voglia di scambiare opinioni con me... GRAZIE DI CUORE... Vi saluto e vi auguro un buon week end di viaggi spensierati e felici tra le pagine dei vostri libri... 

2 commenti:

  1. Ciao Mikla:) Non dire che la tua recensione è brutta, perchè non è vero! Certi libri ci trasmettono poco e sono difficili da recensire, capita a tutti:) A me personalmente la tua recensione è piaciuta, è il libro che non mi sembra molto nelle mie corde. Certi temi mi toccano meno adesso che non 5 anni fa, quando forse avrei potuto apprezzare il romanzo. Certo è un libro che ho spesso sentito nominare e che mi incuriosiva, pur senza saperne la trama (proprio come te!), ma adesso faccio un passo indietro e non credo che lo leggerò:)

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    1. Gentilissima come sempre :-) ... Hai ragione i libri non trasmettono sempre le stesse emozioni e questo è anche il bello di poter leggere tante cose diverse testandone il nostro coinvolgimento. In effetti non è mai stato uno di quei libri che dovevo comprare perché la mia curiosità era elevatissima, anzi, ho avuto l'occasione e l'ho preso, adesso posso dire che non mi è piaciuto granché ;-)

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