12 agosto 2020

RECENSIONE "MANSFIELD PARK" di JANE AUSTEN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Ho appena visto su Instagram che si è scatenata l'ennesima polemica sulle copie omaggio che le case editrici regalano ai bookblogger/bookstagrammer (Sto scrivendo il post 05/08, giusto perché può esserci qualcuno di voi che sa di cosa parlo). Non so cosa sia successo nei dettagli e, a dire la verità, neanche mi interessa. Quello che, però, mi sembra piuttosto ridicolo in tutto questo è che ancora una volta non ci si accontenta mai!
Io capisco che ci sono persone che vivono per i loro spazi digitali, perché parliamoci chiaramente, se per ogni cavolata esce una polemica, quello che si capisce è che campi perennemente di visibilità e di auto celebrazione ma, come ho già spiegato in un post che scrissi qualche tempo fa, mi chiedo dove vada a finire la passione per la lettura che tanto si decanta!

Comunque, visto che mi annoio anche solo al pensare che possa essere successa questa cosa per l'ennesima volta, parliamo di libri che sono qui per questo.

Mi sembra di averlo accennato in qualche post fa che sto cercando di recuperare la lettura di tutte le opere scritte da Jane Austen, questo perché voglio cercare di capire per quale motivo sia una scrittrice così adorata. Li sto leggendo in ordine cronologico ed oggi vi parlerò della sua terza pubblicazione.
Vi lascio al post così vi racconto un po' la mia esperienza con questo romanzo, BUONA LETTURA!



TRAMA: Fanny a nove anni viene mandata a casa della zia per avere una educazione migliore di quella che i suoi genitori possono permettersi di darle. Educazione finalizzata, ovviamente, all'ingresso in società e alla formazione di una sua famiglia. Una volta lì, Fannì riesce ad instaurare un buon rapporto con lo zio e un cugino ma mai con la zia che l'ha sempre denigrata non considerandola mai all'altezza.


Titolo: Mansfield Park
Autrice: Jane Austen
Casa Editrice: Crescere Edizioni
Anno: 2017
Pag: 445
Prezzo: 11.90 euro




Cosa Ne Penso...


Quando ho cominciato a leggere questo libro ho subito pensato che sarebbe stata un'altra delusione alla Ragione e Sentimento. Purtroppo quel libro non sono proprio riuscita ad apprezzarlo, i personaggi mi sono risultati antipatici e questo non mi ha facilitato nel concludere la lettura in maniera tranquilla, anzi.
Essendo il terzo romanzo dell'autrice e avendo apprezzato molto Orgoglio e Pregiudizio ho notato, nel procedere con la lettura, che ci sono stati dei cambiamenti nell'intera costruzione dell'opera ed ho pensato che avrei potuto darle una nuova possibilità.

MANSFIELD PARK è la tenuta della famiglia Bertram la cui signora, sorella della madre di Fanny, è moglie di un ricco imprenditore. Le sue sorelle, la signora Norris che ha sposato un curato  e la signora Price, madre di Fanny, che ha sposato un marinaio squattrinato, non hanno avuto la sua stessa fortuna ed è proprio per questo motivo che nasce la necessità di aiutare Fanny Price a crescere decentemente e, su suggerimento della Sig. ra Norris, a mandarla a casa dei Bertram avendo loro maggiori possibilità per farlo. Nonostante la zia Norris si sia prodigata per questo trasferimento, non ha mai avuto una parola di conforto per Fanny, così come i cugini Bertram che non la considerano mai se non in maniera marginale. Al contrario del Sig. Bertram, sua moglie e loro figlio Edmund, che fin da subito la prende sotto la sua ala protettrice, che la accolgono come degno membro della loro famiglia
Questo è in generale il quadro che ci si pone davanti fin dalle prime pagine. L'evoluzione della storia prevede l'ingresso di vari personaggi, molti dei quali scomodi, che andranno a turbare l'equilibrio della famiglia Bertram creando delle situazioni particolarmente complicate per la loro posizione sociale.

Devo dire la verità, all'inizio la lettura non  mi stava prendendo per niente, la trovavo noiosa e poco convincente così ho lasciato perdere e l'ho ripreso solamente un mese dopo riuscendo nono solo a terminarlo ma anche ad apprezzarlo meglio.

In questo romanzo ci troviamo davanti ad un ulteriore esempio dell'evoluzione della scrittura della Austen sia nella caratterizzazione dei personaggi che nella costruzione della storia tutta nonostante ritroviamo i suoi elementi più caratteristici: gli arrivisti sociali come pure la corsa alla ricerca del partito migliore per vivere tranquillamente e dignitosamente ma sempre rappresentati con un occhio critico e sarcastico.

La narrazione tende a concentrarsi sempre sulle figure femminili in questo caso Fanny una ragazzina che si ritrova all'interno di una famiglia diversa dalla propria sebbene sempre legata da vincoli parentali con la difficoltà di essere giudicata positivamente da loro e con le perenni critiche della zia Norris.

Spendiamocele due parole su questa donna... Un personaggio che si accolla letteralmente alla famiglia Bertram, che prende decisioni che non le competono, che arriva addirittura ad offuscare il ruolo della sorella, nonché padrona di casa Bertram, nelle decisioni che riguardano i suoi figli e soprattutto i vari accoppiamenti più necessari. Una donna che non fa altro che denigrare una ragazzina a cui ha fatto credere di volerle fare del bene. Insomma una figura che nella sua capacità di arrivismo si è contraddistinta benissimo e che per questo è riuscita a farsi odiare dalla me lettrice.
Non ho sopportato MAI questa donna soprattutto per la sua perenne presenza a casa Bertram. Sarà che io sono una persona che ama poco le intrusioni da parte degli altri nella propria vita e quotidianità che quando ho capito il soggetto non ho potuto non sperare che in qualche modo venisse fatta fuori dalla narrazione (Ringraziamo Mr.Bertram per tutto questo!)

Ma parliamo anche di Edmund, altro personaggio che avrei gioiosamente defenestrato! Forse sto esprimendo i miei pareri in modo un po' colorito.. scusatemi!
Edmund sarebbe il cugino che appoggia e sostiene Fanny in questa famiglia di pazzi. Una figura che pur sostenendo la ragazza alla visione di una donna che potrebbe interessarlo la abbandona immediatamente, MA DAIIII!

Ci sono, infine, i fratelli Crawford, che pure loro ve li raccomando. L'elemento di disturbo della serenità Bertramesca, Mary ed Hanry sono i nipoti del nuovo pastore e fanno amicizia con i ragazzi Bertam. Non sto qui a raccontarvi in che modo il destino di questi giovani si evolve in casa Bertram, ma sappiate che sono stati degli abili profittatori e per questo, anche se non sono delle figure positive, vi dico che per me hanno stravinto in questa storia.

Non posso negare che anche il personaggio di Fanny si è palesemente infilato nella rosa dei miei candidati preferiti. 
Una ragazza che, nonostante sia cresciuta in un ambiente di frivole creature, riesce a mantenersi comunque indipendente da loro rimanendo padrona del proprio pensiero e riuscendo ad opporsi a ciò che non trovava coerenza con i suoi principi.
Sono stata in pena per il suo destino fino alla fine e mi sono ritrovata spesso a cercare di convincerla a non cedere in alcuni momenti della storia, anche quando Edmund voleva spingerla ad agire. Questa sua coerenza e il fatto che ad un certo punto sia stata l'unica a mantenere un minimo di lucidità e logica mi hanno permesso di rivalutare completamente la storia e ad apprezzarla nel giusto modo.

Sono sicura del fatto che quando un libro riesce a coinvolgermi anche in maniera negativa provando antipatia per i personaggi o per la storia debba comunque rientrare nelle letture che mi sono piaciute.
Sono una persona che riesce a mantenere la calma quando legge storie, nel senso che anche se mi ritrovo ad arrabbiarmi per qualcosa o a gioire per una particolare evoluzione narrativa riesco poi a trovare una certa obiettività. Quindi anche se la maggior parte dei personaggi di questo romanzo mi sono risultati antipatici non posso negare che la Austen sia riuscita a farmi piacere la storia creando una narrazione molto scorrevole e piacevole nel suo complesso.

Credo che al suo terzo romanzo l'autrice sia riuscita a migliorare molto le sue abilità narrative. Per quanto ci troviamo ancora davanti a molti elementi tipici della sua scrittura quali le descrizioni ambientali, le abitudini sociali e i caratteri dei vari personaggi, tutto mi è sembrato molto più equilibrato nella sua intera costruzione. Questo elemento mi ha permesso sicuramente di rivalutare il romanzo soprattutto dopo un primo approccio rovinoso.


VOTAZIONE:


Anche a voi capita di ritenere un buon romanzo quello in cui odiate i personaggi e vi arrabbiate per l'evoluzione de personaggi o sono io che faccio dei ragionamenti contorti quasi velati di masochismo?
Non so, forse perché quando leggo non sempre mi sento pienamente coinvolta nelle storie, riesco a rimanerne fuori anche se ho curiosità di conoscerle o se mi interessano particolarmente.
Fatemi sapere se avete letto questo romanzo della Austen, se vi è piaciuto e cosa avete fra le mani voi in questo momento.
Voglio scusarmi se ho utilizzato un linguaggio più colorito del solito, ma a volte mi lascio prendere dalla confidenza e mi metto a scrivere come parlo, ecco!

Vi auguro di fare delle bellissime letture, A PRESTO!!!

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