22 maggio 2017

COVER REVEAL "ELEINDA" di VALENTINA BELLETTINI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!






Il post di oggi è una novità qui sul mio blog, e proprio per questo spero di riuscire a fare una cosa decente, diciamo così ;-)
Io ed altre blogger abbiamo deciso di ospitare nei nostri angoli letterati una giovane scrittrice che, dopo anni, ha deciso di rendersi autonoma dalle case editrici e ridare nuova vita alla sua opera "ELEINDA".
Con il post di oggi voglio, quindi, darò spazio a Valentina e alla sua opera attraverso una DOPPIA COVER REVEAL, la prima cover è quella del Prequel, la seconda quella del primo volume della sua serie Urban Fantasy/paranormal romance/sci-fi in attesa, a breve, dell'uscita del romanzo. 

Tutti i volumi della serie avranno un restyling completo grazie al lavoro di DARIO DE VITO (illustratore) e GIULIA IORI (Grafica) a partire dal prequel ELEINDA. LA VITA PRIMA DELLA LEGGENDA con il quale l'autrice ha deciso di deliziare l'attesa della pubblicazione del romanzo.




TRAMA: Eleonora sta per diplomarsi, e questa è l'ultima occasione per dichiararsi al suo compagno di scuola prima di trasferirsi da Verona all'università di Milano. E' anche l'ultimo anno che deve sopportare un gruppetto di "bulle" che la rendono protagonista di episodi imbarazzanti.
A Milano, la European Technology sta attraversando la perdita del fondatore "I", mentre l'egocentrico dipendente Davide Guerra cerca una ragazza con cui dividere l'affitto del suo appartamento, il dottor Brandi prende le redini dell'azienda, usando i laboratori per il compimento dei suoi piani segreti.
Nella frazione di Villapace, il nonno Salvo e suo nipote Alessandro sono costretti ad affrontare una serie di eventi che minacciano il futuro della fattoria, compresa l'eventualità per il giovane di abbandonare la vita di campagna per una fidanzata molto ambiziosa.
Ambientato in tre stagioni (Primavera, Estate e Autunno) prima degli eventi di "Eleinda. Una leggenda dal futuro", il racconto narra le vite dei cinque protagonisti, inconsapevoli che le loro strade sono destinate ad incontrarsi.

Titolo: Eleinda. La vita prima della Leggenda
Autore: Valentina Bellettini
Casa Editrice: Self- publishing
Anno: 22/05/2017
Pag: 82
Formato: E-book

Iscrivendovi alla newsletter "Eleinda Books" potrete riceverlo direttamente gratis sulla vostra mail  


Ed ora passo direttamente a mostrarvi la nuova cover del romanzo:

ELEINDA. UNA LEGGENDA DAL FUTURO 





"Noi siamo l'uno nell'altra..."


TRAMA: Eleonora Giusti è sempre stata una ragazza sola fino a quando un drago geneticamente modifica è piombato nella sua vita. 
A lui basta guardarla per condurla in una dimensione parallela in cui entrambi percepiscono reciprocamente i pensieri più intimi, le basta sfiorarla perché la pelle della ragazza assuma lo stesso colore della sua. Ma è un'invasione che da sentire Eleonora come mai si era sentita prima: capita, speciale, amata.
Non le importa se il drago è stato creato dalla European Technology o se si tratta di un esperimento segreto il cui vero obiettivo ancora le sfugge. Lei vuole proteggerlo, proprio come ha fatto il drago quando sono fuggiti dalla sede della E. T. a Milano.
Vuole stare con lui perché da quando l'ha incontrato, la sua vita ha finalmente trovato un senso. Vuole amarlo, perché superati i vent'anni non credeva più all'esistenza di un sentimento così puro e incondizionato.
E' disposta a viaggiare per ogni continente, inseguire leggende, fuggire da una realtà opprimente, vivere sogni e incubi sulla sua pelle in nome di questa passione travolgente, a dispetto di ogni logica razionale. 
Ma non ha fatto i conti con il dottor Brandi: il creatore del drago è deciso a riprenderselo con ogni mezzo pur di portare a compimento i suoi eccentrici piani. 
Né uomini né draghi sono al sicuro.

Titolo: Eleinda. Una Leggenda dal futuro
Autore: Valentina Bellettini
Casa Editrice: Self. publishing
Anno: Fine Maggio 2017
Pag: 
Formato: Cartaceo ed Ebook    
ISBN:
Prezzo: 

Come vedete non ci sono ancora tutte le informazioni riguardanti il romanzo, ma potete iscrivervi alla sua pagina facebook o alla Newsletter e sarete informati direttamente da lì.

Vi lascio, adesso, alcuni commenti di coloro che hanno già avuto modo di conoscere l'opera di Valentina :

"Valentina scrive con uno stile lineare e modernissimo 
capace di risaltare gli sfondi di urbana attualità a cui si ispira. 
La tematica del progresso e dei suoi dubbi etici, del rapporto ormai snaturato tra l'uomo e l'ambiente, della continua ricerca della ricchezza economica e del potere a discapito di una visione umana e spirituale del mondo, fanno sì che i libri dell'autrice spazino tra quei multilivelli di lettura che si trovano fra le righe dei grandi scrittori fantasy"
L'Isola del Sapere


"Perfetto connubio tra fantasy classico e fantascienza, Eleinda fonde favola e modernità, avventura e impegno sociale, mito e realtà, lasciando correre la nostra immaginazione su un doppio binario."
Il flauto di Pan


"Addentrarsi in questo futuro prossimo, zeppo di fantasia e avventuroso è stato straordinario. Tante sono le emozioni che arrivano al lettore durante la lettura: la rendono più vera e umana."
Un buon libro non finisce mai

“Consiglio la saga di Eleinda agli appassionati di fantasy, sia adolescenti che non, e a coloro che amano i mondi paralleli, i draghi, un pizzico di fantascienza e le creature meravigliose. 
A chi ama lasciarsi travolgere dalla fantasia dirompente di una giovane scrittrice.”
Rivista Fralerighe


Ed infine vi lascio l'immagine della nostra autrice e qualche informazione su di lei :-)

Valentina Bellettini è in eterno bilico tra sogno a occhi aperti e razionalità, caratteristica che si ripercuote in tutte le sue opere. Dopo otto anni di pubblicazioni con case editrici ha deciso di passare al self-publishing per esprimere meglio se stessa e per avere un contatto diretto con i lettori.
Ama la vita, per lei mai noiosa e ordinaria, e lavora nei mercati in piazza dove cattura temi politici e sociali. Attenta ascoltatrice, spesso intreccia legami empatici con i suoi animali. E’ sposata e gestisce il blog Universi Incantati.

LINK UTILI: 

Facebook: Eleinda


Bene amici siete pronti per incontrare Eleonora e il suo amato drago?Non vi resta che iniziare a leggere il prequel nell'attesa di questo romanzo che si presenta davvero intrigante e avventuroso. 
Spero di aver mosso in voi un po' di curiosità, perché questo vorrebbe dire che ho raggiunto il mio scopo.
Vi saluto miei prodi Viaggialettori, ci rileggiamo presto!!!

19 maggio 2017

RECENSIONE "RUMORE BIANCO" di DON DELILLO

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Oggi sono qui per parlarvi di un libro che ha VERAMENTE messo a dura prova la mia pazienza di lettrice. Non so, effettivamente se sia stata una mossa giusta approcciarmi a questo autore attraverso questo romanzo, ma tant'è. 

Nel post troverete le mie impressione quindi, come sempre, vi auguro BUONA LETTURA!!!




TRAMA: Jack vive con la sua famiglia a Blacksmith, nella periferia americana. E' un professore universitario, docente di un corso dedicato interamente alla figura di Hitler. La sua vita procede nella normalità "banale" di un cittadino medio quando, un giorno, una nube tossica costringe tutti a lasciare le proprie case e allontanarsi fino a quando il pericolo non sarà rientrato. Da questo evento cresce in lui e in sua moglie Babette una paura sempre più condizionante della morte. 


Titolo: Rumore bianco
Autore: Don DeLillo
Casa Editrice: Einaudi
Anno: 2005
Pag: 394
Prezzo: 14,90 euro




VALUTAZIONE:


Ebbene eccomi qui, ancora una volta, a parlare di un autore che mezzo mondo ama e che a me non è piaciuto granché. Magari ho qualcosa che non va, ho qualche neurone che funziona di meno rispetto al resto del mondo, o magari, ho la capacità di mantenere una mia opinione pur andando contro corrente. Alla fine mica è detto che tutto debba piacere a tutti no? E poi non capisco neanche perché dovrei averlo io il problema, PENSIAMO POSITIVO PER UNA VOLTA!!! 

Bene dopo questa prima parte di esaurimento ben esposto vi faccio notare che la lettura di questo libro è stata fatta per una sfida di lettura, cioè la THE HUNTING WORD CHALLENGE dalla quale sono riuscita a spuntare la parola RUMORE.

Da quando ho cominciato a "frequentare" il mondo del web legato ai libri, mi sono accorta che esistono molti autori cui non mi sarei mai avvicinata se non fossi stata spinta dalla curiosità di qualcuno che ne parla bene, benissimo o male. Perché si, quando sento parlare male o malissimo di un libro, molte volte è proprio lì che mi fregano e vado subito a cercare di leggerlo per farmene una mia opinione.

Parto subito con il dire che la storia che l'autore ci racconta è suddivisa in tre momenti: il primo è quello dedicato alla presentazione dei protagonisti. Ci viene raccontata la loro vita, la loro routine familiare e la loro quotidianità fatta di discussioni in famiglia, decisioni da prendere e problematiche da affrontare. La seconda parte è dedicata all'arrivo di una nube tossica che arriva su Blacksmith, questa cittadina di provincia sconvolta da un' evacuazione forzata di tutti i cittadini che si ritrovano a vivere in luoghi e modi di fortuna per allontanarsi il più possibile dalla nube. L'ultima parte racconta il ritorno ad una pseudo normalità nella quale si sviluppa, nei protagonisti, un profondo senso di paura di morire. 
Ovviamente non starò qui a dirvi nello specifico tutto quello che troviamo tra le pagine di questo libro, ma diciamo che gli "eventi" principali sono questi.

Il racconto di DeLillo non è una storia immediata nel messaggio che vuole lanciare al lettore, è una di quelle storie che devono decantare, come il vino, su cui si deve riflettere e cercare di capire il perché l'autore abbia voluto scrivere quelle cose, in quel modo ed utilizzando quel determinato personaggio. E' una storia che si basa sulla descrizione di una normalità disarmante per il suo essere banale, ma che, proprio nella banalità nasconde il suo messaggio. Un messaggio molto duro e diretto alla sua stessa patria, l'America, e alla sua società malata di superficialità e leggerezza. 

La storia di DeLillo ci mette a contatto con un mondo, quello accademico di cui fa parte il nostro protagonista, nel quale fa da padrone un sapere sommario o insufficiente per il titolo assunto dal personaggio stesso. Nel nostro caso il protagonista, che conosce a mena dito tutta la vita di Hitler, i suoi trascorsi politici, i pettegolezzi legati alla sua vita privata, non conosce il tedesco, lingua madre del suo oggetto di studio. Si fa quindi denuncia nei confronti di quella conoscenza spicciola e blanda che porta tanti a mettersi sul piedistallo e a pensare di poter conoscere il mondo, quando poi non è così. 
In contrapposizione alla figura di Jack e alla sua cultura sommaria, c'è Heindrich, uno dei suoi figli, che fa mostra della sua intelligenza attraverso i discorsi più articolati sulla scienza, la chimica, la sociologia.
Altra tematica che viene toccata è la critica al consumismo eccessivo alimentato dalla tecnologia il cui cattivo uso sottolinea la superficialità sociale.

La seconda parte del romanzo è una sorta di spaccatura tra la parte spensierata e frivola, se vogliamo e quella più profonda e filosofica che ci accompagna fino alla fine della lettura. Nell'ultima parte, infatti, l'evento tossico, sviluppa nei protagonisti una senso profondo della paura della morte che, anche in questo caso, l'autore utilizza come spunto di critica. 
L'assurda idea di poter superare la paura della morte attraverso una pillola miracolosa diventa centrale per tutta la terza parte del romanzo. Anche in questo caso la critica è molto pungente, e non solo verso i falsi sedicenti che portano le persone più credulone a pensare di poter superare il problema con una pillola che non ha alcun effetto, in realtà, ma ancora una volta a quella parte di società eccessivamente frivola e scanzonata che si convince di poter superare le paure della vita con una pasticca.

Nel mezzo troviamo una panoramica di problematiche legate a tutte le famiglie, il rapporto tra genitori e figli, il rapporto tra i membri di famiglie allargate, il rapporto matrimoniale e la fiducia che le cose possano andare bene dopo vari tentativi (Jack ha ben quattro matrimoni alle spalle e in ognuno ha procreato. 
Insomma una storia che racconta la normalità e allo stesso tempo mette in evidenza le problematiche che possono esserci in un mondo che punta più all'apparenza che alla sostanza. Il quadro che l'autore ci mostra è quindi quello di una società malata di consumismo e sommarietà che vengono identificate dall'autore con Rumore bianco, perché è qualcosa di nascosto, subdolo e difficile da percepire per chi ne è completamente assorbito. 

Pur riconoscendone il valore sociale e letterario, per quanto riguarda il mio gusto personale DeLillo è un autore che mi incuriosisce, sicuramente, ma che devo prendere a piccolissime dosi.
Ho trovato la storia molto pesante da seguire, lenta, troppo ricca di parole e discorsi inutili, che capisco perfettamente abbiano un ruolo preciso nella storia, ma a me hanno annoiato.
La sua è una scrittura corposa, americana direi, intendendo, con questo aggettivo, la tendenza a parlare tanto e a creare discorsi privi di senso o poco coerenti con l'argomento che si sta trattando nella conversazione. Un esempio è quando a domanda si risponde con altre domande infinite introducendo argomenti assurdi pur di non dare una risposta diretta e concreta alla domanda che è stata ricevuta.
E' una caratteristica che ritrovo molto nei film e nei telefilm americani, per questo ho detto che l'autore utilizza una scrittura americana. Bhè a me piace anche questa cosa, ma in contesti diversi. Rumore bianco è la storia di un padre di famiglia, punto. Un uomo che ha le sue certezze, le sue paure, i suoi dubbi. 

Purtroppo non sono riuscita ad empatizzare con nessun personaggio, il figlio sapientone mi irritava molto e lo stesso Jack non ho ben capito che tipo di persona sia, come poi tutti gli altri personaggi del romanzo. Un libro che ho faticato molto a portare a termine e che mi ha lasciato piuttosto indifferente, apatica e imperturbata anche nei momenti in cui qualcosa è successo. 
Il fatto che non abbia particolari eventi da raccontare non è una giustificazione perché ho letto altri libri di questo tipo come ad esempio Diario d'inverno di Auster. Probabilmente è solo un problema di stile che non mi piace.

Non credo di dover dire di più su questo libro, anche perché ne ho parlato abbastanza. 
Credo che leggerò qualche altra cosa di suo, prima o poi, per capire se ho sbagliato l'approccio o se proprio non è un autore nelle mie corde. A questo proposito se avete qualche titolo da suggerirmi sarò contenta di segnarli.Fatemi sapere se avete letto questo libro, se vi è piaciuto e cosa ne pensate di questo autore o della letteratura americana in generale. 
Nel frattempo vi saluto, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

17 maggio 2017

LEGGO IN LINGUA #1 ... "ARISTOTELE E DANTE SCOPRONO I SEGRETI DELL'UNIVERSO" di BENJAMIN ALIRE SAENZ

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state amici? Io sto attraversando una fase di noia da lettura che spero passerà presto, mi sta prendendo brutta perché non si tratta di un blocco vero e proprio che non mi fa leggere nulla, ma tutto quello che mi passa sotto mano mi annoia, ogni storia che inizio la lascio dopo poche pagine e non ho stimoli per andare a scegliere nuove storie da conoscere. Non so che "malattia" strana sia, ma diciamo che la situazione attuale è questa. Sto facendo delle letture per le sfide, ma pure li sono "obbligata" in un certo senso a farle, per il resto non mi va di leggere... 

Ho DECISAMENTE UN PROBLEMA  e DEVO risolverlo al più presto!!!
Nonostante tutto ciò, direi che oggi vi parlerò della prima lettura interamente in inglese che abbia mai fatto nella mia vita. Ovviamente ho letto in inglese nel corso degli anni ma non un libro intero, magari degli articoli o delle parti di testi o dei libri che ho preso per ampliare un po' il vocabolario, ma mai un romanzo. Vi racconto la mia esperienza nel post, quindi non mi resta altro da fare che augurarvi una BUONA LETTURA!!!




TRAMA: Aristotele non sa nuotare e un giorno, andando in piscina, incontra Dante che, vedendolo in difficoltà, si offre per dargli delle lezioni. I due cominciano a frequentarsi anche fuori e a conoscersi sempre di più fino a diventare amici imparando a conoscere anche se stessi.

Una storia di amicizia, di conoscenza e scoperta del mondo.


Titolo: Aristotle and Dante discover the secrets of the universe
Autore: Benjamin Alire Saenz
Casa Editrice: Simon&Schuster
Anno: 2013 (Ristampa)
Pag: 359
Prezzo: 10,14 euro



VALUTAZIONE:



Uno dei buoni propositi libreschi che mi sono impegnata a stilare per questo 2017 è quello di leggere almeno tre libri in lingua. Perché proprio tre??? Perché sono quelli che ho comprato spinta dalla curiosità e dal fatto che, in lingua originale, costassero la metà di quelli in italiano (Evviva il materialismo spiccio!!). 
E' vero pure che il livello di inglese non l'ho considerato affatto, quindi ci saranno casi in cui ci metterò una vita e casi in cui la lettura sarà giusto un pochino meno veloce di quella in italiano. Ma sono decisa a portare avanti questo obiettivo e così ho cominciato con questo libro che tutti dicono essere abbordabile. 

La storia di Aristotele e Dante è quella di due ragazzini adolescenti che vivono la loro vita un po' da borderline. Sono molto diversi tra loro e proprio questa diversità, probabilmente, li ha spinti ad avvicinarsi l'uno all'altro.
Aristotele è il protagonista vero di questa storia, tutto ruota attorno alla sua vita e ad una sorta di segreto che la famiglia cerca di nascondergli relativo al fratello di cui lui ha pochi ricordi.
Dante è un coprotagonista che va a riempire, in un certo senso, le mancanze di Aristotele e a dare, a lui, degli spunti di riflessione su tutto quello che di diverso trova nella sua famiglia.
Un  libro che parla di molte cose e lo fa in maniera semplice e diretta, cercando di rendere, forse, meno drammatiche alcune delle situazioni di cui ci troviamo a leggere.

Tra le varie tematiche che l'autore tocca c'è, ovviamente, quella dell'AMICIZIA vera, profonda, incondizionata, leale. Quella che nasce tra due persone che hanno piacere di trascorrere del tempo insieme, nonostante ci siano dei momenti di stanchezza. 
Aristotele e Dante sono due personaggi che nella loro diversità si comprendono e si sostengono. Ed è molto bello vedere come proprio la loro diversità sia il loro punto di forza.
Altra tematica è quella della FAMIGLIA, rappresentata in due modi, per quanto siano entrambe basate sull'affetto. 
La famiglia di Aristotele è meno spensierata, ed è visibile la presenza di elementi che minacciano la serenità di tutti i membri che la compongono. La famiglia di Dante è molto più affettuosa e l'affetto si vede, nel contatto fisico di baci e abbracci che si danno tra loro, nella libertà di parlare di tematiche più difficili da trattare tra figli e genitori. Insomma la famiglia di Aristotele, come lo stesso Ari, è molto più introversa rispetto a quella di Dante. O almeno questa è stata la mia impressione.
Se la Famiglia e l'Amicizia sono i due grandi temi affrontati nel romanzo, sicuramente attorno gravitano altre tematiche a cui l'autore concede più o meno spazio. Tra questi, le prime esperienze (alcol, droga e approccio con l'altro sesso), il tema del trauma di guerra, il tema dell'omosessualità, quello della violenza sul "diverso". Insomma ci sono moltissime tematiche che rendono questo romanzo uno strumento di formazione per giovani e ragazzi. 

Per quanto mi riguarda devo dire che è stata una lettura molto piacevole, proprio perché apparentemente si tratta di un romanzo leggero che, però, di leggero ha ben poco. Mi è piaciuto molto il modo in cui momenti di alta tensione drammatica siano stati smorzati dall'atteggiamento assunto dai personaggi.
Mi è piaciuto molto il modo in cui l'autore ha costruito dei protagonisti che si completano e che sono di conforto l'uno all'altro nel momento del bisogno.
Non ho ben capito, o meglio, non ho accettato affatto il comportamento dei genitori e delle sorelle di Aristotele di tenerlo fuori da una parte importante e negativa della loro famiglia. Lo trattano come se non ci fosse e se non lo riguardasse, nonostante i suoi tentativi di voler conoscere la storia di suo fratello fossero stati tanti da parte sua. Non ho apprezzato neanche il fatto che, per conoscere la verità, Ari abbia dovuto fare una sorta di "violenza" su di sé e accettare la scelta dei suoi genitori di ignorarlo e che solo quando succedono cose brutte si finisca per cedere le armi.
Ecco, queste cose proprio non le ho digerite, perché non fanno parte del mio modo di essere, posso comprendere le ragioni, forse, ma di certo non accettarle.

Per quanto riguarda, invece, lo stile e il livello di inglese, i discorsi da fare sono diversi.
Per quanto mi riguarda la difficoltà della lingua è quella di non conoscerne la grammatica, perché il vocabolario, si recupera o si amplia in base al tipo di letture che si fanno. Tutto dipende dalla pazienza che si ha nel volersi avvicinare al dizionario. Sicuramente se si parte con l'idea di voler capire tutto e subito è sbagliato, ma vedrete che mano a mano che si va avanti, ci si abitua allo stile dell'autore e anche alla presenza di espressioni che vengono ripetute spesso.
Nel caso specifico posso dire che la scelta di utilizzare molti dialoghi e meno descrizioni, rendono il libro più comprensibile e soprattutto avvicinano il lettore, anche quello meno esperto, ad espressioni idiomatiche e di uso comune che nelle grammatiche non si trovano. Come vi ripeto iniziare un libro in lingua e sperare che tutte le parole siano comprese è un errore da non fare in partenza. 

Per quanto riguarda la mia esperienza personale posso dirvi che all'inizio ho dovuto cercare molte parole, poi mano a mano che andavo avanti ne ho comprese sempre di più e la ricerca è stata meno presente. Altro elemento da tenere in considerazione è il fatto che non è necessario, sempre, tradurre tutte le parole, è possibile comprendere il senso di ciò che si legge anche attraverso la traduzione di un periodo ampio e vedere, così facilitata, la comprensione del resto.
Ovviamente le cose che ho detto non sono regole che si devono seguire necessariamente, sono solamente cose che ho riscontrato io nella mia esperienza, voi magari avrete un altro metodo. 

Per tornare al libro, come ho detto, mi ha colpito molto la scelta di utilizzare i dialoghi, cosa che di solito non apprezzo molto perché mi sembra di non ritrovarmi una storia completa, invece in questo caso non ho riscontrato questa sensazione. Le descrizioni ci sono, ma vanno a colmare perfettamente quelle carenze che il dialogo, a volte, comporta.

Insomma, una lettura molto carina, leggera, adatta a chi vuole approcciarsi alla lingua essendo consapevole della presenza di molte espressioni e modi di dire colloquiali, e di parole con più significati. Una libro che fa riflettere senza essere eccessivamente pesante.
Una lettura che mi è piaciuta molto anche se avrei modificato alcune cose, ma non si può volere tutto.

Anche per questo volume ho detto tutto, fatemi sapere se avete letto questo romanzo, se leggete in lingua, non necessariamente inglese, io vorrei affrontare anche il francese ma non so proprio da cosa partire e poi imparare lo spagnolo, ma forse voglio fare troppe cose  e tutte insieme :-/
Non mi resta che salutarvi, mandarvi un abbraccio e augurarvi BUONE LETTURE!!!

15 maggio 2017

TBR #7... OVVERO TENTIAMO DI DARCI UN ORDINE DI LETTURE... MAGGIO 2017

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

In ritardissimo arriva la TBR di questo mese che, prevedo, tutto sarà tranne pieno di letture. Non so per quale motivo io abbia questo pensiero, ma già il fatto che sono settimane che penso a quale libro potrei leggere e non mi viene in mente nulla non mi lascia molto felice.
Non so, magari l'allontanamento totale dalla lettura per due settimane mi ha lasciato ancora una scarsa volontà di prendere un libro in mano, chissà. Fatto sta che ancora non so bene cosa inserire nella Tbr di questo mese.
Ma andiamo con ordine e cominciamo a fare un mini riassunto di quello che è successo nel mese scorso. Vi lascio al post, BUONA LETTURA!!!

Nel mese di Aprile avevo preventivato di leggere tre libri, ovviamente non considerando quelli delle sfide che si sarebbero aggiunti a tempo debito.
Due delle scelte fatte nella TBR di Aprile avrebbero colmato dei punti di due sfide che sapevo con certezza di dover leggere e uno è stato un libro libero, diciamo così.



L'unico libro che ho portato a termine entro il mese di Aprile della TBR del mese è stato IL DESERTO DEI TARTARI di DINO BUZZATI. Libro che ho letto per due sfide, la MADE IN ITALY BOOKS CHALLENGE e la LPS2017 SFIDA DI LETTURA entrambe chiedevano di leggere un libro per l'intero mese e sono riuscita ad utilizzare questo per tutte e due!
La storia è quella di Giovanni Drogo che nel suo primo incarico viene mandato al Forte Bastiani, un Forte apparentemente abbandonato nel quale l'occupazione principale di tutti coloro che vi si trovano è quella di attendere il momento in cui poter vedere riconosciuta il loro ruolo militare.
Un romanzo particolare, che segna un tassello importante per la letteratura fantascientifica italiana. Un autore misterioso di cui sicuramente leggerò altro. 






Altro volume della Tbr di Aprile è HANIA. IL CAVALIERE DI LUCE di SILVANA DE MARI. Un libro che ho, praticamente, letto e comprato e che mi aveva incuriosito tantissimo dopo la lettura del suo prequel HANIA. IL REGNO DELLE TIGRI BIANCHE.
A dire la verità mi ha lasciato un po' di delusione per alcuni elementi che potrete leggere nella recensione, ma nonostante tutto non si può dire che sia un libro brutto o una storia poco originale, anzi. Ne ho apprezzato sia lo stile sia il modo in cui la scrittrice è riuscita a parlare di temi importanti attraverso un mondo completamente nuovo. 
Insomma c'ho trovato una piccola pecca ma comunque sono curiosissima di conoscerne i seguiti.









Questo terzo volume lo metto centrale per un motivo preciso. Ho cominciato a leggerlo alla metà del mese e l'ho completamente abbandonato fino ad un paio di giorni fa. Sto parlando di RUMORE BIANCO di DON DELILLO. Un libro molto particolare sia nella storia che l'autore ci racconta, sia per il modo in cui ce la racconta. Non so ancora ben dirvi se sia un autore nelle mie corde e non mi sono ancora fatta una idea della storia e del suo perché. Vi posso dire che sono esattamente arrivata alla metà del libro e per questo lo inserisco a pieno titolo nella TBR di MAGGIO 2017. 
Io spero di portarlo a termine entro questo mese perché veramente non mi andrebbe di aggiungere l'ennesimo libro abbandonato alla pila di quelli che voglio assolutamente terminare entro l'anno, perché ODIO PROFONDAMENTE lasciarli iniziati.
Quindi, primo libro della Tbr di Maggio è un ritorno, o sopravvissuto, di quella del mese di Aprile.




Il secondo titolo che vorrei inserire in questa sorta di programma che sto facendo è MERLINO. LA MAGIA DI STONEHENGE terzo ed ultimo volume della trilogia di Merlino di cui mi sono innamorata fin dal primo volume.
Il secondo MERLINO. IL CERCHIO DEL FUTURO l'ho letto il mese scorso infilandolo nelle RUOTA DELLE LETTURE, magari riuscirò ad inserirci anche questo, chissà. 
Comunque se riuscirò a leggerlo, oltre a conoscere la fine della storia, potrò depennare dalla lista un'altra delle trilogie/saghe che ho cominciato lo scorso anno e non ho terminato. Incrociamo le dita!!!












Terzo ed ultimo volume della Tbr del mese è un libro che mi è stato consigliato da mia cugina e che ho comprato a scatola ermeticamente chiusa basandomi sulla fiducia. IL GIORNO PRIMA DELLA FELICITA' di ERRI DE LUCA, un autore di cui non ho letto nulla e che mi incuriosiva già da un po'.
Una storia che utilizzerò per le sfide di lettura che sto facendo, ma non so ancora quale di preciso, quindi quando lo leggerò vedrò.








Queste sono le letture che cercherò di portare a termine per questo mese. Magari sto barando un po' ma, non so, questo mese non ho molta voglia di fare programmi e letture. Spero di non incorrere in un drastico blocco del lettore altrimenti la cosa sarebbe da rimediare prima di subito. Diciamo che sono fiduciosa e che mi impegnerò a leggere comunque qualcosa, quantomeno a terminare il libro di DeLillo che non è il caso di portarmi avanti ancora per altri mesi avendone letto la metà.
Come sempre fatemi sapere se avete letto qualcosa di questi libri, se conoscete Erri De Luca e se si, quali libri mi consigliate di leggere.
Vi saluto, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!! A presto!

13 maggio 2017

RECENSIONE "PERCY JACKSON E GLI DEI DELL'OLIMPO. IL LADRO DI FULMINI" di RICK RIORDAN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


In questa settimana ho cercato di recuperare qualche post mancato nel mese precedente e ho tragicamente abbandonato la lettura... Mi servono URGENTEMENTE iniezioni di lettura compulsiva!!!

Scemate a parte (per me non tanto, ma sarà la primavera) anche oggi sono qui per raccontarvi la mia esperienza di lettura con uno dei personaggi più amati dopo Harry Potter, e direi che le motivazioni ci sono.
Vi lascio al post, così vi racconto tutto quello che ho pensato di questo libro, BUONA LETTURA!!!






TRAMA: Percy ha dodici anni e vive solo con la madre. Negli ultimi sei anni ha cambiato altrettante scuole per via di una serie di coinvolgimenti in avvenimenti poco normali.

Fino a quando, nella nuova scuola, viene attaccato improvvisamente dalla sua insegnante che, trasformatasi in una Furia, ha cercato di ucciderlo. E' così che inizia l'avventura di Percy nel Campo Mezzosangue e la conoscenza reale degli dei dell'Olimpo

Titolo: Percy Jackson e gli dei dell'Ollimpo. Il ladro di fulmini
Autore: Rick Riordan
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2011
Pag: 361
Prezzo: 13,00 euro





VALUTAZIONE:



Lo so, devo fare un mea culpa grandissimo per non aver ancora letto questo libro, fenomeno tra i giovani e non solo, quasi quanto le avventure del maghetto Harry Potter. A mia discolpa potrei forse dire che io faccio parte di quella schiera di lettori che non legge spesso le storie che sono tanto in auge nei primi tempi della loro pubblicazione, e così va a finire che a volte mi ritrovo a leggere queste perle a distanza di secoli e a rimanerne comunque affascinata, nonostante la mia ritrosia iniziale.
Bene, questo è quanto mi è successo con Percy Jackson, di cui avevo visto il film che non mi aveva particolarmente entusiasmato.
Prima di cominciare a parlarvi di questo libro voglio dirvi che questa lettura l'ho affrontata grazie a due delle sfide di lettura che sto facendo. La prima è la THE HUNTING WORD CHALLENGE per la quale ho spuntato la parola FULMINE. L'altra è LA RUOTA DELLE LETTURE che per questo obiettivo mi ha chiesto di LEGGERE UN LIBRO DA CUI SIA STATO TRATTO UN FILM. Ebbene, direi che sono riuscita a colmare i due punti e a sfoltire un po' la lista infinita dei cartacei che ho ancora da leggere :-)

Non credo che io debba mettermi qui a raccontare la storia di Percy Jackson in quello che è il primo romanzo della serie composta da 5 romanzi, ma per completezza vi faccio un riassunto rapidissimo di quello che vi troverete nel romanzo in questione.

Percy Jacson ha dodici anni e negli ultimi sei anni ha cambiato altrettante scuole a causa del suo coinvolgimento in episodi poco consoni al luogo. Percy è dislessico e questo gli crea ulteriori problemi per il suo rendimento scolastico. Tutto questo sembra, però, essere superato quando arriva alla Yancy di New York. Propri lì, infatti, Percy si ritrova a dover fare improvvisamente i conti con una Furia, creatura mitologica dalle più cattive intenzioni che, assunte le fattezze della sua insegnante, cerca di ucciderlo.  E' da qui che tutto si fa chiaro a Percy che scopre di essere nato da una donna e da un dio e di dover far parte del gruppo dei mezzosague, raggiungere il Campo Mezzosangue e lì assumere la sua educazione da semidio attraverso il completamento di missioni più o meno difficili.

Questa è, grandi linee, la storia di Percy, un ragazzino che rappresenta la sua generazione con tutti i problemi che questa può dover affrontare, a parte ovviamente la storia della semi divinità!
Mentre mi avvicinavo alla lettura di questo romanzo mi sono domandata quale potesse essere la magia di questo personaggio che tutti hanno adorato e amato. Bhé la risposta è molto simile a quella che ci si potrebbe dare per gli altri protagonisti di saghe avvincenti come questa, il fatto che i protagonisti sono dei ragazzini nei quali ogni lettore può immedesimarsi. Sono personaggi con dei difetti, paure, incertezze. Personaggi che devono affrontare delle difficoltà nella vita di tutti i giorni, oltre a quelle legate al mondo reale al quale appartengono e finiscono per appartenere. Ma c'è una chiave di lettura in più che potrei aggiungere a queste caratteristiche, il fatto che durante il proseguimento della storia di Percy e dei suoi fedeli compagni, Rick Riordan ci fornisce insegnamenti su quel mondo fantastico e suggestivo che è la mitologia greca, in questa serie almeno.

Figlio di Poseidone, re dei mari, Percy Jackon può gestire le acque e le creature marine, uscire completamente asciutto dopo una immersione completa negli oceani e uccidere le creature malvagie con la sua appuntita spada Vortice. Ad accompagnarlo nelle sue avventure ci sono Annabeth, figlia della dea Atena, dea della saggezza, e Grover figlio di un satiro, e satiro lui stesso, che ha il compito di proteggere Percy e di ricercare Pan, il dio dei boschi e della natura, una volta superato il suo esame da cercatore.

Le storie mitologiche mi hanno sempre affascinato da bambina, pur non sapendo ancora leggere, mi ricordo, prendevo sempre in mano un libro regalato a mio fratello, più grande di me di tre anni, e rimanevo davanti alle pagine ad osservare le figure di Pandora e il suo vaso, di Medusa e i suoi capelli serpentini, del Minotauro e di tutte le altre creature che popolavano quelle pagine. Ovviamente di alcuni avevo paura a vederli e così chiedevo a lui di raccontarmi le storie. Una passione che mi accompagna tutt'ora, tant'è che sono sempre attenta a trovare nuovi libri che trattino il tema.
Cosa che, però, non mi è successa con Percy. Non so, a parte il fatto che non mi piace leggere libri così osannati, forse la visione del film non mi aveva affascinato particolarmente e ho sempre rimandato la lettura di questi romanzi. Fatto sta che mi sono accorta di aver fatto proprio male!

Rick Riordan rende i personaggi mitologici come persone bizzarre ma reali e concrete, la loro descrizione così modernizzata non vi farà rimanere indifferenti e inevitabilmente finirete con il sorridere senza neanche rendervene conto. 
Ambientate nell'America dei nostri giorni tra luci stroboscopiche, macchine imbottigliate nel traffico, casinò, e parchi giochi, Percy Annabeth e Grover si ritroveranno a fare i conti con le stravaganze delle varie divinità che incontreranno nel raggiungimento della loro missione, ritrovare il fulmine di Zeus evitando, così, una guerra tra divinità.
Nel corso di questa missione i tre si troveranno a fare i conti con i tradimenti di Ermes e Afrodite ad Efesto, le richieste di Caronte di un salario più alto, le statue di Medusa raccolte nel giardino del suo negozio di chincaglierie e poi Ade dio degli Inferi che rivendica la sua innocenza e l'occupazione del suo posto tra le divinità. 
Divinità perfettamente adeguate alla modernità apparentemente così lontana dal loro mondo ma che, allo stesso tempo, mettono il lettore davanti alla rappresentazione dei vizi dell'uomo, quindi finiscono con l'assumere il ruolo originario che gli era stato assegnato al momento della loro creazione.

Un romanzo coinvolgente, che ti fornisce spiegazioni ben adattate alla storia, permettendo così al giovane lettore di rimanere completamente affascinato dalle vite rocambolesche delle divinità. Personaggi reali che si contendono potere, fama, denaro e amori. Personaggi che si confrontano con una realtà che riescono facilmente ad adattare alla loro natura portando Percy a dover sfuggire a tranelli, sotterfugi e dispetti.
Un romanzo che ci testimonia, ancora una volta, come le amicizie siano importanti e come queste possano essere utili per superare dei momenti di difficoltà.

Ho amato ogni personaggio di questo libro, da Dioniso che odio il suo lavoro a Chirone che invece lo ama profondamente. Ho riso con la figura di Ermes e sono rimasta turbata dalla descrizione dell'Ade e delle Furie. 
Ho apprezzato tantissimo lo stile ironico e divertente di questo scrittore che attraverso le storie di un gruppo di ragazzini riesce a trasmettere anche il suo amore per la mitologia creando un connubio perfetto tra contemporaneità e classicità in letteratura.

Ovviamente è inutile che vi dica che continuerò sicuramente a leggere anche gli altri volumi della serie, anche perché ho il volumone che contiene le prime tre avventure di Percy, ma sicuramente recupererò anche l'altro degli Dei dellOlimpo.
Un plauso va all'autore che, con originalità, è riuscito a creare un mondo nuovo pur lasciandolo all'interno di uno già esistente e radicalizzato, quello moderno, ritagliando dei piccoli spazi che rendono il tutto ancora più spettacolare. 
Non si può non notare un richiamo alla storia di Harry, nel prendere un trio di amici che affrontano insieme le difficoltà, ma questo non è affatto un elemento che mi ha disturbato. 
Un romanzo che non è la perfezione assoluta, ma che comunque non è da buttare via se si vogliono passare momenti di spensieratezza. Ad un occhio attento non sfuggiranno delle incoerenze nella trama, parlo di come Percy sia in grado di affrontare tutti i pericoli del mondo nonostante venga rappresentato come una sorta di imbranato neanche alle prime armi. Oppure come la presenza di Annabeth, che essendo figlia di Atena dovrebbe mostrare una intelligenza superiore, venga relegata a personaggio tappa buchi. O Grover che dovrebbe salvare Percy da ogni pericolo ma nella realtà Percy fa tutto da sé. Insomma ci sono delle cose poco coerenti con l'idea che l'autore vuole dare del suo eroe, però credo anche che questo possa essere legato al fatto che si tratti di un romanzo introduttivo alle vicende e alla storia di Percy. Magari mi sto sbagliando ma una possibilità voglio darla comunque all'autore.

Non so come procederanno gli altri volumi della storia e non so neanche come sono riuscita ad evitare qualsiasi tipo di notizia relativa alla serie, a parte il fatto che sia composta da cinque volumi, quindi vi avverto, non mi fate dei commenti spoiler che sennò mi si rovina la magia... GRAZIE :-)

Allora amici, io credo di avervi raccontato tutto anche per questa lettura, fortunatamente anche se non sono in uno dei momenti migliori per leggere libri, sono riuscita comunque a portare avanti delle letture che mi sono piaciute molto, quindi magari un passetto verso il recupero lo sto facendo. 
Fatemi sapere se avete letto questo libro, o se avete visto il film, io credo che lo recupererò per vedere se, dopo la lettura, mi possa piacere un po' di più. Avete letti qualcosa di Rick Riordan? Avete suggerimenti su come leggere le serie successive o posso fare come voglio? Insomma fatemi sapere se avete informazioni utili su tutto ciò che riguarda questo mondo, ecco ;-)
Spero che la recensione vi sia piaciuta vi mando un abbraccio, a presto Viaggialettori!!!