venerdì 23 settembre 2016

RECENSIONE "L'ISOLA DEGLI SPERDUTI" di MELISSA DE LA CRUZ

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state amici? Come è stato il vostro ritorno alla vita di sempre?? Io, devo dire la verità, dopo un po' di tempo dall'inizio delle vacanze comincio ad annoiarmi e non vedo l'ora che tutto torni ai ritmi di sempre, anche se possono essere frenetici, non importa. 
Sono sempre stata così, non riesco a stare senza fare nulla per molto tempo e questo si riflette anche nella mia percezione delle vacanze e dell'estate in generale. Sono strana? Sicuramente, ma va bene così, in fondo il mondo è bello perché è vario Eh Eh Eh!!!
Tornando a noi, quella che vi propongo oggi è la recensione di una delle letture che ho fatto per la Challenge estiva, ed anche una di quelle che non mi ha entusiasmato più di tanto... Vi lascio alla lettura del post così cerco di spiegarvi meglio le mie idee... Buona lettura!

TRAMA: "Si, per sempre è un periodo decisamente lungo. Dieci anni, per la precisione. Erano passati dieci anni da quando questi leggendari malfattori della magia erano stati esiliati su una prigione galleggiante di roccia e detriti. Forse dieci anni non sono poi molti, considerando le loro malefatte; ma per questi maghi, stregoni e perfidi di varia specie, vivere senza poter usare la magia era una condanna peggiore di qualsiasi altra". Mal, Evie, Jay e Carlos vivono sull'isola per le malefatte dei loro genitori, ma sono proprio come loro, o ne subiscono l'influenza??

Titolo: L'isola degli sperduti
Autore: Melissa De La Cruz
Casa Editrice: Giunti
Anno:  2015
Pag: 320
Prezzo: 9,90 euro




VALUTAZIONE:



L'occasione di leggere questo libro è stata piuttosto casuale, avevo sentito, girando in internet, che non molto tempo fa era stato fatto un film sui discendenti dei cattivi e la cosa mi ha incuriosito a tal punto che sono andata a ricercarlo e vederlo. Devo dire che non mi aspettavo chissà che cosa, ma mi è risultata comunque una visione piacevole da fare.
Purtroppo non è stata la stessa cosa con il libro. In realtà non so come parlarvi di questa lettura perché non credo di essere in grado di farlo senza risultare banale. 
Questo libro non mi ha trasmesso NULLA! Non avevo mai letto niente di questa autrice, e non credo lo farò, anche se magari potrei dare una seconda chance a quello che non mi piace... ma non so...
L'isola degli sperduti racconta le vicende di quattro figli dei Malvagi della Disney che si uniscono per riuscire a ritrovare lo scettro di Malefica, regina incontrastata dell'isola. La difficoltà principale è che sull'isola non si può usare la magia, e non si può abbandonarla (l'isola) perché chiusa all'interno di una cupola che impedisce entrambe le cose.
Pur tenendo conto del fatto che si sta parlando di un libro per bambini, una lettura consigliata dagli otto anni, credo che la scrittrice avrebbe potuto sfruttare meglio la sua idea.
Sicuramente il fatto che la De La Cruz abbia voluto omaggiare la Disney con questa storia è da lodare, ma il modo in cui ha deciso di farlo è decisamente poco interessante a mio avviso.
Dalle opinioni che avevo trovato in giro per il web, si sarebbe dovuto trattare di vicende successe prima di quelle trattate nel film, invece tutta la storia è una ripresa perfetta di quello che c'è nel film, cambiano solamente alcuni dettagli che non danno alla storia nessun particolare piglio in più.
Ho trovato la lettura leggera si, ma molto ovvia, scontata, banale e per niente innovativa. La scrittrice avrebbe potuto modificare o migliorare molte cose toccate nella storia ma non lo ha fatto, preferendo banalizzare tutti i personaggi.
La regina incontrastata dell'isola è Malefica che terrorizza tutti gli abitanti e sua figlia Mal non ne è esulata. Allo stesso modo, anche se in misura minore, anche Crudelia Demon terrorizza soprattutto suo figlio. Soffocante è la perfida Regina di Biancaneve, ossessionata e ossessionante nei confronti della figlia. L'unico che, in un certo senso si salva è Jay, figlio di un Jafar in rovina che pensa solo a rubare l'oggetto più prezioso.
I ragazzi riflettono, anche se solo apparentemente, la cattiveria dei loro genitori, ed anche questo è un elemento ovvio che, nonostante il tentativo dell'autrice, non riesce a rendere la vicenda interessante. 
So che non sto scrivendo granché su questa lettura, ma proprio non mi ha lasciato neanche le parole da dire. Non ho trovato un solo elemento positivo di cui parlarvi.
Ci troviamo davanti un gruppo di ragazzini insoddisfatti della loro vita e dei loro genitori, che, nonostante i loro vari sforzi, non riescono a farsi considerare da loro. 

"Non le era piaciuto avere compagnia prima d'ora, ma d'altra parte Malefica aveva sempre insistito che vivessero isolate da tutti: arroganti, rabbiose e accecate dalla vendetta. Sola, pensò Mal. Ero sola. Tutti loro lo erano. Evie, viveva con un'ex regina ossessionata dalla bellezza; Carlos era il servo di un'arpia e Jay, all'apparenza spensierato, non avrebbe mai potuto rubare a suo padre un po' d'affetto!" 


Nei confronti dei loro figli, i cattivi si comportano come ci si aspetta, con indifferenza, insofferenza, disamore e questo è banale. Come banale è il comportamento di Mal, cattiva del gruppetto che ricopia o esprime l'odio che la madre le ha trasmesso per il mondo intero.
L'insoddisfazione colpisce anche Ben, figlio di Belle e La Bestia, regnanti di Auradon, il regno dei buoni, che anche in questo caso vengono rappresentati ovviamente nel loro ruolo di buoni. 
Un libro che non ha nulla di positivo secondo me, non ci sono neanche molti concetti educativi, almeno per quello che ho visto io nel libro. 
Il film ad esempio rende molto più evidente il cambiamento nei personaggi rispetto a questo caso. Stare soli è meglio che contare su degli amici, secondo me non è un insegnamento buono per i bambini che leggono questo libro o sto sbagliando?? Non ho figli, ma credo che a questo ci arrivo.
Non so, è un libro che non mi ha lasciato nulla, di cui mi irrita parlarne perché comunque ha rovinato l'idea di un film che è sicuramente molto più carino.
Un libro che ha come portabandiera l'ovvietà e la banalità che non rendono il lettore partecipe, quantomeno un lettore adulto, magari sono io che ho il cuore di pietra, non so, ma a me non ha lasciato nulla. 
Ovviamente non è una lettura che consiglio, mi è risultata pesante in alcuni punti e la scrittura che non ti colpisce non ha aiutato, nonostante lo abbia letto in poco tempo.

Purtroppo mi rendo conto di essere stata molto dura nel giudizio, ma non mi è proprio piaciuto. Magari ero in un periodo strano, precedente ad un blocco di lettura che ancora non mi lascia del tutto, ma non mi ha coinvolto in nulla!
Dicendo queste cose non voglio giustificarmi per aver dato un giudizio così negativo su un libro, anche se mi è già capitato farlo. L'intento che mi sono prefissata, da quando ho deciso di realizzare questo mio spazio, è parlare dei libri per quello che mi trasmettono durante la loro lettura indipendentemente dall'esito positivo o negativo che avrebbero potuto avere ai miei occhi. Anche in questo caso credo di essere stata coerente con il mio scopo e sono comunque contenta per questo.
Spero che apprezziate la mia sincerità anche in questo senso e che magari riusciate a farmi cambiare idea su questo libro facendomi notare cose che io non sono riuscita a vedere.
Fatemi sapere se avete letto questo libro, quale è la vostra opinione in merito e, se non lo avete letto, avete visto il film o avete intenzione di leggere il libro. Io sono qui aperta ad ogni vostra opinione. Come sempre vi ringrazio delle visite qui sul blog, vi auguro delle buone letture entusiasmanti e vi mando Abbracci virtuali... Ci rileggiamo presto Amici Viaggialettori!

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