martedì 14 febbraio 2017

RECENSIONE "I SEGRETI DELLA CASA SUL LAGO" di KATE MORTON

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Quella di oggi è una recensione che segna la prima graditissima scoperta del 2017 :-D 
Una autrice di cui sento parlare molto spesso ma solo di recente, in realtà, e che sono stata molto contenta di conoscere... Vi lascio al post, BUONA LETTURA!


TRAMA: Cornovaglia 1933:Dopo i festeggiamenti per il Solstizio d'Estate, la famiglia Edevan subisce la perdita del piccolo Theo, scomparso senza lasciare alcun tipo di traccia.
Cornovaglia 2003: Sadie Sparrow è una poliziotta che, sospettata di non aver seguito le regole della polizia, viene allontanata da Londra e si ritrova a vivere un periodo con il nonno in Cornovaglia. Durante una delle sue corse mattutine scopre, tra i boschi, la tenuta Edevan e, venuta a conoscenza del dramma di famiglia e il fatto che sia un caso irrisolto, decide di dedicarsi alla ricerca di un indizio che possa essere d'aiuto alla risoluzione del caso. Ad aiutarla, uno dei membri della famiglia Edevan, la scrittrice Alice Edevan. La storia di una famiglia borghese e di tutti i suoi segreti.

Titolo: I segreti della casa sul lago
Autore: Kate Morton
Casa Editrice: Sperling&Kupfer
Anno: 2016
Pag: 540
Prezzo: 19,90 euro



VALUTAZIONE:



Credo sia capitato a tutti di entrare in libreria e vedere delle copertine che non attirano la nostra attenzione o avere la convinzione che un particolare autore possa scrivere libri che sicuramente non rientrano nei nostri gusti personali. 
Non ho mai nascosto il mio scarso amore per i romanzi rosa o quelli che parlano di storielle d'amore poco realistiche e poco "mature", cioè delle storie che hanno uno svolgimento molto banale e stereotipato e che puntano solo a ottenere consensi. 
Mi piacciono le storie d'amore, ma devono essere costruite con intrecci interessanti e che abbiano uno sviluppo che non necessariamente debba volgere al meglio, o che siano storie che coinvolgono personaggi esterni alla coppia ecco (ovviamente non ho nulla contro le persone che leggono questi generi, è solo la mia visione di questo tipo di romanzi che non mi piacciono!)
In questo caso, pensavo che la Morton fosse una delle tante autrici di romanzetti rosa e per questo non mi ci sono mai avvicinata, ma sono felicissima di aver scoperto che non si tratta affatto di questo.

La lettura di I segreti della casa sul lago è legata alla mia partecipazione a LA RUOTA DELLE LETTURE e ancora una volta mi ritrovo a dover ringraziare le organizzatrici per avermi fatto conoscere questa autrice, quindi ancora GRAZIE LAURE!!!

Come vedete questo libro è stata la prima grande rivelazione dell'anno, sicuramente uno dei libri più belli che ho letto fino ad ora e che rientrerà nel gruppo di scrittrici/scrittori di cui voglio sicuramente recuperare tutta la produzione.
Dopo questa serie di elogi, direi che è il caso di parlarvi del libro e di ciò che mi ha lasciato!!!

Titubando e cercando di mettere da parte i miei pregiudizi sull'autrice mi sono approcciata ad un libro stupendo dal quale non sono riuscita a staccarmi per più di due ore.
La storia è legata a due momenti principali, il 1933 è l'anno in cui scompare il piccolo Theo Edevan, dopo i festeggiamenti legati al Solstizio d'Estate.
Gli Edevan sono una famiglia borghese inglese molto conosciuta e la scomparsa del piccolo Theo ha provocato in loro un dolore talmente grande da portarli ad abbandonare la Cornovaglia per andare a vivere a Londra allontanandosi da tutto ciò che li ha fatti soffrire. 
Il secondo momento della storia è il 2003, quando una poliziotta viene momentaneamente allontanata dal servizio per sospetta contravvenzione alle regole lavorative. Sadie, questo il nome della poliziotta, decide di andare a trascorrere del tempo in Cornovaglia dal nonno e, durante una delle sue corse mattutine, si imbatte nella vecchia casa, ormai abbandonata, degli Edevan. Tornata a casa viene a conoscenza della storia di quella famiglia e di come la sparizione dei piccolo Theo sia, in realtà, un caso irrisolto ancora dopo settant'anni. Decide così di iniziare ad indagare chiedendo aiuto prima al bibliotecario del posto e poi ad uno dei membri della famiglia Edevan, Alice, sorella di Theo.

Questa in poche righe è la trama, anche se nella realtà ci sono molti altri luoghi e date da inserire, ma non lo faccio altrimenti sarebbe troppo confusionario. Diciamo che i due momenti principali che vengono trattati e da tenere a mente sono questi.
Quello di cui bisogna parlare, per dare un'idea del romanzo, è tutto quello che troviamo tra le sue pagine, e le cose sono talmente tante che non saprei neanche da dove partire, sinceramente.

Partiamo dalle date... 1933 e 2003... Quasi un secolo... I primi anni del 900 sono stati anni di grandi cambiamenti e dei primi grandi sconvolgimenti mondiali oltre che sociali e non credo sia un caso l'aver scelto proprio questo periodo per ambientare la storia, cosa che capirete con il proseguire della lettura. 
Come ho detto non ci si limita al 1933, ma vengono considerati anche gli anni precedenti, dal 1911, data in cui inizia la costruzione della famiglia Edevan per l'incontro tra Eleanor e Anthony, fino al grande dolore. Anni che non vengono raccontati in maniera minuziosa e dettagliata, infatti l'autrice si concentra principalmente sugli eventi importanti per la storia della famiglia protagonista. 
Il 2003 vede, invece, due luoghi come protagonisti la Cornovaglia, sede della casa di Loenneth e Londra attuale abitazione di Alice Edevan.
La presenza di due date molto lontane tra loro vi deve mettere in allerta sul fatto che si tratta di una storia in cui IL RICORDO fa da padrone e protagonista assoluto in questo romanzo familiare. Ricordi legati a momenti di dolore, certo, ma anche di felicità e gioia per tutti.
Tutti... Vediamo un po' chi sono i protagonisti di questa famiglia...

Anthony è un giovane aspirante medico, terzogenito della famiglia Edevan, altra famiglia borghese e amante di una vita appartata, non legata alle manifestazioni pubbliche e alla presenza costante in un mondo, quello borghese appunto, cui non sente di appartenere.
Eleanor è figlia unica di una madre cinica, molto severa e poco incline al compromesso, sebbene abbia ceduto a quello che il marito considerava come grande affare, perdendo tutto il loro patrimonio. Eleanor è un animo libero che, dopo il matrimonio con Anthony, si dedica completamente alla famiglia e all'educazione delle figlie.
Deborah, primogenita degli Edevan diventata poi moglie di un politico. Una ragazzina che sente la responsabilità di essere la più grande soprattutto nei confronti di Clementine. 
Alice diventata, poi, un'affermata scrittrice di romanzi gialli e thriller, è sempre stata una ragazzina attenta ai dettagli, osservatrice dalla mente sempre in fermento creativo. Una ragazzina che, apparentemente sembrava non considerare affatto la sua famiglia, ma probabilmente era quella più legata ad essa.
Clementine è la più piccola delle tre sorelle, il maschiaccio di casa, quella sempre in prima linea quando si facevano escursioni tra i boschi. Divenuta pilota di aerei e morta prematuramente, di lei si parla solamente in alcuni sprazzi della storia, sebbene sia stata quella più vicina al piccolo Theo, svolgendo il ruolo che Deborah aveva nei suoi confronti e in quelli di sua sorella Alice. 
Infine c'è Theo, il piccolo di casa, avuto dopo il ritorno di Anthony dalla Guerra. 

Accanto ai personaggi principali della famiglia girano altri personaggi che hanno permesso all'autrice di costruire la storia. Una storia che si arricchisce di dettagli e vicende in modo incredibilmente soddisfacente e sorprendente senza essere tediosa e pesante.

"Il fatto di preferire la gente ai luoghi andava benissimo, ma le persone hanno la pessima abitudine di cambiare. O di andarsene. O di morire. I luoghi sono molto più affidabili. Durano nel tempo. E, se danneggiati, possono essere ricostruiti, o persino migliorati. Al contrario, non si può contare sul fatto che le persone restino con noi. "Tranne la famiglia", diceva la voce di Eleanor nella sua testa."

Leggere I segreti della casa sul lago di Kate Morton è stata una esperienza davvero entusiasmante e coinvolgente. Un libro intenso, appassionante, ricco di eventi, di personaggi indimenticabili e che ti colpiscono tutti, dal primo all'ultimo. Per non parlare delle tematiche che vengono affrontate in un romanzo ricco di storie e di emozioni. 
Non so se sia il romanzo giusto per iniziare da questa autrice, ma io avevo questo e l'ho letto tutto di un fiato tralasciando ogni altra cosa che avevo in programma di leggere.
Un romanzo molto corposo di pagine e di emozioni che vengono descritte così realisticamente che non puoi non sentirti lì con i personaggi.
L'autrice descrive tutti gli elementi importanti della storia, dai personaggi alla casa, utilizzando uno stile che non porta nessuna ripetizione di qualcosa detto in precedenza, ogni volta che si legge della grande tenuta degli Edevan, le descrizioni sembrano farti materializzare davanti la villa, la sua sontuosità e la bellezza e l'eleganza di un tempo lontano e non più vivibile per noi che siamo venuti dopo.

La Morton ci regala descrizioni dettagliate che vengono inserite nel momento giusto della vicenda senza mai dare la sensazione che tutto venga scritto per allungare il brodo.
Una storia ricca di vicende che si articolano in modo tale da incastrarsi l'una all'altra e che vengono raccontate dai vari punti di vista dei personaggi coinvolti in quel determinato evento.
La particolarità, che ho notato, di questa tecnica è il fatto che per ogni punto di vista si segue una linea, quella raccontata da un narratore onnisciente, sulla quale vengono aggiunti dettagli, che possono essere più o meno importanti, apparentemente, che permettono al lettore di leggere una storia nuova sebbene già conosciuta.
Una tecnica narrativa che mi ha stregato fin dalle prime pagine e che mi ha permesso di conoscere più a fondo tutti i personaggi.
Mi è piaciuta molto la delicatezza usata nel raccontare di un evento doloroso che non so quanto sarei capace di superare, io stessa, cioè la perdita di un figlio di cui non si sa più che fine abbia fatto, anche se questo non è il solo tema trattato nel romanzo.

L'inserimento di tematiche molto difficili da gestire, soprattutto considerando il fatto che sono inserite tutte in una stessa vicenda, rende, ai miei occhi, la scrittrice ancora più degna di nota. Tra i tanti temi trattati abbiamo la perdita di un figlio in circostante poco chiare, il tradimento, i traumi psicologici causati dalla guerra, il senso di colpa, i rimorsi di coscienza, la maternità non accettata... Insomma tantissime tematiche che rendono prezioso un romanzo che sicuramente merita di essere letto anche più di una volta, perché sono sicura che ad ogni lettura potrebbe rivelare qualche particolare in più che magari è sfuggito in precedenza.

Tutti i personaggi vengono descritti in modo tale da renderli tangibili e veri, delle presenze fisiche da cui è difficile staccarsi del tutto una volta chiuso il libro (o nel mio caso l'e reader). Personaggi forti e fragili allo stesso tempo, personaggi che mostrano la loro debolezza come una cosa normale e non qualcosa di cui vergognarsi, sebbene in alcuni punti io non abbia condiviso appieno le scelte fatte da Eleanor, ma diciamo che mi piace comunque come personaggio.
Proprio il fatto che di loro vengano messe in evidenza le debolezze li fa diventare dei personaggi reali e non delle macchine o degli automi e, di conseguenza, si apprezzano molto di più.

Non credo che in questo romanzo si possa parlare di vincitori e vinti, nel caso in cui mi si chiedesse di fare una classifica su cosa mi sia piaciuto o meno, perché la mia risposta sarebbe TUTTO, MI E' PIACIUTO TUTTO!!!
L'ambientazione, i personaggi, la costruzione degli intrighi e dei segreti di famiglia, uno più sconvolgente dell'altro, la costruzione dei personaggi che si impara a conoscere mano a mano che si sfogliano le pagine. 
Mi è piaciuto molto il modo in cui la scrittrice sceglie di parlare di tematiche molto pesanti, per una famiglia, in modo delicato ma accurato, essendo attenta alle reazioni dei personaggi che girano attorno al problema senza mai dare l'idea, al lettore, di essere un intruso nella vita dell'uno o l'altro personaggio.
Ecco, il lettore non si sente mai un osservatore, ma un membro della vicende che si sta seguendo, e non parlo solamente degli eventi del 1933, ma anche di tutto quello che succede nel 2003. 
Anche in questo caso, infatti, vengono affrontati dei problemi seri ma sempre da un punto di vista realistico e mai banale o superficiale. Ogni vicenda prende il tempo che vuole per dipanarsi ed essere spiegata nel migliore dei modi, quasi a voler dare al lettore tutti i dati necessari a costruirsi una propria idea su quanto raccontato.

Insomma, io potrei pure continuare a parlarvi di questo libro per ore e ore, ma credo che si sia capito che l'ho adorato e amato, che è un libro che vi stra consiglio, anche se non amate i libri voluminosi, perché vi assicuro che una volta cominciato ad addentrarvi nella storia non riuscirete a fermarvi senza prima scoprire cosa sia successo a questa famiglia.
Lo consiglio, ovviamente, a chi ama i romanzi familiari perché troverà pane per i suoi denti e a tutti coloro che vogliono leggere qualcosa di coinvolgente, che faccia riflettere sulle cose che possono capitare nella vita e su come, a volte, anche quando ci si convince di qualcosa, si possa sempre cambiare idea, o magari riconsiderare la propria opinione di sé.

Sicuramente leggerò altro della Morton appena ne avrò la possibilità e il tempo. Sono molto contenta di aver oltrepassato un ostacolo che io stessa mi ero imposta per una sensazione che avevo avuto a pelle nei confronti di questa autrice.
Che altro dirvi??? Se non lo avete letto CHE COSA STATE ASPETTANDO???!!!

Bene io ho parlato e straparlato come al solito, spero di avervi incuriosito e di avervi offerto uno spunto su cosa poter leggere in seguito.
Fatemi sapere se avete letto questo libro o altro della scrittrice e, se sì, consigliatemi qualche titolo da leggere :-)
Io adesso vi saluto, vi mando un abbraccio e ci rileggiamo presto!!!

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