17 gennaio 2019

LIBERAMENTE LIBRI ... IPERBOREA

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Il ritorno di questa rubrica mi lascia buone speranze leggere tutti i libri che da due anni a questa parte sto acquistando alla fiera Più Libri Più Liberi. Stavolta si tratta di un acquisto fatto in quella del 2018.
Allo stand Iperborea finisco sempre per farmi convincere a comprare qualche storia dalle parole di una ragazza che spiega e racconta in un modo che, se avessi un conto corrente senza fine, mi farebbe comprare tutto.
Quest'anno ho preso, tra gli altri, il romanzo di cui vi parlerò nella recensione di oggi, ma vediamo di cosa sto parlando, BUONA LETTURA!


IL POMERIGGIO DI UN PIASTRELLISTA

Lars Gustafsson



TRAMA: Torstein Bergson è un uomo di sessantacinque anni, ha perso la moglie ed il figlio, vive con una pensione di invalidità a causa del suo stomaco e, quando capita, di qualche lavoro a nero.
Una mattina riceve una telefonata con la quale viene ingaggiato per piastrellare una casa. Un lavoro di cui non sa nulla e che gli permette di ripercorrere la sua vita.


Titolo: Il pomeriggio di un piastrellista
Autore: Lars Gustafsson
Casa Editrice: Iperborea
Anno: 2017 (Ristampa)
Pag: 160
Prezzo: 15,00 euro





Inizialmente non ero molto convinta di prendere questo romanzo, la trama non mi convinceva pienamente e, forse, non lo sono neanche adesso, a lettura ultimata. 
La ragazza dello stand mi ha detto "Non aspettarti una storia d'azione, ma il finale merita davvero!" e io alla fine, presa dall'euforia dell'acquisto e delle chiacchiere e risate che ci siamo fatte ho finito per metterlo insieme agli altri acquisti fatti.

In effetti la ragazza aveva ragione, IL POMERIGGIO DI UN PIASTRELLISTA non è assolutamente un romanzo d'azione ma una storia che è tutta spiegata nel suo titolo, non originale, non particolarmente accattivante.
Non posso elogiare un libro che, al solo guardarlo non attira nessuno, quello che posso dirvi è certamente che proprio nella sua NON particolarità sta il motivo della sua lettura, ma andiamo con ordine.

Il protagonista di questa storia è Torstein, un uomo malato da tempo, rimasto solo senza moglie e figlio e che si lascia andare ad una progressiva apatia che lo rende quasi immune al mondo che lo circonda.
Una mattina riceve una telefonata che lo ingaggia per un lavoro di piastrellatura di una casa, casa che non offre nessuna indicazione sul tipo di lavoro da fare, su chi siano i proprietari o la persona che dirige i lavori.
Una casa in costruzione che sembra essere stata abbandonata nonostante la presenza di 
elementi di lusso al suo interno.

Il romanzo si svolge, per la maggior parte, all'interno di questa casa che porta Torstein a compiere viaggi attraverso i suoi ricordi.
E' proprio grazie a questi ricordi del passato che conosciamo Torstein un uomo che amava la fotografia, soprattutto nel momento dello sviluppo, (perché la storia è ambientata nel 1982 quindi niente cellulari o instagram o cose del genere), che ha lavorato come distributore di giornali quando era ragazzino, che si era innamorato scoprendo i piaceri del sesso all'interno di un cinema, unico posto in cui la sua ragazza dell'epoca poteva andare.
Insomma una vita normale con dei sogni, delle speranze la voglia di fare qualcosa.
Un'esistenza che piano piano finisce per sgretolarsi e ridursi a mera sopravvivenza.

Il Torstein del 1982 è un piastrellista che lavora a nero, abita in una casa che è ormai rappresentazione di un uomo che accumula materiali in ogni parte possibile, con un giardino che sembra essere appartenuto ad una casa abbandonata, un uomo che rifiuta il contatto con il mondo quando non strettamente necessario e che vuole vivere nella sua solitudine.

Sicuramente in questa storia, Gustafsson ci vuole fornire degli spunti filosofici, come è la sua stessa natura di scrittore, ci offre una visione decadente di quanto l'uomo decida di non vivere e che, nonostante tutto riesca a farlo anche se a stento.

Una sorta di co-protagonista di questa solitudine è la casa in cui lo stesso Torstein va  a lavorare. Anch'essa malandata, oggetto di una ristrutturazione fatta male e incompleta, una casa che nonostante gli elementi di lusso di cui dispone non ha nessuno che si occupi di lei.
Una casa misteriosa, a tratti inquietante e che sembra vivere di vita propria e compagna dei viaggi mnemonici di Torstein.

Sicuramente è un romanzo particolare che si comprende solamente alla fine, quindi non posso specificare molto di ciò che accade al suo interno.
Posso dirvi che non si tratta di una storia adrenalinica, come pure di una storia che ha dei protagonisti che ti coinvolgono in scene rocambolesche.
Lo scorrere lento di questa lettura che, seppur breve, non si lascia leggere velocemente, permette al lettore di immedesimarsi in Torstein per cercare di indagare nel suo animo e trovare una ragione al suo arrendersi alla vita.

Torstein non è l'unico personaggio che si incontra c'è anche Stickan, una sorta di redivivo del passato stesso del nostro protagonista. Stickan, però, è completamente diverso da Torstein, quasi come se l'autore lo avesse voluto inserire per contrastare o compensare, chissà, questa vena depressiva di Torstein che, comunque rimane labile, mai troppo evidente o pressante nel romanzo.

Altro elemento che si trova è, ancora una volta un quadro sociale più generale che fa dei nordici popolo dedito all'alcol e alla violenza. Devo dire che già con la lettura di PICCOLI SUICIDI TRA AMICI di Aarto Pasilinna, che ho letto a Settembre e di cui vi parlerò in un post di recupero letture, mi ero resa conto di quanto queste terre non siano rose e fiori come vogliono farci credere. 
La depressione è un costante nelle pagine de IL POMERIGGIO DI UN PIASTRELLISTA anche se poi l'autore riesce a smorzarne la presenza attraverso azioni che sembrano trovare la loro giusta collocazione nella storia.

Insomma, questo romanzo offre sicuramente un quadro della società svedese anche se, certamente, non si può generalizzare. Il protagonista è un personaggio che nonostante non abbia avuto molto da fare nel romanzo, è comunque riuscito a tenermi alto il livello di curiosità nel conoscere la fine della sua storia.
Un romanzo lento, indubbiamente, lo scorrere del tempo narrativo è pari a quello della giornata di ognuno di noi e questo è un altro elemento che mi è piaciuto, la sensazione di realismo del tempo.
Sicuramente non è un romanzo che posso consigliare a chi ama delle trame intricate e complicate, ma a chi vuole leggere una storia normale con la presenza di un qualcosa che si trova a metà tra il mistero e il surrealismo.

Ah... Comunque il finale è davvero l'elemento che caratterizza questo romanzo e decisamente vale tutta la lettura soprattutto perché vi permette di fare una valutazione diversa al romanzo stesso.


VALUTAZIONE:



Questa la mia valutazione per questa lettura... Fatemi sapere se avete letto questo romanzo, se vi è capitato di leggere altro di questo autore e se vi ho incuriosito. 
Vi mando un abbraccio... BUONE LETTURE A TUTTI VOI!!!

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