21 ottobre 2016

RECENSIONE "IL PALAZZO DELLA MEZZANOTTE" di CARLOS RUIZ ZAFON

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Siete pronti per il week-end?? Come lo passerete?? 

Questa settimana la recensione che vi propongo è di un libro che ho da più di quattro anni in libreria e che leggendolo mi ha riportato indietro negli anni in cui l'ho comprato... Nostalgia canaglia ;-) A dire la verità non so per quale motivo, non è che sia stato un periodo in cui sono successe cose particolari ma mentre lo leggevo mi sono venute in mente tante cose... tempi di gioventù e spensieratezza... eeee... che vi devo dire, è andata così e ve lo racconto ;-) Vi lascio al post che è meglio va!!!




TRAMA: Calcutta 1916: Due gemelli molto piccoli vengono portati in fretta nella casa di una donna anziana da un uomo che tenta di salvarli da un pericolo incombente.
Calcutta 1932: Un ragazzo di sedici anni di nome Ben trascorre gli ultimi giorni all'interno di un istituto per orfani assieme ai suoi migliori amici, tutti nella sua stessa situazione. Un giorno, verso sera, una ragazza di sedici anni e una donna anziana arrivano in tutta fretta all'istituto per parlare con il suo direttore e metterlo in guardia sul futuro, in pericolo, di un ragazzo che si trova lì.


Titolo: Il Palazzo della mezzanotte
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2010
Pag: 299
Prezzo: 19,00 euro





VALUTAZIONE:




Questo è un altro di quei libri che stava vegetando nella mia libreria da qualche secolo o giù di lì. Si tratta di un libro a sé nella produzione di Zafon, forse uno di quelli meno conosciuto o meno pubblicizzato, che avevo preso appena uscito all'epoca.
Devo dire che come lettura è stata carina ma non è possibile paragonarlo a L'ombra del vento che mi ha coinvolta molto di più.
La storia inizia nel 1916, siamo a Calcutta e due gemelli appena nati vengono salvati da un uomo che, rincorso da un soggetto misterioso, cerca di portarli dall'unica persona che avrebbe potuto salvarli, o comunque trovare una soluzione al problema. 
Il maschio della coppia viene portato in un istituto che accoglie bambini abbandonati e lì vi rimane per sedici anni, il romanzo, infatti, si ambienta poi nel 1932. 
Il 1932 è l'anno di uscita di Ben, il gemello, dall'istituto e contemporaneamente è anche l'anno che mette fine ad una associazione segreta composta da Ben e alcuni suoi compagni d'istituto, la Chowbar Society. Le regole di questa società sono principalmente due, l'aiutarsi vicendevolmente e indipendentemente dal bisogno necessario, e il mettere a disposizione le proprie conoscenze personali agli altri membri della confraternita così da potersela cavare nel caso in cui si abbiano dei problemi una volta usciti dall'istituto.
Quella stessa notte una donna misteriosa ed una ragazza arrivano all'istituto per parlare direttamente con il direttore, l'uomo che aveva deciso di aiutare Ben sedici anni prima.
L'arrivo della donna getta Ben e i suoi compagni nel caos più totale perché scopriranno che la ragazza non è altro che la sorella gemella di Ben e che entrambi sono coinvolti in una storia molto più complicata di quello che pensano.
Adesso non starò qui a parlarvi dei particolari relativi alla vicenda di Ben e Sheere, ma sappiate che, anche se mi è piaciuto il libro, la storia mi è risultata un po' troppo surreale per lo svolgimento che ha avuto.

Sicuramente lo stile utilizzato da Zafon è molto particolare e riconoscibile. Un insieme di mistero e atmosfere decadenti avvolgono la città di Calcutta come la Barcellona degli altri suoi romanzi. Si nota la peculiare capacità dell'autore di andare dritto al sodo utilizzando parole essenziali e funzionali al racconto senza cadere nell'inserimento di elementi superflui che andrebbero a rendere eccessivamente pesante la narrazione.
Non è un caso, infatti, che molto di rado i romanzi di Zafon siano molto lunghi, la sua media è di circa trecento pagine, ma riesce comunque a trasportarti in un'atmosfera molto particolare.  
Un elemento che non mi è piaciuto molto è sicuramente il rapporto tra i due fratelli che sembra finto, mi spiego meglio.
Se si parte dall'idea che i due fratelli non si sono visti per sedici anni e, credo logicamente, non sia possibile che vedendosi scoppi tutto l'amore fraterno che non hanno avuto fino a quel momento, non è neanche logico che, non considerandosi per più di mezzo libro, alla fine i due siano folli d'amore, almeno secondo me, ecco. 
Ho trovato i due protagonisti un po' freddi soprattutto nel momento in cui entrano a conoscenza del loro rapporto. Non c'è una reazione di stupore o gioia nel loro ritrovarsi o rabbia nei confronti di chi aveva sempre saputo della loro storia lasciandoli fuori da tutto.
Ho capito che Ben ci viene descritto come un solitario che sta sempre sulle sue e gli amici lo accettano per questo, ma che rimani quasi indifferente al fatto che ti ritrovi una sorella, GEMELLA, senza fare una piega lo trovo troppo costruito e irreale.

Il tema dell'amicizia è sicuramente il principale argomento del romanzo, si mette in evidenza il fatto che ci si possa creare una propria famiglia anche con delle persone che hanno condiviso un passato e un dolore simile e che proprio per questo riescono a capirsi e diventare veri amici. La voce narrante è infatti proprio uno dei ragazzi che fanno parte della Chowbar Society e che, dopo moltissimi anni, decide di mettere per iscritto la storia che lo ha segnato per una vita intera.
E' proprio agli amici di Ben che deve essere attribuito il merito di aver saputo risolvere il mistero che minacciava il futuro di questi due gemelli, oltre a quello della loro intera famiglia.

Per quanto mi riguarda, penso che sia stata una lettura piacevole ma più scadente rispetto alla sua altra produzione. Non mi ha colpito particolarmente e la storia mi è risultata un po' banalotta. Il mio voto è legato più ad un fatto di "affetto", se così si può dire, nell'aver ritrovato le cose che mi piacciono di questo scrittore nonostante la storia non mi abbia fatto impazzire.
Purtroppo parlarne troppo comporterebbe la possibilità di farvi continue anticipazioni e per questo non scriverò molto su questa lettura.

Nonostante non sia il mio preferito dell'autore sono stata comunque contenta di leggere questo libro, soprattutto perché ho visto che nelle librerie praticamente è sparito preferendo la trilogia della Nebbia, di cui il primo volume sicuramente merita di più. 

Beh amici direi che per questo post posso chiudere qui, fatemi sapere se avete letto questo romanzo, o altro di Zafon, se vi piace se lo conoscete e cosa ne pensate.
Vi ringrazio come sempre per le visualizzazioni e spero che prima o poi vi aggiungerete come lettori fissi così da rimanere aggiornati sui post che pubblicherò ;-)

Adesso vi saluto amici Viaggialettori, vi auguro di fare tante belle letture!!!

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