venerdì 13 gennaio 2017

RECENSIONE "BEL-AMI" di GUY DE MAUPASSANT

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Finalmente dopo cinque giorni di agonia... Ritorno davanti al mio computer tutto rinnovato e ristrutturato... Strano come a volte avendo le cose sottomano non ci rendiamo conto di quanto possiamo sentirci mutilati non avendole. Vi capita, o solo a me succede? Mah i miei dubbi amletici... Torniamo al post che è meglio va :-)
Oggi, come al solito di Venerdì, vi propongo una nuova recensione, stavolta si parla di un classico che, purtroppo, non mi ha fatto impazzire, anzi... Ve ne parlo nel post, buona lettura!






TRAMA: George Duroy è un giovane impiegato delle ferrovie che vive a Parigi e vorrebbe entrare a far parte del mondo "incantato" dell'alta borghesia francese. Tutto va secondo i suoi piani. Un viaggio attraverso la mente e i gesti di un uomo che, senza scrupoli, riesce a raggiungere i suoi obiettivi sociali.



Titolo: Bel- Ami
Autore: Guy de Maupassant
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2001 (Ristampa)
Pag: 347
Prezzo: 9,50 euro 





VALUTAZIONE:



Purtroppo anche questa lettura non è stata una scelta fortunata da fare... Vi giuro che non lo sapevo che fosse così il libro, e che non è stata la paura di uno scarso risultato il motivo del rimando continuo della sua lettura, era proprio che non mi andava di farla, e adesso ho capito pure perché! Capita, credo a tutti noi lettori, di lasciare indietro delle letture per tanto tempo e poi accorgersi che non rispecchiano i nostri gusti, ebbene, questo è il caso di questo libro.
In realtà la mia versione non è questa (che tra l'altro non è più disponibile) ma una versione della Rizzoli che ho comprato anni e anni fa ad un mercatino dell'usato, forse erano delle edizioni che uscivano con i giornali credo, comunque non sono male, copertina rigida con un disegno a china sulla copertina... Insomma la parte esterna è carina, ma la storia... COMUNQUE ... tornando a noi...
Questo non è il primo romanzo che leggo di Maupassant, ho letto UNA VITA tanti anni fa e mi era piaciuto tantissimo, a dire la verità. La storia raccontava di una donna che fa di tutto per un figlio che, in pratica, non la considera per niente, così come tutti gli uomini che hanno fatto parte della sua vita. 
Poi lessi una raccolta di racconti, che non mi era piaciuta, ma è la forma racconto che non mi piace molto; e una novella che, invece, mi era piaciuta.
Non si parla di uno scrittore che fa sbellicare dalle risate, ma di un autore che realizza delle storie malinconiche e tristi e che danno da pensare e Bel ami non è diverso dagli altri suoi scritti, ovviamente.
In questo libro la storia è quella di un giovane che vuole a tutti i costi raggiungere le vette della buona società parigina e non esita a lasciare dietro di sé una scia di "cadaveri", in senso figurato, ovviamente. 
Quello che Maupassant ricostruisce è il mondo della Parigi di fine Ottocento, quella delle riviste politiche, delle serate nei teatri e nei bordelli, lontani dalle case familiari. La Parigi delle feste piene di lustrini e bei vestiti fatte di chiacchiere, di intrighi amorosi e pettegolezzi. Una società in cui tutti sanno tutto l'uno degli altri, in cui si sta attenti a come ci si muove e a come si parla, e non alle cose importanti, insomma una società che punta a guardare la famosa pagliuzza negli occhi degli altri senza vedere la trave nei propri occhi, ecco.
E non credo di stupirvi dicendovi che il nostro protagonista rispecchia perfettamente questa società.
Il romanzo si suddivide in due parti, la prima riguarda tutte le varie conoscenze che George fa per riuscire a raggiungere la posizione sociale auspicata, la seconda parte è dedicata alla vita da "arrivato" di George. Nella "terra di mezzo" di queste due parti, scorrono davanti ai nostri occhi una serie di personaggi, soprattutto femminili, che entrano a contatto con il protagonista.

Maupassant ci presenta un personaggio molto superficiale, arrivista, prepotente, arrogante, menefreghista, calcolatore, ipocrita e falso che non esita a demoralizzare e demolire le figure femminili che incontra. Un personaggio che non fa in tempo a vedere una donna che, se appartenente ai piani alti, diventa subito oggetto delle sue conquiste d'amore.
Nonostante ci troviamo davanti un protagonista maschile, credo che Maupassant non si sia allontanato dalla sua tradizionale produzione, dando molto spazio alle figure femminili conquistate da George. 
La donna, indipendentemente dal ruolo occupato nella vita del protagonista, viene trattata allo stesso modo e alla stregua di un'oggetto da utilizzare nel miglior modo possibile per raggiungere il suo scopo. 
Sia essa amica, amante o moglie, tutte, pur conoscendo il soggetto, finiscono ai piedi di un uomo che le userà e sfrutterà dedicandosi alla sua scalata sociale.
Le figure maschili, oltre a George, ovviamente, fanno da contorno alla visione di una società in cui la donna manda avanti i rapporti. Ed è così che Madelein Forestier, Clotilde e la signora Walter permettono a George di raggiungere un gradino sempre più alto e sempre più importante della società, nel frattempo, i mariti di due di queste donne, rappresentano l'uomo raggirato e tradito senza averne la piena consapevolezza e soprattutto senza avere idea che l'amante sia proprio davanti a loro.
Una sola presenza sarà costante nella vita parigina di George e ovviamente non sto qui a dirvi di chi si tratta, sappiate che è una di quelle figure femminili che, anche se potrebbero far pensare alla sottomissione o alla possibilità di una fregatura da parte di George in realtà, detta le regole del gioco in modo abile e con le giuste carte.


"Egli si fermò di fronte a lei; e per qualche momento si fissarono di nuovo negli occhi sforzandosi di afferrare l'impenetrabile segreto dei loro cuori, di scandagliarsi il pensiero fino in fondo. Cercavano di vedersi a nudo la coscienza con un'interrogazione ardente e muta: lotta segreta di due esseri che, vivendo vicini, si ignorano sempre, si sospettano, si subodorano, si spiano, ma non si conoscono mai fino al fondo torbido dell'anima."

Per quello che mi riguarda, la lettura di questo libro non mi ha particolarmente entusiasmato. Si è trattata sicuramente di una lettura non pesante, anzi, lo stile di Guy de Maupassant, per quanto si tratti di un autore classico, si distacca totalmente da tutti coloro che usano un linguaggio pieno di aulicismi, termini desueti o comunque distanti dal nostro modo di esprimerci, si tratta comunque di un autore di fine ottocento e neanche particolarmente manierato, ecco.
Quindi diciamo che da questo punto di vista la lettura è stata positiva, quello che mi ha colpito, in senso negativo, è la ripetitività della narrazione e della storia in sé. Non so, mi aspettavo che succedesse qualcosa di meno normale, scontato o comunque che seppure non succede nulla, mi scrivi qualcosa che mi movimenta le vicende.
George Duroy o Du Roy come poi si fa chiamare, è un personaggio monotono, che fa sempre le stesse cose utilizzando, tra l'altro, sempre lo stesso schema, un "assassino seriale" che non si ingegna neanche un minimo a metterci un particolare differente.
Tutte le conquiste vengono fatte allo stesso modo e tutti i comportamenti che adotta nel portare avanti la sua vita sono sempre gli stessi.
Un personaggio odioso che ha la presunzione di voler sembrare intelligente o particolarmente furbo, non so, quando in realtà poi l'unica soddisfazione, anche piccola (di pensiero, intendo) è quella di raggiungere la ricchezza e poter frequentare l'alta società. Un uomo che pensa di poter raggirare tutti come vuole quando poi finisce con il cadere in un circolo che lui stesso crea e dal quale non sa liberarsi, perché, tra l'altro, il suo cinismo finisce con l'essere sostituito da un sentimento che non si capisce fino a che punto possa ritenersi reale e veritiero.
Insomma, mi aspettavo di più da questo libro, soprattutto perché penso al fatto che ne hanno tratto un film, e sinceramente non riesco a capire come questo film possa essere piaciuto. In realtà, ora che ci penso, non so se sia stato considerato positivamente o negativamente, credo che mi informerò più in là, quando avrò il coraggio di vedere il film.
Non so, magari sono io che non ho capito niente di questo romanzo, ma il protagonista non mi è piaciuto e le donne sono stati dei personaggi tiepidini che non mi permettono di ricordarli con un'opinione eclatante. E' ben visibile il ruolo di gallo nel pollaio che George assume nel romanzo e di come gli altri siano solamente delle piccole comparse, ma credo che la storia manchi di qualche elemento. 
Insomma la votazione di due farfalle in realtà è una e mezza, ma non mi piaceva farle a metà, quindi visto che sta cominciando un nuovo anno, e voglio essere positiva, regalo mezzo punto in più a questo libro, ma sappiate che non ha neanche raggiunto la sufficienza!

 Allora, eccomi giunta alla fine di questa recensione, fatemi sapere se avete letto questo romanzo e cosa ne pensate. Ovviamente se non ho capito nulla siete liberissime/i di farmelo notare, ognuno ha la propria idea su ciò che legge ;-)
Vi ringrazio per le visite, sempre più numerose, vi ringrazio dei commenti che lasciate che mi fa sempre molto piacere ricevere per poter parlare con voi e condividere le nostre opinioni. Come sempre, se vi va, iscrivetevi o lasciate un segno del vostro passaggio, io vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissimi viaggi tra le pagine!!! A presto :-)

6 commenti:

  1. Ciao Mikla, come ti capisco..anche a me capita di rimandare letture per mesi senza un valido motivo per poi trovarmi delusa dalle storie. E' come se avessimo un sesto senso, un radar che ci fa capire che se un libro non ci ispira, meglio non iniziarlo :)
    Mi dispiace che Bel-ami non ti sia piaciuto, è una lettura che ho in programma e spero di non provare la tua stessa delusione, soprattutto per i personaggi. Quando non si entra in empatia con loro, è dura continuare la lettura.
    Comunque ti farò sapere cosa ne penso!
    Un abbraccio!

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    1. Ciao Maria :-) Lo credo anch'io che a volte noi lettori abbiamo un radar per quello che ci può attrarre di più. Credo che anche leggere qualcosa che non rientra nei nostri gusti vada bene per creare poi dei confronti costruttivi, quindi sostengo comunque la lettura spiacevole :-)

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  2. La recensione è, come al solito, molto accurata, e, nonostante la tua impressione negativa, le parole che hai speso sull'autore in generale mi hanno attirata molto! Non ho mai letto nulla di suo e senz'altro ora Una vita ha destato il mio interesse. Il Bel-Ami non so... é il suo romanzo più famoso, però mi ispira un po' meno.
    In ogni caso, grazie per la recensione!

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    1. Decisamente Bel ami non te lo consiglio, UNA VITA è uno dei miei libri preferiti anche se molto triste... ma diciamo che l'autore in sé non è proprio sta botta di vita ;-)
      Se leggerai UNA VITA fammi sapere cosa ne pensi :-) Grazie a te per essere passata :-)

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  3. Conosco ovviamente l'autore di nome, ma non ho ancora letto o acquistato nulla di suo, pur vedendolo spesso all'usato. Mi incuriosisce in quanto autore ottocentesco e, come forse sai, la letteratura classica è la mia grande passione, però ammetto che ce ne sono molti altri che mi attirano ben di più. Questa tua recensione, come sempre molto esaustiva, non lo ha fatto salire tra le priorità ^^" mi hai incuriosita su "Una vita", che non conoscevo. Magari più avanti comincerò da questo!

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    1. In effetti è un autore famoso proprio per BEL AMI ma sinceramente io di gran lunga ho apprezzato UNA VITA triste ma bellissimo :-)
      Si, so che ti piacciono i classici per questo ti consiglio di leggere UNA VITA e tralasciare BEL AMI, decisamente!!! ;-)

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