mercoledì 17 febbraio 2016

RECENSIONE: "IL BALLO" di Irène Némirovsky

Salve a tutti viaggialettori, Benvenuti o Bentornati sul mio blog!!!
Oggi c'è aria di primavera anche se hanno già detto che sarà solo un momento :-/, non ci buttiamo giù e aspettiamo il ritorno dell'inverno che favorisce la lettura sotto le coperte...
Allora... allora... oggi vi propongo una nuova recensione su un un libro che sebbene non sia di molte pagine offre comunque alcuni spunti di riflessione interessanti. Bando alle ciance e iniziamo subito con la recensione...spero vi piaccia :-)


TRAMA: I coniugi Kampf arrichittisi per una azione fortunata in borsa, decidono di organizzare un ballo in casa per cercare di ottenere maggiore rilievo sociale. Un ballo che non verrà celebrato a causa della vendetta da parte della figlia dei due che getta gli inviti nella Senna dopo aver subito continue vessazioni e umiliazioni dalla madre. Attraverso questo romanzo breve, la Némirovsky ci fornisce un quadro ironico e spietato di una società, quella borghese, ipocrita e poco incline al rapporto familiare.

Titolo: Il Ballo
Autore: Irène Némirovsky
Casa Editrice: Adelphi
Anno pubblicazione: 2005 (7a edizione)
Pag: 83 
Prezzo: 8.00 euro





VALUTAZIONE:




La protagonista di questo romanzo breve è una ragazzina di 14 anni che non riceve alcun tipo di attenzione da parte dei propri genitori molto più attenti a cercare prestigio solare. La loro è una famiglia di ebrei arricchitisi dopo un colpo fortunato in borsa che gli ha permesso in breve di salire ai vertici della società, entrando così a pieno titolo a far parte della borghesia.
Il ballo, che dà il titolo alla storia, è uno strumento attraverso il quale i coniugi Kampf sarebbero dovuti riuscire a raggiungere quella vetta, ma diventa anche occasione di libertà per Antoinette, la protagonista della vicenda.
Antoinette vive la sua vita in piena solitudine (come tipico di molti adolescenti) e allo stesso tempo continuamente vessata, disprezzata e in un certo senso privata della sua libertà dalla madre. Da questa sua condizione parte tutto l'odio che Antoinette prova per la madre e che la porta a vendicarsi di lei. 
Allo stesso tempo, però, Antoinette disprezza anche tutti coloro che si trovano vicino ai genitori SOLO per la posizione che sono riusciti a raggiungere. Questo è ciò che la Némirovsky punta a colpire attraverso tutta la sua intera opera letteraria, l'ipocrisia della società borghese che non guarda mai oltre la punta del proprio naso.
I coniugi Kampf sono egoisti e Antoinette è una ragazzina che cerca di farsi notare da loro e che ha sogni d'amore e felicità come chiunque altro alla sua età. 
La madre, Rosine, è una donna priva di senso materno, a tal punto che arriva a vedere la figlia come una potenziale rivale sociale.

 "Questa poi! che roba!" gridò con voce arrochita dall'ira. "Questa ragazzina, questa mocciosa, andare al ballo, ma guardate un pò!... Aspetto un pò, ti farò passare io tutte queste manie di grandezza, figlia cara... Ah! tu pensi che il tuo "debutto in società" sia l'anno prossimo? E chi sarebbe che ti ha messo in testa questa convinzione? Sappi, bella mia, che io comincio soltanto adesso a vivere, io, capito? Io, e non ho alcuna intenzione di farmi intralciare da una ragazza da marito..."

Rosine è una donna isterica, insofferente alla presenza della figlia e chiaramente insoddisfatta di tutto quello che la circonda. La sua insoddisfazione è costantemente riversata sulla figlia da lei osteggiata, criticata, corretta e derisa in ogni sua azione. Anche il marito, Alfred, per quanto rimanga in disparte rispetto alle due donne, è rappresentato comunque come un uomo assente, sia nella vita della figlia che in generale della sua famiglia. 
Il ballo è chiaramente un pretesto utilizzato dalla Némirovsky per mettere in evidenza alcune tematiche autobiografiche della sua produzione : il rapporto con la madre, chiaramente molto conflittuale, e il disprezzo verso una società che lei reputa arrogante e ipocrita. 

Nel suo complesso l'opera mi è piaciuta molto. Mi piace lo stile che ha adottato la scrittrice a tratti molto pungente, ironico e delicato allo stesso tempo. Mi è piaciuto il fatto che per parlare di tematiche importanti quali appunto l'incomunicabilità familiare, non ci sia stato necessariamente bisogno di un romanzo dalla lunghezza infinita. Non ci sono, infatti, parti di testo che servono solamente ad allungare il brodo ed ogni elemento è posizionato in modo tale da creare una narrazione lineare e chiara grazie anche alla giusta suddivisione del testo tra parti narrate e dialogate. 
Sicuramente una lettura piacevole che può fornire le basi per conoscere lo stile e le tematiche affrontate da questa autrice. 

Spero di aver suscitato la vostra curiosità nel leggere questo gioiello letterario... non mi resta che augurarvi BUONA LETTURA... lasciate un commento se vi va, vi risponderò quanto prima... Alla prossima  !!!


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