domenica 22 gennaio 2017

RECENSIONE "L'ORA DI PIETRA" di MARGHERITA OGGERO

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Buona Domenica amici come va? Dalle mie parti fa freddo e tira un ventaccio assurdo, ma credo ci accomuni tutti ormai!

Oggi torno con una recensione legata alla RUOTA DELLE LETTURE, e all'obiettivo LUNA NERA, ovvero una foto distorta della copertina del libro che dobbiamo leggere ci viene inviata dalle organizzatrici. Noi leggiamo il libro che crediamo essere quello della copertina e poi aspettiamo il verdetto delle due "torturatrici" per sapere se ci abbiamo preso o no!
Questo è il nostro destino, spero di essere riuscita nell'intento. 
Nel frattempo ho comunque fatto una bella lettura su cui mi ero fatta tutto un mio film sopra che non si è verificato, ma non posso dire di aver perso tempo, quindi GRAZIE LAURE!!!
Vi lascio alla lettura del post in cui vi dico cosa ne penso :-)




TRAMA: Imma ha tredici anni e vive segregata in un appartamento nel Nord Italia con una donna, Rosaria, che non aveva mai visto in precedenza.
Imma osserva la città da una finestra stando attenta agli orari in cui affacciarsi e osservando le ore di pietra del quartiere.
Imma nasconde un segreto che non può rivelare a nessuno, nemmeno a chi la sta aiutando.

Titolo: L'ora di pietra
Autore: Margherita Oggero
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2013 (Ristampa)
Pag: 270
Prezzo: 9,50 euro





VALUTAZIONE:



Quella che vi propongo oggi è una lettura al buio, (Vi ho spiegato sopra il perché) una lettura che  non so ancora se mi sia piaciuta tanto o poco, quindi il giudizio è un tre farfalle e mezzo, ecco, vedete tre ma ce ne dovete mettere un'altra metà ;-)
Una lettura molto particolare soprattutto per il modo in cui è raccontata anche se la storia in sé non rappresenta una novità, almeno per quanto mi riguarda.

Ci troviamo davanti alla storia di una ragazzina che a tredici anni viene portata via dalla propria casa per allontanarla da una realtà, per lei, divenuta pericolosa. Allo stesso tempo, ci troviamo davanti anche alla storia di una donna adulta che cerca di liberarsi dei suoi fardelli sentimentali con difficoltà ma senza perdere la speranza.
Quello che racconta questo romanzo è la storia del coraggio femminile che rende, ancora una volta, il merito a tutte quelle donne che ogni giorno combattono contro dei mostri, anche interiori, di cui nessuno può sapere.

"Nell'ora di pietra però non si vede nessuno. L'ora di pietra non dura un'ora, ma solo un momento, qualche volta un minuto, qualche volta anche tre o quattro. A me piace tanto e la chiamo così perché tutto resta fermo come impietrito. Non passa gente, non passano macchine, è come se il mondo si fermasse senza fare il rumore della frenata.  Mi sembra che dopo possa succedere di tutto, un terremoto, un'esplosione, come se quella fosse una pausa in attesa di qualcosa di grosso, come quando si tiene il fiato prima di gridare o di piangere, o come quando si resta così spaventati che ci si dimentica persino di respirare."

Mi trovo molto in difficoltà a parlare di questo libro, o meglio, la mia difficoltà sta nel volervi parlare liberamente ma senza farvi delle anticipazioni, e al momento la vedo difficile, forse perché devo ancora metabolizzare gli effetti che ha avuto su di me, non so! Io intanto ci provo e vediamo come andrà a finire ;-)

Ne L'ora di pietra vengono raccontate contemporaneamente tre storie diverse, due passate e una contemporanea. Quelle passate riguardano la famiglia si Imma prima della sua nascita e la storia di Rosaria, quella contemporanea, ovviamente, parla di Imma ed è la stessa Imma a narrarcela, quasi stesse scrivendo una sorta di diario.

La famiglia Palumbo è composta da madre, padre e tre figli, due maschi Antonio e Salvatore e una ragazza avuta in tarda età, Carmelina (Melina). Una famiglia normale e possiamo dire felice, ma è questa stessa felicità che sembra essere troppa da poter appartenere ad una sola famiglia, tanto che, attraverso le pagine, vediamo il progressivo "sgretolamento" di questa stessa famiglia, implicata in problematiche molto pericolose e difficili.
La storia che la Oggero ha deciso di raccontarci è una storia di dolore che nasce dalla felicità, storie che lasciano di stucco per l'imprevedibilità e non per l'impossibilità. Un libro che ci mette davanti al fatto che la vita non può essere programmata a lungo termine, ma bisognerebbe viverla per quello che ogni giorno ci offre davanti.
Come ho detto è difficile parlare di questo libro non dicendo nulla della storia che possa anticipare qualcosa, e così tenterò di parlare, come al solito, delle emozioni che ho provato io leggendolo.


"Io non so come sono, so soltanto che vorrei non essere io ma un'altra persona e avere un'altra vita. Oppure non averla avuta, perché prima, cioè prima di nascere, non si sta male, non si sta e basta. Quando mi metto a pensare a queste cose mi viene la gola stretta e voglia di piangere, però non piango perché non serve, mi metto invece seduta dietro alla finestra che dà sulla via e guardo giù. Intanto il tempo passa"

La cosa che si nota appena si leggono le prime due pagine è un senso di solitudine molto prepotente, una sensazione che non abbandona mai il lettore se non per brevi sprazzi, quando la matassa comincia a sbrogliarsi, e c'è un cambiamento nell'atteggiamento di alcuni personaggi. 
Una narrazione fatta in modo molto particolare, e la particolarità non si limita a portare dei cambi di prospettiva e di voce narrante ad ogni capitolo, ma anche all'interno di uno stesso capitolo. 
Quello che più mi ha colpito è la scelta di raccontare una storia a ritroso, quasi stessimo leggendo un libro moviola. Quando iniziamo a leggere le prime pagine ci rendiamo subito conto che un evento importante ha già cambiato gli equilibri dei personaggi coinvolti, un elemento fondamentale per spingere la prosecuzione della lettura.
La Oggero racconta la difficile realtà di un paese non ben identificato del Sud Italia, Napoli e dintorni, attraversato da faide camorristiche e caratterizzato da un clima di paura che a volte limita e a volte porta a sfidare quella stessa paura, come avviene in alcuni personaggi.
Alla storia di Imma, e della sua famiglia, si associa quella di Rosaria che sembra essere una figura caduta per caso in un quadro familiare in difficoltà.
Anche per Rosaria si tratta di una storia di solitudine profonda, di abbandono e di delusione per delle scelte che nulla di buono le hanno portato.

Sono storie di donne in difficoltà che finiscono con il trovare la forza di andare avanti l'una nell'altra e che finiscono con il comprendersi e l'accettarsi nonostante siano estranee.
Imma ha tredici anni e tutta la voglia di vivere liberamente la sua età, cosa che non può fare. Rosaria ne ha trentasei di anni, e la voglia di una stabilità affettiva di cui non le sembra di essere degna. 
Insomma un libro di anime complicate che forse se lo sono procurato? Forse non hanno avuto scelta? Forse era già segnato così e vivono solo le conseguenze di un destino avverso, chissà. A me le domande sono venute in mente tutte e tre, devo essere sincera.

Per quanto mi riguarda è stata la prima volte che leggo questa autrice e non mi ha particolarmente entusiasmato, nel senso che mi ha fatto molto piacere leggere questa storia, mi è piaciuta, ma non credo faccia parte di uno di quegli autori di cui vorrei leggere tutto, spero di essermi spiegata.

La storia è stata interessante, sebbene non particolarmente innovativa. Sicuramente ho apprezzato lo stile leggero e trasudante un senso di malinconia e solitudine che mi ha fatto proseguire la lettura in modo spedito senza sentirne la pesantezza per conoscerne l'origine.
Un libro importante per capire che non bisogna arrendersi davanti alle difficoltà, a qualsiasi età queste compaiano, ma è anche un libro che racconta di una triste verità che si verifica ancora oggi e in chissà quanti episodi.


Insomma è una lettura che mi ha permesso di conoscere una nuova autrice italiana e sono molto contenta di averla fatta, soprattutto perché si tende sempre a snobbare gli autori nazionali e non capisco poi perché.

Io ringrazio le Laure di LA LIBRIDINOSA e de LA BIBLIOTECA DI ELIZA per avermi dato l'opportunità di leggere questo libro (sperando di averci preso, ovviamente)!!!


Per il momento vi lascio amici Viaggialettori, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare BUON VIAGGIO TRA LE PAGINE DEI VOSTRI LIBRI!!! Ci rileggiamo prestissimo!!!

2 commenti:

  1. Oh figurati! Io quando ho da propinare la Oggero sono sempre in prima linea (che si è capito che la adoro?!!!). Comunque brava, hai indovinato la copertina!

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  2. Ci è voluto per capire chi fosse ma per fortuna le ricerche hanno dato buoni frutti ;-)

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