giovedì 6 giugno 2019

RECENSIONE "TRILOGIA DELLA CITTA' DI K." di AGOTA KRISTOF

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


La lettura di cui voglio parlarvi oggi, sperando di riuscirci senza rovinarvi la sorpresa della scoperta, è quella di un libro che fa parte di tutte quelle letture stranissime che mi stanno capitando tra le mani nell'ultimo periodo.
Vi racconto bene nel post di cosa parlo, BUONA LETTURA!!!!






TRAMA: C'è la guerra e Lucas e Klaus, due gemelli, vengono portati lontano dalla città grande dalla madre in casa della nonna che non hanno mai visto. Li, nella città piccola, luogo di confine, i due devono crescere e autogestirsi perché la guerra prima o poi passa.


Titolo: Trilogia della città di K.
Autore: Agota Kristof
Casa Editrice: Einaudi
Anno: 2016
Pag: 379
Prezzo: 13.00 euro






Cosa Ne Penso...


L'ho già detto che questo libro è stranissimo?
No perché se non lo aveste capito lo ripeto qui, tanto per essere sicuri che il concetto sia ben chiaro!

Oggi vi parlo di TRILOGIA DELLA CITTA' DI K un libro che ho in libreria dal 2016 e che prima di queste benedette tbr non avevo ancora preso in considerazione.
Perché se da una parte le tbr mensili mi hanno messo un po' di ansia nei mesi passati, devo dire che adesso le sto rivalutando proprio perché mi permettono di leggere i romanzi che ho lì a stazionare da tempo facendo delle scoperte bellissime... Ma torniamo a noi!

Un libro diviso in tre piccoli romanzi che affronta la storia di due gemelli che durante gli anni della Seconda Guerra mondiale si trovano costretti ad abbandonare la loro casa a causa dell'assenza di cibo e viveri per sopravvivere. Questo li porta a vivere in quello che diventa il teatro di tutta la loro storia anche nei due romanzi successivo che compongono la trilogia. 
Un luogo che non viene mai specificato in maniera palese, come pure il periodo di ambientazione che viene desunto dalle poche indicazione tratte dai discorsi o dalle descrizioni dell'autrice.

E adesso arriva la difficoltà!
Parlare di questo volume (parlerò dell'intera trilogia perché ho il volume che li contiene tutti e tre insieme) senza anticipare quello che succede nelle varie parti è molto difficile, anche per cercare di creare un discorso logico su quanto si pensa della storia nella sua interezza.

I due gemelli si trovano a vivere in una condizione di forte indigenza a casa della nonna che stravolge completamente il loro stile di vita. Una vita da contadini e allevatori è quello che sono costretti a portare avanti per avere un pasto al giorno, ma questo non gli basta.
Continuamente insieme, in simbiosi, i due gemelli lavorano e studiano utilizzando la bibbia, interrogandosi l'un l'altro, cercando di imparare a leggere, scrivere, fare i conti e nel frattempo temprare il loro carattere a contatto con un mondo che non è affatto rose e fiori.

Andando nella città piccola, come viene chiamata nel libro, il loro carattere sembra quasi adattarsi a quel mondo arido, privo di emozioni positive e dolci, senza amore e gentilezza ma pieno di violenza verbale, fisica e psicologica.
Un periodo che li forgia e che anche negli anni che seguono li rende quasi apatici nei confronti del mondo circostante nonostante si rendano sempre pronti ad aiutare.

I tre romanzi che compongono la trilogia sono infatti legati alla vita di questi due bambini dai dieci anni all'età adulta e quello che ci troviamo a leggere è un libro legato ad un profondo senso di solitudine che accompagna ogni pagine del testo.

L'autrice ci racconta, attraverso uno stile che sembra utilizzare le parole come fossero delle continue stilettate, una storia di dolore represso e che cerca di essere coperto dal prendersi cura di casi umani senza considerare il fatto che i protagonisti stessi lo siano.
Ci viene raccontata la guerra in un modo diverso che non coinvolge i protagonisti di prima linea, ma tutto quello che succede nei dintorni delle zone più colpite.

Quello che mi ha inquietato parecchio di questo libro è stato proprio il modo in cui i protagonisti agiscono nei confronti delle varie vicissitudini che si trovano ad affrontare ed anche il fatto che non si capisce mai se le situazioni che accadono siano reali o meno.
Tutto è giocato su questo senso di realismo magico, ma più macabro direi, che mi ha trasmesso un senso di angoscia strano che ancora oggi, ripensandoci non mi abbandona.

Nell'evolversi della vicenda devo dire che la cosa si acquieta un pochino ma solo perché l'età dei protagonisti aumenta e determinati ragionamenti si adattano meglio al contesto.
Nonostante tutto ciò, però, devo dire che il libro mi ha completamente rapita e l'ho letto in tre giorni nonostante lo abbia fatto in un periodo di forte stanchezza mentale.

Sicuramente lo consiglio perché proprio per queste sue caratteristiche è una esperienza di lettura da fare. E' un romanzo particolare che esula un po' dagli schemi di quei romanzi che parlano di guerra. Un romanzo che coinvolge per la particolarità dei suoi protagonisti e dello stile così veloce che l'autrice ha deciso di utilizzare favorendone una rapida lettura.


VOTAZIONE:




Voi lo avete letto? Che cosa ne avete pensato? Avete letto altro di questa autrice?
Fatemi sapere quali sono le vostre strane letture del periodo così prendo appunti!
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare tante bellissime letture, A presto!!!

Nessun commento:

Posta un commento