martedì 31 gennaio 2017

RECENSIONE "QUEL FANTASTICO PEGGIOR ANNO DELLA MIA VITA" di JESSE ANDREWS

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state amici? Io ormai ho fatto un patto stretto con l'insonnia e il risultato è che leggo tantissimo, quindi vi state "beccando" recensioni come se non ci fosse un domani :-)
Spero che la cosa non vi disturbi perché ormai sta diventando quasi un bisogno parlare con voi delle letture che faccio, anche quando non sono pienamente soddisfacenti...
Bando alle ciance, vi lascio al post, BUONA LETTURA!!!



TRAMA: Greg è un ragazzo piuttosto timido, che sta sempre sulle sue e cerca di avere un buon rapporto con tutti pur non partecipando attivamente a nessuna iniziativa scolastica o sociale. Earl è un ragazzino molto più maturo della sua età ma non lo lascia intravedere. Il primo, figlio di una famiglia benestante, il secondo, appartenente ad una famiglia problematica. Hanno una passione comune, i film che si dilettano a fare insieme. Un giorno scoprono che una loro compagna di scuola, Rachel, è gravemente malata e così i due, seppur pilotati, cominciano ad intrattenere un'amicizia con la ragazza, accompagnandola durante il difficile percorso di cure che deve affrontare.

Titolo: Quel fantastico peggior anno della mia vita
Autore: Jesse Andrews
Casa Editrice: Einaudi
Anno: 2015
Pag: 254
Prezzo: 17,50




VALUTAZIONE:



Non sono una di quelle persone che, solamente perché i temi trattati in un libro toccano malattie o tematiche serie, dice che quel libro è bello perché si deve dire così!
Non credo di essere un mostro solo perché dico che un libro del genere non mi è piaciuto o che non ne capisco il successo, solo perché si parla di qualcuno che muore in età giovane.
Sinceramente credo che posso essere libera di definire un libro del genere brutto, facendolo sempre con la certezza che questo è il mio pensiero e non quello della popolazione mondiale!
Ho detto altre mille volte, nei vari post che ho scritto, che, nella maggior parte dei casi, io non trovo belli dei libri che tutti hanno amato, e non lo faccio perché devo distinguermi per forza, ma solo perché mi ascolto e se una cosa non mi piace non sono tenuta a dire per forza che il libro è bello. Credo che mentire non serva a niente e a nessuno, non credo che il mio parere influenzi il mondo se dico che un libro è brutto o meno, credo che si possa leggere il mio articolo e magari incuriosirsi e voler leggere il libro nel caso in cui si voglia ritrovare lì il mio punto di vista, o smentirlo, perché no!
Resta comunque il fatto che non sono una persona insensibile solamente perché dico che queste storie, a volte, non mi piacciono, né che, dicendo così, non rispetto chi si trova in queste condizioni perché, purtroppo, sono situazioni che vivo nella mia quotidianità!
Bene, fatta questa premessa potete dire quello che pensate della mia "recensione" liberamente, e riceverete comunque una risposta da me :-)

Adesso... Per passare al libro vero e proprio faccio la persona seria e vi spiego il mio punto di vista!!! Ah devo avvertirvi che devo parlare in modo libero della trama, perché essenzialmente per spiegare il libro devo dirvi tutto... Mi dispiace!
Ho sentito parlare molte volte di questo libro da alcune youtubers che seguo e che lo hanno letto in inglese con il titolo ME & EARL & DYING GIRL, e lo hanno fatto sempre con pareri molto positivi ed entusiasti, quindi quando ho trovato l'ebook non ho esitato a leggerlo appena ne ho avuta occasione. Dal mio punto di vista, però, tutto questo entusiasmo non l'ho trovato, al contrario, l'ho trovato molto pesante, ma mi spiego meglio.

Quel fantastico peggior anno della mia vita racconta dell'ultimo anno di liceo di Greg Gaines, un ragazzo di buona famiglia che non ha voglia di studiare, socializzare, svolgere attività che coinvolgano altre persone, avere degli amici, insomma vivere. L'unica eccezione a questa sua condizione è Earl Jackson che, al contrario di Greg, è vissuto in una famiglia disagiata, con fratelli violenti e madre assente. Un giorno la madre si Greg viene a sapere che Rachel, una compagna di scuola di Greg, è malata di leucemia e sta per morire. Questo la porta a costringere Greg a farle compagnia per i suoi ultimi giorni di vita. Quindi nel libro troviamo Greg che ci racconta i giorni passati con Rachel, e di come ha vissuto quell'esperienza.

BENE! La trama è tutta qui, nel senso che non c'è molto da dire a proposito della storia, mentre invece su quello che non mi è piaciuto qualcosa in più c'è.
Fermo restando che si sta parlando di adolescenti e che secondo me a sedici anni qualcosa la dovresti pure capire da te (Mi rivolgo a Greg, soprattutto), e che posso capire che sia una cosa inaspettata da vivere per un ragazzo di sedici anni, ma anche a trenta e quaranta e ad ogni età, che forse l'intento dell'autore è di far capire al lettore come gli adolescenti possano vivere queste situazioni, a me questo libro mi è parso una grande cavolata!
Non mi è piaciuto nulla, nonostante si trattasse di un libro molto veloce da leggere, io me lo sono trascinato dietro per settimane senza avere la minima voglia di sapere come andavano a finire le cose, un libro pesante per il linguaggio usato e per l'assenza di concetti per più della metà, se non tutto, il libro... Sicuramente sono io che sto sbagliando tutto, ma a me proprio non è andato giù.

La figura di Greg è esageratamente vuota, e il fatto che lui vada a fare compagnia a Rachel non me lo rende più simpatico o me lo fa vedere con un occhio di riguardo. E' lui stesso a dire e ripetere continuamente nel libro che di Rachel non gliene frega nulla e che fa tutto quello che vuole perché DEVE farlo e non perché VUOLE. Mi potrete contestare questa frase dicendo che alla fine lui si scioglie in lacrime??? E Bhè forse perché sei arrivato a capire che nella vita ci vuole un po' più di sale in zucca e che una ragazzina può morire dall'oggi al domani dopo aver combattuto inutilmente contro un mostro crudele quale quello della leucemia??? MA BUONGIORNO GREG!!!
Da questo punto di vista ho apprezzato EARL, che almeno quando c'è stato bisogno di dire le cose come stavano lo ha fatto, e quando gli è stato chiesto di parlare di Rachel, anche avendola vista meno di Greg ha saputo dire qualcosa di intelligente.
Rachel poverina fa solo delle piccole apparizioni, diciamo che l'ho vista più come presenza assenza che serve solo per impietosire il lettore, altrimenti non si può capire come riesca a sopportare tutte le cavolate che dice Greg perché vorrebbe farla ridere!

Non mi è piaciuto neanche il linguaggio adottato, inutilmente scurrile, inutilmente ed eccessivamente ironico, avrei preferito dei dialoghi un po' più consistenti soprattutto perché il quadro che ne esce fuori degli adolescenti è quello di una massa di stupidi che non fanno altro che parlare di sesso, dicono parolacce, eeee al massimo parlano di qualche film che gli è piaciuto, almeno in questo caso, ma neanche troppo.
Voglio sperare ed augurarmi che non siano queste e così le generazioni che ci sono dietro di me (non nel senso che io sia più intelligente di tutti loro, ma semplicemente ho passato i sedici anni da un bel po' di tempo, ecco) altrimenti stiamo messi male... Ma comunque tornando a noi...

Vi ripeto che posso comprendere il fatto che Jesse Andrews abbia voluto parlare di un argomento serio attraverso degli adolescenti, ma credo che avrebbe potuto farlo pure in maniera migliore di come ha fatto.
Sono stata dura nell'esprimere le mie opinioni e me ne rendo perfettamente conto, non sono una persona bigotta o perbenista o moralista, e non lo sto dicendo per giustificarmi perché non ne ho alcun bisogno. Ho detto quello che penso e quello che non mi ha lasciato questo libro.
L'argomento della morte per malattia è una cosa seria e dolorosa, sia per chi la vive e sia per chi sta intorno a chi la sta subendo, non credo si possa banalizzare o sminuire con questo tipo di narrazione che a me è parsa vuota, come Greg!

Non sono partita con l'idea che questo libro mi sarebbe piaciuto ma, visto come ne hanno parlato, pensavo che avesse qualcosa degno di nota, purtroppo io non salvo nulla di questo libro. Mi dispiace se ho offeso qualcuno con queste mie parole, dirette e senza filtro che, però, mi rispecchiano, ho scritto queste opinioni di getto e credo che queste siano le cose migliori, a prescindere che sia io a scriverle.
Vi ripeto se ho offeso qualcuno mi dispiace ma la mia opinione rimane questa!

Il libro non mi è piaciuto per il fatto che si è dato spazio ad un personaggio che non ha nulla per cui essere elogiato, non prende posizione nella società (la scuola), non vuole fare nulla a parte film scadenti (di cui si accorge lui stesso), fa cose che gli vengono "ordinate" facendo finta che sia lui a volerle fare quando non è così, e non ha il coraggio di dire le cose che pensa. Non posso credere che il solo fatto che lui vada a trovare Rachel il pomeriggio o all'ospedale, che cerchi di farla ridere perché altrimenti crede di aver perso il suo tempo prezioso, o che pianga quando la vede morente siano cose che lo fanno valutare in senso positivo. Come vi ripeto la morte e la malattia sono cose serie e parlarne così superficialmente non ha alcun senso.
Le persone malate sono sensibili e non hanno bisogno di avere intorno delle marionette o dei pagliacci che le facciano ridere per non pensare al loro dolore. Hanno bisogno di ridere, è vero, ma di farlo con chi voglia loro del bene, senza obblighi e doveri, e tutto questo qui e in Greg non c'è!

Bene amici Viaggialettori, spero che continuerete a leggere i miei post nonostante i miei sproloqui, a volte, siano così tanto diretti. Questo argomento mi è particolarmente caro e leggere queste banalità mi infastidisce. Mi scuso ancora se qualcuno si è offeso e vi ribadisco che queste sono le mie PERSONALI OPINIONI!
Adesso amici vi saluto che ho da preparare altri post, ci rileggiamo presto, vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

2 commenti:

  1. In effetti, ultimamente mi sono chiesta "ma quanto accidenti riesce a leggere questa ragazza?!" o_o ecco spiegato il mistero allora, l'insonnia! Ti capisco, in passato ho avuto anche io problemi di questo tipo, solo che al contrario di te non riuscivo neanche a leggere per mancanza di concentrazione...
    Venendo al libro di cui hai parlato, ad essere onesta non l'avevo mai sentito nominare, ma sono certa che non hai motivo né di scusarti né di giustificarti: non vedo come qualcuno potrebbe offendersi, non hai mica mancato di rispetto verso chi soffre o chi ha una persona cara malata; hai soltanto espresso la tua opinione su un romanzo, che come tutti gli altri - a prescindere dal tema - può essere bello o brutto, scritto bene oppure no. A mio parere sono davvero pochi i libri che trattano di situazioni simili senza scadere nel banale, nel finto o nel superficiale. Mi sa che Andrews non c'è riuscito!

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    1. Ciao Julia :-) Io quando non dormo sto sveglia come se fosse pieno giorno per quello leggo e lo faccio anche più velocemente visto che non ci sono rumori intorno :-)
      Per quanto riguarda il libro... Neanche io ne avevo sentito parlare della traduzione italiana, me lo sono ritrovato nel Kobo e ho scoperto dopo che era lo stesso.. Comunque lettura non necessaria, anzi si può evitare tranquillamente!!!

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