sabato 28 gennaio 2017

RECENSIONE "VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA" di JULES VERNE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Io credo che le sfide di lettura siano il modo migliore per approcciarsi a generi completamente diversi da quelli in cui ci ritroviamo solitamente e, sia che si tratti di libri che vengono suggeriti, sia che si tratti di linee guida per fare la scelta delle letture, credo che siano comunque un metodo buonissimo per farci conoscere altri mondi, letterari e non.
Bene... Dopo questo elogio alle sfide di lettura, direi che vi posso parlare della lettura di questo post ancora una volta legata ad una delle sfide che sto portando avanti (ma va???!!!)... Si tratta della SFIDA DI LETTURA LPS 2017 (anche in questo caso cliccate sul banner per partecipare). LPS sta per Le parole segrete, un blog letterario che ha creato una sfida di lettura annuale con la possibilità di leggere un libro al mese e partecipare all'estrazione dei premi alla fine di tutto il percorso fatto.
L'obiettivo per il mese di GENNAIO è LEGGERE UN LIBRO DA CUI E' STATO TRATTO UN FILM (D'ANIMAZIONE O ALTRO) e io ho scelto questo libro. Adesso, però, vi lascio leggere il post per sapere cosa ne ho pensato... BUONA LETTURA!!!


TRAMA: Otto Lidenbrock è un noto geologo che in uno dei suoi vecchi libri ritrova un manoscritto con un messaggio in codice che parla di vulcani, scoperte naturali e un accesso per raggiungere il centro della Terra. Quello che seguiamo, attraverso le pagine, è il viaggio del professor Lidenbrock e di suo nipote Axel fino al centro del mondo... Ci riusciranno? Cosa troveranno?

Titolo: Viaggio al centro della Terra
Autore: Jules Verne
Casa Editrice: Giunti
Anno: 2013
Pag: 297
Prezzo: 7,00 euro






VALUTAZIONE:



Ci sono quelle volte in cui non ci si avvicina ad un libro per dei pregiudizi che non si sa neanche per quale motivo passino per la testa. Ci sono quei libri che si ignorano perché, magari, si pensa non siano adatti alle proprie scelte o ai propri gusti, anche se non ci si è mai avvicinati al genere. Ci sono quei libri di cui vedi il film che non ti convince poi tanto e decidi di non leggerlo perché "Se non mi è piaciuto il film, non credo che il libro possa piacermi!". Le solite sentenze lapidarie che nella maggior parte dei casi portano i lettori scettici a rifiutare di leggere libri che possono essere le loro migliori letture di sempre.
Ecco, questo è stato il caso che, per me, ha racchiuso tutte queste titubanze fino ad ora.

Lo so che Viaggio al centro della Terra è un libro che di solito si legge da ragazzini e che il film è stato fatto abbastanza di recente, ma ci sono tante cose con cui posso giustificarmi... La prima è che da piccola non leggevo, ho cominciato a farlo seriamente da pochi anni, soprattutto negli anni della specialistica in cui ero più libera di poter fare letture a mio piacimento e di comprendere anche di più quello che leggevo, con un occhio più critico. 
La seconda cosa è che non avrei mai pensato che un libro d'avventura potesse riscontrare i miei gusti, non ho letto nulla del genere fino ad ora e devo dire che mi è piaciuto tantissimo!
Ho ricevuto questo libro a Natale del 2015 e non so perché avevo deciso di leggere qualcosa di questo autore conosciutissimo di cui conoscevo le storie per sentito dire. Quando mi è stato chiesto di scegliere tra vari titoli non ho esitato e l'ho preso (lasciate stare il fatto che l'ho letto un anno dopo, ovviamente). Dopo aver comprato questo ho preso 20000 LEGHE SOTTO I MARI e IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI che, a questo punto mi accompagneranno per un po' di tempo, ovviamente comprandoli a scatola chiusa e non sapendo come sarebbero stati, quindi sono molto contenta che questa lettura mi sia piaciuta così tanto.  
Ma adesso, bando alle ciance e parliamo di questo libro che è meglio.

Jules Verne ha pubblicato Viaggio al centro della Terra nel 1864 decidendo di ambientare la storia un anno prima. Una storia che racconta le vicende di due geologi, zio e nipote, il dottor Lidenbrock e Axel che, dopo aver trovato un manoscritto islandese molto antico, riescono a decifrare un messaggio segreto nel quale si parla di un vulcano islandese come di un accesso per raggiungere il centro della Terra. 
Davanti alla possibilità di poter fare questa scoperta sensazionale, il dottor Lidenbrock decide di partire alla volta dell'Islanda di lì a pochi giorni, accompagnato dal suo giovane nipote Axel. Inizia così il loro viaggio, tanto frettoloso quanto avventuroso, attraverso i luoghi impervi delle terre del nord.

Come  vi ho detto, questo è il primo romanzo d'avventura che leggo, e non pensavo potesse piacermi così tanto. In realtà quello che mi è piaciuto non sono stati i personaggi, quanto il modo di raccontare dello scrittore, la descrizione dei luoghi attraversati e della natura incontaminata che ha tanta parte in questo romanzo.
Quello che ho pensato fin da subito, una volta finito il romanzo, è che Verne abbia voluto fare un omaggio alla natura e alla sua capacità di creare delle meraviglie così sorprendenti e paurose allo stesso tempo.
Ma è anche un omaggio agli altri grandi personaggi della letteratura che, scendendo negli inferi, sono arrivati anche loro al centro della Terra, Enea cui si fanno molti riferimenti e Ulisse.

"I miei occhi abbagliati godevano della trasparente irradiazione dei raggi solari. Avevo dimenticato chi fossi per vivere la vita degli elfi e delle silfidi, immaginari esseri fantastici della mitologia scandinava.  Mi inebriavo della voluttà delle altezze senza pensare agli abissi nei quali ero destinato ad immergermi tra poco"  

I personaggi di questa storia sono completamente diversi l'uno dall'altro. Da una parte abbiamo il Professor Otto Lidenbrock, un uomo istintivo, irascibile, frenetico e poco incline alla presenza del mondo esterno, quando viene colto dall'irrefrenabile necessità di portare a termine delle ricerche scientifiche o, come in questo caso, delle scoperte. Pronto subito alla partenza senza considerare le difficoltà o i pericoli del caso ma sicuro delle sue conoscenze.
Dall'altra c'è Axel, anche lui geologo ma meno impulsivo dello zio. O meglio, la sua impulsività appare solo raramente per la prevalente presenza di una maggiore razionalità anche nel caso in cui bisogna concedere spazio all'istinto. A differenza di Lidenbrock, Axel fa i conti con il pericolo che tale partenza può comportare, e soprattutto la paura di non farcela e di non sopravvivere a tutto quello. Rappresenta quindi il lato umano della storia, nonostante ci siano barlumi di umanità anche in Lidenbrock.

Quello che più di tutto mi ha colpito in questo romanzo è tutto l'aspetto descrittivo che ci permette di vivere direttamente con in nostri occhi la bellezza dei paesaggi incontaminati delle terre del nord Europa, della penisola scandinava e i ghiacci perenni dell'Islanda. I boschi che ricordano, come dice lo stesso Verne, le terre degli elfi, e delle creature della mitologia norrena. E poi l'impressionante profondità delle cavità terrestri, vulcani spenti che al loro interno presentano stratificazioni di lava e dei vari terreni che si sono succeduti durante le ere geologiche della formazione terrestre. 
Ovviamente la maggior parte del romanzo si svolge all'interno del pianeta, quindi veniamo a conoscenza dei metalli, dei minerali, dei fossili animali e vegetali, dei vari fenomeni vulcanici che si verificano sulla Terra.
Il tutto è accompagnato da una serie di dialoghi tra i due studiosi con i quali anche noi lettori veniamo a conoscere le tradizioni dei popoli che abitano le zone attraversate per raggiungere il vulcano, le tradizioni legate alla caccia, alle abitudini sociali, culinarie e soprattutto molti elementi che appartengono al mondo della geologia, della mineralogia, della vulcanologia e di tutte le altre discipline che riguardano lo studio delle Terra e dei suoi fenomeni.
Sia chiaro che non si tratta mai di qualcosa di pesante o dottrinario, proprio perché il tutto viene reso con i dialoghi tra i due scienziati, quindi voi apprenderete anche inconsciamente delle nozioni che potreste non avere o che comunque si sanno dagli anni delle scuole, anche se non in modo così scientifico.

Accanto all'aspetto scientifico c'è quello avventuroso del romanzo vero e proprio. Il libro è, infatti, il resoconto dell'impresa fatta da Axel, suo zio e la guida Hans, tre personaggi molto diversi tra loro che riescono, però, ad incastrarsi e a sopravvivere senza ammazzarsi l'un l'altro, perché si, Otto Lidenbrock a volte ha suscitato il mio istinto omicida, ma ho cercato di continuare la lettura senza farci troppo caso :-)



"Vedevo vallate profonde incrociarsi in ogni direzione, precipizi aprirsi come pozzi, i laghi mutarsi in stagni, i corsi d'acqua diventare ruscelli. Alla mia destra si succedevano ghiacciai innumerevoli e cime moltiplicate, alcune impennacchiate da fumate leggere. Le ondulazioni di quelle infinite montagne che sembravano spumose di neve richiamavano al mio ricordo la superficie di un mare agitato. Se mi volgevo verso ovest, l'oceano si apriva nella sua maestosa distesa come una continuazione di quelle come montuose increspate di bianco. Dove finiva la terra cominciavano i flutti e il mio occhio li distingueva appena."

Per quanto mi riguarda si è trattato di una lettura velocissima che ho fatto senza rendermi conto dello scorrere delle pagine. Ho cominciato a leggere e, semplicemente, non riuscivo a staccarmi dal libro. C'è da dire, in tutta onestà, che non si tratta di un libro che al suo interno ha solo colpi di scena per ogni pagina perché non è così, quello che mi ha fatto andare avanti è stata la meraviglia di vedere descritte delle cose che sui libri di scuola puoi immaginare, ma qui vengono rese vive e reali, descrizioni bellissime di paesaggi completamente diversi tra loro che confinano l'uno con l'altro.
Un viaggio attraverso la storia della nascita del nostro pianeta e l'incontro con vegetazione e animali primitivi ma incontrati prima d'ora.
Un viaggio emozionante che non tralascia le difficoltà dell'impresa, anzi, i momenti di panico ci sono, soprattutto per uno dei personaggi, ma il tutto è ben incastrato in questa sorta di trattato scientifico romanzato.
Come ho detto i personaggi non mi hanno colpito più di tanto ma tutto il resto è veramente notevole. 
Spero che gli altri due romanzi che ho preso mi possano piacere allo stesso modo, nonostante si tratti di argomentazioni differenti credo che l'approccio sia lo stesso, ma staremo a vedere quando sarà il loro momento.

Io nel mio piccolo non posso che consigliarvi di leggere questo libro, se come me non lo avete ancora fatto, perché sarete trasportati in un bellissimo viaggio tra la natura incontaminata e vi ritroverete a meravigliarvi della bellezza che questa possa aver creato.

Bene amici, la mia recensione finisce qui, fatemi sapere se lo avete letto e cosa ne avete pensato... Spero di non essere l'unica a non averlo ancora letto, ma sono comunque contenta di averlo fatto ora :-)
Vi saluto... Vi mando un abbraccio e vi auguro buon viaggio tra le pagine dei vostri libri!!!

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