17 aprile 2020

TBR... APRILE - MAGGIO - GIUGNO 2019 ... LIBERIAMOCI DALLE MUFFETTE!!!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Per chi è venuto da queste parti in passato, sa che le Muffette che ho indicato nel titolo del post non sono altro che i libri che stazionano da moltissimo tempo sugli scaffali delle mie librerie/mensole.
Sia chiaro, non si parla di qualche mese o uno/due anni, noooooooo qui parliamo di almeno 5 anni passati dall'acquisto e anche di più!

Quindi per tutti coloro che volessero partecipare al progetto #liberiamocidallemuffettelibrose sappiate che è arrivato il momento di farlo!
Sono stra convinta che la maggior parte dei lettori, che sono anche accumulatori seriali, DEVONO avere dei libri di questo genere, sarebbe un ossimoro pensare che un accumulatore riesce a leggere i libri acquistati prima di comprarne altri, no?!




In questa Tbr primaverile, che mi sa di rinascita e rinunce, ho deciso, quindi, di dare voce ad alcuni dei  miei libri muffetta e vedere se al momento dell'acquisto ho fatto una scelta giusta o meno. Devo dire che per adesso sono al 50 e 50. 
Ci sono stati dei libri che proprio non mi sono andati giù ed altri che invece mi hanno stupito, d'altronde sarà sempre così ogni volta che si inizia una nuova storia.
Ma vediamo insieme quali sono i libri che ho deciso di leggere per questo periodo primaverile, buona lettura!!!

GARGOYLE di ANDREW DAVIDSON



Si tratta un volume che ho comprato perché ho sentito molti pareri positivi. Devo dire la verità, sulla scelta ha giocato molto l'aspetto grafico della copertina che mi ha subito colpito. Credo si tratti di una storia di cambiamento e rinascita e credo che in questo periodo ci si possa trovare bene con una storia del genere.   


L'ANNO DELLA LEPRE di  ARTO PASILINNA




Questo è l'unico libro recente che ho acquistato, quindi non fa parte delle muffette, anzi, è entrato in casa mia a dicembre quando sono andata alla fiera di Roma, quindi è proprio un pivellino.
Di lui non so nulla, la ragazza che era allo stand mi ha dato dei libri, perché quando vado da loro mi faccio sempre consigliare i libri da prendere, mi ha fatto vedere tantissime cose e poi mi dice che avrei dovuto assolutamente leggere il loro must have, così eccolo qui, ma non so dirvi nulla, lo scoprirò solo leggendo!


MANSFIELD PARK di JANE AUSTEN




Una delle tante mie decisioni di lettrice è quella di voler leggere tutti i libri della Austen in modo cronologico, anche se ho iniziato con Orgoglio e Pregiudizio letto prima di prendere questa decisione.
Non posso dire che la Austen sia una delle mie autrici preferite, per adesso ho apprezzato Orgoglio e Pregiudizio e non ho mandato giù Ragione e Sentimento, vedremo come andrà con questo e gli altri libri che leggerò. 


IL RICHIAMO DELLA FORESTA di JACK LONDON




Primo libro che leggerò di questo autore di cui ho sempre sentito parlare molto bene, io non so dirvi se il suo modo di raccontare faccia per me, ma mi ha sempre incuriosito conoscere la metafora dietro questa storia di animali e natura. Spero che si tratti di una storia coinvolgente e brillante, ma vi saprò dire appena lo leggerò!


GENERAZIONE PERDUTA di VERA BRITTAIN




Anche in questo caso chi mi conosce e ha letto i miei post sa che i racconti sulle guerre mi piacciono molto. Nella maggior parte dei casi i libri di cui vi ho parlato qui sono sempre legati alla Seconda Guerra, in questo caso, invece, la storia è la testimonianza dell'esperienza vissuta proprio dall'autrice che vuole raccontarci cosa sia stato per lei e per la sua generazione vivere la Prima Guerra  Mondiale.
Devo dire la verità, questo è il libro che mi incuriosisce più di tutti quelli che vi ho mostrato.


A questi titoli, però, ne ho aggiunto un altro che è VERAMENTE uno dei più degni rappresentanti del mondo delle mie muffette, sono ben 10 anni che questo libro è fermo lì a guardarmi, l'ho spostato in ogni luogo possibile e alla fine ho deciso di leggerlo, sto parlando del romanzo che ho attualmente in lettura cioè 


L'APPRENDISTA DEL MAGO di TRUDI CANAVAN




Un libro che anticipa e da voce al mondo che l'autrice utilizzerà poi per la stesura della TRILOGIA DEL MAGO NERO che possiedo e anche lei staziona li da un po'. Non posso dire che sia un romanzo d'azione ma non è male.

Teoricamente questo è tutto quello che vorrei leggere nei prossimi mesi, sicuramente se la quarantena continuerà, riuscirò a leggere anche qualche altra cosa visto che in questi giorni sto velocizzando i miei tempi di lettura e ad immergermi molto di più nelle storie che leggo.

Allora VI SFIDO, cacciate le vostre muffette dagli scaffali e cominciate ad eliminarle dalle vostre tbr.
Fatemi sapere quali sono i vostri programmi di lettura, che cosa avete al momento sul vostro comodino e quale è la lettura che state bramando di più di fare.

Vi mando un grande abbraccio virtuale e vi ringrazio per essere passati di qua!!!

14 aprile 2020

Recensione: "BROOKLYN" di COLM TOIBIN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!

Come state lettori? Cosa state leggendo in questi giorni? Io sto recuperando qualche libro "muffetta", cioè quelli che stazionano sulle mie librerie da un bel po' di tempo, cercando di ridurre il numero dei libri accumulati anche perché di tempo adesso ne abbiamo e ho deciso di non fare ordini.

Anche oggi vi racconto una lettura di qualche mese fa così recupero un pochino le tappe di lettura che ho fatto sperando di darvi qualche consiglio per passare al meglio le giornate, BUONA LETTURA!!!




Trama: Eilis coglie la possibilità di andare in America per cercare di superare le difficoltà economiche che la guerra ha portato in Irlanda, la sua terra, ma anche alla sua famiglia, come tante altre.


Titolo: Brooklyn
Autore: Colm Toibin
Casa Editrice: Bompiani
Anno: 2016
Pag: 329
Prezzo: 14.00 euro







Cosa Ne Penso...


Non ho mai letto nulla di Colm Toibin e mi sembra che Brooklyn sia il suo più noto qui in Italia, così come non ho visto il film tratto da questo libro anche se mi sono accorta che lo hanno trasmesso proprio mentre stavo leggendo il romanzo, coincidenze...

Come primo impatto all'autore devo dire che non è stato molto d'impatto, nel senso che per capire che il libro mi è piaciuto ho dovuto far passare del tempo e ritornarci a distanza.

Siamo nell'Irlanda del Sud degli anni 50, ad Enniscorthy, la guerra è finita da poco e la ripresa comporta spesso difficoltà economiche. La soluzione, quando possibile, è quella di andare via da li in cerca di fortuna. E' questo quello che succede a Eilis, un incontro fortuito le permette di andare in America e studiare per diventare impiegata amministrativa.

Non sapevo cosa aspettarmi da questo romanzo, ho deciso di leggerlo perché avevo la necessità di qualcosa che avrebbe potuto farmi uscire dal blocco di lettura e devo dire che è decisamente riuscito nel suo interno.

BROOKLYN è la storia di una ragazza di provincia che si ritrova ad affrontare una realtà sicuramente nuova ma anche e soprattutto completamente diversa da quella che ha vissuto fino a quel momento.
L'America è il grande sogno di tutti coloro che vogliono una svolta nella loro vita ed Eilis coglie al volo l'occasione di raggiungere quella terra promessa cercando di migliorare la sua vita e crescere.

L'America riesce a cambiare Eilis, si abitua ad una visuale della vita più ampia, di una realtà che va fuori da molti degli schemi sociali imposti in Irlanda e soprattutto conosce l'indipendenza sia quella economica sia quella familiare. Diventa così protagonista di un cambiamento che non comporta solo una sprovincializzazione nelle sue abitudini, ma anche nella visione che aveva della vita.

Brooklyn è una storia che non si presenta come ricca di eventi, frenetica o particolarmente piena di attese. Toibin decide di creare una sorta di mondo confortante in cui le problematiche che Eilis incontra sono quelle giornaliere, come pure la sua conoscenza di quella realtà. Le amicizie, il lavoro, l'amore diventano eventi importanti ma mai sconvolgenti per il lettore di questa storia che ti fa sentire parte di una famiglia accogliente.

Con questo non voglio dire che si tratta di una narrazione piatta, all'improvviso l'autore ci catapulta in un trauma che riporta Eilis in Irlanda e da lì una serie di ripensamenti, di eventi nuovi che portano la nostra protagonista a farsi delle domande sulle scelte fatte.

Quello che mi è piaciuto di questo romanzo è il modo in cui la vita di Eilis ci viene raccontata, una narrazione lenta ma non noiosa (anche se devo ammettere che il momento del viaggio descritto nei minimi particolari mi ha rallentato la lettura). 
Quello che appare evidente è la rappresentazione di una generazione, cui Eilis appartiene, di non poter cambiare le scelte fatte, di tacere e reprimere i propri desideri lasciando così un senso di frustrazione, quel velo di tristezza del vorrei ma non posso.
Mi è piaciuto molto il modo in cui Eilis cresce grazie agli eventi che vive, il modo in cui affronta la difficoltà di una nuova vita e di come proprio questa sua scelta la porta a ragionare su tutto quello che inizialmente sente stretto.

Un racconto delicato che non pretende di sconvolgere la vita dei suoi lettori ma sicuramente riesce a farli stare con i piedi per terra in modo positivo.
Toibin ci racconta la normalità senza l'uso di un linguaggio fiorito o particolarmente ricercato. Ci racconta le esperienze di una ragazza che sta crescendo e tutte le cose che la crescita comporta, nel bene e nel male.




VALUTAZIONE:




Un romanzo che mi è piaciuto e che vi consiglio nel caso in cui vogliate leggere qualcosa di non molto impegnativo ma che allo stesso tempo vi soddisfi, o che vi possa far riavvicinare alla lettura se avete qualche momento del calo di interesse.

Fatemi sapere se avete letto questo romanzo, se avete visto il film. Avete letto qualche altra cosa di Toibin? Avete consigli?

Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!! A presto! 

07 aprile 2020

Liberamente libri... GIULIO PERRONE EDITORE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come stanno procedendo i vostri giorni di quarantena? Spero stiate tutti bene in compagnia di qualche buon libro, di un film da vedere sul divano e di qualche dolce a tirarvi su il morale, se siete un po' giù.

Con il post di oggi voglio raccontarvi una lettura che in realtà ho fatto gli ultimi giorni di Dicembre dello scorso anno, ho comprato il volume alla fiera PIU' LIBRI PIU' LIBERI e per la prima volta mi sono avvicinata ad una casa editrice che non conoscevo affatto. 
Il mio obiettivo in quest'anno di partecipazione alla fiera è stato quello di comprare dei libri che stuzzicavano la mia curiosità senza essere derivati da consigli recuperati qua e là ma solo da quello che il mio istinto mi avrebbe suggerito.
E questo volume è stato uno di quei suggerimenti, ma vediamo insieme di cosa vi parlerò...


CASE VUOTE 
di
BRENDA NAVARRO





Titolo: Case Vuote
Autrice: Brenda Navarro
Casa Editrice: Giulio Perrone Editore
Anno: 2019
Pag: 173
Prezzo: 15,00

VOTAZIONE:




Nell'ottica di una realtà in cui essere madri significa vedere la realizzazione di una donna, questo libro finisce con il rompere gli schemi precostituiti andando a scavare nella mente di due donne che ci mostrano il loro modo di essere madre, anche se questo non corrisponde al canone più diffuso.

Tema principale di questo romanzo è quindi la MATERNITA' che non viene sempre vissuta in maniera convenzionale. Due voci femminili che si alternano vengono messe a confronto continuamente attraverso la storia della loro vita che è così diversa da rimanere affascinati da entrambe.

La donna che apre il romanzo è una madre a cui rapiscono il figlio, improvvisamente nel parco non lo vede più. Come è potuto succedere? Il telefonino tenuto in mano per leggere un messaggio è più importante che controllare il proprio figlio di 3 anni che gioca? E' colpa della sua distrazione ad aver comportato tutto questo? 

La donna inizia quindi con il porsi le domande che ci si aspetta di farsi in una situazione del genere, il dolore del non sapere più nulla del proprio figlio, il senso di vuoto, di angoscia che la attanagliano sono ben palpabili nella narrazione. Ma ci sono anche altre cose che la narrazione lascia intravedere.

Questa donna non vuole essere madre, non accetta questa condizione e le responsabilità che la cosa comporta nonostante l'idea della perdita di suo figlio sia straziante per lei.
C'è una lotta continua nel suo animo, se da una parte ci troviamo a conoscere la sua reazione alla perdita, dall'altro sembra come se sentisse dentro di se una sensazione di liberazione nel non doversi più occupare del bambino.
Una donna che diventa madre prima in modo "imposto", il marito accoglie in casa loro la figlia avuta da una precedente relazione, quindi la nostra protagonista finisce con il doverla accettare. Poi diventa madre in modo naturale ma nonostante tutto non lo accetta appieno.

La voce di questa donna controversa, complicata, sicuramente insoddisfatta, ci permette di conoscere il suo mondo, la sua storia di moglie e di amante, di donna lasciata e di donna che non riesce a reagire alle conseguenze delle sue azioni. Vediamo progressivamente che si lascia andare, trascura tutto e tutti attorno a lei al punto che la contingente perdita del figlio e dell'amante mi hanno portato spesso a chiedermi quale sia stata effettivamente la perdita maggiore per lei.


"Non si scompare tutti allo stesso modo e ognuno prende la forma della scomparsa che gli è toccata: Daniel è scomparso, Fran inizia a scomparire, io scomparirò. Eravamo quelli che non c'erano, quelli che sfumano, che sono sfumati, che sfumeranno. Scomparsi: distanti, svaniti, evaporati, assenti, senza nessuna voglia di comparire davanti alla nostra esistenza."


L'altra voce che parla in questo romanzo è quella di una ragazza che vive nei quartieri malfamati del Messico, una voce che fin da subito ci accorgiamo essere piena di dolore e sofferenza.
Una ragazza abbandonata dalla famiglia, con il grande sogno di diventare madre e di farlo con il ragazzo che ama, nonostante tutto.
Questa seconda voce è quella di una donna che subisce molte ingiustizie nella sua giovane vita e ce le racconta tutte. Dall'abbandono del padre, alla scarsa importanza che la madre le ha attribuito,alla morte del fratello, al tradimento del compagno con il quale vuole avere un figlio e dal quale subisce violenze fisiche e psicologiche.

Quello che, però, colpisce di questa donna è la forza che la spinge ad agire non volendo sottostare alla sua vita. Cerca un modo per guadagnare e risollevarsi dalle difficoltà derivanti da un compagno nullafacente che si è unito ad un gruppo di teppisti locali. Una ragazza che nonostante tutto vuole raggiungere il suo sogno.

"Non ti fidare nemmeno di tua madre. Era la frase che mia mamma ripeteva a me e mio fratello ogni volta che poteva. Ma, se non ci si può fidare nemmeno della propria madre, di chi ci si può fidare? E lei diceva di nessuno, di nessuno ti puoi fidare, anche quando stai per morire non pensare che qualcuno verrà ad aiutarti. Questo, per esempio, mio fratello lo ha capito, ma a me sembrava davvero brutto pensare che nel mondo non ci si poteva fidare; in ogni caso, non mi sono mai fidata di nessuno. Segreti? Non è che ne avevo tanti, ma non ero di quelle che andava in giro a raccontare come si sentiva, come andava la vita, per cosa? Poi il rischio è che quello che pensi e quello che ti fa male viene usato contro di te."


Quello che questo romanzo trasmette è sicuramente un dolore profondo che scava nell'animo di queste due donne. Un dolore che sicuramente nasce da un elemento comune, la maternità che riesce a far uscire fuori anche tante altre tematiche legate al mondo femminile.
Una vita infelice è quella della prima donna che, nonostante abbia tutto non vive nulla di quello che ha con serenità e soddisfazione. Una vita sofferta è quella della seconda voce che attraverso la sua produzione di barrette di cioccolata e caramelle riesce a vedere del buono in sé nonostante tutto.

Una lettura che mi ha profondamente colpito per la sua capacità di far apparire le due donne come pari nonostante i loro ruoli nella storia non lo siano, o almeno questo nella logica di una morale comune. Eppure io non riesco a giudicare nessuna delle due per le scelte di vita e per i loro pensieri.
Una donna che non vuole essere madre non per questo è meno donna di chi invece vuole esserlo a tutti i costi. Una relazione normale non è detto che sia più felice di quella in cui la violenza fa da sfondo, nonostante, SIA BEN CHIARO, io non riesca proprio a capacitarmi di come si riesca ad accettare una cosa del genere.
Ma crearsi una vita alternativa di menzogne per un amante, quanto poi è meno violento di uno schiaffo? Perdere un figlio per una disattenzione quanto è diverso dal perderlo perché il proprio corpo non riesce a gestire la gravidanza? 

Queste sono solo alcune delle domande che mi sono nate dopo la lettura di questo libro che per quanto sia così breve è stato sicuramente un carro armato di emozioni e sensazioni contrastanti.
Un libro che parla di donne, di quello che pensano attraverso una profonda introspezione che ha reso questi due personaggi come qualcosa di caro e prezioso. 
L'analisi che la Navarro fa dei pensieri di queste due figure le rende vivide agli occhi del lettore che nel girare le pagine si trova ogni volta a dover superare un pugno nello stomaco.
Inutile parlare di questo libro nascondendo il fatto che non si tratta di un romanzo dal lieto fine, la sofferenza e le riflessioni che suscita rimangono incollate alla nostra capacità di giudizio che inevitabilmente diventa fallace e incapace di esprimersi.

E' obiettivo, sempre ritornando ad una visione di comune moralità, il pensare che la perdita di un figlio da parte di una madre sia un evento straziante, eppure non riesco a non accettare anche la possibilità che essere madre non sia una scelta obbligatoria.

Credo che con questo post mi sia lasciata andare un po' troppo alle parole, spero di non avervi annoiato e di non aver espresso delle opinioni che possano offendervi perché non era affatto mia intenzione il farlo.
Ho passato molto tempo a scrivere di questo libro cancellando e riscrivendo ma alla fine ho deciso di lasciare libera la mia mente di esprimere tutto quello che la lettura mi ha suscitato.

Spero che con i miei pensieri sia riuscita ad incuriosirvi un po'!

Devo dire che come esordio di lettura  non è andata affatto male spero di leggere altro di questa casa editrice di cui ho già adocchiato altri titoli  che sicuramente recupererò appena possibile.

Fatemi sapere se avete letto qualcosa della Giulio Perrone Editore, se vi sono piaciuti i miei pensieri e se avete qualche libro da consigliarmi in questo periodo di quarantena.

Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare tante bellissime letture!!! A presto!

05 aprile 2020

RIPENSAMENTI, INCORAGGIAMENTI, RITORNI E LETTURE NUOVE DI CUI PARLARE!!!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

O forse dovrei dire anche BENVENUTA E BENTORNATA A ME?!

In questi giorni (e la quarantena obbligatoria mi ha aiutato) ho pensato tantissime volte di voler ricominciare a mettere per iscritto i miei pensieri qui sul blog, anche perché su carta ho continuato a farlo nonostante mi sembrasse di non riuscire a dargli un senso logico.

In questo periodo di fermo sul blog ci sono stati giorni in cui non riuscivo a leggere nulla, neanche una pagina, una riga, non riuscivo a trovare la voglia di ritornare a viaggiare tra le pagine, cosa che mi ero proposta di fare parlando delle letture fatte proprio qui, nel mio angolo.

Da questo ho pensato che fosse inutile riempire pagine di parole che non trasmettevano nulla di quello che leggevo neanche a me stessa. Ho deciso di aspettare, ho lasciato perdere i libri, ne ho comprati di nuovi pensando che fosse la necessità di trovare dei nuovi stimoli, delle nuove avventure che si confacessero meglio ai miei nuovi interessi a non darmi più emozione, ma neanche in questo modo riuscivo a superare la crisi.

Poi, all'improvviso, nonostante avessi avuto un incontro deludente con L'ALBERGO STREGATO di WILKIE COLLINS ho pensato che questo nuovo anno di letture sarebbe andato malissimo e invece piano piano, cercando di leggere libri che DAVVERO riuscivano ad attira le mia attenzione sono ritornata a sentire la voglia di scrivere e riappropriarmi di un mio spazio, questo.

Ecco, non che io mi senta pienamente sicura di quello che sto facendo, ma spero che, in qualche modo, io riesca a trasmettere la mia passione per quello che faccio in questa mia parte di vita che è essenzialmente solo mia e di chi vorrà condividerla con me.

Da quando ho ricominciato a leggere con un certo ritmo devo dire che ho incontrato ben poche delusioni, sono stata brava a scegliere le storie e i personaggi da incontrare, forse, non so!
In realtà non ho fatto nulla di particolare, ho solamente eliminato qualsiasi tipo di costrizione nella scelta del libro che avrebbe accompagnato le mie giornate e soprattutto non mi sono imposta alcun limite di lettura. Pensate che un libro di 150 pagine sono arrivata anche a leggerlo in una settimana e NON ME NE E' FREGATO NULLA!!!

Anche leggere per raggiungere la sfida di Goodreads o portare a termine i buoni propositi librosi, NO! Non ne ho raggiunto neanche uno, SAPPIATELO, ma anche in questo caso CHISSENEFREGA!!!

Quindi, quando ho cominciato a ragionare in questo modo, sono tornata a vivere a pieno le letture e le storie che leggevo, sono riuscita ad empatizzare meglio con i personaggi, questo non sempre in maniera positiva, ma anche arrabbiandomi o provando antipatia e disgusto, voleva comunque dire che la lettura mi stava facendo uscire dal mio stato di apatia.

Questo è solo un post chiacchiericcio con il quale vorrei dirvi che proverò a tornare in questo piccolo angolo di mondo virtuale, proverò ma senza promettere nulla, di raccontarvi le mie letture come un tempo, anche se spero che sarete Voi a dirmi qualcosa sulla riuscita o meno di questo mio scopo.
Ho molte letture di qui parlarvi, letture che mi sono piaciute molto e che vorrei farvi conoscere, anche se di alcune sicuramente avrete già sentito parlare, ma una opinione in più non fa mai male per convincervi a leggere, no?!

Spero vogliate ricominciare con me questa avventura, soprattutto adesso che ognuno di noi sta facendo i conti con la propria solitudine. Prendiamo un libro e viaggiamo nel suo mondo, tra le sue pagine, le sue storie e poi condividiamo il più possibile.


Nel salutarvi mi scuso per l'enorme quantità delle parole scritte qui sopra, ma mi sembrava doveroso farmi conoscere o riconoscere  dopo tutto questo tempo di assenza.
Ringrazio tutti coloro che sono passati da queste parti, spero che con il tempo riuscirò a conquistare un posto nel cuore di altri lettori come me!

A presto amici lettori... Rimanete collegati che arriveranno presso nuovi post!

02 gennaio 2020

LETTERA APERTA A TUTTI VOI!... BUON 2020!!!

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Lo so, lo so, sono una brutta persona, la mia coerenza in fatto di articoli pubblicati è andata a farsi benedire ampiamente nel mese di Dicembre e di questo mi scuso e mi dispiace tantissimo.
Non sono stata nel pieno delle forze fisiche e mentali per mettermi davanti al computer e buttare giù le mie idee letterarie e questo ha inevitabilmente comportato un allontanamento da tutto questo mondo, Instagram compreso.

In questi giorni ho pensato spesso di chiudere completamente con tutto questo, di lasciare andare al ricordo le letture che faccio senza fermare i miei pensieri e le mie emozioni.
Ho pensato che è inutile portare avanti una cosa che non interessa e che non mi sta rispecchiando più.
L'entusiasmo dell'apertura, ormai nel lontano 2016, si è appassito nonostante continui ancora a leggere.
Sembra quasi che io non riesca più a dare voce ai miei pensieri in maniera soddisfacente, come se mi autolimitassi nel provare emozioni davanti ad una storia che sto leggendo, come se la lettura diventasse un obbligo e non un piacere.

Questo mi dispiace molto, mi dispiace perché ho sempre pensato che la lettura fosse un modo, per me, di superare la solitudine, di superare i miei momenti bui, di trovare tra le pagine quelle mancanze che la vita reale non riesce a colmare, invece negli ultimi tempi sento che anche avventurarmi nelle storie degli altri mi risulta molto difficile da fare.

La conseguenza di tutto ciò, è che il blog è trascurato, le idee per rendere tutto più interessante non ci sono,  mi trascino dietro libri di cui vorrei parlarvi ma non ho voglia di mettermi lì a scrivere per nessuno...

Non offendetevi se ci siete dietro questi schermi e tastiere, se fosse per me vi ringrazierei uno ad uno per tutto il tempo che vi affacciate sulla mia pagina o per essere anche solo passati di qua.
Quello di cui parlo è qualcosa di più profondo di un numero di visualizzazione, è qualcosa di più intimo e personale che, purtroppo, non si limita solo alla lettura.

So che magari iniziare l'anno con un post del genere non è che sia la  famosa botta di vita che tutti si aspettano all'inizio di un nuovo anno, ma è questo quello che sento in questo momento, un buio dentro che non so da dove nasce ma mi riprometto di scoprirlo presto.

Io, nonostante tutto, cercherò di tirarmi su, di pensare ad una rinascita che comprenda ancora la lettura di tanti libri che ho acquistato e di cui spero di parlarvi presto.

Vorrei affrontare questo 2020 con una leggerezza maggiore, con una forza nuova che nasca da me, che non sia legata ad altro che a me stessa.

Auguro a tutti voi che leggerete queste mie parole di avere un 2020 scoppiettante, di essere pronti a tutti i cambiamenti che la vita porta, che sappiate affrontare al meglio le cose brutte che possono capitare e di sorridere pienamente davanti ad ogni piccolo gesto, sguardo, attenzione che vi viene rivolto.
Vi auguro che siate felici o che cerchiate di raggiungere la vostra felicità che sia da soli o in compagnia, che abbiate sempre un sorriso per chi invece lo ha perso, che regaliate momenti da ricordare e che vi vengano allo stesso tempo regalati.

Passate un bellissimo 2020 amici Viaggiatori tra le pagine, che sia pieno di belle letture e ancora GRAZIE PER AVER LASCIATO UNA TRACCIA DI VOI QUI NEL MIO MONDO!!!